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domenica 8 gennaio 2017

LA TEORIA DELLE FINESTRE ROTTE (del professor Philip Zimbardo)

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Nel 1969, presso l'Università di Stanford il professor Philip Zimbardo ha condotto un esperimento di psicologia sociale con il titolo:    " La teoria delle finestre rotte ".

E diceva questo...
se rompiamo una finestra è probabile che ne rompiamo anche un’altra. 
Se le finestre rotte sono due è probabile che ne rompiamo anche una terza. 
Se la prima finestra viene riparata, il processo si ferma. 




Ciò vuol dire che le persone tendono ad adeguarsi e a preferire situazioni o luoghi o altre persone a loro simili e, se impossibilitati a scegliere, tendono a cambiare per uniformarsi.
Creare un ambiente con “finestre rotte” porta a distruggere ciò che ci circonda mentre, se l’ambiente è ben curato, tutti lo cureranno sempre più.
ORA CHE ABBIAMO SORRISO …..… pensiamo al posto nel quale lavoriamo!

La nostra riflessione ...

Si dice che guadagnare è difficile e ci lamentiamo con la “grande distribuzione” che fa prezzi bassi e per noi irraggiungibili, perché il mercato richiede buona qualità e prezzi contenuti ….
Però dobbiamo riflettere su come va il mondo!
Perché se il mercato cambia, siamo noi che dobbiamo ad adeguarci alle sue necessità e non viceversa.
Lo sappiamo, lo diciamo, ma poi …. mille difficoltà!

E c’è solo una soluzione:
AUTOMATIZZARE I PROCESSI
GUADAGNARE PER POTER INVESTIRE

quindi ….
RIVEDERE I SISTEMI ORGANIZZATIVI
PIANIFICARE I PROCESSI DI LAVORAZIONE
PORTARE L’AZIENDA IN UTILI
INVESTIRE PER AUTOMATIZZARE
GESTIRE I PROCESSI DI LAVORAZIONE

La crescita senza imprenditoria non sarà mai gratificante!

lunedì 3 novembre 2014

5° Lean Production - Come ritrovare utili



Clicca sull'immagine per vedere il video
Sarai indirizzato nel nostro canale youtube.
Aspettiamo i Vostri commenti per capire cosa ne pensate.

Grazie e a presto col prossimo video.

PS: non dimenticatevi di iscriverVi al nostro canale!!!

venerdì 12 settembre 2014

2° LEAN PRODUCTION - Mai stare fermi...

Clicca sull'immagine per vedere il video

Ecco qua il secondo video della serie "Lean Production".
Come detto nel precedente post, abbiamo realizzato una serie di video su youtube (Clicca qui per andare sul canale dove potrete registrarVi) su un argomento già noto nelle industrie ma ancora troppo poco utilizzato nelle falegnamerie.
La Lean production, un sistema che mira a minimizzare i costi, rendendo più organizzata, controllata e flessibile la nostra azienda.
In realtà questo sistema di governare un'industria significa molto di più, ma per tutto questo ci sono i video.
Quindi dateci un'occhiata mi raccomando!

Fateci sapere cosa ne pensate lasciando dei commenti sotto al video.
Risponderemo a tutte le Vostre curiosità, osservazioni e domande.

Buona visione.

martedì 20 maggio 2014

Il dopo Xylexpo 2014


"…ma le prospettive non paiono particolarmente buone!" 

Questo dicevamo nel post precedente e al di là di quello che si dice in rete dove parlare bene di una cosa è fin troppo semplice, la realtà purtroppo, è stata peggiore perfino delle previsioni fatte.









Nei miei 40 anni di presenza nelle fiere del settore legno mai e poi mai mi era capitato di vivere una realtà così.
Parcheggi vuoti e poche presenze sia di imprenditori Italiani che dal resto del mondo.
Pensare che i 3 padiglioni, seppure scarsamente riempiti dagli stand di quasi tutti i più importanti costruttori - tedeschi ed italiani, Scm esclusa - non riuscivano a dare neppure la sensazione di folla nei corridoi.

