venerdì 29 marzo 2013

Buona Pasqua




A TUTTI QUANTI INDISTINTAMENTE,
PROVANDO A TROVARE UN PO' DI OTTIMISMO, UN AUGURIO DI BUONA PASQUA

Quercioli Alessandro e Roberto

lunedì 11 marzo 2013

Cambiare...per continuare.

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Martin Luther king disse: “Può darsi che non siate responsabili di questa situazione, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”.













Pensiamoci bene. Il mondo non può finire.
L’economia di uno stato può subire dei momenti di difficoltà, delle pause, dei grandi cambiamenti, ma non può assolutamente terminare. E' con questa consapevolezza che l’imprenditore deve trovare la forza per sollevare la testa e guardare avanti oltre la realtà degli ultimi 20 anni ed assimilare che il mondo è già cambiato e non tornerà più quello di una volta. Le richieste di mercato non saranno più le stesse. Le esigenze delle persone non saranno quelle di sempre e, quindi, che anche le aziende dovranno modificare il loro modo di lavorare rendendolo attuale.

Durante quest'ultimo periodo di crescita dell'edilizia, dove è stato costruito tanto, forse troppo e sicuramente senza un controllo, molte delle aziende produttrici di serramenti (quasi tutte!) avevano lavoro costante.
Perciò, quando si parlava di rinnovare l'azienda, si pensava a comprare macchinari per fare produzione, ad allargare il capannone per inserire nuovi reparti di lavorazione, ad assumere operai per riuscire a fare più quantità, a comprare le movimentazioni per migliorare il metodo in falegnameria, ecc..
E adesso???
Adesso invece tutto è cambiato. La mancanza di chiarezza in un futuro, la scarsità della domanda, l'ingovernabilità del paese, la difficoltà del lavoro all'estero e l'incertezza globale negli sguardi di tutti gli italiani, hanno creato un'alone di paura dal quale è difficile vedere oltre.
Però non possiamo chiudere gli occhi. Non dobbiamo assolutamente rimanerci dentro. E questo è possibile, solamente continuando a rinnovare le nostre aziende, con i minor costi possibili, anche a costo 0, solamente grazie alla propria forza di volontà, del tempo e della massima fiducia nell'obiettivo prefissato.

Dopotutto un vecchio proverbio diceva: “Chi si ferma è perduto”.

Questo periodo è il più adatto per revisionare internamente le aziende, poiché la mancanza di lavoro ha liberato un po' di tempo a tutti.
Alcuni dei punti principali che permettono di cambiare sono:
- la verifica degli sprechi nei cicli produttivi, come le operazioni a non valore, i tempi improduttivi, mansioni inutili, ecc..
- la  riduzione dei costi mirata per settore, graduale nel tempo, controllata e gestita costantemente.
- il miglioramento dei cicli produttivi per diventare maggiormente flessibili.
- la creazione di una moderna organizzazione, che garantisca velocità di esecuzione sia per lavori di grosse che piccole quantità, in serie o per commessa.

Certo, ci rendiamo conto che questo è un momento difficile, ma è importante, per non dire fondamentale, che le imprese comprendano la necessità di un cambiamento interno e di mentalità. Per affrontarlo al meglio dovranno essere superati gli ostacoli della paura, della diffidenza verso le novità e delle incertezze sulle nuove idee.
Questo è ciò che riteniamo sia giusto fare...
Magari c'è anche altro...
Rimanere fermi ad aspettare, non è comunque una soluzione...

Coraggio imprenditori.



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giovedì 28 febbraio 2013

Caricare un camion di finestre

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Spesso, quasi sempre, notiamo che la fase di carico del camion con il quale si dovranno consegnare le finestre avviene manualmente e richiede molto tempo, tanti uomini e da non sottovalutare, molta fatica. Quindi direi che oltre ad essere una cosa importante....è veramente COSTOSA!

Allora perché non usare un altro sistema?






