sabato 15 settembre 2012

Il fermavetro: piccolo componente, grande importanza!


Anche se sembra banale, è un argomento troppo sottovalutato. Lo diciamo anche ai nostri clienti e quindi vogliamo dirlo anche sul nostro blog. Spesso, sulle finestre in legno, si vedono listelli fermavetro (componenti della finestra che mantengono il contatto con il vetro e che servono per la sua sostituzione) fermati con spilli grossolani, talvolta sostituiti da viti, senza alcuna siliconatura o guarnizione. Non sempre i serramentisti o vetrai pensano che una finestra di legno, la più ecologica e longeva rispetto ad ogni altro materiale, è sensibile all'infiltrazione di acqua e della condensa e quindi alle muffe. La muffa porta ad un rapido degrado del legno e quindi la sua inevitabile fine.

La risoluzione del problema non è banale, inquanto: 
a)gli spilli non debbono avere testa (capocchia più larga dello stelo) e meglio se sono messi dalla parte interna del fermavetro.  In ogni caso coperti, con una giusta dose di stucco!
b)la siliconatura andrebbe sempre fatta, sia all’interno che all’esterno (ci sembra giusto sottolineare che esistono macchine automatiche per la siliconatura esterna/interna dell'infisso, con cambio colore automatico, ecc...) perchè protegge sia dall’acqua piovana che dalla condensa presente in molti locali come il bagno, la cucina, le camere, etc.                      
La difficoltà di formare ottimi cordoni e di entrare costantemente nella “gola”è complicata da poco idonei profili del legno o per frettolose spessorature del vetro o, ancora, da maneggiamenti dell'infisso scorretti.
c)la mancata adesione tra i listelli ed il vetro, dovuta a cause come la bombatura del legno, cattivo riposizionamento del vetro, umidità, etc.  è colmabile solo con una buona siliconatura o con una guarnizione.

Riteniamo sia più opportuna la siliconatura, perché continua sui quattro lati, elastica e non particolarmente usurabile.                            

Comunque è certo che la mancanza di questi accorgimenti, consente alla condensa l’infiltarzione all’interno del fermavetro dove stagnerà e creerà muffe.




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lunedì 10 settembre 2012

La posa in opera del serramento

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Spesso una falegnameria costruisce un ottimo prodotto finestra ma, una posa in opera sbagliata, lo rende relativamente buono.  

Logicamente questo capita anche ai prodotti di PVC e alluminio, ma nel legno questo lavoro, se non eseguito bene, crea qualche problema in più.

Vediamo perché...












Gli aspetti sono diversi:
1) i valori di trasmittanza ottimali, con una posa sbagliata, vengono alterati negativamente compromettendo la tenuta e l’isolamento
2) ne consegue uno probabile spreco nel calcolo del risparmio energetico
3) limita la durata della vita finestra, evidenziando la giunzione tra controtelaio, intonaco e telaio.                
Essendo questa la zona più a rischio (materiali diversi si dilatano in modo diverso), risulta essere la più soggetta alla fessurazione e alle infiltrazioni di acqua, umidità etc. che a loro volta causano muffe ed il marcimento del legno.

Lo spazio residuo tra controtelaio e telaio del serramento dovrebbe essere riempito con della schiuma poliuretanica permanentemente elastica (sopra al 25 – 30%) e necessaria ad assorbire i movimenti dei diversi materiali, oltre al riempimento dei giunti di raccordo, alla sigillatura e all’isolamento termoacustico.
La preparazione dei fori finestra, con cappotto esterno, necessita di accessori per evitare qualsiasi ponte termico.
Altro punto importante è costituito dal davanzale per il quale è opportuno evitare la forma passante realizzando un semplice taglio termico, anche con un listello in legno sigillato alle due estremità, dove tocca il controtelaio, con del nastro di butile.        

