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Visualizzazione post con etichetta Responsabili in azienda. Mostra tutti i post
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venerdì 24 marzo 2017
lunedì 13 marzo 2017
sabato 4 marzo 2017
martedì 21 febbraio 2017
venerdì 17 febbraio 2017
lunedì 13 febbraio 2017
Ma quanto ti costa?
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Sai quanto ti costa produrre un’intera commessa?
E il guadagno che avevi preventivato, qual’è stato? uguale, maggiore o minore?
Per definire i Costi di Produzione, devono essere esaminati ed inseriti in un sistema di calcolo alcuni valori la cui ripartizione può essere esemplificata in:
a Dati base
- il conto economico
- un dettaglio dei costi per la mano d'opera
- un dettaglio dei costi delle attrezzature
b Elaborazione sistema
- la creazione dei Centri di costo in base al layout dell’azienda
- un esame dei tempi di lavorazione
c Risultati
- la trascrizione di questi valori in un foglio di calcolo
- la formazione del valore risultante
…. tutto questo genera UN SISTEMA DI LAVORO con il quale organizzare la lavorazione partendo dai costi e che, rispettando i parametri, consente di ottenere gli utili previsti.
I valori determinati dai paragrafi a e b, tutto sommato sono noti e comunque abbastanza semplici da ricavare.
Il rilievo dei tempi e metodi è certamente la parte più complessa e che deve essere fatta da chi sa “vedere” come si sta lavorando in quella precisa zona/centro di costo.
Questo permetterà di notare possibili metodi sbagliati, le perdite di tempo, ecc. insomma tutto ciò che è evitabile o inevitabile.
Quindi si potranno definire rapidamente le correzioni o parlarne con chi può effettuare i correttivi (il titolare, il responsabile di produzione, ecc.)
E' importante ricordare che:
Cambiando metodo si può ridurre il tempo di lavorazione.
La diminuzione del tempo genera minori costi.
Minore è il costo, più alto è il margine e .... più alto il guadagno.
Forse non tutti sanno applicare questo sistema che, se interessa, può mandare una mail al nostro indirizzo quer.consulenze@gmail.com con scritto #VALORI.
Riceverete così una esauriente spiegazione su come è elaborato e composto il nostro programma, a cosa serve, i risultati ottenuti e, principalmente, chi e come si fa ad applicarlo.
giovedì 9 febbraio 2017
8° Lean Production - 1°S - SISTEMAZIONE
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Sarai indirizzato nel nostro canale youtube.
Aspettiamo i Vostri commenti per capire cosa ne pensate.
Grazie e a presto col prossimo video.
PS: non dimenticatevi di iscriverVi al nostro canale!!!
mercoledì 1 febbraio 2017
Il valore dell'esperienza
Un ingegnere fu chiamato a riparare un computer.
Sedutosi di fronte allo schermo, premuti alcuni tasti, annuì, mormorò qualcosa tra sé e lo spense.
Prese un piccolo cacciavite dalla tasca e girò a metà a una piccola vite. Poi accese di nuovo il computer e scoprì che funzionava perfettamente.
Il proprietario della società fu felice e si offrì di pagare il conto sul posto.
- "Quanto le devo?" - chiese
- "In totale mille euro"
- "Mille euro?! Mille euro per un paio di minuti di lavoro?! Mille euro, semplicemente per aver girato una piccola vite?! Io so che questo super computer costa molto ed è importante per il nostro lavoro, ma... mille euro è un importo pazzesco! Pagherò solo se mi invia una fattura dettagliata che giustifichi perfettamente questa cifra!"
Il tecnico informatico annuì e se ne andò.
La mattina seguente, il Presidente ricevette la fattura, lesse attentamente, scosse la testa e procedette a pagare, senza indugio.
La fattura riportava:
Servizi offerti:
- Serrare una vite: Euro 1
- Sapere quale vite serrare: Euro 999
Questa storia è dedicata ai professionisti che ogni giorno affrontano il disprezzo di coloro che per la loro stessa ignoranza non riescono a capire il valore della conoscenza professionale.
Morale: Si vince per quel che si sa, non per quel che si fa.
Sedutosi di fronte allo schermo, premuti alcuni tasti, annuì, mormorò qualcosa tra sé e lo spense.
Prese un piccolo cacciavite dalla tasca e girò a metà a una piccola vite. Poi accese di nuovo il computer e scoprì che funzionava perfettamente.
Il proprietario della società fu felice e si offrì di pagare il conto sul posto.
- "Quanto le devo?" - chiese
- "In totale mille euro"
- "Mille euro?! Mille euro per un paio di minuti di lavoro?! Mille euro, semplicemente per aver girato una piccola vite?! Io so che questo super computer costa molto ed è importante per il nostro lavoro, ma... mille euro è un importo pazzesco! Pagherò solo se mi invia una fattura dettagliata che giustifichi perfettamente questa cifra!"