Il metodo di cui stiamo parlando comprende la pallettizzazione automatica dei serramenti su di un pallet ed il trasferimento dello stesso sul pianale del camion attraverso un muletto. Probabilmente la risposta sarà qualcosa del tipo “perché ce ne stanno meno” e forse può essere anche vero, ma esaminando più a fondo la situazione, potremmo fare alcune considerazioni che potrebbero cambiare il Vs. pensiero (questi dati sono valori medi presi da una ricerca fatta fra alcuni nostri clienti).
> un trasporto effettuato da Firenze a Milano periferia, con un camion dotato di sponda idraulica e di proprietà che trasporti 100-150 finestre (media 120 finestre) vetrate e di dimensioni miste, costa circa 350,00 €.
> costo lordo del dipendente, incluse le incidenze dei costi fissi, 0,38 €/minuto

Quindi :
1) l’operazione di riporto “maniglia” sul telaio per entrambe l'estremità richiede ad una persona circa 3-4 minuti a finestra, quindi un costo di circa 160,00 €/carico

2) due persone (se non tre!) addette all’operazione costano, per le 2-3 ore mediamente necessarie al carico, circa  145,00 €.

3) la movimentazione interna di 13 carrelli di prodotto finito, molto spesso pesanti, ingombranti e poco maneggevoli, richiede tempo ad una persona per circa 35 minuti a commessa di carico, quindi 13,00 €.

4) la sovrapposizione, la legatura, le vibrazioni ed il maneggiamento, creano graffiature, ammaccature, rotture di vetri, etc. mediamente stimabili, comprese le operazioni di  rifacimento, circa 80,00 €/carico

5) il tempo della ns. persona allo scarico, costa almeno quanto al carico, 80,00 €.

6) il tempo di ricercare e ridividere (specialmente in cantiere) le finestre di ogni appartamento, richiede almeno due ore di lavoro di due persone. La stima per il costo dell’azienda (l’altra persona sarà del cantiere) è per circa 45,00 €.

7) l’affaticamento delle persone ed il rispetto delle normative (22 kg a strappo cad.o) non è quantificabile, ma certamente dopo un carico (e l’equivalente allo scarico), motiva un sacrosanto rallentamento fisico con un calo della produttività o se vogliamo, con un costo maggiore al minuto. Almeno sino al loro ristabilimento!
Per un totale costi di circa 523,00 €.


In alternativa, con un semplice pallettizzatore per finestre da circa 25.000,00 €. in ammortamento, potremmo pensare che il costo del trasporto compreso l’autista resta invariato e quindi il recupero è soltanto sulle operazioni :
1) il tempo di carico, eseguibile con un normale transpallet posto all’interno del camion che sarà equivalente a minuti 90, quindi € 35,00.

2) il tempo di scarico difficilmente supera i 90 minuti di una persona, € 35,00
Per un totale costi di circa 125,00 € + l’ammortamento macchina ripartito sul numero dei trasporti.

I tempi di sciupo, aggiustamento, movimentazione interna, sovrapposizione allo scarico, ricerca della finestra per appartamento, affaticamento, etc. diventano ininfluenti.              
Il servizio, la suddivisione degli appartamenti o delle commesse, etc. vanno oltre.
E Voi cosa ne pensate?


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venerdì 8 febbraio 2013

Per fortuna ci sono le REGOLE

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Ci siamo trovati a lavorare in un’azienda ricca di… “cani sciolti”, ovvero persone lasciate senza una vera e propria guida, qualcuno che li controlli e li gestisca al meglio.
Così, nel nostro piano di ammodernamento, abbiamo inserito obiettivi e regole per conseguirli.  Ma con i “cani sciolti” mica è così semplice!
Ben sapendo che il compito di far capire a cosa servono le regole spetta a chi le formula, ci siamo accorti che l’inosservanza nasceva dalla poca conoscenza delle motivazioni.Basterebbe capire perché si mettono le regole per avere una visione di cosa accadrebbe se non ci fossero e di quale epilogo avrebbero gli obiettivi prefissati.
Questo vale sia per chi le formula che per chi dovrebbe utilizzare la propria intelligenza nell’applicarle.


Allego un sunto simpatico edito dal Sole 24 ore
<< Stiamo per salire sull’aereo con un borsone in più: “Perché darlo in stiva? Poi devo aspettare al ritiro bagagli. Che fastidio darà!”. Ma anche gli altri passeggeri sono “auto indulgenti”.
Lo spazio nelle cappelliere però è limitato: i borsoni extra devono essere messi in stiva. Ci vuole tempo e così il decollo viene ritardato.
Potrebbe sembrare un esempio banale.  Concentrati nei nostri diritti, tralasciamo i nostri doveri.
Dovremmo tenere presente che ogni “diritto” confina con “dovere”; il mio diritto di passare con il semaforo verde, è legato al dovere di fermarsi per chi ha il rosso.