La direzione dello Xylexpo una settimana fa, preannunciando l‘evidenza, diceva:
"Una fiera che sta lavorando perché l’edizione 2014 sia ponte verso il 2016, quando una diversa atmosfera economica consentirà alla rassegna di esprimere tutte le sue potenzialità…."

Che dire, a questo punto è indispensabile l’ottimismo!    
Abbiamo, infatti, apprezzato lo sforzo fatto dalle aziende nella ricerca e realizzazione di soluzioni ancor più flessibili ed innovative, prevalentemente rivolte alle falegnamerie di minori dimensioni, suggerendo loro nuove logiche e nuovi metodi di lavorazione, in adeguamento al prossimo mercato.  
Alcuni esempi:        
1 piccole bordatrici multifunzionali, attrezzate per l’utilizzo immediato per ogni tipo di bordo e colle e non solo: il sistema di bordatura a giunzione invisibile fatta con metodo laser è possibile anche su macchine minori (per dimensioni e costi) a tempo di allestimento pari a zero.
2 sistemi sofisticati di stampa anche su pannelli sagomati (come piattabande) e sui bordi dritti
3 centri di lavoro del serramento che ricevono la commessa, effettuano i controlli necessari, si predispongono e iniziano a lavorare prelevando i pezzi da un apposito alimentatore.
Nel caso in cui trovasse un pezzo sbagliato, questo viene riconosciuto e messo fuori dal sistema.
Con apposite polmonature può lavorare 24 ore in autogestione.
4 linee di verniciatura per serramenti talmente flessibili da riuscire a svolgere “su commessa” il ciclo completo nella stessa giornata di smacchinatura
5 meccanizzazioni che consentono di lavorare più ore quando e se necessario
6 sistemi per la riduzione degli sprechi, come i cambi di colore e pulitura di vernici o strumentazioni per creare energia elettrica in piena autonomia, ecc.
Il presidente dell’Acimall, Lorenzo Primultini in una conferenza ha detto:
"…questa fiera merita un premio all’innovazione e non solo di prodotto – per i temi di “green economy” e le opportunità dei sistemi a “basso consumo”– ma anche dell’“essere impresa”.  
La crisi ha portato tutti (non solo costruttori, ma anche le stesse falegnamerie; ns nota) all’innovazione e a lavorare a 360 gradi. 
Ciò anche a livello di comunicazione, per una diversa informazione e soprattutto attraverso una presenza più cosciente sui social network.
Il futuro vedrà aziende impegnate nel concepire e trasmettere non solo un prodotto, un prezzo, una funzione, ma un insieme di idee ricavate dalle esperienze di ognuno e rivolte ad una diversa nuova visione del mercato. "

Possiamo solo augurarcelo, condividerlo e, speriamo, parteciparne!

venerdì 9 maggio 2014

Quando si acquista un macchinario...

Quando si acquista un nuovo macchinario si pensa a dove posizionarlo, cercando soggettivamente il posto ideale.
Spesso capita di “accontentarci” accettando compromessi, consapevoli o per scarsa riflessione. 
E così non si tiene considerazione dei flussi, dei metodi di lavorazione, delle movimentazioni o, addirittura, dei costi indiretti che un posizionamento sbagliato può creare all’azienda. 
Non credete che valga la pena ragionarci bene?


Pensate che sui costi di lavorazione gravano molte voci derivanti proprio da:
> trascurata distribuzione dei flussi
> sbagliata posizione delle macchine
> errato metodo di lavoro del personale
Tutti valori d’improduttività e quindi di costo!




Il layout è invece una parte importante dell’azienda e che richiede accorgimenti periodici. Tanto che, diciamo, ogni 5 – 6 anni dovrebbe essere comunque rivisto, adeguandolo alle esigenze del mercato.
Quandoci troviamo ad esaminare un’azienda, chiediamo di poter fare un giro nei reparti per prenderne conoscenza e, tra le prime cose che osserviamo, è proprio lo svolgimento del layout così da ricavare veloci informazioni utili al nostro lavoro. 
Un esempio?
1 se è ben scelto il parco macchinari
2 se gli spazi sono sfruttati opportunamente
3 se i lotti sono adeguati
4 se i depositi sono ben dimensionati
5 se i sistemi di movimentazione sono giusti
6 se è presente un responsabile di lavorazione
7 se gli uomini sono giustamente distribuiti 
8 se c’è qualcuno che analizza tempi, metodi e...costi
9 se viene fatta la manutenzione
10 se gli impianti fissi sono adeguati

