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martedì 13 settembre 2016

Schiuma isolante spray in legno

Link della foto
Continuano i tentativi per ridurre l’inquinamento nel settore dell’edilizia, che cerca di spogliarsi di tutte quelle materie plastiche derivate dal petrolio – oggi ampiamente utilizzate per l’isolamento termico – responsabili del continuo ricorso ai combustibili fossili e quindi del tanto preoccupante cambiamento climatico.




Mentre l’Unione europea, Germania in primis, sta mettendo a punto regolamenti per incrementare l’isolamento di tetti e pareti, col rischio di un ulteriore aumento della produzione di schiume petrolchimiche, da Francoforte rispondono gli scienziati “illuminati” del Fraunhofer Institute for Wood Research, che hanno messo a punto un nuovo isolante naturale e non inquinante, a base di legno.
Ai metodi tradizionali per isolare termicamente una casa, che ricorrono ai soliti noti polistirolo, perlite espansa ecc., ossia a quelle sostanze plastiche ad elevato impatto ambientale derivate dai composti petrolchimici, la bioedilizia cerca di opporre un modello più efficiente e sostenibile, volto ad abbattere l’inquinamento grazie all'impiego di materiali naturali.
I ricercatori di Francoforte, sensibili alle tematiche ambientali, dopo un lungo studio sui materiali rinnovabili, riciclabili e sostenibili hanno realizzato quest’innovativo spray in legno, una vera e propria schiuma isolante a base di legno, che mira a scalzare il primato nell’edilizia di tutti quei prodotti derivati dal petrolio.
E’ bene ricordare che non è la prima volta che i ricercatori di questo istituto ricorrono a materiali totalmente naturali e biodegradabili per questo problema, tant'è vero che in passato avevano anche ideato una fibra ricavata dalle alghe sempre per isolare le abitazioni.


Schiuma isolante spray in legno: le novità del progetto tedesco

Il processo di produzione è molto semplice: i trucioli in legno vengono macinati e sminuzzati in particelle   macroscopiche fino a quando si ottiene un impasto viscoso a cui viene aggiunto gas, per renderlo spruzzabile, mentre l’indurimento si realizza attraverso sostanze naturali presenti nello stesso legno.
Questo nuovo isolante naturale made in Germany può esser facilmente trasformato in pannelli rigidi o in tappetini flessibili in legno e, tra l’altro, riesce a sopperire ai tipici inconvenienti di questi prodotti, ossia l’azione corrosiva dell’umidità e l’erosione del tempo.
Attualmente la Schiuma isolante spray in legno brevettata dal Fraunhofer Istitute sta affrontando una fase di test sperimentali in laboratorio: per la produzione di massa ci sarà ancora da aspettare, poiché i ricercatori tedeschi stanno studiando differenti tipi di legno, al fine di individuare la specie arborea che possa assicurare le prestazioni più elevate.
Attendiamo fiduciosi, nella speranza che la bioedilizia possa trovare presto un altro prezioso prodotto per fronteggiare l’avanzata delle schiume petrolchimiche.

mercoledì 22 giugno 2016

Le piccole falegnamerie …. 3° di 3 post


Ci siamo lasciati dicendo …. come si possono ottenere risultati importanti!

Niente è facile e le cose richiedono anche un po’ di tempo, però è possibile raggiungere importanti risultati.
Sempre se le piccole aziende …. diventano grandi!
Si, proprio così, perché è principalmente una questione di metodo. Ed il metodo è sempre lo stesso, qualunque cosa si produca e oltre la dimensione.
Innanzitutto deve essere ripensata la falegnameria che dovrà essere PERSONALIZZATA, COME LE ESIGENZE DELLA SUA CLIENTELA!
Ben sappiamo che il mercato richiede un’estrema personalizzazione, quindi se valutiamo
la storia del mercato, noteremo che:

UNA VOLTA ERA       PRODUZIONE DI MASSA  

POI VENNERO   LE MODIFICHE ANNI ‘70

QUINDI NACQUE       LA PRODUZIONE FLESSIBILE

OGGI DOBBIAMO AVERE
> la massima soddisfazione del cliente
> il prezzo di vendita opportuno
quindi:
> le attrezzature devono essere flessibili e collegate in rete
> i cicli di produzione brevissimi
> pochi operatori svolgono più lavori contemporanei
> la conoscenza viene diffusa nel gruppo di lavoro
> l’imprenditorialità è diffusa e di più larghe visioni
ciò permette
> il giusto profitto per il quale si lavora

Quindi, anche se la tecnica e la tecnologia aiutano, la falegnameria personalizzata, flessibile, produttiva ed economicamente positiva si forma solo con un’esatta ed accurata gestione.
Ciò porta a:
1 rivedere il layout per eliminare le improduttività
- definendo i cicli di lavorazione più idonei
- ottimizzando gli spazi
- semplificando le movimentazioni
- definendo le mansioni del personale
- prevedendo futuri ampliamenti
- ricercando le attrezzature più idonee alle necessità
- verificando gli ammortamenti

2 analizzare tempi e metodi per ridurre i costi di lavorazione
- eliminando operazioni superflue, recuperando economicità
- migliorando l'utilizzo delle risorse (uomini e macchinari)

Impostare un sistema di programmazione e analisi dei costi perché l’azienda si fonda sugli utili e la rende forte e propositiva.
Dal controllo dei costi si può gestire la lavorazione, mantenendo gli utili prefissati.

3 controllo dei costi di produzione
- la composizione dei centri di costo collegata ai dati di bilancio e ai tempi di
   lavorazione, definisce il costo orario.
4 fabbisogno economico
- il controllo del fatturato periodico semplifica le procedure di messa in lavorazione
  e conferisce certezza di risultato.

Infine una grande cosa per chi produce “su misura”: lo sviluppo di un preventivo!
5 con specifici software, anche in 3D, debitamente compilati, è calcolabile il costo di produzione per ogni articolo.
Quindi il valore non sarà più costruito, ma reso da calcoli matematici, quindi utilizzabile anche per forme preventive.
- la progettazione unita ai cicli operativi e ai tempi previsti fornisce un valore di
   riferimento per il costo di lavorazione
- la definizione del punto di pareggio, assieme all’organizzazione della lavorazione,
   rende possibile predefinire gli utili.

L’ottimizzazione potenziale delle piccole aziende, ricche di spirito imprenditoriale, umili e capaci sia di pensiero strategico che di esecuzione, può trasformarsi in attività ben  remunerativa.
E, come diceva un mio maestro 40 anni fa …. se oggi fai crescere le piccole, domani ne avrai tante grandi!

venerdì 10 giugno 2016

Le piccole falegnamerie …. 2° di 3 post



Ci siamo lasciati dicendo che …. le cose sembrano semplici, ma seppure non sia così….lo possono diventare!

Bene vediamo in 4 punti fondamentali, come si possono ottenere risultati importanti.
bisogna diventare un po’ più venditori  
(non si può fare tutto, ma, sapendolo presentare, si può vendere)
bisogna saper fare bene i conti ed i preventivi  
(conoscere i costi di produzione – quindi saper simulare i cicli operativi – avere e saper utilizzare un adeguato software per la progettazione e la preventivazione)
bisogna saper gestire l’azienda, sia nei costi che nella lavorazione
(gestire metodi e tempi per ogni fase di lavoro e, principalmente, rispettarli  durante la lavorazione)
bisogna avere una mente elastica, conoscenze e larghe vedute
(avere la curiosità ed il tempo per partecipare a fiere del settore, conoscere strumenti e materiali alternativi, saperli proporre al cliente)
bisogna avere non solo fornitori, ma partners
(per il fornitore siamo un cliente, per il partner uno stretto collaboratore con il quale dividere difficoltà e successi)
Tutto questo sviluppa un sistema che rende la “piccola falegnameria” gestita, così come viene fatto nelle grandi dimensioni di azienda.
Se tutti i punti sono importanti, quelli fondamentali sono il 2°, il 3° ed il 4°.
Esaminiamo i motivi di questa affermazione:

punto 2°
specialmente per coloro che lavorano “su commessa” è fondamentale la conoscenza dei propri costi, infatti, molto spesso ci troviamo a parlare di “piano dei costi analitico” come se fosse una cosa nebulosa e che ognuno fa a modo proprio.
Eppure non è difficile.  Ma non basta.  
Una volta creato si debbono conoscere i cicli produttivi e, pure in maniera orientativa, alcuni tempi di riferimento. Ciò allo scopo di individuare un ciclo di lavoro tra le varie macchine, quasi lo si facesse.
Con questo noto si debbono includere le movimentazioni, gli attrezzaggi, ecc. anche se improduttivi.

Non trascurabile la scelta e l’acquisto di un software (importante sia per la praticità che per la risultanza) che permetta la progettazione del mobile tramite un sistema di disegno e che caricato dei dati di riferimento (materiali, costi, tempi, ecc.) estrapoli i valori da preventivare.
Di questi oggi se ne trovano molti, ma la bravura di chi si interessa deve essere nell’individuare …. quello giusto!
Però, trovato, abbiamo fatto una grande cosa.

punto 3°
gestire tempi e metodi per ogni fase di lavoro è di per se cosa complessa e, farli rispettare durante tutta la lavorazione è ancora più difficile.
Nelle piccole aziende capitano spesso motivi d’interruzione (rappresentanti, clienti, fornitori, pagamenti in banca, ecc.) ed è facile distrarsi da ciò che si stava facendo.
Spesso, si dice, si recupera facendo un’ora in più la sera! O al sabato mattina!
Cosa sbagliatissima. Ciò che si è perso non si recupera più.
Ma allora che fare se viene qualcuno in azienda?
Semplice (non è vero, è difficile ma deve essere fatto), ci si organizza diversamente, si fissano appuntamenti in data prestabilita, si dedica qualcuno a ricevere fornitori e clienti (che mai devono andarsene scontenti!) ecc. ecc.
Ma quando si lavora….si lavora!
E se abbiamo un dipendente ancora più, sempre da tenere presente che e noi lo serviamo perché possa produrre di più e meglio!

Quindi mai distogliersi, perché è una cosa essenziale al mantenimento dei tempi previsti, quindi, in poche parole, del nostro utile!

punto 4°
la piccola falegnameria ha molti punti a sfavore, principalmente l’informazione, o meglio, il tempo per poter avere informazioni.
Spesso sono i rappresentanti che portano notizie, farebbe parte del loro mestiere …. magari un po’ condizionato dalle aziende rappresentate, ma sarebbe una giusta professionalità.
Però è innegabile che i molteplici interessi che riguardano coloro che fanno arredamenti completi coinvolge l’informazione su tantissimi punti: i materiali, i semilavorati, le colle, le vernici, la ferramenta, gli accessori e tute le loro alternative!
Costi, qualità, variabilità, fornitori, …. acquisto di prodotti finiti presso altre aziende (finestre di legno, legno alluminio, di pvc …. porte per interni, blindati e chissà quanto altro ancora).
Poi non parliamo di attrezzature, utensili, movimentazioni, macchinari e tutte le loro evoluzioni!
Ce ne sarebbe per farlo a tempo pieno.
Però avere la curiosità ed il tempo per questi aspetti, vuol dire conoscere alternative e ciò porta a saperli proporre alla clientela; cosa che altri non possono fare perché non hanno il tempo!
Quindi trovare il tempo per la propria informazione è importante (quale investimento personale che fa l’azienda) per avere una mente elastica e larghe vedute.

Una banalità: tutti conoscono le colle poliuretaniche, ma quanti espongono al loro cliente l’indispensabilità di usarle nei mobili da cucina, da bagno o da esterno?
E se anche costano un po’ di più, quanti si domandano con quale margine le possono vendere?
Quanti si domandano l’importanza della qualità che possono dare al cliente?
E, ultima cosa per il momento, quanti si domandano quanto tempo abbiamo risparmiato in quella fase grazie all’essicazione immediata?