Il tecnico informatico annuì e se ne andò.
La mattina seguente, il Presidente ricevette la fattura, lesse attentamente, scosse la testa e procedette a pagare, senza indugio.
La fattura riportava:
Servizi offerti:
- Serrare una vite: Euro 1
- Sapere quale vite serrare: Euro 999
Questa storia è dedicata ai professionisti che ogni giorno affrontano il disprezzo di coloro che per la loro stessa ignoranza non riescono a capire il valore della conoscenza professionale.
Morale: Si vince per quel che si sa, non per quel che si fa.
venerdì 23 settembre 2016
Se vuoi far crescere la tua azienda, devi far crescere prima te stesso
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| Sito internet |
E’ una cosa che suggeriamo con insistenza perché è un “credo” importante per il nostro modo di pensare.
Ciò vale un po’ per tutti, ma vorremmo rivolgerci a quei titolari che, nonostante le loro aziende abbiano dimensioni non più artigiane, restano legati radicalmente nel processo lavorativo.
Delegare.
E’ questa una delle armi più efficaci per chi dirige un’azienda.
In molti affermano di essere sempre troppo impegnati nel lavoro, di avere poco spazio per fare tutto, anche per gli interessi personali, ma è quasi sempre perché non riescano delegare o, addirittura, preferiscano fare da soli.
Altrettante persone soffrono inutilmente di stress per sovraccarico di lavoro e sempre perché non riescono a delegare.
Allora capita che alcune di queste aziende non crescano come dovrebbero e potrebbero, perché chi deve delegare…..non lo fa!
E perché non lo fanno?
Perché non è facile come sembra.
Troppe incertezze bloccano il titolare per addestrare altri a fare il proprio mestiere.
E ci dicono:
“non c’è nessuno in grado di fare quello che faccio io o che vorrei facessero” e “se insegno alla persona sbagliata, ho investito male il mio tempo ed adesso …. non posso permettermelo”.
Allora finisce sempre così: “controllo meglio la mia azienda se sono io all’interno del sistema”.
Non vorremmo dire che ciò è sbagliato o non facile a farsi, ma spesso, ascoltando queste parole …. diventano pure convincenti !
Ma il problema è, insito, nelle abitudini della persona e di fatto, nella realtà di una crescita.
Non puoi permetterti di non delegare.
Non ci sarà mai il tempo per permetterselo.
Ancora più!
E’ giusto che nessuno DOVRA’ avere il tempo di fare ciò che è stato sempre fatto, perché SERVIRA’ occuparsi di ben altro.
ALTRIMENTI CHE CRESCITA E’?
Delegare è cosa difficile per tutti, ma è anche un’inevitabile caratteristica per far crescere noi stessi, i nostri collaboratori e, di conseguenza, l’azienda.
Non c’è altra via se non quella del gruppo.
Alcune precisazioni:
- la persona da istruire va dopo un’accorta selezione
- non istruire la persona velocemente , ad ognuno va dato un ragionevole tempo
- saper delegare non deve essere fatto solo in parte
- e va fatto con … pazienza!
Per chi vuole approfondire l’argomento, abbiamo preparato un piccolo promemoria da leggere ogni tanto…per ricordare come, cosa, a chi, quando delegare e l’importanza di farlo.
Per riceverlo invia una mail al nostro indirizzo quer.consulenze@gmail.com con scritto “#DELEGARE”.
A disposizione di tutti.
lunedì 21 marzo 2016
Come migliorare la produttività in Ufficio Tecnico
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Questa figura, in base alle dimensioni dell’azienda, si avvale di un Ufficio Tecnico/Programmazione o, come spesso accade, lo è in prima per persona.
Poiché le sue funzioni richiedo molto impegno, quest’ufficio deve essere ben organizzato, sistematico e veloce.
Come esempio possiamo citare ciò che abbiamo vissuto recentemente con un nostro cliente.
L’azienda è una falegnameria per porte interne che lavora “su commessa” e con consegne giornaliere.
Le caratteristiche di base erano:
> produzione di circa 130 – 150 porte finite al giorno
> previsione a 2 – 3 anni per il raddoppio della produzione e un sensibile aumento della modellistica
> 2 magazzinieri e 6 operai
> ……modelli tra tamburati e intelaiati
> ……tipologie di colori e verniciati
L’azienda attualmente lavora in un’unica regione e consegna con propri mezzi a breve termine, rispettando un calendario settimanale fisso ed elaborato per provincia.