Fare lo studio di un buon layout richiede molte conoscenze, sui prodotti o sui metodi applicati, ma deve espandersi in campi complessi, spesso sottovalutati anche per la mancanza di tempo da dedicare.
Serve invece un tecnico che, conoscendo la lavorazione, con esperienze specifiche e larghe visioni, possa:
- saper calcolare il costo di lavorazione
- mantenerlo anche modificando i metodi di lavoro
- sapere se le macchine sono sempre rispondenti alle esigenze
- conoscere  fornitori, saper valutare i loro consigli, i prezzi, le caratteristiche, utensili, ecc.

Inoltre un progettista quando elabora un layout, deve saper lasciare spazi per modifiche, completamenti, ampliamenti, diversificazioni, spostamenti del personale, ecc.
Deve tenere conto degli impianti fissi, dei sistemi organizzativi…insomma conoscere a fondo la conduzione dell’azienda.

E’ perciò che questa figura difficilmente si trova all’interno dell’azienda stessa in quanto per fare ciò, occorre essere padroni di strumenti, metodi e tecniche di ambito manageriale, di competenze di diversa estrazione: gestione aziendale, gestione del personale, informatica, ecc.   
E’ perciò che questi servizi debbono essere appaltati ad uffici esterni (come il nostro) che possono trasferire le molteplici esperienze e conoscenze rapportandole a quanto necessario all’azienda, formando un tecnico adeguato al ruolo e che si espanda oltre lo studio del layout, ma lo integri come strumento potenziale nei sistemi organizzativi giornalieri.
E’ una questione di scelte. Cito, quindi, le parole di E. Schmitt:
"Un uomo è il prodotto di scelte e circostanze.  
Nessuno ha il potere sulle circostanze, ma tutti hanno il potere sulle proprie scelte."



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venerdì 23 agosto 2013

La domanda di un nostro lettore

Contatti
Dedico questo articolo a tutte le persone che leggono il nostro blog, ma in particolar modo a quella persona di cui non posso fare il nome, per ovvie ragioni, che ha scritto nello spazio dedicato "Hai da fare una domanda?" (a fianco sulla destra) queste testuali parole:
"Salve a tutti, sono xxxx ed ho una falegnameria a Bergamo. Come molti, se non quasi tutti, viviamo male in questo periodo e dato che il governo non ci sostiene e le banche non danno più soldi, credo che dovremo trovare una soluzione interna alla nostra azienda. Dobbiamo aiutarci da soli altrimenti chiuderemo.
Ho visto quali servizi date alle aziende e vorrei capire meglio cosa intendete per check-up.
Grazie"










Per prima cosa vorrei ringraziare il Sig. xxxx per averci contattato. Ci fa sempre molto piacere quando riceviamo messaggi o domande dai nostri follower.
Il check up, è un controllo dello stato attuale della Vostra azienda e serve ad analizzare l'organizzazione, i reparti di lavorazione e i sistemi gestionali/produttivi, con gli occhi di una persona esterna che conosce realtà industriali e artigianali, molte delle più o meno note aziende costruttrici di macchine, utensili, impianti e movimentazioni di questo settore, ma anche sistemi e software organizzativi presenti sul mercato.
Per effettuare un esame abbastanza completo normalmente impieghiamo da 1 a 2 giorni con la collaborazione di alcune persone dell'azienda in grado di rispondere alle nostre domande chiave.

Vorrei precisare che un check up è l'ottimo strumento che permette di verificare quali sono gli errori più evidenti nella propria struttura ed i punti più critici da correggere.
Dopotutto è facile non accorgersi quali e dove sono i problemi, soprattutto vivendo quotidianamente la stessa realtà.......non credete?

