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martedì 13 settembre 2016

Schiuma isolante spray in legno

Link della foto
Continuano i tentativi per ridurre l’inquinamento nel settore dell’edilizia, che cerca di spogliarsi di tutte quelle materie plastiche derivate dal petrolio – oggi ampiamente utilizzate per l’isolamento termico – responsabili del continuo ricorso ai combustibili fossili e quindi del tanto preoccupante cambiamento climatico.




Mentre l’Unione europea, Germania in primis, sta mettendo a punto regolamenti per incrementare l’isolamento di tetti e pareti, col rischio di un ulteriore aumento della produzione di schiume petrolchimiche, da Francoforte rispondono gli scienziati “illuminati” del Fraunhofer Institute for Wood Research, che hanno messo a punto un nuovo isolante naturale e non inquinante, a base di legno.
Ai metodi tradizionali per isolare termicamente una casa, che ricorrono ai soliti noti polistirolo, perlite espansa ecc., ossia a quelle sostanze plastiche ad elevato impatto ambientale derivate dai composti petrolchimici, la bioedilizia cerca di opporre un modello più efficiente e sostenibile, volto ad abbattere l’inquinamento grazie all'impiego di materiali naturali.
I ricercatori di Francoforte, sensibili alle tematiche ambientali, dopo un lungo studio sui materiali rinnovabili, riciclabili e sostenibili hanno realizzato quest’innovativo spray in legno, una vera e propria schiuma isolante a base di legno, che mira a scalzare il primato nell’edilizia di tutti quei prodotti derivati dal petrolio.
E’ bene ricordare che non è la prima volta che i ricercatori di questo istituto ricorrono a materiali totalmente naturali e biodegradabili per questo problema, tant'è vero che in passato avevano anche ideato una fibra ricavata dalle alghe sempre per isolare le abitazioni.


Schiuma isolante spray in legno: le novità del progetto tedesco

Il processo di produzione è molto semplice: i trucioli in legno vengono macinati e sminuzzati in particelle   macroscopiche fino a quando si ottiene un impasto viscoso a cui viene aggiunto gas, per renderlo spruzzabile, mentre l’indurimento si realizza attraverso sostanze naturali presenti nello stesso legno.
Questo nuovo isolante naturale made in Germany può esser facilmente trasformato in pannelli rigidi o in tappetini flessibili in legno e, tra l’altro, riesce a sopperire ai tipici inconvenienti di questi prodotti, ossia l’azione corrosiva dell’umidità e l’erosione del tempo.
Attualmente la Schiuma isolante spray in legno brevettata dal Fraunhofer Istitute sta affrontando una fase di test sperimentali in laboratorio: per la produzione di massa ci sarà ancora da aspettare, poiché i ricercatori tedeschi stanno studiando differenti tipi di legno, al fine di individuare la specie arborea che possa assicurare le prestazioni più elevate.
Attendiamo fiduciosi, nella speranza che la bioedilizia possa trovare presto un altro prezioso prodotto per fronteggiare l’avanzata delle schiume petrolchimiche.

mercoledì 7 settembre 2016

Una grande occasione...

Impianto automatico per finestre


Sito internet Stemas

Un nome storico nella produzione di serramenti in legno, purtroppo cessa l'attività.

Ci ha chiesto di agire tramite il nostro Blog per rendere nota la sua disponibilità a vendere rapidamente e a condizioni molto vantaggiose questo centro di lavoro.

La nostra funzione, in qualità di suoi consulenti, non ha alcun interesse commerciale ma soltanto di riferimento tecnico per eventuali contatti.

Chi è interessato, può contattarci all'indirizzo mail:  quer.consulenze@tin.it






Nostro cliente sino a 5 anni fa, dietro nostro studio, fece un investimento completando la linea di lavorazione con l'inserimento di un centro di lavoro transfer, la cui costruzione è stata realizzata dalla ditta Stemas di Pesaro.

Tale impianto è stato studiato per eseguire tutte le operazioni di completamento arrivando allo strettoio con pezzi finiti.I pezzi lavorabili sono componenti per finestre, alzanti scorrevoli, complanari, persiane ed alcune tipologie di porte interne ed esterne.

In breve, le operazioni eseguibili sono: 

1) ogni tipo di intestatura 
2) forature e fresature su tutti i lati
3) profilatura, taglio e spillatura del fermavetro

La produttività della linea è compresa tra le 40 e 50 finestre a turno, con 1 operatore addetto al carico ed 1 allo scarico e assemblaggio.

Il video allegato vuole essere una rapida dimostrazione di alcune lavorazioni.
Sono a disposizione altre foto e filmati oltre al manuale d'istruzione. 








mercoledì 22 giugno 2016

Le piccole falegnamerie …. 3° di 3 post


Ci siamo lasciati dicendo …. come si possono ottenere risultati importanti!

Niente è facile e le cose richiedono anche un po’ di tempo, però è possibile raggiungere importanti risultati.
Sempre se le piccole aziende …. diventano grandi!
Si, proprio così, perché è principalmente una questione di metodo. Ed il metodo è sempre lo stesso, qualunque cosa si produca e oltre la dimensione.
Innanzitutto deve essere ripensata la falegnameria che dovrà essere PERSONALIZZATA, COME LE ESIGENZE DELLA SUA CLIENTELA!
Ben sappiamo che il mercato richiede un’estrema personalizzazione, quindi se valutiamo
la storia del mercato, noteremo che:

UNA VOLTA ERA       PRODUZIONE DI MASSA  

POI VENNERO   LE MODIFICHE ANNI ‘70

QUINDI NACQUE       LA PRODUZIONE FLESSIBILE

OGGI DOBBIAMO AVERE
> la massima soddisfazione del cliente
> il prezzo di vendita opportuno
quindi:
> le attrezzature devono essere flessibili e collegate in rete
> i cicli di produzione brevissimi
> pochi operatori svolgono più lavori contemporanei
> la conoscenza viene diffusa nel gruppo di lavoro
> l’imprenditorialità è diffusa e di più larghe visioni
ciò permette
> il giusto profitto per il quale si lavora

Quindi, anche se la tecnica e la tecnologia aiutano, la falegnameria personalizzata, flessibile, produttiva ed economicamente positiva si forma solo con un’esatta ed accurata gestione.
Ciò porta a:
1 rivedere il layout per eliminare le improduttività
- definendo i cicli di lavorazione più idonei
- ottimizzando gli spazi
- semplificando le movimentazioni
- definendo le mansioni del personale
- prevedendo futuri ampliamenti
- ricercando le attrezzature più idonee alle necessità
- verificando gli ammortamenti

2 analizzare tempi e metodi per ridurre i costi di lavorazione
- eliminando operazioni superflue, recuperando economicità
- migliorando l'utilizzo delle risorse (uomini e macchinari)

Impostare un sistema di programmazione e analisi dei costi perché l’azienda si fonda sugli utili e la rende forte e propositiva.
Dal controllo dei costi si può gestire la lavorazione, mantenendo gli utili prefissati.