IN AZIENDA
Come interpretare questo tema nel mondo lavorativo?
L’associazione più immediata alla regola è la procedura che indica ad un gruppo di persone cosa fare per conseguire un risultato.
Se la ragion d’essere è pertanto valida, l’applicazione è spesso “macchiata” da interpretazioni di basso livello.
Ad esempio:
- alle osservazioni sull’inutilità di alcune azioni, la risposta è: “Perché è scritto nelle procedure!”
oppure
- le persone sono autorizzate ad operare in maniera del tutto indipendente dalle procedure.

Due contesti diversi con un infelice comune!
Nel primo caso la considerazione sulle persone è bassa: è chiesto di eseguire, non di capire, né di cogliere il valore delle loro azioni.
Nel secondo, è palese lo spreco di tempo per gestire le procedure>>

Non facciamo sempre i ….”cani sciolti”!!!


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giovedì 31 gennaio 2013

Finanziamenti INAIL ISI 2013


Confidando nel Vs. interesse, se non lo conoscete già, comunichiamo il bando INAIL :

ESTRATTO AVVISO PUBBLICO 2013 PER INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO








1. OBIETTIVO
Incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Possono essere presentati progetti di investimento e progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

2. AMMONTARE DEL CONTRIBUTO
L'incentivo è costituito da un contributo in conto capitale nella misura del 50% dei costi del progetto. Il contributo massimo è pari a 100.000 €, il contributo minimo erogabile è pari a 5.000 €. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di spesa. Per i progetti che comportano contributi pari o superiori a € 30.000 è possibile richiedere un'anticipazione del 50% del finanziamento.

3. DESTINATARI
Destinatari sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato, Agricoltura.

4. RISORSE
Le risorse per l'anno 2013 INAIL sono 155,352 milioni di euro ripartiti in budget regionali, di cui:
_ 9,102 milioni di euro per i finanziamenti destinati ai progetti relativi all'adozione di modelli organizzativi per la gestione della sicurezza
_ 146,250 milioni di euro per i finanziamenti INAIL destinati:
_ ai progetti di investimento (strutturali e macchine)
_ ai progetti relativi a:
_ Adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato SA 8000
_ Modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte terza indipendente

5. MODALITA' E TEMPI
5.1. Compilazione e salvataggio online della domanda - 15 gennaio - 14 marzo 2013
Nel periodo dal 15 gennaio al 14 marzo 2013 sul sito www.inail.it - Punto Cliente, le imprese, previa registrazione, avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà l'inserimento della domanda, con la possibilità di effettuare tutte le simulazioni e modifiche necessarie fino alle ore 18.00 del 14 marzo, allo scopo di verificare che i parametri associati alle caratteristiche dell'impresa e del progetto siano tali da determinare il raggiungimento del punteggio minimo di ammissibilità, pari a 120 (punteggio soglia). E' possibile effettuare modifiche della domanda precedentemente salvata e procedere a nuovo salvataggio fino alle ore 18.00 del 14 marzo 2013.
5.2. Download del codice identificativo - 18 marzo 2013
A partire dal 18 marzo 2013 le imprese la cui domanda salvata in precedenza abbia raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista, potranno accedere all'interno della procedura informatica per il download del proprio codice identificativo che le identificherà in maniera univoca.
5.3. Pubblicazione della data di invio della domanda online - 8 aprile 2013
Le domande inserite, alle quali è stato attribuito il codice identificativo, ormai salvate e non più modificabili, potranno essere inoltrate online; la data e l'ora di apertura e di chiusura dello sportello informatico per l'inoltro on-line delle domande saranno pubblicate sul sito www.inail.it a partire dall'8 aprile 2013.
.....e speriamo che Vi sia dato!


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venerdì 25 gennaio 2013

Si chiama RESILIENZA!

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Questa parola può avere più significati e Wikipedia la definisce adeguatamente per ogni settore:
> in ingegneria è la capacità di un materiale a resistere a urti improvvisi
> in informatica è la capacità di un sistema di adattarsi alle nuove condizioni d'uso
> in psicologia è la capacità dell'uomo ad affrontare le avversità della vita, a superarle ed uscirne trasformato positivamente
Sinonimi di resilienza sono: elasticità e mobilità.
Genericamente la resilienza viene definita come la capacità di adattamento e la flessibilità, verso nuovi comportamenti, quando i precedenti non sono più adeguati.    