Nel prossimo Post Vi diremo un’altra piccola cosa!

martedì 17 maggio 2016

Le piccole falegnamerie …. 1° di 3 post


In Italia ci sono migliaia di medio piccole falegnamerie, aziende che producono un po’ di tutto, dai mobili alle finestre, alle porte e tutto “su misura”!
Dare questo servizio implica la conoscenza dei materiali, notevoli esperienze produttive, estro creativo e tanto …. sacrificio!
Per queste aziende la produttività e l’efficienza sono caratteristiche quasi istintive, ma impegno e buona volontà oramai non bastano più.
I tempi cambiano e quei punti di successo, tipici dell’estro e della imprenditorialità, oggi non bastano più e non basta acquistare macchine per cambiare, adesso serve lavorare con nuovi metodi …e quindi, ancora una volta, bisogna ripensare l’azienda!
E allora come dovrà essere la falegnameria?
Semplicemente PERSONALIZZATA, COME LE ESIGENZE CHIESTE DALLA CLIENTELA!

Oggi tecnologia e tecnica (ed un po’ di commerciale) possono rendere più facili i cambiamenti.  E se di metodi nuovi si parla, quali sono le soluzioni possibili? Esaminiamo un po’:
Arredamento
a i mobilifici ed i rivenditori di mobili sono praticamente scomparsi in ogni regione d’Italia e i rimasti lavorano solo per la grande distribuzione (Ikea, Mercatone, ecc.).
Unici sopravvissuti del settore sono gli arredatori.
L’arredatore sa fare un po’ di tutto: cucina, camera, bagno, porte ecc.
b la clientela si rivolge spesso alla grande distribuzione per proposte visibili a proprio gusto, con costi contenuti ed un’ampia gamma di arredi, talora di media e scarsa qualità, ma sempre suggeriti da personale competente e convincente.
In questo caso, la personalizzazione si basa sul 95% di standard (anche se non si dice, ma è così perché il prezzo non giustificherebbe alternative) ed il 5% non “su misura” ma adattato o convincemente eluso.
Solo gli arredatori possono proporre soluzioni al 100% personalizzate e volendo di alta qualità.
c chi ammoderna un ambiente se non tutta la casa, si trova spesso a che fare con i costi sempre più elevati. E qui la grande distribuzione la fa da padrona!
Gli arredatori devono imparare non a competere, bensì a dare a costo ragionevole qualità e servizio superiori.
Pensiamo che da Ikea il trasporto ed il montaggio hanno costi alti e poi, se il muro è fuori squadra … te lo tieni!
d se la grande distribuzione ha costi contenuti (ed è così) gli arredatori debbono imparare a …. costare il giusto!
Ma giusto non è fare “carte false”, ma imparare a gestire i proprio costi, visto che il mercato non è più disponibile a particolari ricarichi e gli utili vanno trovati all’interno della propria azienda!
Porte e finestre
e è un discorso più particolare in quanto, mentre la porta fa spesso parte dell’arredo,  la finestra è un oggetto tecnico e che non coinvolge solo il gusto, anzi!
I clienti sono sempre più, giustamente, preparati.
f oggi si trovano porte di ogni tipo, tamburate, a profilo, con vetri, ecc.,  rivestite con carte melaminiche, verniciate, laccate…ecc. tutto sommato a buon mercato.
Spesso e seppure personalizzate, vengono consegnate in brevissimo tempo.
Anche i costi d’acquisto non incidono particolarmente sul totale dell’investimento.
Che siano acquistate (e sarebbe ragionevole nell’economicità d’impresa) o meno, gli arredatori possono plagiarsene ed includerle nella fornitura.
Spesso soddisfacendo il cliente con un’unica fornitura e responsabilità.
g non è la stessa cosa per le finestre che richiede caratteristiche tecniche superiori, sia sulla zona climatica, l’esposizione, la rumorosità, e via  dicendo.
Pur sempre nell’ottica di fornire servizio e di essere unico responsabile, se non produttore, l’arredatore può dire la sua, suggerendo un prodotto consono e tecnicamente opportuno.
Alla luce di questo piccolo e superficiale esame, si evidenziano quattro punti importanti
per la falegnameria:
1 saper tranquillizzare e soddisfare il cliente con argomentazioni diverse dalla grande distribuzione e, senza dubbio, più tecniche.
2 comprendere cosa vuole il cliente e la sua disponibilità economica.
3 saper fare un giusto preventivo, cosa non semplice visto che parliamo di forniture “su misura”
4 e se il cliente ci da conferma …. saper contenere i costi di lavorazione!