Ci piace paragonare un nostro check, ad una visita di controllo dal medico di fiducia.
Come a volte succede, andiamo dal dottore per un problema e lui ha il compito di individuare e intervenire su quelle cause che lo hanno motivato, ed in modo che non ricapiti più ci prescriverà la cura più appropriata.     La cosa non sempre è piacevole, ma cosa sarebbe successo se non lo avessimo saputo?
Quando il problema è di poco valore siamo in grado di curarci anche da soli, altre volte invece, c'è assolutamente bisogno delle cure di uno specialista.

Per il nostro check è proprio uguale; può capitare che oltre ai problemi di cui siete a conoscenza ce ne siano altri, ma poi, prescrivendoVi la giusta cura, sarete in grado di gestire al meglio la Vs. azienda.
Sta solo a Voi decidere se curarvi da soli o servirvi della nostra consulenza, specifica per le falegnamerie!




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domenica 18 agosto 2013

La programmazione degli ordini

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Pensandoci bene, sono già dieci anni che faccio questo lavoro nello studio di mio padre, ma se provo a ricordare i miei primi giorni, sembra essere passato un eternità.
Più che altro, mi sembra di aver cambiato mestiere!
La realtà invece è un'altra; il mio lavoro è sempre lo stesso ma è il mondo ad essere cambiato e sono le richieste dei clienti e le esigenze del mercato ad essersi trasformate.








Ricordo che le nostre consulenze nel 2003, erano volte soprattutto all'acquisto di macchinari e a progetti e ristrutturazioni di fabbriche. Consigliavamo quale centro di lavoro comprare, quale linea di produzione fosse migliore, andavamo a conoscere le aziende costruttrici per capire i pregi ed i difetti per consigliare al meglio il nostro cliente. Parlavamo di movimentazioni interne, rulliere, traslatori, navette elettroniche, caricatori, manipoltori, magazzini automatici e così via...
La vita delle aziende che seguivamo era abbastanza rosea ed in continua crescita. Posso dire di avere iniziato a lavorare negli ultimi anni di un periodo eccezionale, che ormai è stato distrutto e che dobbiamo ricostruire da soli, con le nostre mani.
Per questo motivo, chi non ha perso le speranze è ancora qua con noi, a combattere per tutto ciò che ha costruito negli anni passati, non pensando più solamente ad acquistare macchine o a progettare fabbriche nuove, ma a riorganizzare la propria azienda, facendo attenzione a tutti quei particolari, che in un periodo dove tutto va bene, dove il lavoro ed i fatturati non erano una grande preoccupazione, venivano posti in secondo piano nonostante la loro logica importanza.
A quali particolari faccio riferimento?
Beh, in questo momento devo generalizzare, poiché gli argomenti sarebbero troppi e diversi fra loro.
Quindi parlerò della programmazione degli ordini, una delle cose che fino ai giorni d'oggi non ha mai attirato l'attenzione di tanti e che invece meritava da sempre molto interesse.
Programmare la lavorazione, per un’azienda produttrice di finestre, porte, mobili, cucine, sia grande che piccola realtà, è il punto di partenza.
"Se parti male, non puoi che finire peggio" diceva un vecchio proverbio!
Immaginate di essere un atleta di atletica leggera. Il vostro lavoro è correre ed arrivare all’arrivo prima degli altri. Dovete fare un percorso semplice, ma senza errori. Qualsiasi sbaglio può farvi rallentare e arrivare ultimi. Il vostro coach vi ha sempre spiegato che correre è importante, ma che i secondi da guadagnare sono alla partenza. E' li che puoi decidere se partire bene, lanciato verso l’arrivo, oppure se farti rubare dal tuo avversario quei centimetri così fondamentali. Pensa un po'.....se parti inciampando!!!
Ecco, molte aziende, ancora oggi e senza accorgersene, partano inciampando.
Noi abbiamo creato, frutto di tante esperienze, un sistema di programmazione ed organizzazione ideale per le falegnamerie. Lo abbiamo chiamato "Lista", si, proprio come quella della spesa, perché abbiamo voluto evidenziare la semplicità e la funzionalità di un oggetto elementare di facile comprensione ed utilizzo per tutti, ma di evidente importanza per la gestione ottimale dell’attività.
Provo ad elencare alcune delle funzioni del programma, che noi definiamo un sistema ed un concetto di lavorazione, che obbliga ad un metodo da seguire che non lascia possibilità di errori e che si occupa di programmare gli ordini da lavorare. Non fa ne schede di produzione, ne preventivi, ma mantiene ed utilizza tutti i dati necessari.
Mi spiego meglio: quando arriva un ordine in azienda, dopo che il cliente ha accettato il preventivo, dovrebbe essere fatta la conferma d'ordine, ovvero l'accordo sottoscritto dall'azienda per un lavoro. Questo è un punto importante, perché da chiarezza su cosa fare e stabilisce i tempi per la consegna con una data ben precisa.     Il cliente deve restituire la CO firmata per accettazione.  Se ciò non viene fatto, l'azienda dovrebbe sollecitarlo per non far slittare la data di consegna alla settimana successiva (e con un continuo rischio d’incomprensioni. Non è vero?).
La data di consegna deve essere calcolata, non solo sulla base dei tempi di produzione, ma anche su una situazione di magazzino e dei lavori in corso, controllando in modo semplice e veloce, almeno i punti di partenza e di fine lavorazione (cioè la prima lavorazione ed il montaggio finale).
Poi deve essere determinata la data d’ingresso in lavorazione, controllando la fattibilità con gli acquisti ai fornitori esterni, oltre all’impegno uomini/impianti e le priorità di lavorazione. Tutto questo, sulla base di un ciclo di lavoro determinato da continui cambiamenti come  guasti, assenze, urgenze o modifiche ai programmi se non  addirittura improvvise aggiunte di quantità.
Oggi questa è la flessibilità richiesta dal mercato e non si può più negarla.
Già c'è poco lavoro quindi perché rinunciare a degli ordini solo perché difficili da gestire?
Poi ci sono da programmare le consegne, i lavori da terzi, come la verniciatura e a complicare ancora di più la situazione, i trasporti, con problemi di corrieri o spedizioni a clienti non sempre sono pronti a ricevere le merci, o quelli che non sempre pagano puntualmente, ecc.... e tutto questo va fatto rispettando una data decisa molti giorni prima. Talvolta anche troppi giorni prima, tanto da far pensare che, qualche volta, era meglio non perderci tempo, perché troppo difficile da calcolare e comunque mai rispettata.
Ed invece no! proprio no! Le aziende di oggi, non possono più permetterselo!
So che sembrano cose banali e molti penseranno: "ma io le faccio tutte queste cose" o "i miei problemi non sono questi, ma ben altri e più seri" o ancora "non è vero che la programmazione è così importante, deve funzionare per prima la lavorazione", e così via....  E a chi la pensa così vorrei chiedere: "Ma ne siete proprio sicuri?"
Adesso tornate a paragonare la partenza di atletica con la vostra programmazione e chedeteVi:  "Cosa succede se non programmo bene il mio lavoro?"