Ma è nelle aziende che questa parola assume significati importanti, in quanto determina la disponibilità imprenditoriale alle innovazioni. 
Ed è nel nostro lavoro, strettamente legato all’organizzazione della produzione, che spesso chiediamo disponibilità al rinnovo, sia nei metodi che, talvolta, nelle attrezzature, allo scopo di migliorare le condizioni tecnico-economiche dell’azienda.
Certo il cambiamento è cosa complessa e talvolta anche costosa, così che, più spesso di quanto crediamo, si preferisce rinunciarvi!
Ma i cambiamenti sono indispensabili a mantenere l’azienda competitiva.
Un esempio che ci “tocca” da vicino: un’azienda produttrice di serramenti in legno, meritevole di riconoscimento dalle imprese clienti, per la buona qualità e l’ottimo servizio offerto, oggi si trova ad affrontare una difficile situazione per la sensibile riduzione del fatturato e per il poco roseo futuro, visto che molte imprese con le quali collaborava, non esistono più. Non avendo una propria rete commerciale (non ne ha mai avuto necessità), non avendo una gamma di articoli innovativi da proporre (la cantieristica chiedeva solo un buon prezzo), non avendo attrezzature flessibili (ha lavorato sempre in larga serie), la proprietà è disorientata dalle difficoltà prospettate in un piano di ristrutturazione così significativo.

Molte sono le aziende che stanno affrontando le stesse difficoltà e molte altre quelle che hanno già “presentato i libri” al tribunale, scendendo in concordato se non presentando richiesta di fallimento.
Purtroppo in molti casi ci viene detto: << se l’azienda non da utili, ma solo costi, deve essere chiusa>> oppure <> etc etc.
Noi comprendiamo la paura che cresce in ognuno di noi, ma troviamo comunque da ridire per chi la pensa così! Non capita che le cose precipitino a brevissimo termine, quindi, forse, era prevedibile l’andamento del mercato e magari era anche possibile intraprendere una strada di cambiamento!
Da qui la “resilienza”!  Meglio lasciare perdere che rinnovarsi!

Forse, però, non è troppo tardi per iniziare...quindi, come sempre, "coraggio imprenditori".


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venerdì 18 gennaio 2013

La produttività: il futuro del passato

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Riteniamo opportuno segnalarVi questo post presentato dal gruppo "il sole 24 ore" e scritto dal Dott. Riccardo Varvelli e dalla Dott.ssa Maria Ludovica Varvelli, ai quali facciamo i nostri complimenti per aver affrontato questo interessante argomento in modo veramente simpatico.










Alcune parole del linguaggio d’impresa sembravano fino a ieri abbandonate perché obsolete e superate. Fino a ieri. 
Poi venne Monti e dal cappello tirò fuori una delle più vecchie ed anche male interpretate parole: “produttività”.

Negli anni settanta ed ottanta nessun contratto nazionale o accordo aziendale contemplava questo termine.
Da parte sindacale: “produttività = sfruttamento delle persone”
Da parte dell’azienda: “fare di più”.

Poi ci si accorse che il miglioramento dei processi aziendali non sempre passava attraverso la richiesta al lavoratore di “fare più pezzi”, ma che lo stesso risultato (in alcuni casi con risultati decisamente maggiori) si poteva ottenere con il miglioramento tecnologico, con l’automazione, con la robotizzazione e  con l’informatica.

Lasciando la quantità all’automatismo, l’attenzione dell’impresa si spostò sul “di meglio” cioè il lavoratore doveva essere attento soprattutto alla qualità del prodotto.
Mentre nel secolo scorso la qualità veniva controllata con opportuni collaudi da altri personaggi (il “servizio qualità”), con il fare “di meglio” questa responsabilità veniva addebitata al lavoratore diretto.
Fu così che l’interpretazione sindacale “produttività = sfruttamento” perdeva di credibilità.

Poi venne il “diverso”, con il quale si chiese al lavoratore di fare non più un’unica operazione ripetitiva, ma di diversificare il suo intervento arricchendolo di contenuti (come la personalizzazione dell’intervento, la fuor discussa qualità, etc.).
Così si abbandonarono i precedenti criteri di “fasi semplici e ripetitive” e di “personalizzazione” procedendo verso l’arricchimento offerto appunto dal lavoratore.