Così detto le cose sembrano semplici, ma seppure non sia così….lo possono diventare!

Nel prossimo Post Vi diremo la nostra!

sabato 28 marzo 2015

Madexpo 2015 - Le nostre impressioni

Esposizione di porte, finestre, sistemi di recupero energetico, case in legno, e tanto altro.

Noi siamo stati il primo giorno e abbiamo notato con piacere la presenza di molti visitatori, che, a onor del vero, non ci aspettavamo!

Molte le cose interessanti, ma prima tra tutte, l’attenzione al “recupero dell’edilizia esistente” con  prodotti per la riqualificazione di questo enorme patrimonio che è la ristrutturazione



Tra quello che ci ha più colpiti possiamo dire:
Porte per interni
Ottime soluzioni per completare gli ambienti con armadiature, pareti attrezzate per divisori tra ambienti, ecc., modelli e finiture di grande rilievo.
Grandi soluzioni generalizzate per porte a filo muro complanari con cerniere a bilico e a scomparsa. Nell’insieme prodotti di buona qualità ed abbastanza economici. (Ferrerolegno, Garofoli, Bertolotto, ecc.).
Degna nota alla presenza dello stand di Braga che negli ultimi anni ha incrementato particolarmente le tipologie per semilavorati e finiti di porte intelaiate e tamburate, evidenziandone i materiali e le logiche distributive.

Finestre
Un’invasione di PVC dell’Est con prodotti di discutibile qualità tecnica e di finiture.
Per non dire dei prezzi assurdi, inadeguati e tali da sciupare un qualsiasi mercato.
Ottima la qualità e la tecnica dei pochi prodotti in legno e legno-alluminio che finalmente fanno ritorno sulle proposte al mercato.
Tra le proposte significative abbiamo notato i "sempreverdi" sistemi di aereazione e ricircolo automatico montato direttamente sul telaio (Internorm ad esempio, che però pregiudica l’aereazione con persiana o tapparella chiusa.)
Inoltre Maico  che ha presentato un nuovo sistema per gli alzanti scorrevoli e che ci pare degno di considerazione.
nella prima delle tre versioni (HS standard, HS performance, HS-L) propone l’adattamento del  proprio sistema alla finestra del cliente.
Il listello nel nodo centrale è fa¬tto con materiale isolante e guarnizioni integrate applicabile "a clip".
La tenuta all'acqua massima certi¬ficabile è di 7A (pioggia battente con vento a 80 Km/h).
Valore di non facile raggiungimento, ma la filosofia proposta è di cer¬tificare quelle re¬plicabili sulla produzione di serie.
Carrello molleggiato ad una ruota (da aggiungere al carrello sia anteriore sia posteriore) per ante di grandi dimensioni e pesi.
Ad alzante chiuso, il peso dell'an¬ta comprime le molle interne, quando si ruota la maniglia per aprire, le molle si esten¬dono e aiutano il sollevamento.
Sostituzione dei perni sull’anta con ganci incassati e retraibi¬li che, oltre a aumentare il valore di  antieffrazione, tiene liscia la su¬perficie del telaio.
Il sistema monta soglie per casa clima, cioè senza manifestare ponti termici e condensa (ad eccezione di quelle in alluminio) e che sono ideali per il risparmio energetico.

Ottime in genere le presentazioni dei prodotti ed in particolare ci sono piaciuti quelli di Carminati, PB, 
Velux (con una finestra che trasforma il sottotetto in un balconcino) ecc.