3 controllo dei costi di produzione
- la composizione dei centri di costo collegata ai dati di bilancio e ai tempi di
   lavorazione, definisce il costo orario.
4 fabbisogno economico
- il controllo del fatturato periodico semplifica le procedure di messa in lavorazione
  e conferisce certezza di risultato.

Infine una grande cosa per chi produce “su misura”: lo sviluppo di un preventivo!
5 con specifici software, anche in 3D, debitamente compilati, è calcolabile il costo di produzione per ogni articolo.
Quindi il valore non sarà più costruito, ma reso da calcoli matematici, quindi utilizzabile anche per forme preventive.
- la progettazione unita ai cicli operativi e ai tempi previsti fornisce un valore di
   riferimento per il costo di lavorazione
- la definizione del punto di pareggio, assieme all’organizzazione della lavorazione,
   rende possibile predefinire gli utili.

L’ottimizzazione potenziale delle piccole aziende, ricche di spirito imprenditoriale, umili e capaci sia di pensiero strategico che di esecuzione, può trasformarsi in attività ben  remunerativa.
E, come diceva un mio maestro 40 anni fa …. se oggi fai crescere le piccole, domani ne avrai tante grandi!

venerdì 10 giugno 2016

Le piccole falegnamerie …. 2° di 3 post



Ci siamo lasciati dicendo che …. le cose sembrano semplici, ma seppure non sia così….lo possono diventare!

Bene vediamo in 4 punti fondamentali, come si possono ottenere risultati importanti.
bisogna diventare un po’ più venditori  
(non si può fare tutto, ma, sapendolo presentare, si può vendere)
bisogna saper fare bene i conti ed i preventivi  
(conoscere i costi di produzione – quindi saper simulare i cicli operativi – avere e saper utilizzare un adeguato software per la progettazione e la preventivazione)
bisogna saper gestire l’azienda, sia nei costi che nella lavorazione
(gestire metodi e tempi per ogni fase di lavoro e, principalmente, rispettarli  durante la lavorazione)
bisogna avere una mente elastica, conoscenze e larghe vedute
(avere la curiosità ed il tempo per partecipare a fiere del settore, conoscere strumenti e materiali alternativi, saperli proporre al cliente)
bisogna avere non solo fornitori, ma partners
(per il fornitore siamo un cliente, per il partner uno stretto collaboratore con il quale dividere difficoltà e successi)
Tutto questo sviluppa un sistema che rende la “piccola falegnameria” gestita, così come viene fatto nelle grandi dimensioni di azienda.
Se tutti i punti sono importanti, quelli fondamentali sono il 2°, il 3° ed il 4°.
Esaminiamo i motivi di questa affermazione:

punto 2°
specialmente per coloro che lavorano “su commessa” è fondamentale la conoscenza dei propri costi, infatti, molto spesso ci troviamo a parlare di “piano dei costi analitico” come se fosse una cosa nebulosa e che ognuno fa a modo proprio.
Eppure non è difficile.  Ma non basta.  
Una volta creato si debbono conoscere i cicli produttivi e, pure in maniera orientativa, alcuni tempi di riferimento. Ciò allo scopo di individuare un ciclo di lavoro tra le varie macchine, quasi lo si facesse.
Con questo noto si debbono includere le movimentazioni, gli attrezzaggi, ecc. anche se improduttivi.

Non trascurabile la scelta e l’acquisto di un software (importante sia per la praticità che per la risultanza) che permetta la progettazione del mobile tramite un sistema di disegno e che caricato dei dati di riferimento (materiali, costi, tempi, ecc.) estrapoli i valori da preventivare.
Di questi oggi se ne trovano molti, ma la bravura di chi si interessa deve essere nell’individuare …. quello giusto!
Però, trovato, abbiamo fatto una grande cosa.

punto 3°
gestire tempi e metodi per ogni fase di lavoro è di per se cosa complessa e, farli rispettare durante tutta la lavorazione è ancora più difficile.
Nelle piccole aziende capitano spesso motivi d’interruzione (rappresentanti, clienti, fornitori, pagamenti in banca, ecc.) ed è facile distrarsi da ciò che si stava facendo.
Spesso, si dice, si recupera facendo un’ora in più la sera! O al sabato mattina!
Cosa sbagliatissima. Ciò che si è perso non si recupera più.
Ma allora che fare se viene qualcuno in azienda?
Semplice (non è vero, è difficile ma deve essere fatto), ci si organizza diversamente, si fissano appuntamenti in data prestabilita, si dedica qualcuno a ricevere fornitori e clienti (che mai devono andarsene scontenti!) ecc. ecc.
Ma quando si lavora….si lavora!
E se abbiamo un dipendente ancora più, sempre da tenere presente che e noi lo serviamo perché possa produrre di più e meglio!

Quindi mai distogliersi, perché è una cosa essenziale al mantenimento dei tempi previsti, quindi, in poche parole, del nostro utile!

punto 4°
la piccola falegnameria ha molti punti a sfavore, principalmente l’informazione, o meglio, il tempo per poter avere informazioni.
Spesso sono i rappresentanti che portano notizie, farebbe parte del loro mestiere …. magari un po’ condizionato dalle aziende rappresentate, ma sarebbe una giusta professionalità.
Però è innegabile che i molteplici interessi che riguardano coloro che fanno arredamenti completi coinvolge l’informazione su tantissimi punti: i materiali, i semilavorati, le colle, le vernici, la ferramenta, gli accessori e tute le loro alternative!
Costi, qualità, variabilità, fornitori, …. acquisto di prodotti finiti presso altre aziende (finestre di legno, legno alluminio, di pvc …. porte per interni, blindati e chissà quanto altro ancora).
Poi non parliamo di attrezzature, utensili, movimentazioni, macchinari e tutte le loro evoluzioni!
Ce ne sarebbe per farlo a tempo pieno.
Però avere la curiosità ed il tempo per questi aspetti, vuol dire conoscere alternative e ciò porta a saperli proporre alla clientela; cosa che altri non possono fare perché non hanno il tempo!
Quindi trovare il tempo per la propria informazione è importante (quale investimento personale che fa l’azienda) per avere una mente elastica e larghe vedute.

Una banalità: tutti conoscono le colle poliuretaniche, ma quanti espongono al loro cliente l’indispensabilità di usarle nei mobili da cucina, da bagno o da esterno?
E se anche costano un po’ di più, quanti si domandano con quale margine le possono vendere?
Quanti si domandano l’importanza della qualità che possono dare al cliente?
E, ultima cosa per il momento, quanti si domandano quanto tempo abbiamo risparmiato in quella fase grazie all’essicazione immediata?