Per le attuali regole di certificazione e per ovviare ai problemi di una discutibile installazione, molte aziende dovrebbero orientare i posatori a seguire corsi di qualificazione professionale per installatore certificato; corsi altamente professionali anche per l’immagine dell’azienda. 
                                                                               
Alcuni link di buone scuole per ottimi corsi di formazione per la posa ed orientati a installatori, tecnici, titolari, rivenditori, etc.…e non solo questi:                
Consorzio Legno Legno         a Correggio, Reggio Emilia
Agenzia casa clima              a Bolzano
Maico posa                        a San Leonardo, Bolzano.       

giovedì 6 settembre 2012

Movimentazioni in falegnameria. Rulliere o altri sistemi?

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Molto spesso ci capita di visitare falegnamerie che muovono tutti i pezzi lavorati con “barelle” e transpallettes  facendo pile di pezzi sovrapposti particolarmente elevate, oppure (un po’ meglio…) con carrelli su ruote.

Ci chiediamo sempre perché non inseriscono delle semplici rulliere!
La risposta è sempre la stessa: “siamo abituati a fare così, i nostri prodotti sono particolari e non si possono muovere diversamente, sono ingombranti e poi….cosa volete che cambi?”
E a noi, sentendo queste parole…… ci viene il solito mal di testa!








Proviamo ad analizzare vantaggi e svantaggi:
La rulliera è un sistema studiato appositamente per semplificare le movimentazioni, per ridurre gli affaticamenti ed i tempi di spostamento, spesso, anche il numero delle persone dedite alla movimentazione interna.
La rulliera ben definisce le aree di servizio e deposito in zone squadrate, ordinate e di facile verifica per coloro che fanno (o dovrebbero fare!) il controllo di avanzamento dei processi.
Certamente la rulliera è un vincolo, inquanto ingombro fisso a terra, ma obbliga inconsciamente gli operatori ad essere precisi e a sfruttare gli spazi in maniera proficua.
La rulliera può essere bassa, alta, elevatrice, rivestita, curva, spezzata, traslabile, girevole, inclinabile, folle, frenata, motorizzata …….e può essere personalizzata in base alle esigenze.  
La logica di queste movimentazioni, aumenta notevolmente la sua importanza, se legata ad uno studio sui carrelli o contenitori, adeguati al trasporto dei materiali.

Inserire delle rulliere all’interno di una fabbrica è, però, una procedura che deve essere calcolata in un progetto ben più ampio.  Devono essere esaminati i cicli di lavoro, gli spazi necessari, gli scorrimenti ideali dei flussi dl materiale, la logica di riconoscimento, ecc...
Tutto questo, che fa parte del nostro lavoro, è la parte più importante che, se ben fatto, PERMETTE RECUPERI ECONOMICI NOTEVOLI.

E voi, cosa ne pensate?

sabato 25 agosto 2012

Coraggio imprenditori. Dobbiamo farcela!

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In questo brutto periodo per l'economia, l'intelligenza, la forza ed il coraggio degli imprenditori dovrà essere il motore che farà ripartire la nostra nazione. Senza nascondere le evidenti difficoltà presenti nel settore dell'edilizia e neanche senza "farla troppo facile" scrivendo due semplici righe, vorremo portare a Voi,  lettori di questo Blog e imprenditori, un messaggio che speriamo alimenti un po' di  rabbia e voglia di rincominciare con il piede giusto.
Lo faremo paragonando la Vostra Azienda ad un "calabrone" (, proprio come fece l'amministratore di Europcar (ho letto recentemente la sua autobiografia!) per dimostrare ai suoi collaboratori che, nonostante la situazione complessa in cui si trovavano..... ce la potevano fare!

Vi invitiamo a riflettere sul significato di quello che gli esperti chiamano fattore X, determinante al successo o all'insuccesso di un'organizzazione.
L'essenza del fattore X è indicata in uno studio condotto negli Stati Uniti, mettendo all'opera tecnici della Nasa esperti in aereodinamica, studiosi degli effetti della galleria del vento e organizzatori aziendali, per scoprire in base a quale legge della fisica il calabrone riesca a volare.
E' dimostrato da precise regole della fisica, scienza e aeronautica che, stabiliti i parametri alla massa del corpo, alla costituzione del pelo, alla resistenza dell'aria, al peso totale, alla superficie e spessore in micron delle ali che il calabrone non può scientificamente volare. Eppure vola, si sposta gira, migra e spazia in maniera autonoma. Ebbene si, vola addirittura meglio a stomaco vuoto, nonostante scientificamente le energie gli sono insufficienti al decollo.
Eppure il calabrone decolla, vola e va! 