Anche il sindacato fu allora d’accordo ed oggi si parla di produttività intesa come “di più”, “di meglio” e “di diverso” che il lavoratore può e deve fare!


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lunedì 7 gennaio 2013

Imparare da chi ha più esperienza

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Vi proponiamo alcuni ritagli dell'intervista fatta dal mensile "L'Impresa" a Dan Peterson, allenatore e telecronista nel mondo del basket.
Condividiamo molto delle sue risposte a nostro parere importanti e piene di significato.

Molte di queste Vi sembreranno ovvie, scontate e solamente teoriche, in realtà sono frasi che esprimono in breve concetti e sistemi per governare un'azienda.







Come si costruisce una squadra vincente?
"La domanda è semplice. La risposta complicatissima. In qualsiasi campo, aziendale o sportivo, occore avere un talento.
E' facile vincere se in campo hai Michael Jordan o Magic Johnson, ma nella realtà ci dobbiamo rendere conto che non avremo mai la squadra perfetta.
Io penso che l'allenatore sia come un sarto. Deve prendere le misure del proprio cliente. Ogni vestito va fatto su misura. Il bravo allenatore, come il manager, non è il sistemista che impone solamente le regole del suo sistema. Al contrario, deve adattare lo schema ai giocatori di cui dispone in quel momento. Anche i manager dovrebbero ragionare così. Questo è il primo passo. Poi occorre definire i ruoli, far sentire tutti importanti, non indispensabili. E soprattutto far sognare le persone, trascinandole verso un obiettivo ambizioso."


Nelle squadre ci sono tante persone diverse. Come creare un giusto mix?
"Flessibilità e pazienza. L'ho imparato in Cile, dove allenavo la nazionale di basket. Non tutti i giocatori venivano con regolarità agli allenamenti. Allora io ripetevo lo stesso allenamento più volte in modo tale che tutti sapessero le stesse cose, perchè se non partecipi al meeting precedente, non capisci più di cosa si parla.
Quindi anche nelle aziende bisogna ripetere più volte, valori e messaggi."



Come allenarsi in azienda?
Chi conduce un allenamento non deve parlare troppo. Nelle imprese spesso i capi si limitano a dare obiettivi sempre più ambiziosi. Così la gente si chiede: Come? Con quali strumenti?
Il coach o il manager devono dare questi strumenti, gli arnesi, i sistemi, un metodo, una tattica. Non basta dire "forza ragazzi, io credo in Voi"".


Che importanza hanno esempi e comportamenti?
Il mondo del lavoro ha subito un grosso cambiamento in questi ultimi anni. Il boss non può più stare solamente in ufficio, ma deve mettersi in gioco insieme alle persone di fiducia. Non facendo la stessa cosa, perchè diventerebbe un doppio ruolo, ne facendo parte integrante del sistema perché deve avere comunque la possibilità di fare altre cose, ma deve ascoltare quelli che lavorano per lui.
Deve chiedere: "Come vedi questo problema? Come lo affronteresti?". Così sarà visto positivamente, interessato e attento a ciò che gli viene detto, ed in contemporanea arricchito di informazioni. Pensiamo all'orgoglio di chi vede le proprie idee messe in pratica."


Come si fa a diventare un grande manager?
Avere umiltà. Ascoltare i grandi saggi ed imparare da loro. Cercare le persone senior ed imparare da loro. Poi magari fare di testa propria, ma farsi un'idea grazie all'esperienza. Chiedi ai tuoi collaboratori cosa invidiano dai propri concorrenti. Cosa ruberebbero da loro. Chiedi tanti suggerimenti e capirai dove sbagli e dove devi migliorare. Il manager fa più domande che dichiarazioni. Interroga più che fare discorsi.

Coraggio imprenditori!



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domenica 30 dicembre 2012

Osservatorio Serramenti 2013: “Non tutto è buio”. Segnali di fiducia

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Riportiamo qua sotto un articolo preso da www.guidafinestra.it, bel portale che seguiamo con grande piacere. Vi consigliamo di leggerlo:

Pur nella durezza della situazione attuale dell’economia italiana, dell'edilizia e del settore del serramento, un messaggio di fiducia e di speranza viene dall'indagine, appena conclusa, dell’Osservatorio Serramenti 2013.
L’inchiesta è stata realizzata dalla redazione di Nuova Finestra, Retail e GuidaFinestra di Reed Business information in collaborazione con lo Studio Centro Marketing. Ad essa hanno partecipato ben 433 rivenditori e produttori di infissi in ogni materiale (acciaio, alluminio, legno e pvc) intervistati tra fine novembre e metà dicembre.