Nel prossimo Post Vi diremo un’altra piccola cosa!

martedì 17 maggio 2016

Le piccole falegnamerie …. 1° di 3 post


In Italia ci sono migliaia di medio piccole falegnamerie, aziende che producono un po’ di tutto, dai mobili alle finestre, alle porte e tutto “su misura”!
Dare questo servizio implica la conoscenza dei materiali, notevoli esperienze produttive, estro creativo e tanto …. sacrificio!
Per queste aziende la produttività e l’efficienza sono caratteristiche quasi istintive, ma impegno e buona volontà oramai non bastano più.
I tempi cambiano e quei punti di successo, tipici dell’estro e della imprenditorialità, oggi non bastano più e non basta acquistare macchine per cambiare, adesso serve lavorare con nuovi metodi …e quindi, ancora una volta, bisogna ripensare l’azienda!
E allora come dovrà essere la falegnameria?
Semplicemente PERSONALIZZATA, COME LE ESIGENZE CHIESTE DALLA CLIENTELA!

Oggi tecnologia e tecnica (ed un po’ di commerciale) possono rendere più facili i cambiamenti.  E se di metodi nuovi si parla, quali sono le soluzioni possibili? Esaminiamo un po’:
Arredamento
a i mobilifici ed i rivenditori di mobili sono praticamente scomparsi in ogni regione d’Italia e i rimasti lavorano solo per la grande distribuzione (Ikea, Mercatone, ecc.).
Unici sopravvissuti del settore sono gli arredatori.
L’arredatore sa fare un po’ di tutto: cucina, camera, bagno, porte ecc.
b la clientela si rivolge spesso alla grande distribuzione per proposte visibili a proprio gusto, con costi contenuti ed un’ampia gamma di arredi, talora di media e scarsa qualità, ma sempre suggeriti da personale competente e convincente.
In questo caso, la personalizzazione si basa sul 95% di standard (anche se non si dice, ma è così perché il prezzo non giustificherebbe alternative) ed il 5% non “su misura” ma adattato o convincemente eluso.
Solo gli arredatori possono proporre soluzioni al 100% personalizzate e volendo di alta qualità.
c chi ammoderna un ambiente se non tutta la casa, si trova spesso a che fare con i costi sempre più elevati. E qui la grande distribuzione la fa da padrona!
Gli arredatori devono imparare non a competere, bensì a dare a costo ragionevole qualità e servizio superiori.
Pensiamo che da Ikea il trasporto ed il montaggio hanno costi alti e poi, se il muro è fuori squadra … te lo tieni!
d se la grande distribuzione ha costi contenuti (ed è così) gli arredatori debbono imparare a …. costare il giusto!
Ma giusto non è fare “carte false”, ma imparare a gestire i proprio costi, visto che il mercato non è più disponibile a particolari ricarichi e gli utili vanno trovati all’interno della propria azienda!
Porte e finestre
e è un discorso più particolare in quanto, mentre la porta fa spesso parte dell’arredo,  la finestra è un oggetto tecnico e che non coinvolge solo il gusto, anzi!
I clienti sono sempre più, giustamente, preparati.
f oggi si trovano porte di ogni tipo, tamburate, a profilo, con vetri, ecc.,  rivestite con carte melaminiche, verniciate, laccate…ecc. tutto sommato a buon mercato.
Spesso e seppure personalizzate, vengono consegnate in brevissimo tempo.
Anche i costi d’acquisto non incidono particolarmente sul totale dell’investimento.
Che siano acquistate (e sarebbe ragionevole nell’economicità d’impresa) o meno, gli arredatori possono plagiarsene ed includerle nella fornitura.
Spesso soddisfacendo il cliente con un’unica fornitura e responsabilità.
g non è la stessa cosa per le finestre che richiede caratteristiche tecniche superiori, sia sulla zona climatica, l’esposizione, la rumorosità, e via  dicendo.
Pur sempre nell’ottica di fornire servizio e di essere unico responsabile, se non produttore, l’arredatore può dire la sua, suggerendo un prodotto consono e tecnicamente opportuno.
Alla luce di questo piccolo e superficiale esame, si evidenziano quattro punti importanti
per la falegnameria:
1 saper tranquillizzare e soddisfare il cliente con argomentazioni diverse dalla grande distribuzione e, senza dubbio, più tecniche.
2 comprendere cosa vuole il cliente e la sua disponibilità economica.
3 saper fare un giusto preventivo, cosa non semplice visto che parliamo di forniture “su misura”
4 e se il cliente ci da conferma …. saper contenere i costi di lavorazione!

Così detto le cose sembrano semplici, ma seppure non sia così….lo possono diventare!

Nel prossimo Post Vi diremo la nostra!

sabato 28 marzo 2015

Madexpo 2015 - Le nostre impressioni

Esposizione di porte, finestre, sistemi di recupero energetico, case in legno, e tanto altro.

Noi siamo stati il primo giorno e abbiamo notato con piacere la presenza di molti visitatori, che, a onor del vero, non ci aspettavamo!

Molte le cose interessanti, ma prima tra tutte, l’attenzione al “recupero dell’edilizia esistente” con  prodotti per la riqualificazione di questo enorme patrimonio che è la ristrutturazione



Tra quello che ci ha più colpiti possiamo dire:
Porte per interni
Ottime soluzioni per completare gli ambienti con armadiature, pareti attrezzate per divisori tra ambienti, ecc., modelli e finiture di grande rilievo.
Grandi soluzioni generalizzate per porte a filo muro complanari con cerniere a bilico e a scomparsa. Nell’insieme prodotti di buona qualità ed abbastanza economici. (Ferrerolegno, Garofoli, Bertolotto, ecc.).
Degna nota alla presenza dello stand di Braga che negli ultimi anni ha incrementato particolarmente le tipologie per semilavorati e finiti di porte intelaiate e tamburate, evidenziandone i materiali e le logiche distributive.

Finestre
Un’invasione di PVC dell’Est con prodotti di discutibile qualità tecnica e di finiture.
Per non dire dei prezzi assurdi, inadeguati e tali da sciupare un qualsiasi mercato.
Ottima la qualità e la tecnica dei pochi prodotti in legno e legno-alluminio che finalmente fanno ritorno sulle proposte al mercato.
Tra le proposte significative abbiamo notato i "sempreverdi" sistemi di aereazione e ricircolo automatico montato direttamente sul telaio (Internorm ad esempio, che però pregiudica l’aereazione con persiana o tapparella chiusa.)
Inoltre Maico  che ha presentato un nuovo sistema per gli alzanti scorrevoli e che ci pare degno di considerazione.
nella prima delle tre versioni (HS standard, HS performance, HS-L) propone l’adattamento del  proprio sistema alla finestra del cliente.
Il listello nel nodo centrale è fa¬tto con materiale isolante e guarnizioni integrate applicabile "a clip".
La tenuta all'acqua massima certi¬ficabile è di 7A (pioggia battente con vento a 80 Km/h).
Valore di non facile raggiungimento, ma la filosofia proposta è di cer¬tificare quelle re¬plicabili sulla produzione di serie.
Carrello molleggiato ad una ruota (da aggiungere al carrello sia anteriore sia posteriore) per ante di grandi dimensioni e pesi.
Ad alzante chiuso, il peso dell'an¬ta comprime le molle interne, quando si ruota la maniglia per aprire, le molle si esten¬dono e aiutano il sollevamento.
Sostituzione dei perni sull’anta con ganci incassati e retraibi¬li che, oltre a aumentare il valore di  antieffrazione, tiene liscia la su¬perficie del telaio.
Il sistema monta soglie per casa clima, cioè senza manifestare ponti termici e condensa (ad eccezione di quelle in alluminio) e che sono ideali per il risparmio energetico.