Ebbene, la ricerca, ha trovato una risposta dopo molti anni di studi su questo miracolo della natura: il calabrone, dal punto di vista scientifico sarebbe destinato a una totale immobilità e quindi all'estinzione della specie.                                                                                                                                
Ma non volendo accettare quest'idea è "costretto" a volare e così si è arrivati alla conclusione che il calabrone vola perché non può farne a meno, sfidando le più severe leggi della fisica.  

Questa forza che lo fa vivere è il fattore X , sconosciuto agli scienziati, ma molto noto agli esperti di organizzazione aziendale.
E' la forza dell'organizzazione quando vengono stimolati i ricettori, non solo riguardanti la minaccia o il pericolo, ma specialmente quelli dei sentimenti più nobili, come la dignità, la stima e, perchè no, l'orgoglio.

Il nostro invito è di riflettere sul fattore X, perché, anche in un periodo difficile, come per il calabrone, niente è impossibile.
Dobbiamo ritrovare stima, fiducia ed orgoglio che spettano a chiunque decida di non arrendersi, di rimettersi in gioco e spiccare il volo!
E questo vale ancor più per gli imprenditori Italiani che per le loro caratteristiche di creatività, stimolo ed innovazione, sono da sempre i più meritevoli nella scala quantitativa e qualitativa più di tutto il mondo.

Vi auguriamo buona fortuna!



domenica 12 agosto 2012

La VELOCITA’:lo strumento delle future aziende

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Osservando le falegnamerie attuali, ci rendiamo conto che negli ultimi 60 anni, sono cresciute e diventate propositive trasformandosi da imprese artigianali a medie industrie. Hanno aumentato la loro dimensione, sono uscite dai confini regionali e nazionali, hanno creato nuovi prodotti ed aumentato la quantità da produrre. Questo era il loro mercato.

Tutti siamo consapevoli che questa economia è definitivamente finita e che non potrà più tornare.  


Adesso, in piena crisi finanziaria, dobbiamo “cambiare marcia” ed i prossimi anni, saranno contraddistinti da VELOCITA’e SERVIZI.

E per le aziende questa sfida sarà significativa e determinerà nuovi prodotti, nuovi mercati, nuovi metodi di lavorazione ed anche un nuovo metodo per la gestione d’impresa.    
Nelle aziende si sono inseriti i giovani, 30enni indirizzati a ruoli importanti e direzionali,  nati in un mondo diverso, con internet, i blog, i social network, le apps; persone che riescono a sviluppare contatti tramite il web, comunicando nel mondo, informazioni, problemi e soluzioni.  Con grande rapidità!

E’ perciò che le aziende investiranno in strumenti che motivano velocità e facilità di servizi e che serviranno non solo a divulgare i nuovi prodotti, ma anche a soddisfare  le esigenze di un pubblico ben più ampio con rapide risposte nei luoghi, anche virtuali, dove il trend si diffonde velocemente.
Questo sarà il fattore di successo per le aziende.

Chi guadagna la “pole position”….avrà più facile vittoria!   

sabato 4 agosto 2012

SI PARLA SEMPRE DI CRISI. SOLUZIONI PER USCIRNE?

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Pochi giorni fa abbiamo avuto un incontro con i titolari di un’azienda che offre servizi di verniciatura a serramenti, mobili ed altro ancora e la riunione che abbiamo tenuto ci ha colpito molto portandoci poi ad una riflessione. Parliamo di una “media” azienda del settore legno guidata da una famiglia che fino ad oggi non ha mai avuto difficoltà per lavorare e che invece, adesso, subisce come tutti la scarsezza degli ordini, le piccole quantità, il rispetto delle consegne, il prezzo sempre più basso, ecc.
Durante la conversazione uno dei figli, già da anni inserito all’interno dell’azienda, ci ha domandato:
“MA IN UN PERIODO DIFFICILE COME QUESTO…..QUALE E’ IL VOSTRO CONSIGLIO?”