Una grande difficoltà si presenta nell'organizzare le consegne in quanto le rivendite ricevono il prodotto finito e si fanno onere dello smistamento di consegna, mentre i clienti diretti vanno contattati telefonicamente per assicurarsi la presenza e la disponibilità di ricevimento.
Nel caso delle rivendite, spesso accade che manchi il titolare o che non possano ricevere la merce perché il cliente finale non è pronto o perché debbono abbinare loro prodotti e magari non sono ancora stati fatti o, addirittura, perché non in grado di fare il pagamento pattuito, ecc. ecc.
L’Ufficio Tecnico è quindi il primo reparto produttivo, dove i modelli definiti con il cliente, vengono trasformati in ordini esecutivi, sia per l’approvvigionamento dei componenti, che per tutte le fasi di lavoro.
Nel caso specifico, le due persone dell’ufficio tecnico coinvolte in queste funzioni, incontrano difficoltà oggettive nel maneggio delle molte schede e serie difficoltà di dialogo con il magazzino ed i reparti.
Inevitabile, anche per la difficoltà di consegna, il dispendio di tempo sia dei tecnici che del Responsabile, per non menzionare l’ampia frequenza di errori causati dalla continua fretta.
Quale unica soluzione, al momento e per il programma futuro, si è deciso di espandere e completare il software organizzativo esistente…… che peraltro non è niente male.
D'altronde la falegnameria al momento è piccola per acquistare un sistema ERP, ma le necessità motivano urgenti decisioni per velocizzare le procedure e dare certezze alla lavorazione. E così si è fatto.
Con il software opportunamente ampliato, accettando che i materiali siano presenti nei minimi di scorta, oggi, gli ordini confermati e completi delle caratteristiche richieste vengono automaticamente archiviati in una cartella elettronica dalla quale, filtrandoli per zona e settimana di consegna, danno immediatamente l’elenco di quelli prioritari.
Inoltre l’immediata visualizzazione di:
> importo totale in €
> il numero delle porte corrispondenti
> il numero degli scarichi previsti
> la disponibilità dei reparti a poterle lavorare,
permette ai tecnici di accettare o variare tale programma
Se il prospetto è accettato, con un semplice flag, contemporaneamente vengono emesse le distinte di prelievo e le informazioni necessarie ai magazzinieri.
Di conseguenza, tutti gli ordinativi, con l’inserimento nel piano programmato di produzione, sono trasformati in schede di lavorazione per ogni postazione.
Con queste modifiche abbiamo ottenuto che l’ufficio tecnico raggiunga gli obiettivi di:
1. fare in modo che le informazioni arrivino complete e dettagliate, evitando ulteriori richieste d’informazioni che frammentano il lavoro e allungano il processo
2. munire l’ufficio tecnico di una check-list per il controllo finale evitando possibili rilavorazioni
3. conoscere e monitorare di continuo la coda dei lavori da programmare e la produttività di ciascun tecnico
Ciò consente la definizione di un target di coda massima ammissibile, stimolando il ritmo di evasione degli ordini
Quindi:
al punto 1
si è cercato di migliorare le informazioni di input, attivando un sistema informativo per raccogliere velocemente i dati iniziali garantendo il completamento senza inutili interruzioni per precisazioni o documenti mancanti.
Ne è scaturito un modulo di “check-list nuovo lavoro” che il Commerciale o il Cliente stesso hanno il compito di redigere ed allegare ad ogni fascicolo tecnico.
Il modulo prevede la conferma d’ordine dell’ufficio tecnico per l’accettazione ed avvio alla lavorazione.
al punto 2
in condizioni di carico di lavoro elevato, è normale che anche un tecnico esperto possa tralasciare qualche dettaglio.
Tali dimenticanze possono inizialmente passare inosservate, ma sono “nodi” che “vengono al pettine” successivamente.
Le richieste di correzione/integrazione da parte della lavorazione causano inefficienze sia in ufficio tecnico (sospensione dei lavori in corso, riapertura del progetto vecchio, “setup mentale” etc.), sia in officina (per attesa delle informazioni, improvvisazioni, doppi prelievi, sciupi, ecc.).
Quindi costi inutili per l’azienda.
Si è quindi delineata una “checklist di lavorazione” come autocorrezione del lavoro svolto.
Con pochi minuti di riesame finale, si è risparmiato molto tempo successivo ed in questo caso, la qualità non solo non costa, ma crea efficienza.
al punto 3
un aspetto critico della gestione dell’Ufficio Tecnico era la coda di ordini in attesa di essere elaborati e che poteva superare anche i 100 ordini.
Ciò significava (nel mix tra lavori semplici e complessi) anche 2 settimane di lead time per la sola attività di elaborazione.
Un tempo non compatibile con le esigenze del mercato.