Ottime in genere le presentazioni dei prodotti ed in particolare ci sono piaciuti quelli di Carminati, PB, 
Velux (con una finestra che trasforma il sottotetto in un balconcino) ecc.

Per il resto tutto come previsto: assenti molti nomi, molti spazi vuoti, qualche novità nella posa certificata e nelle costruzioni di case in legno.



mercoledì 15 gennaio 2014

Il cambiamento di mentalità

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La produzione in grande serie che sino a pochi anni fa riempiva le giornate lavorative delle falegnamerie italiane ormai è scomparsa.
Da alcuni anni a questa parte e sempre di più nel futuro, le aziende del settore immobiliare stanno cambiando o ampliando, la loro tipologia di clientela.
Questo cambiamento si trascina conseguenze che possono diventare incredibili opportunità di crescita e sviluppo, o inesorabili fallimenti.
Cambiare clientela significa avere richieste diverse dalle solite.
Questo porta a rivedere molti aspetti in azienda: gestionali in ufficio, macchine in lavorazione, tempi di consegna ed tanto altro ancora, ma soprattutto richiede un sforzo a quelle persone che comandano e che prendono decisioni.
Devono cambiare mentalità!

Ma quante volte abbiamo sentito dire: “questa azienda non cambierà mai…..perché chi comanda non riesce a cambiare mentalità”!
Questa frase, che anche noi sentiamo ripetere spesso nelle riunioni o negli incontri con il personale dell’azienda, impiegati ed operai, alla fine….….non è del tutto sbagliata!  Anzi!
Purtroppo, però, non è così facile da attuare.

Anche se l’argomento è vasto e include molti aspetti della produzione, vorrei evidenziare un problema che da tempo stiamo affrontando in una falegnameria, nostra cliente.
Questa esperienza non è da sottovalutare e capita anche ad altre aziende.

La falegnameria in questione è nata per produrre “oggetti” in media serie e con relativa flessibilità.
Il suo cliente principale lavora per la cantieristica che motiva ordini in grande quantità.
L’azienda decide così di acquistare un macchinario più evoluto e gestito da un solo addetto; acquista ed installa un gestionale per organizzare la programmazione degli ordini verso la lavorazione.
Ciò per una produzione di ca 100 “oggetti” a turno.

La macchina ha così ben lavorato fino a quando gli ordini erano formati da grandi quantità e oggetti simili fra loro (lavorazione in serie).
Poi, alcuni anni fa, il cambiamento e la contrazione del mercato, hanno fatto subire all’azienda un crollo degli ordini al quale la rete commerciale ha dovuto (fortunatamente) sopperire con altri ordini però di piccole quantità e diverse tipologie.

Adesso capita che, per ripagare i propri costi, la falegnameria dovrebbe produrre ca 85 “oggetti” a turno, mentre il budget ne richiede almeno 95.

La falegnameria, obbligata a lavorare su commessa, cerca di “cambiare mentalità” ma, come per tutti i cambiamenti, non è semplice e neppure veloce.
Si comprende che qualcosa non va: la macchina in questione (come altre…) non fa più la produzione giusta e passa da 100 “oggetti” ad una media di ca 60.
Del tutto insufficienti a ripagare i costi.

Si pensa subito (o quasi…) alle cause.

“Sarà colpa dell’operaio che non sa gestire la macchina e ad ogni cambiamento fa calare le quantità”.
Classico giudizio……probabilmente frettoloso e sbagliato.

Interpellati, abbiamo analizzato quei motivi che causavano una così alta percentuale d’improduttività ragionando il sistema dall'inizio e non dalla singola analisi della macchina.
Di seguito troviamo cause e soluzioni.

Sembra banale, ma la causa principale del problema stava non nella macchina o nell’operaio, bensì nel sistema gestionale che, non prevedendo la programmazione per commessa, non poteva più essere utilizzato nello stesso modo e che, non essendo mai stato completato, crea difficoltà alla persona addetta a questa lavorazione.
Prima venivano fatti pochi lotti (gruppi di ordini più o meno uguali), mentre adesso sono un numero crescente e di modesta, se non singola, quantità.

Ci si accorge allora delle cause che questo comporta nell’effettiva lavorazione:
1 La vecchia istruzione dell'operatore fa si che la macchina completi il ciclo precedente per caricare i dati sul PC e necessari a selezionare il successivo lavoro, interrompendo la continuità di lavorazione tante volte quanti sono gli ordini caricati.
Prima, avendo pochi lotti, nessuno se ne era mai accorto e questo portava poca improduttività.
2 La distinta che l'operaio legge non essendo del tutto affidabile per alcuni inesattezze sul programma di calcolo e incompleta nella modellistica, ci obbliga alla capacità e conoscenza dell'uomo.
Ad oggi basta che "chi comanda" imponga di segnare questi punti e poi trasmetterli all'ufficio tecnico per gli aggiustamenti.
3 Il magazziniere è costretto a modificare il suo metodo di lavoro, perché riceve molti più ordinativi e composti da oggetti diversi.  E’ quindi costretto a molti spostamenti ed impiega più tempo per rispettare i prelievi per priorità (cioè non può prendere oggetti uguali a quelli che dovranno entrare in lavorazione nelle settimane successive.)
La conseguenza sta nella mancanza di quel vantaggio costante necessario a garantire la presenza del materiale pronto alla lavorazione.
L’operaio si accorge di questo ed consapevolmente o meno rallenta e produce meno.  
4 La frequenza degli azionamenti a cui la macchina è sottoposta, sollecita usura e manutenzione; in periodi di maggiore economicità, ci si costringe a “fare da soli” e questo non è sempre rimandabile o sufficiente.
Quindi la macchina lavora male sino a creare rifacimenti per mancanza di qualità.
Inoltre se si blocca, non produce.
E aumentano le ore improduttive, nel fermarsi, capire il problema, intervenire e ripartire.
E talvolta, comunque, deve essere chiamato il tecnico!
5 A complicare le cose, ci sono poi cause esterne di malformazione, essenzialmente dovute ai fornitori e che andrebbero fatte presenti prima possibile, ma che, spesso, si rimandano per vari motivi di disponibilità o di rapporto.

Quindi, tornando al problema di fondo, solitamente quando ci accorgiamo del problema, è già tardi, anche perché probabilmente si è presentato altre volte, con inevitabili conseguenze passivamente subite.
E’ preferibile esaminare subito le difficoltà dovute ai cambiamenti, analizzando e non solo circoscrivendo il problema, ma verificando anche il “contorno”.
Spesso le difficoltà derivano o causano altre complicazioni.