Beh, abbiamo suggerito di “smettere di piangere” e di pensare a nuove soluzioni, cercare proposte per rendere più interessante il prodotto/servizio da fornire, di allargare il raggio di azione del marketing, di entrare nel mondo del WEB, di sfruttare servizi di domanda/risposta con possibili clienti presenti in internet ed altro ancora. Suggerimenti che in effetti valgono per tutti, ma è complicato rispondere con poche parole ad una domanda del genere che meriterebbe attenzione, analisi ma soprattutto un po’ più di tempo.
Non esiste una risposta giusta o ideale se non si conosce a fondo la propria realtà e la situazione attuale del mercato.


Come precedentemente detto, la conversazione tenuta con i titolari ci ha portato ad analizzare il loro problema (…quello che ci hanno posto!) ma ci siamo resi conto che il vero problema di molti è un altro: “NON SI COMPRENDE LA TRASFORMAZIONE DEL MERCATO E QUINDI NON SI TROVANO LE ADEGUATE SOLUZIONI”.
Il mercato di oggi richiede di LAVORARE SUL VENDUTO, di consegnare in modo RAPIDO, di essere FLESSIBILI, di produrre sia le piccole che le grandi quantità, tutto facendo BUONA QUALITA’ e nel CONTENIMENTO DEI PREZZI.
La buona qualità che è stata fatta fino a questo periodo non basta più e MIGLIORARE E’ DIFFICILE.
Controllare la lavorazione di un ordine, mantenere i tempi per contenere i costi, E’ ANCORA PIU’ COMPLESSO.

Questo è un momento di grandi cambiamenti e chi vuol fare l’imprenditore dovrà adeguarsi, rivedendo i METODI, le STRUTTURE e magari pensare anche a nuovi INVESTIMENTI.
Insomma, si deve creare una nuova immagine d’imprenditoria, più dinamica e combattiva, più esigente, ma che, come in tutte le trasformazioni, porterà ad una crescita culturale di tutta la filiera della lavorazione del legno, rivedendo le impostazioni in maniera conveniente e non più artigianale.
Tutte le falegnamerie che in questo periodo di “rapida crescita”, sono maturate in dimensioni ed in fatturati, dovranno ACCETTARE CHE QUEI TEMPI NON TORNERANNO PIU’ e dovranno ancora una volta “rimboccarsi le maniche” e tornare a fare fatica!

Solo così si otterrà nuovamente successo! CORAGGIO!

sabato 28 luglio 2012

RISTRUTTURAZIONI: maxisconti del 50% fino a Giugno 2013


NOTA BENE: per il SOLE 24 ORE la manutenzione degli infissi in PVC e 
in ALLUMINIO, deve essere fatta dopo 5-6 anni, 
PROPRIO COME PER LE FINESTRE IN LEGNO.
Gli anni di vita sono ben differenti! 25 anni per infissi in PVC, ben 80 per 
quelli in ALLUMINIO,  contro i 100 anni dichiarati per il LEGNO.

Vi riportiamo un importante articolo di Valeria Uva, giornalista per il Sole 24 Ore, dove si parla di come usufruire dei maxisconti del 50% validi fino al Giugno 2013.

C’è un anno di tempo per investire nella ristrutturazione della propria casa.
Una finestra temporale che va dallo scorso 26 Giugno (data di entrata in vigore del decreto sviluppo) al 30 Giugno del prossimo anno: qui opera la maxi detrazione del 50% delle spese per i lavori in casa con un tetto raddoppiato a 96 mila euro.

Dal 1° Luglio 2013 si tornerà al meno attraente “sconto” del 36% (e al tetto di 48 mila euro), un incentivo al recupero edilizio presente da 15 anni e ora reso stabile, che nel tempo ha però perso un po’ del suo fascino, inducendo qualche contribuente allo sconto fai da te: pago subito meno, in nero e senza iva.