Per rendere evidente la coda, stimolare la produttività dell’Ufficio tecnico, è stato creato un semplice prospetto di gestione code e produttività.
Materialmente si tratta di un foglio dove ogni giorno ogni tecnico è tenuto a riportare:
• le ore di presenza in azienda
• le ore dedicate ad attività diverse dall’elaborazione degli ordini
• il numero di progetti evasi nella giornata
Inoltre, uno dei due tecnici è stato incaricato di riportare giornalmente sul grafico l’entità della coda di progetti inevasi.
Così la coda degli ordini è passata dalla zona “rossa” (LT > 2 settimane) alla zona “gialla” (LT compreso tra 1 e 2 settimane), con l’obiettivo di rientrare nella zona “verde” (LT < 1 settimana).
Passo successivo: OEE
L’efficacia di questo sistema potrà essere ancora migliorato introducendo una vera e propria misurazione dell’OEE (efficienza) di ogni progettista e dell’ufficio nel suo complesso. Questo richiederà di:
• definire alcune categorie di progetti in base alla complessità;
• associare un tempo standard di progettazione ad ogni categoria;
• classificare ogni progetto appena “entra in coda” (assegnandogli una categoria e quindi un tempo standard)
• rapportare giornalmente il tempo standard di ogni progettista (totale dei progetti evasi) con il tempo di presenza dedicato alla progettazione, ricavando così il valore di OEE: tempo standard versato/tempo di presenza
• impostare un target di OEE (es. 85-90%) e pubblicare giornalmente il valore effettivo
• affidare ad ogni progettista la dichiarazione delle “perdite”, ovvero dei problemi che hanno generato inefficienza
• analizzare periodicamente le perdite e impostare azioni di miglioramento
Questo è quanto di più efficace possa essere applicato in una realtà di servizio come l’Ufficio Tecnico, sfruttando l’esperienza maturata nella lavorazione e adattandone metodi e strumenti.
In conclusione, esiste la possibilità concreta di impostare un percorso verso una produttività eccellente anche negli uffici e nei centri di servizio e non solo in produzione.
venerdì 7 agosto 2015
Sei un GENIO nel tuo lavoro?
Poco tempo fa, durante un viaggio di lavoro, mi fermai in un autogrill per una breve sosta; il tempo di un caffè ed un giro tra l’obbligata serpentina piena di mille oggetti curiosi.
Come sempre, mi fermai alla bacheca dei libri.
Ne presi uno a caso fra quelli che parlano di come migliorare la propria azienda, di come fare successo con poco, dimezzare i costi con niente, ecc….
Ricordo di non aver letto neanche il titolo, ma di aver osservato la copertina: c’era un gran bel faccione sorridente, con un cappello in testa ed una folta barba!
Non so chi fosse quel tizio, probabilmente il libro parlava proprio di lui, ma quelle poche pagine che lessi mi sono rimaste impresse. L’ho cercato anche su internet ma invano.
Avrei riportato volentieri le vere parole, ma vi dovrete accontentare del concetto.
Ve lo riporto scritto più o meno per come lo ricordo:
“La COLLABORAZIONE è la base di un gruppo di lavoro.
La forza di un gruppo è di gran lunga superiore alla saggezza del singolo individuo, per quanto GENIO possa essere.
Ma per avere collaborazione dagli altri, è necessario averne la FIDUCIA e credo sia inutile soffermarsi su quanto sia difficile conquistarla e quanto tremendamente facile perderla.
Il fatto è che per ottenere la fiducia bisogna DIMOSTRARE di meritarla.
Si…
Dimostrare di saper fare.
Dimostrare di fare ciò che si dice.
Dimostrare di farlo bene e veloce, proprio come gli altri si aspettano da noi.
…
Ed è proprio questa la fregatura!!!
Perché se sei bravo a fare qualcosa, se lo fai veloce e lo fai addirittura bene, ti senti come se fossi un GENIO.
E sappiamo che il genio riesce a fare tutto bene!
Gli altri invece sbagliano e quindi non meritano la fiducia!
E se è così, non vale la pena sprecare il tempo per collaborare con loro.
Dopotutto un genio è un GENIO! No?
…
Può darsi….. ma di persone geniali, nella mia carriera lavorativa ne ho viste davvero poche, forse nessuna.
Invece ho potuto constatare che le buone aziende, quelle che fanno utili, sono quasi sempre formate da persone UMILI…..”
Quindi bisogna:
Essere UMILI anche se sei il più bravo.
DIMOSTRARE agli altri le proprie competenze.
Ottenere la FIDUCIA delle persone con le quali si lavora.
COLLABORARE in gruppo per un obiettivo condiviso.
Era questa la ricetta di quel tipo tutto barba e sorriso!
Ovviamente il libro proseguiva per un bel po’, ma la mia sosta in autogrill era stata fin troppo lunga.