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giovedì 28 febbraio 2013

Caricare un camion di finestre

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Spesso, quasi sempre, notiamo che la fase di carico del camion con il quale si dovranno consegnare le finestre avviene manualmente e richiede molto tempo, tanti uomini e da non sottovalutare, molta fatica. Quindi direi che oltre ad essere una cosa importante....è veramente COSTOSA!

Allora perché non usare un altro sistema?






Il metodo di cui stiamo parlando comprende la pallettizzazione automatica dei serramenti su di un pallet ed il trasferimento dello stesso sul pianale del camion attraverso un muletto. Probabilmente la risposta sarà qualcosa del tipo “perché ce ne stanno meno” e forse può essere anche vero, ma esaminando più a fondo la situazione, potremmo fare alcune considerazioni che potrebbero cambiare il Vs. pensiero (questi dati sono valori medi presi da una ricerca fatta fra alcuni nostri clienti).
> un trasporto effettuato da Firenze a Milano periferia, con un camion dotato di sponda idraulica e di proprietà che trasporti 100-150 finestre (media 120 finestre) vetrate e di dimensioni miste, costa circa 350,00 €.
> costo lordo del dipendente, incluse le incidenze dei costi fissi, 0,38 €/minuto

Quindi :
1) l’operazione di riporto “maniglia” sul telaio per entrambe l'estremità richiede ad una persona circa 3-4 minuti a finestra, quindi un costo di circa 160,00 €/carico

2) due persone (se non tre!) addette all’operazione costano, per le 2-3 ore mediamente necessarie al carico, circa  145,00 €.