Ma in questo anno di tempo non c’è partita: il sommerso non può rivaleggiare con l’offerta di recuperare (seppure in dieci rate) ben la metà di quanto si è speso. Al punto che il 50% può persino gareggiare sin da ora con il bonus del 55% riservato a chi punta sull’isolamento della propria casa e sul risparmio energetico. Il decreto sviluppo lo ha lasciato in vita fino al 31 Dicembre di quest’anno (poi scenderà al 50% fino a Giugno 2013, per poi precipitare al 36%), ma l’attuale, piccola, convenienza del 5% in più, potrebbe già ora venire annullata dalle lungaggini e dalle maggiori spese legate alle procedure che nel caso del 55% richiedono, quasi sempre, l’attestato di qualificazione ed il certificato energetico.
In realtà, il confronto tra le due detrazioni , i cittadini devono giocarlo sul piano delle opere agevolate che non sono intercambiabili. Il perimetro del 36-50% è molto ampio: grande platea dei beneficiari che comprende tutti i soggetti Irpef (ma anche la società per il caso della detrazione da poco estesa al ripristino dei danni da calamità naturali, terremoto compreso). Altrettanto ampio è l’elenco dei lavori ammessi, che va dalla manutenzione straordinaria, agli antifurti, dai rilevatori di gas ai corrimani.
Forse l’unico grande limite di questa detrazione è l’esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria nelle singole abitazioni (niente tinteggiatura delle pareti per intendersi), limite che peraltro cade per i condomini, per i quali al contrario, pitture e piastrelle sono ammesse.

PRIME STIME POSITIVE
La scelta del governo di aumentare la detrazione per il recupero, nasce ovviamente anche dall’esigenza di DARE UNA SFERZATA ALLE COSTRUZIONI, DA SEMPRE DECISIVE PER LA RIPRESA DI UNA ECONOMIA. La crisi continua a mordere questo settore. L’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ha appena reso note le stime per il 2012: per quest’anno l’associazione dei costruttori prevede un calo globale degli investimenti del 6% rispetto all’anno precedente. In cifre, significa che dall’inizio della crisi,  nel 2008 e per questi 5 anni le costruzioni (edilizia e lavori pubblici) hanno perso 43 miliardi di investimenti e 325 mila posti di lavoro, tornando ai livelli degli anni ’70.
Eppure, nonostante la crisi e la mancanza di liquidità che frena gli investimenti delle famiglie anche nelle ristrutturazioni, le prime stime sulla “frustata” data dal decreto sviluppo sono incoraggianti: l’Ance ha già calcolato che il “pacchetto edilizia” contenuto nel Dl 83/2012 (innalzamento detrazioni e tetti di spesa, proroga al 30Giugno 2013 dell’incentivo per il risparmio energetico, più alcune manovre sull’IVA per le nuove abitazioni) produrrà per l’anno prossimo un aumento del 3% degli investimenti  nel recupero edilizio, rispetto ai 43,5 miliardi stimati dai costruttori come la spesa 2011 per la riqualificazione dei vecchi immobili.
A questi 43 miliardi di spesa le due detrazioni del 36% e del 55% hanno dato un contributo decisivo: nel 2010 (ultime stime targate Cresme disponibili) sono oltre 500 mila l’anno gli interventi partiti grazie al bonus per il recupero. Mentre secondo gli ultimi dati dell’Enea (sempre riferiti al 2010), il valore degli investimenti nel risparmio energetico degli edifici ha superato i 4,6 miliardi con più di 405 mila pratiche totali e un costo medio di 11.350 € per intervento e un risparmio di energia di 2000 Gigawatt l’anno.
Cifre ed interventi destinati ad essere ampiamente superati dopo l’anno decisivo del 50%.


QUESTI SONO ALCUNI NUMERI:
500mila le richieste per la detrazione del 36% nel 2010
43,5 miliardi la spesa nelle abitazioni nel 2011
405mila le domande per la detrazione del 55% nel 2010
220mila domande per il 55% relative agli infissi nel 2011

domenica 15 luglio 2012

RIUNIONI: investimento o spreco di tempo?