Distratto e convinto di ritrovare quel libro in qualsiasi altra area di servizio, andai via senza acquistarlo.
Io non sono un genio ed ammetto di sbagliare.
Proprio come in questo caso.
Lasciare quel libro in quello scaffale, infatti, è stato davvero un grave errore!
Come sempre, mi fermai alla bacheca dei libri.
Ne presi uno a caso fra quelli che parlano di come migliorare la propria azienda, di come fare successo con poco, dimezzare i costi con niente, ecc….
Ricordo di non aver letto neanche il titolo, ma di aver osservato la copertina: c’era un gran bel faccione sorridente, con un cappello in testa ed una folta barba!
Non so chi fosse quel tizio, probabilmente il libro parlava proprio di lui, ma quelle poche pagine che lessi mi sono rimaste impresse. L’ho cercato anche su internet ma invano.
Avrei riportato volentieri le vere parole, ma vi dovrete accontentare del concetto.
Ve lo riporto scritto più o meno per come lo ricordo:
“La COLLABORAZIONE è la base di un gruppo di lavoro.
La forza di un gruppo è di gran lunga superiore alla saggezza del singolo individuo, per quanto GENIO possa essere.
Ma per avere collaborazione dagli altri, è necessario averne la FIDUCIA e credo sia inutile soffermarsi su quanto sia difficile conquistarla e quanto tremendamente facile perderla.
Il fatto è che per ottenere la fiducia bisogna DIMOSTRARE di meritarla.
Si…
Dimostrare di saper fare.
Dimostrare di fare ciò che si dice.
Dimostrare di farlo bene e veloce, proprio come gli altri si aspettano da noi.
…
Ed è proprio questa la fregatura!!!
Perché se sei bravo a fare qualcosa, se lo fai veloce e lo fai addirittura bene, ti senti come se fossi un GENIO.
E sappiamo che il genio riesce a fare tutto bene!
Gli altri invece sbagliano e quindi non meritano la fiducia!
E se è così, non vale la pena sprecare il tempo per collaborare con loro.
Dopotutto un genio è un GENIO! No?
…
Può darsi….. ma di persone geniali, nella mia carriera lavorativa ne ho viste davvero poche, forse nessuna.
Invece ho potuto constatare che le buone aziende, quelle che fanno utili, sono quasi sempre formate da persone UMILI…..”
Quindi bisogna:
Essere UMILI anche se sei il più bravo.
DIMOSTRARE agli altri le proprie competenze.
Ottenere la FIDUCIA delle persone con le quali si lavora.
COLLABORARE in gruppo per un obiettivo condiviso.
Era questa la ricetta di quel tipo tutto barba e sorriso!
Ovviamente il libro proseguiva per un bel po’, ma la mia sosta in autogrill era stata fin troppo lunga.
Distratto e convinto di ritrovare quel libro in qualsiasi altra area di servizio, andai via senza acquistarlo.
Io non sono un genio ed ammetto di sbagliare.
Proprio come in questo caso.
Lasciare quel libro in quello scaffale, infatti, è stato davvero un grave errore!
sabato 13 giugno 2015
L’UOMO DELLA QUALITA’
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La si vede come un obbligo.
Quindi come costo non un investimento.
Però sappiamo che “dobbiamo fare qualità” che ci piaccia o no.
Come dare una svolta?
Da tempo nei ns. post evidenziamo la figura del Responsabile di Produzione quale persona influente e di risultato.
A lui abbiamo spesso legato il ruolo di “controllore” perché nelle nostre aziende, falegnamerie di media dimensione, non è necessario acquisire tecnici a questo ruolo.
Comunque e se c’è, questa figura è chiamata come “Responsabile della Qualità”, anche se sarebbe più giusto "Quality Manager" non per usare i soliti inglesismi, ma perchè "manager" sta per “direttore” cioè colui che guida gli altri a raggiungere gli obiettivi.
Allora pensiamo alle nostre falegnamerie: chi è il responsabile della qualità?
In teoria tutti, nella pratica la figura del titolare o di una persona scelta dalla Direzione.
Grave errore!
Gestire la qualità non è tenere le carte a posto (procedure, istruzioni, etc.): i documenti sono lo strumento, non il fine.
Il “direttore della qualità” è un responsabile e, non a caso, la ISO 9000 quando indica i suoi compiti, gli fa un importante abbinamento: responsabilità e autorità.
La qualità applicata male evidenzia la prima ed esclude la seconda.
Sue responsabilità sono:
- rendere chiari e condivisi gli obiettivi (qualità del prodotto, del servizio, ecc.)
- coordinare gli altri così che sia sempre applicata (metodi, correttivi, ecc.)