Questi procedimenti e questi correttivi sembrano banali, ma fanno parte di un complesso e difficile sistema che porta ad un inevitabile “cambiamento di mentalità”.

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giovedì 14 novembre 2013

A natale la produzione fa miracoli...

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L'ultima volta che ho detto ad un nostro cliente, parlando delle difficoltà nel rispettare le date di consegna degli ordini a portafoglio, la frase "...a Dicembre la produzione di solito fa miracoli...", mi ha risposto dicendo con un sorriso: "Sarà grazie all'aiuto di Babbo Natale!"
"Può darsi" - ho detto - "ma forse ci sono ragioni ben diverse e un po' più tecniche di questa!"
Dato che la persona con cui dialogavo, è una nuova lettrice del nostro blog, approfitto dell'occasione per continuare la nostra conversazione.

Si deve considerare che un'azienda produttrice, sia di finestre, porte o persiane, sia di cucine ed arredamento, ha continuamente la possibilità e la scelta di aumentare la propria quantità di produzione.
Ripeto spesso ai nostri clienti una frase: "Se non sei dipendente da fattori esterni, ma sei tu a comandare te stesso, sono le scelte che fai a determinare la tua forza produttiva".
Sicuramente ci sono molti eventi (oltre ai fornitori esterni) che possono causare un calo della produttività; dopotutto le aziende sono legate al personale di ufficio e lavorazione che, al contrario di macchine automatiche, hanno il diritto ad un orario ben preciso, a delle pause, permessi, malattie, giornate storte, ecc...
Comunque sia, sono le scelte imprenditoriali e l'utilizzo di alcuni mezzi o strumenti a determinare il buono o il cattivo tempo.
Fare più ore nei reparti strategici (come il "collo di bottiglia" oppure in quelli con minor flessibilità) ne è proprio un esempio; ci saranno dei costi maggiori, questo è sicuro, ma quelle ore permettono di fare quantità superiori agli standard e di recuperare eventuali ritardi accumulati.
La programmazione è una seconda arma. Sapere quali ordini sono a portafoglio, quali e quanti sono in consegna in quella settimana, quale è l'occupazione del personale e quale delle macchine in lavorazione, ci fornisce un controllo ottimale che permettere di spostare ordini di importanza inferiore a discapito di altri fondamentali, anticipare o posticipare date di consegna, spostare uomini da un reparto ad un altro e così via...
Inoltre, il responsabile in lavorazione oppure un continuo ed adeguato controllo da parte della direzione, è comunque il miglior modo per mantenere alta la produttività e rispettare gli accordi presi con i clienti, ma anche per ridurre i costi, rispettare la qualità, eliminare o quasi le contestazioni e molto altro ancora.
Con questo non voglio dire che la gestione di una falegnameria è cosa semplice, anzi, vorrei solamente ripetere l'importanza di un controllo e di una gestione organizzata, determinata dalle scelte fatte.

Se poi, come dice la nostra cliente, Babbo Natale decide di farci un bel regalo, gli saremo sicuramente grati.
Oppure se addirittura il "Superiore", dato il periodo, fa anche un bellissimo miracolo, festeggeremo tutti quanti un fine anno meraviglioso, sia i produttori che i clienti.

A presto!

lunedì 7 ottobre 2013

MADE EXPO 2013 - "Na festa paesana"

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E' iniziata così la nostra visita al Made Expo di Milano.
Solo dopo pochi minuti dall'ingresso ai padiglioni di nostro interesse, ci siamo incontrati con una persona che nel parlare ha definito come "na festa paesana" una delle fiere più importanti per il settore del serramento e dell'edilizia in generale.
La cosa in un primo momento ci ha fatto sorridere, poi però ci ha fatto riflettere...
In effetti la sensazione che ha dato, non solo a noi ma a molte delle nostre conoscenze, è proprio quella di un ritrovo di persone che si conosce da sempre e che ha poco o niente da raccontarsi. Solite facce, discorsi monotematici sul periodo difficile ed assolutamente poche novità.
Troppo poche per una fiera che dovrebbe dare coraggio alle persone che ci lavorano dimostrando l'importanza indiscussa del settore dell'edilizia ed invece, purtroppo, la realtà del periodo è ben diversa e solo alcune piccole isole si sono staccate dalla terraferma e navigano incontrastate in un mare totalmente inquinato.
Tuttavia, durante i primi 2 giorni di fiera si sono viste poche persone, come pensavamo, mentre il 3° giorno ci siamo dovuti ricredere perché a momenti i corridoi erano pieni. Speriamo sia un bel segnale positivo anche se, un giorno di affluenza è comunque troppo poco.

Quello che abbiamo potuto notare, è stata la misera presenza dei produttori di serramenti in legno, al contrario della buona partecipazione dei produttori di porte, sia per quanto riguarda i soliti nomi di prestigio come Tre P - Tre Più, Ferrerolegno, Door2000, ecc.. ma anche delle piccole industrie come Porte a Porte, CiesseDomus, Giomo porte e altro ancora.
La sensazione che abbiamo avuto, è stata l'esposizione di prodotti di minor prezzo da parte delle aziende leader nei settori, quasi a voler dimostrare un interesse e coinvolgimento a fasce di mercato diverse dalle loro abitudini, che invece stanno diventando sempre più di nicchia.
Per quanto riguarda le poche novità, la finestra con giunzione meccanica presentata da due aziende con soluzioni un po' diverse; in un caso con viti e tiranti a bussola, nel secondo con cerniere tipo mobile.

Notevole l'affluenza e l'interesse da parte dei paesi esteri e tutto ciò farebbe ben sperare in una ripresa del settore con sbocchi verso altri mercati.
Purtroppo, nonostante questa importante visita in Italia, molte delle grandi aziende sempre viste al Made Expo come De Carlo, Pavanello, ecc... hanno preferito non presentarsi nemmeno, dando la sensazione di non credere più al mercato nazionale e dimostrando massima concentrazione verso nuovi orizzonti.
Speriamo che questa possa essere una valida soluzione sia per loro, sia per le piccole imprese che in questo modo potrebbero tornare ad avere spazio nel mercato italiano.

Ci auguriamo infine che questa "festa paesana" riesca a portare nuovi sorrisi sui volti della gente, simbolo di serenità ed allegria, che ad una festa come nel lavoro, non dovrebbero mai mancare.


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lunedì 23 settembre 2013

Uno dei problemi peggiori nelle falegnamerie

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Immaginiamo di essere un privato che deve comprare delle porte per la propria casa.