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Spesso una riunione viene vissuta dai partecipanti come una perdita di tempo.
Per evitare che il pensiero principale sia questo occorre saperla preparare, gestire e misurare.

Durante la preparazione di questo post, ci siamo chiesti se era giusto affrontare un argomento del genere per spiegare la reale importanza o se avessimo rischiato di passare per “professori in cattedra”, che vogliono dimostrare le proprie conoscenze. Abbiamo deciso di farlo perché crediamo che il tema delle riunioni nelle falegnamerie, sia poco conosciuto ed invece è fondamentale.

Le riunioni sono un momento importante di crescita e di scambio d’informazioni all’interno di un’azienda. E’ il momento ideale per trasformare dubbi, incertezze e problemi in soluzioni o in strade da perseguire per il raggiungimento degli obiettivi. 

Perché allora la maggior parte dei partecipanti le considera una perdita di tempo, se non del tutto inutili? Quante volte vi è capitato di pensare: “questo era meglio se non lo diceva” oppure “io lo avrei detto in altro modo” ma anche “il problema non è questo…” e molte altre ancora.
Secondo gli esperti in materia, le principali cause del fallimento di una riunione sono sei:
-Non era necessaria
-L’obiettivo non era definito con precisione
-E’ stata preparata male e in poco tempo
-Si è svolta nel momento sbagliato
-Erano presenti le persone sbagliate ed assenti quelle fondamentali
-Chi ha condotto la riunione non è stato all’altezza del ruolo

Per evitare di cadere in questi errori, ricordando che le riunioni sono fondamentali in una struttura aziendale, elenchiamo 5 consigli da seguire nella preparazione.
1)Definizione degli obiettivi
Chi vuole ottenere dei risultati dalla riunione, deve definire con precisione lo scopo tenendo presente  anche gli obiettivi dei partecipanti, magari, mettendosi nei loro panni.
2)Definizione di alternative e costi
Preparare una riunione, coinvolgere e far partecipare altre persone, raggiungere gli obiettivi descritti, SONO UN COSTO. Per  questo motivo, devono essere sempre analizzate le alternative alla riunione e la tecnologia attuale aiuta molto: e-mail, videoconferenze, chat, telefonata, ecc…
3)Preparazione della riunione
Chi richiede l’incontro lo deve strutturare bene.
Le tipologie più importanti di riunione sono tre.
L’Informativa è una esposizione, quindi deve essere preparata con una spiegazione dettagliata di ciò che viene presentato, definendo i contenuti e tempistica di esposizione.
La Formativa è l’esposizione di un progetto o di esempi mirati a spiegare concetti importanti. E’ giusto ascoltare e prendere parte ad una conversazione con chi partecipa, lasciando la possibilità di esprimere le proprie opinioni.
Quella Decisionale ha l’obiettivo di decidere la soluzione più efficiente ed efficace fra quelle proposte.
In questa riunione partecipano figure decisionali, permettendo un dialogo che definisca le regole da attuare.
4)Gestione della riunione
Ci sono tre fasi.
L’apertura, nella quale si ricorda gli obiettivi e si definisce i ruoli di chi espone e di chi risponde.
La gestione, impegna chi ha organizzato la riunione nel compito di stimolare rendere partecipi le varie figure. La chiusura, con un riepilogo di ciò che è stato deciso e degli impegni presi, definendo “CHI FA COSA ENTRO QUANDO”.
5)Gestione della fase post-riunione
Tutti gli sforzi nel preparare e nel comprendere  la riunione, possono svanire in breve tempo se l’entusiasmo viene surclassato dalla quotidianità degli eventi.
Per evitare questa situazione, è consigliabile uno schema riassuntivo dove si riportano decisioni prese e argomenti discussi, chi ha preso delle responsabilità, quali e in quanto tempo devono essere fatte.