- aiutare le persone a crescere per il bene dell’azienda
Parallelamente deve avere l'autorità per:
- richiedere risorse
- intervenire se i risultati sono scarsi
- elogiare o criticare le carenze del personale
Non è una questione di dimensione, grande o piccola l’azienda è costretta a dare sempre più prodotti e servizi di qualità e in falegnameria dobbiamo iniziare ad investire sulla sua formazione e professionalità.
sabato 4 aprile 2015
Una riflessione....
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Ottima accoglienza, il giro nei reparti, saluti ai dipendenti e due chiacchiere in ufficio.
Classica domanda “come va?”
La risposta ad orecchi bassi:
“calo del fatturato”, “ritardi di consegna”, “qualità peggiorata”, “tanti rifacimenti”…..
Ben conoscendo l’azienda ho chiesto di rifare “il giro” cercando di capire il perché di questi problemi.
Purtroppo il calo attuale di fatturato è cosa generalizzata, ma siamo poi tanto sicuri che dipenda dal periodo di “crisi” e non ci sia un nostro.….concorso in colpa?
Riflettendo su quanto ci hanno detto, mi chiedo:
a Ritardi di consegna?
Sicuramente ci sono più motivi che non dipendono da noi, come i tempi di consegna più brevi, l’aumento delle richieste più complesse da produrre, i ritardi di fornitori e così via, ma quasi sempre la consegna in ritardo dipende da una programmazione non corretta, da acquisti non programmati, da errori di lavorazione, i rifacimenti ecc.
Perciò il problema principale non è la crisi……. Il problema principale in realtà siamo noi!
b Qualità peggiorata?
E’ cosa difficile la qualità, ma siamo certi che le persone nei reparti produttivi sanno quale qualità vogliamo?
E siamo certi che in ogni postazione sia verificata?
E il macchinario è in condizione di costante affidabilità?
c Tanti rifacimenti?
Logicamente, tutto si collega motivando errori di varia natura.
Ad esempio i dati e le informazioni trasmesse ai reparti, siamo certi che siano sufficienti?
E sono stati dati nei tempi giusti?
Ed i reparti sono organizzati con tutto il materiale occorrente per lavorare al meglio?
Questi sono tutti problemi che capitano spesso ultimamente, specialmente in situazioni di stress produttivo e che, inevitabilmente, limitano i risultati nei piani commerciali, negando la fiducia dei clienti.
Cosa fare quindi?
La qualità non è solo un buon prodotto, ma serve a dare certezze, affidabilità e servizio ai nostri clienti.
Proprio ciò che manca a questa azienda!
Però tutti noi sappiamo che “dobbiamo fare qualità”…..che ci piaccia o no!
Come dare una svolta?
Non ci sono molte soluzioni e, per quanto ci riguarda, da tempo evidenziamo la figura del Responsabile di Produzione.
A lui è legato il ruolo di controllo e sarà lui, quale “direttore”, a guidare gli altri al raggiungimento degli obiettivi.
Allora mi domando: ma in questa azienda c’è il Responsabile di Produzione?
E nelle Vostre?
giovedì 12 febbraio 2015
Perché cambiare?
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Ieri ho letto un libro,
piccolo, ma soddisfacente:
Racconta di quattro
creature dentro un labirinto alla ricerca continua di cibo, per la precisione si parla di due topini, Nasofino e
Trottolino e due gnomi, Tentenna e Ridolino.
E' un libro scritto per tutte le età e tipo di persona, lo si legge molto velocemente ma il messaggio che lascia dura tutta la vita.
Qua di seguito....la nostra breve versione!
I topini non erano
particolarmente intelligenti, ma il loro istinto li portava a rosicchiare
formaggi delle migliori qualità.
I due gnomi, al contrario,
molto intelligenti cercavano un formaggio con la “F” maiuscola, convinti che
solo quello avrebbe dato loro successo e felicità.
Nel labirinto era
conservato dell’ottimo formaggio nascosto in zone buie e tortuose dove era
facile perdersi; quindi solo i più capaci avevano diritto al successo.
I due topini avanzavano a
tentativi, lasciando i corridoi sforniti e correndo all’impazzata negli altri.
Nasofino forte del proprio olfatto fiutava la strada e Trottolino correva a
vedere se c’era il formaggio, spesso perdendosi nei corridoi.
Gli gnomi invece si
complicavano la vita con ragionamenti tortuosi e complessi.
Entrambi comunque, prima o
poi arrivavano al formaggio.
Un bel giorno trovarono un
ricco giacimento di formaggio e così tutte le mattine vi arrivavano seguendo ognuno
il proprio schema di ricerca.
Gli gnomi però cominciarono
a prendersela comoda, ritenendo il deposito infinito e di esclusiva proprietà.