La prima cosa che faccio è guardare su internet. Cercherò qualcosa del tipo... "porte da interni", o ancora meglio "porte in legno" e anche "porte economiche".
Mi appariranno, oltre ai distributori come Leroy Merlin, anche i grandi nomi di industrie italiane.
Personalmente ho già un'idea della porta che cerco e quindi esamino il sito internet nel tentativo di trovare una rivendita vicino a casa mia o il costruttore che corrisponde di più alle mie necessità.
Prendo indirizzo, telefono, prenoto appuntamento e mi dirigo nel negozio.
La persona di competenza mi illustra i prodotti, mi consiglia il materiale più giusto e poi mi lascia del tempo a mia disposizione per effettuare la scelta.
Scelgo! Sono convinto. Inizio a fare l'ordine. Dico tutto quello che mi serve, rispondo alle domande informative e poi arrivo a trattare due punti, che per me che non sono del settore, sembrano due cose banalissime: lo sconto e la data di consegna.
Quella bella atmosfera che c'era fino a poco fa svanisce in un attimo. Avverto qualcosa nell'espressione del venditore che non è più la stessa di prima. La battaglia è iniziata e suppongo che sia per colpa della richiesta di sconto. Beh, era presumibile che gliela chiedessi, non è così?
Immagino d'indossare l'armatura, di brandire la spada e di incominciare il duello quando.......il venditore mi dice: "non c'è problema, quest'azienda prevede il 20% di sconto, ma io sono ancora più buono e le vengo incontro facendole il 23%".
Sono sconcertato ma allo stesso tempo contento. Immaginavo uno scontro all'ultimo sangue ed invece, dopo pochi minuti, ho già ottenuto il 25%. 
Smetto di chiedere, quasi per compassione. Capisco il periodo difficile per le aziende italiane dovuto alla crisi, ma non pensavo fino a questi livelli. Comunque sia, contento per il prezzo ottenuto (anche se non è mai abbastanza), ritorno sul secondo argomento accennato poco fa... la data di consegna!
Per un attimo, mi torna in mente l'espressione rigida e perplessa del venditore, quando avevo posto le mie domande. Io pensavo fosse impaurito dallo sconto....e se fosse invece per la data in cui deve fornirmi il materiale? In effetti mi creerebbe molti problemi se sgarrasse la data precisa. Devo accordarmi con muratori, elettricisti, imbianchino e chissà quanti altri che adesso non mi vengano in mente...
Allora mi sorge spontanea una domanda.
"Mi scusi, ma quanto tempo ci vuole per avere queste porte?
Il venditore estrae dal cassetto un libretto abbozzato. Mi passa un brivido pensando all'affascinante catalogo presentato poco fa e al meraviglioso listino prezzi che aveva per le mani. 
Sfoglia una pagina, ne sfoglia una seconda....torna indietro alla prima....e poi, dopo aver riempito d'aria i polmoni con un sospirone allarmante, mi dice: "beh sa, siamo un po' impegnati in questo periodo dell'anno, però sempre per venirle incontro, diciamo che in un mese, massimo un mese e mezzo, dovrei farvele avere e montate a casa..."
"Cosaaaaaaaaa?!?!?" 
Fra 1 mese e mezzo? Per quel giorno pensavo di aver preso già anche il cane ed invece sarò ancora ad aspettare le mie porte.
Una goccia di sudore scivola dalla mia fronte. Prendo un fazzoletto e mi asciugo. 
Guardo il venditore, che invece di fazzoletti ne ha già finito un pacchetto, e gli dico: "si potrebbe fare un po' prima?"
La carnagione del venditore passa dall'abbronzato, al rosa, per finire sul bianco pallido. Accidenti, ora sviene! Ma perché?!??!?!
Ha davvero così paura a dirmi una data di consegna oppure ci vuole più a fare una porta che a costruire la mia villetta? 
Poi, quando tutto sembrava perduto, il venditore si riprende dallo shock subito, come se nulla fosse. Si aggiusta il colletto della cravatta e mi dice: "Certo signore, nessun problema. Firmi qui ed in 30 giorni le assicuro che la sua casa avrà delle bellissime porte!"
Prendo la penna, firmo e contento ma un po' titubante faccio finta di uscire dal negozio.
Pochi istanti dopo il venditore fa una telefonata, passando il nuovo lavoro direttamente al produttore e dice queste parole, che portano tutta la verità ai miei occhi: "Ciao, è venuto un nuovo cliente, abbiamo un altro ORDINE URGENTE..."!

Questo racconto inventato, purtroppo non è una realtà così lontana.
Alcune delle nostre aziende italiane, capaci di fare ottima qualità anche in tempi brevi, hanno delle lacune sull'organizzazione e nel rispetto della data di consegna accordata. Questo deve assolutamente cambiare.
L'organizzazione è fondamentale per un'industria. 
L'affidabilità sulla consegna è fondamentale per il cliente.


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venerdì 23 agosto 2013

La domanda di un nostro lettore

Contatti
Dedico questo articolo a tutte le persone che leggono il nostro blog, ma in particolar modo a quella persona di cui non posso fare il nome, per ovvie ragioni, che ha scritto nello spazio dedicato "Hai da fare una domanda?" (a fianco sulla destra) queste testuali parole:
"Salve a tutti, sono xxxx ed ho una falegnameria a Bergamo. Come molti, se non quasi tutti, viviamo male in questo periodo e dato che il governo non ci sostiene e le banche non danno più soldi, credo che dovremo trovare una soluzione interna alla nostra azienda. Dobbiamo aiutarci da soli altrimenti chiuderemo.
Ho visto quali servizi date alle aziende e vorrei capire meglio cosa intendete per check-up.
Grazie"










Per prima cosa vorrei ringraziare il Sig. xxxx per averci contattato. Ci fa sempre molto piacere quando riceviamo messaggi o domande dai nostri follower.
Il check up, è un controllo dello stato attuale della Vostra azienda e serve ad analizzare l'organizzazione, i reparti di lavorazione e i sistemi gestionali/produttivi, con gli occhi di una persona esterna che conosce realtà industriali e artigianali, molte delle più o meno note aziende costruttrici di macchine, utensili, impianti e movimentazioni di questo settore, ma anche sistemi e software organizzativi presenti sul mercato.
Per effettuare un esame abbastanza completo normalmente impieghiamo da 1 a 2 giorni con la collaborazione di alcune persone dell'azienda in grado di rispondere alle nostre domande chiave.

Vorrei precisare che un check up è l'ottimo strumento che permette di verificare quali sono gli errori più evidenti nella propria struttura ed i punti più critici da correggere.
Dopotutto è facile non accorgersi quali e dove sono i problemi, soprattutto vivendo quotidianamente la stessa realtà.......non credete?

Ci piace paragonare un nostro check, ad una visita di controllo dal medico di fiducia.
Come a volte succede, andiamo dal dottore per un problema e lui ha il compito di individuare e intervenire su quelle cause che lo hanno motivato, ed in modo che non ricapiti più ci prescriverà la cura più appropriata.     La cosa non sempre è piacevole, ma cosa sarebbe successo se non lo avessimo saputo?
Quando il problema è di poco valore siamo in grado di curarci anche da soli, altre volte invece, c'è assolutamente bisogno delle cure di uno specialista.