Siamo davvero convinti che le riunioni aziendali possono portare dei risultati solamente se preparate a dovere e se riescono a coinvolgere tutte le persone presenti. L’onestà e la chiarezza sono parole chiavi all’interno di una discussione e gli argomenti trattati devono essere attuali ed essenziali. Se non vengono seguiti i consigli dati, riteniamo che il tempo dedicato possa essere perso o quanto meno sprecato.
Sta a voi capire se ve lo potete permettere. 

venerdì 13 luglio 2012

Devo arredare casa: qualità o risparmio?

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Tramite il servizio messo a disposizione dal blog, “DOMANDE & RISPOSTE”, un nostro lettore, che ha chiesto di rimanere anonimo, ci ha scritto un testo per un post che tratta di un argomento contemporaneo e che crediamo possa interessare a tutti Voi. 

Parliamo di una scelta importante che viene fatta normalmente 2 o 3 volte nella vita.
Devo comprare un armadio per la stanza da letto. 
Voglio acquistare un oggetto piacevole da abbinare al comò, ai comodini e, perché no, anche al letto. 
Vorrei che fosse grande per contenere più cose possibili, ma che non fosse troppo ingombrante per non ridurre lo spazio alla camera. 
Mi piacerebbe che fosse studiato nei dettagli e ben distribuito negli scomparti, così da sistemare i vestiti e la biancheria nei migliori dei modi. 
Gradirei che fosse bello e resistente, così da permettermi di aprire e chiudere gli sportelli per tutto il resto della mia vita, senza dover sentire cigolii e vedere ante storte o cassetti che non chiudono.
Lo compro oggi e lo volevo ieri in casa. Lo volevo ieri a casa ma montato in modo perfetto. 
E poi voglio….mi serve…..avrei bisogno…. 
Ah! Dimenticavo…. DEVO SPENDERE POCO.


Questa è una richiesta frequente negli ultimi tempi. C’è da dire che la nascita della grande distribuzione di oggetti per la casa, come Ikea, Mondo Convenienza, Krea, ecc… hanno fatto successo sia in Italia che nel mondo.  
Direi anche giustamente, perché sono luoghi dove puoi passare quanto tempo vuoi, ci puoi mangiare, bere e far giocare i tuoi bambini in un’area probabilmente più divertente di casa e con del personale addetto al controllo e la custodia. Se fuori fa caldo, dentro c’è fresco e se è freddo, c’è il riscaldamento. Puoi osservare, studiare e progettare (con aiuto del personale) l’arredamento delle tue stanze, cucine, salotti e tanto altro ancora. Puoi trovare tutto ciò che ti serve, se non in un posto….al massimo nell’altro.
Tutto sembra essere perfetto e al prezzo minimo.
Fino a che non lo porti a casa!

La mia esperienza non è stata “distruttiva”, lo ammetto, anzi sono abbastanza contento dell’acquisto, ma tornassi indietro cambierei idea. Vi racconto ciò che ho vissuto perché mi piacerebbe che altre persone pensassero di più agli acquisti che fanno e non seguissero delle mode del momento o, peggio ancora, seguissero la strada del prezzo più basso! Proprio come ho fatto io…

Nella stanza da letto, un armadio a “L” con cabina nell’angolo e 9 ante in totale, me l’hanno montato in 6 ore, invece delle 3 che avevano previsto. Dovevano essere in due e invece, uno dei montatori (età 18 e 23 anni) se né andato ed è tornato solo per di riscuotere. L’armadio è stato montato dal più inesperto (era il primo armadio che montava di quelle dimensioni e ha passato non meno di 30 minuti per leggere le istruzioni). Ovviamente ha chiesto una mano quando si è reso conto che le dimensioni e il peso erano esagerati per una persona e il risultato è stato insoddisfacente. Poi quasi a fine lavori è rientrato il collega esperto. Abbiamo chiesto di ricontrollare il montaggio perché a nostro parere non andava bene e allora, in modo molto svogliato, i due hanno accettato. Con la revisione sono stati risolti problemi come ante inclinate e che non chiudevano, accostamento al muro, invece che a 5 cm di distanza, montaggio della luce interna alla cabina, come da contratto e montaggio in quadro dello specchio interno. Inserimento dei tappi per le viti e lucidatura dello stesso colore nelle scheggiature ed infine regolazione delle cerniere. 
Perciò penso che, se non avessi chiesto il controllo e la messa a punto, il lavoro sarebbe terminato in modo catastrofico. Invece per fortuna il mobile adesso è come lo avevamo ordinato. O Quasi! 