Le domande poste agli intervistati riguardavano sostanzialmente il bilancio delle vendite 2012, le prospettive di vendita 2013, le azioni intraprese per contrastare la crisi e i miglioramenti da attuare in azienda.
Hanno risposto produttori integrati con rivendita (43,3%), produttori senza rivendita (33,7%) e puri rivenditori (23,1%). Metà degli intervistati risiede al Nord (50,7%). Segue per numerosità il Sud – Isole (29,3%) e quindi il Centro (20,0%).
Bilancio 2012. Se è vero che la gran parte degli operatori (64%) sta soffrendo e segnala cali di vendite, è anche vero che il 36% dei produttori e rivenditori di porte e finestre segnala stabilità (22,7%) o addirittura la crescita (13,3%) delle vendite.

Le previsioni sono improntate a maggiore fiducia per il 2013.
Le aziende che hanno collaborato alla ricerca indicano nei clienti privati (22% delle risposte) e nei progettisti (17%) i due segmenti di mercato dai quali si attendono vendite in incremento. Le percentuali indicate sono maggiori per i rivenditori e risultano rispettivamente 30% (incremento vendite con il pubblico) e 28% (aumento vendite con i progettisti). 
Chi serve imprese di costruzioni segnala ancora la previsione di forti perdite di giro d’affari come pure chi lavora con la pubblica amministrazione.

“L’Osservatorio Serramenti 2013 – spiega Ennio Braicovich, direttore editoriale di Reed Business Information - mette in evidenza come anzitutto non tutto sia oscuro nell’attuale difficile momento. Vi sono operatori, e non pochi, che crescono e che mantengono le loro posizioni.
Dal canto suo Vladimiro Barocco di Studio Centro Centro Marketing sottlinea: “Inevitabilmente il primo colpo d’occhio è andato a chi ha segnalato crescita e stabilità (36,2% delle risposte). L’analisi delle risposte non lascia dubbi. Cresce e galleggia nel mare tempestoso di oggi chi, produttore e/o rivenditore, ha investito in: professionalità del personale di vendita, pubblicità e promozione, maggior presenza su internet, formazione e apertura/potenziamento della rivendita”.
Aggiunge il ricercatore Marco Zanon sempre di Studio Centro Marketing: “L’analisi va approfondita indagando i risultati per comparto produttivo (metallo, legno, pvc) e per specializzazione (produttori e rivenditori). Si può già anticipare che le scelte degli imprenditori sono state guidate dalla “fisicità” del prodotto (nuovi prodotti e qualità degli stessi) trascurando, almeno in parte, la parte immateriale (servizi) della loro offerta”.
Commenta ancora Barocco: “Chi ha risentito meno della crisi sono stati i rivenditori specializzati di porte e finestre. Il 38% di loro ha registrato vendite in crescita (20%) o stazionarie (18%), anche questo un buon risultato in un annus horribilis, forse perché le loro aziende sono più flessibili e i titolari più portati alla commercializzazione dei prodotti e più vicini, per la loro attività, ai clienti.

Quanto ai produttori appare chiaro che nei prossimi anni andrà rivista in modo deciso la strategia della loro presenza sul mercato”. 


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domenica 23 dicembre 2012

Buone feste a tutti!



Finalmente il periodo magico dell'anno è arrivato e insieme arrivano i nostri più sinceri auguri per questo Natale e Capodanno 2013. Auguri di buone feste a tutti quelli che ci conoscono, che seguono il nostro blog e che rispondono ai nostri argomenti, frutto delle nostre esperienze.

A tutti insomma, perché questo periodo di vacanze dovrà servire a "ricaricare le batterie" per il prossimo anno, pieno di sfide e d'incertezze, ma che deve essere affrontato ugualmente a testa alta e con coraggio, come si confà ai bravi imprenditori.

Un augurio particolare ai nostri clienti falegnami, amici che ogni giorno provano a superare le mille difficoltà, per i quali continueremo a impegnarci al massimo, per trovare soluzioni ideali e rendere facile un periodo davvero complicato.

Un augurio di serenità per ricominciare con tanta, tanta energia:
"La voglia di fare...è senza dubbio rimasta!"

Coraggio imprenditori!