3) la movimentazione interna di 13 carrelli di prodotto finito, molto spesso pesanti, ingombranti e poco maneggevoli, richiede tempo ad una persona per circa 35 minuti a commessa di carico, quindi 13,00 €.

4) la sovrapposizione, la legatura, le vibrazioni ed il maneggiamento, creano graffiature, ammaccature, rotture di vetri, etc. mediamente stimabili, comprese le operazioni di  rifacimento, circa 80,00 €/carico

5) il tempo della ns. persona allo scarico, costa almeno quanto al carico, 80,00 €.

6) il tempo di ricercare e ridividere (specialmente in cantiere) le finestre di ogni appartamento, richiede almeno due ore di lavoro di due persone. La stima per il costo dell’azienda (l’altra persona sarà del cantiere) è per circa 45,00 €.

7) l’affaticamento delle persone ed il rispetto delle normative (22 kg a strappo cad.o) non è quantificabile, ma certamente dopo un carico (e l’equivalente allo scarico), motiva un sacrosanto rallentamento fisico con un calo della produttività o se vogliamo, con un costo maggiore al minuto. Almeno sino al loro ristabilimento!
Per un totale costi di circa 523,00 €.


In alternativa, con un semplice pallettizzatore per finestre da circa 25.000,00 €. in ammortamento, potremmo pensare che il costo del trasporto compreso l’autista resta invariato e quindi il recupero è soltanto sulle operazioni :
1) il tempo di carico, eseguibile con un normale transpallet posto all’interno del camion che sarà equivalente a minuti 90, quindi € 35,00.

2) il tempo di scarico difficilmente supera i 90 minuti di una persona, € 35,00
Per un totale costi di circa 125,00 € + l’ammortamento macchina ripartito sul numero dei trasporti.

I tempi di sciupo, aggiustamento, movimentazione interna, sovrapposizione allo scarico, ricerca della finestra per appartamento, affaticamento, etc. diventano ininfluenti.              
Il servizio, la suddivisione degli appartamenti o delle commesse, etc. vanno oltre.
E Voi cosa ne pensate?


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lunedì 7 gennaio 2013

Imparare da chi ha più esperienza

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Vi proponiamo alcuni ritagli dell'intervista fatta dal mensile "L'Impresa" a Dan Peterson, allenatore e telecronista nel mondo del basket.
Condividiamo molto delle sue risposte a nostro parere importanti e piene di significato.

Molte di queste Vi sembreranno ovvie, scontate e solamente teoriche, in realtà sono frasi che esprimono in breve concetti e sistemi per governare un'azienda.







Come si costruisce una squadra vincente?
"La domanda è semplice. La risposta complicatissima. In qualsiasi campo, aziendale o sportivo, occore avere un talento.
E' facile vincere se in campo hai Michael Jordan o Magic Johnson, ma nella realtà ci dobbiamo rendere conto che non avremo mai la squadra perfetta.
Io penso che l'allenatore sia come un sarto. Deve prendere le misure del proprio cliente. Ogni vestito va fatto su misura. Il bravo allenatore, come il manager, non è il sistemista che impone solamente le regole del suo sistema. Al contrario, deve adattare lo schema ai giocatori di cui dispone in quel momento. Anche i manager dovrebbero ragionare così. Questo è il primo passo. Poi occorre definire i ruoli, far sentire tutti importanti, non indispensabili. E soprattutto far sognare le persone, trascinandole verso un obiettivo ambizioso."


Nelle squadre ci sono tante persone diverse. Come creare un giusto mix?
"Flessibilità e pazienza. L'ho imparato in Cile, dove allenavo la nazionale di basket. Non tutti i giocatori venivano con regolarità agli allenamenti. Allora io ripetevo lo stesso allenamento più volte in modo tale che tutti sapessero le stesse cose, perchè se non partecipi al meeting precedente, non capisci più di cosa si parla.
Quindi anche nelle aziende bisogna ripetere più volte, valori e messaggi."