Per il nostro check è proprio uguale; può capitare che oltre ai problemi di cui siete a conoscenza ce ne siano altri, ma poi, prescrivendoVi la giusta cura, sarete in grado di gestire al meglio la Vs. azienda.
Sta solo a Voi decidere se curarvi da soli o servirvi della nostra consulenza, specifica per le falegnamerie!




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domenica 18 agosto 2013

La programmazione degli ordini

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Pensandoci bene, sono già dieci anni che faccio questo lavoro nello studio di mio padre, ma se provo a ricordare i miei primi giorni, sembra essere passato un eternità.
Più che altro, mi sembra di aver cambiato mestiere!
La realtà invece è un'altra; il mio lavoro è sempre lo stesso ma è il mondo ad essere cambiato e sono le richieste dei clienti e le esigenze del mercato ad essersi trasformate.








Ricordo che le nostre consulenze nel 2003, erano volte soprattutto all'acquisto di macchinari e a progetti e ristrutturazioni di fabbriche. Consigliavamo quale centro di lavoro comprare, quale linea di produzione fosse migliore, andavamo a conoscere le aziende costruttrici per capire i pregi ed i difetti per consigliare al meglio il nostro cliente. Parlavamo di movimentazioni interne, rulliere, traslatori, navette elettroniche, caricatori, manipoltori, magazzini automatici e così via...
La vita delle aziende che seguivamo era abbastanza rosea ed in continua crescita. Posso dire di avere iniziato a lavorare negli ultimi anni di un periodo eccezionale, che ormai è stato distrutto e che dobbiamo ricostruire da soli, con le nostre mani.
Per questo motivo, chi non ha perso le speranze è ancora qua con noi, a combattere per tutto ciò che ha costruito negli anni passati, non pensando più solamente ad acquistare macchine o a progettare fabbriche nuove, ma a riorganizzare la propria azienda, facendo attenzione a tutti quei particolari, che in un periodo dove tutto va bene, dove il lavoro ed i fatturati non erano una grande preoccupazione, venivano posti in secondo piano nonostante la loro logica importanza.
A quali particolari faccio riferimento?
Beh, in questo momento devo generalizzare, poiché gli argomenti sarebbero troppi e diversi fra loro.
Quindi parlerò della programmazione degli ordini, una delle cose che fino ai giorni d'oggi non ha mai attirato l'attenzione di tanti e che invece meritava da sempre molto interesse.
Programmare la lavorazione, per un’azienda produttrice di finestre, porte, mobili, cucine, sia grande che piccola realtà, è il punto di partenza.
"Se parti male, non puoi che finire peggio" diceva un vecchio proverbio!
Immaginate di essere un atleta di atletica leggera. Il vostro lavoro è correre ed arrivare all’arrivo prima degli altri. Dovete fare un percorso semplice, ma senza errori. Qualsiasi sbaglio può farvi rallentare e arrivare ultimi. Il vostro coach vi ha sempre spiegato che correre è importante, ma che i secondi da guadagnare sono alla partenza. E' li che puoi decidere se partire bene, lanciato verso l’arrivo, oppure se farti rubare dal tuo avversario quei centimetri così fondamentali. Pensa un po'.....se parti inciampando!!!
Ecco, molte aziende, ancora oggi e senza accorgersene, partano inciampando.
Noi abbiamo creato, frutto di tante esperienze, un sistema di programmazione ed organizzazione ideale per le falegnamerie. Lo abbiamo chiamato "Lista", si, proprio come quella della spesa, perché abbiamo voluto evidenziare la semplicità e la funzionalità di un oggetto elementare di facile comprensione ed utilizzo per tutti, ma di evidente importanza per la gestione ottimale dell’attività.
Provo ad elencare alcune delle funzioni del programma, che noi definiamo un sistema ed un concetto di lavorazione, che obbliga ad un metodo da seguire che non lascia possibilità di errori e che si occupa di programmare gli ordini da lavorare. Non fa ne schede di produzione, ne preventivi, ma mantiene ed utilizza tutti i dati necessari.
Mi spiego meglio: quando arriva un ordine in azienda, dopo che il cliente ha accettato il preventivo, dovrebbe essere fatta la conferma d'ordine, ovvero l'accordo sottoscritto dall'azienda per un lavoro. Questo è un punto importante, perché da chiarezza su cosa fare e stabilisce i tempi per la consegna con una data ben precisa.     Il cliente deve restituire la CO firmata per accettazione.  Se ciò non viene fatto, l'azienda dovrebbe sollecitarlo per non far slittare la data di consegna alla settimana successiva (e con un continuo rischio d’incomprensioni. Non è vero?).
La data di consegna deve essere calcolata, non solo sulla base dei tempi di produzione, ma anche su una situazione di magazzino e dei lavori in corso, controllando in modo semplice e veloce, almeno i punti di partenza e di fine lavorazione (cioè la prima lavorazione ed il montaggio finale).
Poi deve essere determinata la data d’ingresso in lavorazione, controllando la fattibilità con gli acquisti ai fornitori esterni, oltre all’impegno uomini/impianti e le priorità di lavorazione. Tutto questo, sulla base di un ciclo di lavoro determinato da continui cambiamenti come  guasti, assenze, urgenze o modifiche ai programmi se non  addirittura improvvise aggiunte di quantità.
Oggi questa è la flessibilità richiesta dal mercato e non si può più negarla.
Già c'è poco lavoro quindi perché rinunciare a degli ordini solo perché difficili da gestire?
Poi ci sono da programmare le consegne, i lavori da terzi, come la verniciatura e a complicare ancora di più la situazione, i trasporti, con problemi di corrieri o spedizioni a clienti non sempre sono pronti a ricevere le merci, o quelli che non sempre pagano puntualmente, ecc.... e tutto questo va fatto rispettando una data decisa molti giorni prima. Talvolta anche troppi giorni prima, tanto da far pensare che, qualche volta, era meglio non perderci tempo, perché troppo difficile da calcolare e comunque mai rispettata.
Ed invece no! proprio no! Le aziende di oggi, non possono più permetterselo!
So che sembrano cose banali e molti penseranno: "ma io le faccio tutte queste cose" o "i miei problemi non sono questi, ma ben altri e più seri" o ancora "non è vero che la programmazione è così importante, deve funzionare per prima la lavorazione", e così via....  E a chi la pensa così vorrei chiedere: "Ma ne siete proprio sicuri?"
Adesso tornate a paragonare la partenza di atletica con la vostra programmazione e chedeteVi:  "Cosa succede se non programmo bene il mio lavoro?"




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giovedì 6 giugno 2013

DETRAZIONI FISCALI 2013 - Ristrutturazione casa e mobili

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Alleghiamo qua sotto le informazioni, prese dal sole 24 ore, sulle detrazioni fiscali

Tutti i bonus casa subito in vigore: la guida completa agli incentivi con le nuove scadenze

Tutti i bonus casa subito in vigore. E' in Gazzetta Ufficiale il decreto che proroga dal 30 giugno al 31 dicembre l'incentivo fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie; proroga e rafforza dal 55% al 65% gli interventi di efficientamento energetico; introduce fino a a fine 2013 un bonus del 50% sull'acquisto di mobili collegato a ristrutturazioni. 
Fin da domani sarà dunque possibile accedere a tutti i bonus. A tutte le novità Il Sole 24 Ore in edicola oggi dedica una guida pratica di quattro pagine da conservare: il testo e l'analisi delle norme, le scadenze aggiornate, le indicazioni sulle procedure per accedere ai bonus senza problemi, i commenti e consigli degli esperti, le risposte alle domande più frequenti.