Invitarono amici e
conoscenti, pavoneggiandosi con arroganza, tipica di coloro che hanno successo,
tanto che un giorno Tentenna, poetico, scrisse sul muro: “il formaggio dona la
felicità”
I due topini si accorsero
che il formaggio non c’era quasi più e seguendo l’istinto ed il fiuto di
Nasofino si….rimboccarono le maniche e andarono alla ricerca di un nuovo deposito.
Anche gli gnomi,
sprovveduti ed impreparati, rimasero sorpresi quando si accorsero che non c’era
più formaggio.
Tentenna urlò che non era
possibile e Ridolino entrò nello sgomento profondo, rendendosi conto di quanto sarebbe
stato difficile trovare altro deposito.
Per loro il formaggio equivaleva
a una vita felice e di facile benessere.
Così recriminando contro
l’ingiustizia subita, restarono per diversi giorni senza cibo.
Tentenna disse che voleva
capire come mai il deposito si fosse svuotato prima di andare a nuove ricerche
e Ridolino scrisse una frase sul muro: "più importanza dai al
formaggio, più ne vuoi avere per te”
Fu così che gli gnomi,
aspettando che la situazione migliorasse da sola, entrarono in una profonda
crisi.
I due topini intanto
avevano trovato un nuovo ed enorme deposito di formaggio.
I giorni passavano e gli
gnomi cominciarono a dubitare delle loro riflessioni così che Ridolino disse
che era l’ora di muoversi, perché spesso le cose cambiano e avrebbero dovuto
adeguarsi.
Tentenna però non era
ancora convinto e Ridolino gli scrisse sul muro: “se non cambi morirai” e aprì la porta per
prendere una nuova sconosciuta strada, giurando a se stesso che se fosse
ricapitato un fatto simile non avrebbe atteso così tanto.
Così girovagando trovò del
formaggio, ma in piccole quantità insufficienti a sfamarsi.
Scrisse un’altra frase: “annusa spesso il formaggio, così ti accorgerai se
diventa vecchio” e guardando Tentenna che
non si decideva a muovere un passo aggiunse: “segui una nuova direzione
forse ti aiuterà”
e poi un’altra ancora: “se segui le vecchie
convinzioni non arriverai mai al nuovo formaggio”
Ma Tentenna era sempre immerso
nei propri bui pensieri.
Così Ridolino partì alla
ricerca e cammina, cammina, un bel momento trovò quell’enorme deposito che già
i due topini avevano individuato.
Si salutarono con gioia e fu
così che Ridolino capì quanto era giusto cambiare rimboccandosi le maniche e
lasciando perdere i vecchi sistemi.
A pancia piena si rilassò e
pensando a Tentenna si chiese se le scritte lasciate gli avessero aperto occhi
e mente! Poi, conscio di quanto era
cambiato, scrisse sul muro:
IL CAMBIAMENTO E’
INEVITABILE
PREVEDI IL CAMBIAMENTO
SII PRONTO A CAMBIARE
APPREZZA IL CAMBIAMENTO
….ci sarà sempre qualcuno che sposterà il tuo formaggio!
sabato 24 gennaio 2015
Come FINANZIARE la Consulenza o il Coaching
| Link foto |
Alleghiamo anche una serie di link sui quali potete trovare maggiori specifiche.
Comunque grazie dell’interesse dimostrato.
Esistono vari sistemi per finanziare i nostri servizi di consulenza, tra i quali quello del “fondo interprofessionale FART” che, ci dicono, assicura la copertura sino al 100% per accompagnare le imprese nei processi d’innovazione e di sviluppo.
Con l’attivazione del finanziamento, tramite Fondartigianato, è possibile rivedere la propria attività e renderla più efficace nei costi e negli sviluppi, oggi sistemi indispensabili alla trasformazione dei processi. Il tutto è gratuito.
Così come il nostro personale può fare un check in azienda per rilevare le esigenze e proporre un piano di sviluppo calibrato.
Di seguito i link: Link1 Link2 Link3
COSA E’ IL COACHING
Il Coaching è un approccio specializzato per tutto il personale di un’azienda: lavoratori, manager ed imprenditori ed è particolarmente indicato per le PMI, inquanto vicino alle esigenze delle persone che ci lavorano ed utile per affrontare tutti i processi d’innovazione che l’azienda deve considerare per il proprio businnes.
LE FASI
Il processo di coaching azienale integrato si svolge in fasi:
1 - valutazione degli obiettivi che l’azienda deve o vuole raggiungere
- analisi del contesto aziendale (uomini, attrezzature, sistemi, finanze, vendite, ecc.)