Come allenarsi in azienda?
Chi conduce un allenamento non deve parlare troppo. Nelle imprese spesso i capi si limitano a dare obiettivi sempre più ambiziosi. Così la gente si chiede: Come? Con quali strumenti?
Il coach o il manager devono dare questi strumenti, gli arnesi, i sistemi, un metodo, una tattica. Non basta dire "forza ragazzi, io credo in Voi"".


Che importanza hanno esempi e comportamenti?
Il mondo del lavoro ha subito un grosso cambiamento in questi ultimi anni. Il boss non può più stare solamente in ufficio, ma deve mettersi in gioco insieme alle persone di fiducia. Non facendo la stessa cosa, perchè diventerebbe un doppio ruolo, ne facendo parte integrante del sistema perché deve avere comunque la possibilità di fare altre cose, ma deve ascoltare quelli che lavorano per lui.
Deve chiedere: "Come vedi questo problema? Come lo affronteresti?". Così sarà visto positivamente, interessato e attento a ciò che gli viene detto, ed in contemporanea arricchito di informazioni. Pensiamo all'orgoglio di chi vede le proprie idee messe in pratica."


Come si fa a diventare un grande manager?
Avere umiltà. Ascoltare i grandi saggi ed imparare da loro. Cercare le persone senior ed imparare da loro. Poi magari fare di testa propria, ma farsi un'idea grazie all'esperienza. Chiedi ai tuoi collaboratori cosa invidiano dai propri concorrenti. Cosa ruberebbero da loro. Chiedi tanti suggerimenti e capirai dove sbagli e dove devi migliorare. Il manager fa più domande che dichiarazioni. Interroga più che fare discorsi.

Coraggio imprenditori!



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               Soluzioni per uscirne?                                                                                                                           delle future aziende



giovedì 6 settembre 2012

Movimentazioni in falegnameria. Rulliere o altri sistemi?

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Molto spesso ci capita di visitare falegnamerie che muovono tutti i pezzi lavorati con “barelle” e transpallettes  facendo pile di pezzi sovrapposti particolarmente elevate, oppure (un po’ meglio…) con carrelli su ruote.

Ci chiediamo sempre perché non inseriscono delle semplici rulliere!
La risposta è sempre la stessa: “siamo abituati a fare così, i nostri prodotti sono particolari e non si possono muovere diversamente, sono ingombranti e poi….cosa volete che cambi?”
E a noi, sentendo queste parole…… ci viene il solito mal di testa!








Proviamo ad analizzare vantaggi e svantaggi:
La rulliera è un sistema studiato appositamente per semplificare le movimentazioni, per ridurre gli affaticamenti ed i tempi di spostamento, spesso, anche il numero delle persone dedite alla movimentazione interna.
La rulliera ben definisce le aree di servizio e deposito in zone squadrate, ordinate e di facile verifica per coloro che fanno (o dovrebbero fare!) il controllo di avanzamento dei processi.
Certamente la rulliera è un vincolo, inquanto ingombro fisso a terra, ma obbliga inconsciamente gli operatori ad essere precisi e a sfruttare gli spazi in maniera proficua.
La rulliera può essere bassa, alta, elevatrice, rivestita, curva, spezzata, traslabile, girevole, inclinabile, folle, frenata, motorizzata …….e può essere personalizzata in base alle esigenze.  
La logica di queste movimentazioni, aumenta notevolmente la sua importanza, se legata ad uno studio sui carrelli o contenitori, adeguati al trasporto dei materiali.

Inserire delle rulliere all’interno di una fabbrica è, però, una procedura che deve essere calcolata in un progetto ben più ampio.  Devono essere esaminati i cicli di lavoro, gli spazi necessari, gli scorrimenti ideali dei flussi dl materiale, la logica di riconoscimento, ecc...
Tutto questo, che fa parte del nostro lavoro, è la parte più importante che, se ben fatto, PERMETTE RECUPERI ECONOMICI NOTEVOLI.

E voi, cosa ne pensate?