Decreto debiti PA 
Dopo l'approvazione definitiva alla Camera - all'unanimità – del decreto pagamenti, lo sblocco dei crediti vantati dalle imprese verso la Pa entra in fase operativa. In attesa che si sciolga il nodo della compensazione fra crediti e debiti fiscali (cartelle già emesse), dopo la pubblicazione della regolamentazione in Gazzetta Ufficiale, Regioni, Province e Comuni potranno liberare risorse finanziarie fino a 40 miliardi entro il 2013 (prima tranche di un monte stimato in oltre 90 miliardi). Sul Sole 24 Ore di giovedì 6 giugno gli ultimi dettagli sul provvedimento e un crono-programma con tutte le scadenze utili per enti locali e imprese da ora al 31 dicembre.

Le regole per i bonus del 65% e del 50% in edilizia

Riportiamo il testo degli articoli del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno, «Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale») che dispongono il bonus del 65% e la proroga del 50% per le ristrutturazioni edilizie. 

Articolo 14 
Detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica 
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e successive modificazioni, si applicano nella misura del 65 per cento anche alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 31 dicembre 2013, con
l'esclusione delle spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di
calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. 
2. La detrazione spettante ai sensi del comma 1 si applica nella misura del 65 per cento alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 30 giugno 2014 per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. 
3. La detrazione spettante ai sensi del presente articolo è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 24, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e all'articolo 29, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. 

Articolo 15 
Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica 
1. Nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale, finalizzati a favorire la realizzazione di interventi per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, nonché per l'incremento del rendimento energetico degli
stessi, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 14 e 16. 

Articolo 16 
Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili 
1. All'articolo 11, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le parole: «30 giugno 2013» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2013». 
2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delle ulteriori spese documentate per l'acquisto di mobili finalizzati
all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

venerdì 17 maggio 2013

La riduzione dei costi in una fabbrica di serramenti


In questi anni difficili, dove l’economia è in stallo e non c’è lavoro per tutti, uno dei principali obiettivi di molte aziende è la riduzione dei costi. I rischi in cui incappare nel tentativo di raggiungere tale scopo, sono quelli di tagliare nei punti sbagliati e troppo a fondo.
Ma se questo periodo dovesse perdurare e se il lavoro non fosse sufficiente a tutti, cosa possiamo fare per mandare avanti la propria azienda e tornare a fare utili se non una manovra di questo tipo?





Con molti nostri clienti infissai affrontiamo spesso questo argomento, perché, non solo mancano le quantità, ma è anche cambiata la tipologia di cliente; i cantieri si sono ridotti notevolmente, le rivendite sono molto esigenti ed il cliente privato ha bisogno di presenza, costanza e artigianalità.
Per non parlare delle difficoltà per vendere nei paesi esteri.

In questo momento avere una struttura adeguata al mercato significherebbe lavorare sia per commessa (privati e rivendite) che per serie (cantieri), avere prodotti di alta qualità e di ottime prestazioni tecniche, possedere una vasta gamma di tipologie, avere adeguati prezzi di vendita e possedere un buon sistema commerciale, possibilmente esteso a tutto il territorio nazionale!
Uno scherzo, no?!  Ed infatti la realtà è ben diversa.

Molte sono le aziende nate negli anni passati ed attrezzate per lavorare con le imprese edili; di queste poche hanno creato una rete di vendita e ancor meno quelle che hanno saputo tenere un controllo del loro “Piano dei Costi”.
Tutto perché c’era lavoro in abbondanza e per tutti…. perciò nessuno si è messo a prevedere il futuro!
Quindi oggi, per uscire da questo tunnel, uno dei pochi sistemi è effettivamente la riduzione di tutte le voci di costo, agendo sia nei reparti di lavorazione che negli uffici, rendendoci conto che possiamo fare molto meglio con tanto di meno!

Un esempio :
fabbrica di finestre in legno, azienda di notevole capacità produttiva, da sempre dedita a servire imprese, un buon nome che subisce la mancanza di ordini ed i rischi d’incasso dalle imprese, ma che scopre il  possibile aumento di ordini dai clienti privati.
Come già detto, le caratteristiche dei due tipi di mercato richiedono altrettante caratteristiche interne: mentali, commerciali, organizzative, nonché di flessibilità nei reparti lavorazione …e così via.
L’azienda perciò dovrebbe essere corretta per adeguarsi sia alla necessità di coprire i costi con fatturati spesso elevati, che per entrare in un mondo complesso e poco conosciuto.
Ed è ovvio che in periodi difficili, la predisposizione agli investimenti, spesso pesanti, non è cosa semplice da attuare.   E’ però altrettanto vero che senza fare niente non viene niente!
Ma alcune modifiche nei punti strategici della fabbrica possono essere fatte senza grandi spese, ottenendo anche notevoli risultati.
Ad esempio nei reparti di lavorazione si può migliorare la gestione dei magazzini, trovare velocità e flessibilità per le piccole quantità in verniciatura, ottimizzare il reparto di montaggio, migliorare il carico camion (ecc...), finalizzando gli obiettivi a ridurre i tempi, migliorare la qualità, dare servizio di precisione e puntualità e tanto altro ancora.  Il tutto con modesti impegni finanziari.
Così è altrettanto possibile adeguare gli uffici, tecnici ed amministrativi, gestendo l’organizzazione di vendita al rispetto dei fatturati, rivedendo le proprie mansioni con  sistemi  e programmi personalizzati per falegnamerie (anche semplici come il nostro "Lista") o magari con l’inserimento dei più generici ERP.
Merita evidenziare l’importanza di una figura poco conosciuta nelle falegnamerie: il tecnico di produzione.  Questo personaggio ha il compito principale nel guidare le persone in ufficio e nei reparti, individuando le  difficoltà, creando efficienza e riducendo le improduttività.

….ed è a questo punto che subentriamo noi, tecnici che elaborano un progetto guida, condiviso e mirato ad ottenere i risultati preposti.   E’ il nostro lavoro giornaliero e per il quale ci sono voluti anni di esperienze e conoscenza approfondita di attrezzature e sistemi.
Certamente siamo consapevoli delle difficoltà di questo periodo che richiede grande impegno, fiducia e perseveranza, ma crediamo anche che, se ce ne stiamo fermi ad aspettare un miracolo o a guardare bruciare quanto è stato costruito con tanta fatica, sia molto, molto peggio.
Abbiamo scelto di fare gli imprenditori e adesso dobbiamo dimostrarlo!

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