- analisi dei prodotti e dei metodi di lavorazione
2 - revisione dei processi ed applicazione del coaching individuale e o di team
- formazione al Responsabile di lavorazione
3 - inserimento di un sistema personalizzato per la programmazione e messa in lavorazione
- inserimento di un sistema personalizzato per definire il Punto di Pareggio di ogni
articolo/ordine e calcolarne il Margine di Contribuzione
PERCHÉ FARLO
Il servizio di coaching integrato porta una serie di grandi vantaggi per l’azienda e per le persone inserite al suo interno:
> facilita i processi d’innovazione
> consente di pianificare obiettivi di miglioramento commerciale, tecnico e finanziario e le
modalità da adottare per il loro conseguimento
> sviluppa competenze aziendali, inquanto tutti desiderano raggiungere l’obiettivo
> consente formazione individuale e di gruppo
> permette di conoscere ed ottimizzare i propri costi
> consente il pieno controllo dei tempi di lavorazione, così da poterla gestire dai costi
> permette di avere certezza sugli utili ricavabili
….E NON COSTA NIENTE!!
venerdì 16 gennaio 2015
NOI
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Spesso anche senza investimenti.
Vogliamo soddisfare l’esigenze dei clienti con nuovi metodi, che riducano e facciano rispettare i tempi di consegna, che migliorino l’innovazione e la qualità e abbassino i costi di lavorazione.
Tutto per diversificare l’azienda dalle altre che fanno prodotti simili.
Normalmente, quando ci proponiamo, facciamo un’analisi gratuita dell’azienda per conoscerla e per individuare i punti critici, proprio quelli soggetti a miglioramento.
Al termine dei giorni necessari, facciamo una riunione nella quale diciamo il nostro pensiero, normalmente gradito perché da idee e soluzioni.
Questo lo vorremmo proporre anche a Voi e se volete…..possiamo fissare una data per iniziarla!
giovedì 11 dicembre 2014
7° #falegnamerie - Le MANSIONI ed il CAMBIO GENERAZIONALE
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Aspettiamo i Vostri commenti per capire cosa ne pensate.
Grazie e a presto col prossimo video.
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lunedì 1 dicembre 2014
AMPIE VISIONI
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Poiché la macchina è di per se complessa e deve essere collegata ad un sistema di carico-scarico automatico per lavorare in assenza di operatore, abbiamo definito in fase contrattuale questo tipo d’intervento per verificare la rispondenza tecnica, qualitativa, di rendimento, ecc. prima della consegna.
Mentre facevamo il test, il Sig. Camporese (CEO Saomad) ci ha parlato delle sue esperienze, raccontandoci che spesso si trova davanti a clienti che trattano una macchina convinti di aver ben valutato l’impianto e gli adeguamenti per l’inserimento in azienda, ma che spesso, ci dice, non è così e che poi nascono incomprensioni, problemi e costose difficoltà.
Gli rispondiamo che i nostri clienti, quando scelgono un’attrezzatura, hanno già una chiara visione del metodo da applicare, di chi coinvolgere, come rivedere il layout e cosa aspettarsi per le rese.
Certamente è il risultato di una reciproca collaborazione, ma anche che il “gioco vale la candela”!!!!
Troppo spesso vediamo attrezzature sottoutilizzate, metodi di lavoro non corretti , scarsa programmazione degli impianti, ecc.
E citiamo un esempio recente:
In un’azienda Toscana, visitata recentemente, abbiamo trovato un macchinario del valore, non trascurabile, di circa 300.000 €, utensili per 50.000 €, intervento software per altri 20.000 € e adeguamenti vari.
Il titolare ha definito la zona d’installazione, le modifiche agli impianti e chi ci lavorerà.
Ha fatto delle prove presso il costruttore per lavorare “su commessa” ed ha ritirato l’impianto.
Lo installerà, lo pagherà e inizierà a lavorare…
Gli abbiamo chiesto:
- sono stati previsti sistemi per l’autonomia dell’operatore?
- si è valutato che l’operatore potrebbe eseguire operazioni a tempo mascherato?
- si è pensato alla movimentazione dei materiali?
- si è pensato ai costi gravanti sul prodotto?
- si sono ottimizzati i cicli per i lavori da fare?
La risposta è stata:
“forse non tutto, ma ormai la macchina è piazzata, funziona così e...va bé, faremo qualche passo in più e qualcuno gli darà una mano se ne avrà bisogno. Poi vedremo!”
E’ certo che chi investe ritiene di fare il meglio possibile per la propria attività e non vogliamo assolutamente risultare dei "professori", ma pensiamo soltanto che, a volte, sfuggono certe….ampie visioni!
venerdì 21 novembre 2014
6° LEAN PRODUCTION - I cambiamenti necessari
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lunedì 3 novembre 2014
5° Lean Production - Come ritrovare utili
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