Con questo vorrei dire che questi centri di grande distribuzione sono ideali in molti casi…… NON SEMPRE! 
Non servono se devi fare la casa della vita. Il prezzo basso non ripaga né la qualità né un servizio. E’ PROPRIO IL CONTRARIO!
Un mobile ben costruito può durare tutta la vita. UN MOBILE COSI’, NO.
Gli oggetti che si possono trovare sono fatti con la miglior qualità per quel prezzo.
Questo è comunque un mio parere personale. Ritenevo solamente importante farvelo sapere….



sabato 30 giugno 2012

Come utilizzare internet

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Il mondo di internet è ormai entrato a far parte della vita di tutti, persone e aziende.
La notevole crescita ottenuta dal 2010 ad oggi (ca. 10%) è una dimostrazione ed è stato stimato che, entro il 2015, potranno essere raggiunte vette fino al 18% in più di utenti presenti sulla rete.
Il motivo principale di questa crescita sta nel legame fra la rete e le piccole-medie imprese (PMI) ma anche all'elevata propensione delle persone (in maggioranza agli italiani) all'uso di dispositivi mobili come smartphone e tablet.  Grazie a tali strumenti, internet sarà alla portata di tutti in qualsiasi momento.
E' stato dimostrato che le PMI che partecipano in modo continuo alla lettura e alla divulgazione d'informazioni su internet, crescono più rapidamente di quelle già presenti, con un sito internet ormai diventato solamente un biglietto da visita.
La maggior parte delle persone costruisce le proprie idee e le proprie scelte sulla base delle conversazioni in rete e su quello che di aziende e prodotti viene descritto su blog o forum. Si sceglie per "fiducia", perché quell'azienda è stata più brava di altre a risolvere un problema, un'esigenza, perché è più disponibile al dialogo, al confronto, all'informazione. E queste valutazioni vengono diffuse, se ne parla in rete, si valuta con calma, ci si scambia pareri e ci si confronta facilmente. E così la reputazione di un'azienda, di un prodotto, viaggia veloce di bocca in bocca, in una versione nuova del PASSAPAROLA; il web ha abbattuto qualsiasi forma spazio-temporale. 


Per questo è importante che siano le aziende a costruirsi una credibilità nella rete, ma per farlo, è necessario credere profondamente in questi strumenti e capire su quali canali proporsi.

Ad esempio, il nostro ufficio tecnico di consulenza per falegnamerie, crede profondamente che tutto ciò che proponiamo alle aziende che seguiamo, i nostri sistemi e le nostre logiche, siano divulgabili e comprensibili anche sul web e siamo profondamente certi che se queste informazioni venissero commentate e discusse dai più esperti, allora le aziende potranno uscire da questo momento di crisi e crescere di livello.
Quindi abbiamo creato questo BLOG informativo (sito internet in continua evoluzione), che parla di tutti gli argomenti inerenti al settore legno (caratteristiche dei prodotti, sistemi di lavorazioni, macchine ed impianti per la lavorazione, ecc...), con l'obiettivo di coinvolgere più persone possibili legate al mondo delle falegnamerie in una filiera del settore legno.

Un nostro attuale cliente, la Porte a Porte di Teano (CE), ha promosso un sito "e-commerce" per la vendita on-line di componenti di porte (1 asta di coprifilo di 1 tipologia, 10 profili montanti di un diverso tipo, ecc...), fino alla consegna della stessa già assemblata, ovviamente sempre e solo per commessa, tutto questo con consegne veloci....anche immediate. http://www.omniadoor.com/
Un notevole servizio con il quale ha già riscosso nuova clientela, che non vuole più fare magazzino, ridurre i propri costi e continuare a soddisfare il proprio cliente.


E Voi...siete già presenti sulla rete?