Per il resto tutto come previsto: assenti molti nomi, molti spazi vuoti, qualche novità nella posa certificata e nelle costruzioni di case in legno.



venerdì 9 gennaio 2015

Posa in opera: "IL NASTRO AUTOESPANDENTE"

Sono andato a trovare un conoscente che sta ristrutturando l’appartamento e, guarda caso, c’era il posatore del falegname che preparava i materiali per montare le nuove finestre.
Un forte richiamo per  la mia attenzione.









Profilo in legno alluminio coibentato, sezione 84, doppio vetro, ferramenta Maico ventilata, ecc.
Ogni finestra protetta da una busta di pluriball chiusa sui lati e tutte assieme poste su di un pallettes.
Veramente ben fatte, un ottima finitura sulla faccia interna ed un bel profilo di alluminio.
La schiuma di coibente uniforme e ben distribuita.
Un bel prodotto.

Tornato dal posatore vedo che sta mettendo il nastro autoespandente (quello in rotoli di colore grigio antracite) sull’esterno di un telaio per garantire la sigillatura con la spalletta e l’architrave.

Poiché la funzione dell’autoespandente è essenziale ad impedire infiltrazioni di umidità, noto che il nastro è stato riportato in filo continuo anche sui 4 angoli e gli chiedo spiegazione.
Mi risponde: “Sa è così che va montato, altrimenti ogni angolo non sarebbe protetto, mentre il nastro espandendosi sigilla tutto, copre ogni fessura e così non passa ne aria ne umidità”.

Faccio notare che proprio perché il nastro è espandente la continuità sugli angoli fa sì che l’angolo del muro resterà aperto con una piccola fessura, mentre se fosse interrotto (e tagliato a 45°) aderirebbe perfettamente.
Poco convinto mi risponde: “Io glielo faccio come vuole, ma…”

Come è andata a finire secondo voi?
A ognuno il suo mestiere! e meno male che era la prima finestra!




martedì 1 aprile 2014

FENSTERBAU 2014 - Le nostre opinioni.

Sito di provenienza
Finalmente una buona fiera ed una fresca boccata d'aria per il settore del serramento e quello in legno non è assolutamente defunto, al contrario, sta tornando ad essere uno dei materiali principali e più presenti anche nei paesi come la Germania, dove da sempre il PVC ha fatto da padrone.
Direi e con grande soddisfazione, che finalmente il legno è riapparso... e a testa alta! 
Il Fensterbau 2014, infatti, gli ha dato il giusto spazio ampiamente meritato!





Comunque ed in tutte le casistiche, sono apprezzabili i buoni prodotti, logicamente finalizzati alla riduzione dei valori di trasmittanza ed alla rispondenza di prodotti per casa clima e casa passiva.
Molte le finestre in legno, in legno-alluminio e tanti i completamenti con materiali isolanti.
Interessanti ad esempio, quelli della Uniform, InternormIdeal, Wolf, ecc...

L'importanza di creare abitazioni ad alta efficienza energetica, riducendo i costi di climatizzazione, ha fatto si che molte aziende abbiano presentato un'ampia accessoristica e collegamenti (relativamente) economici alla domotica: come i controlli automatici delle serrande, dei ricircoli di aria fresca e, talvolta, pure costantemente riscaldata, i tripli livelli di antieffrazione, le vetrature a contenimento UV e....molto altro ancora.
Il Fensterbau si è confermato ancora una volta come la prima fiera mondiale del settore ed ha coinvolto persone da tutto il mondo; purtroppo gli italiani sono venuti in pochi rispetto ai precedenti anni e molti solo per una "toccata e fuga".

Tra le cose importanti che abbiamo visto:
1 Sistemi Internom. Prodotti eccellenti ed innovazioni I-Tech, con  il nuovo sistema di chiusura, quello di ventilazione e l'oscuramento automatico.
2 Sistema Termoscudo di Uniform, con i suoi profili in XPS (polistirene) ad elevato isolamento termico inseriti fra il legno e l’alluminio.
3 Software Kosmosoft, con il loro programma Archimede (preventivazione, schede di produzione, ecc.), i quali stanno lavorando all'integramento di soluzioni ideali per creare un sistema ERP specifico per il nostro settore.
4 I nuovi impianti Lemuth, per la siliconatura verticale e montaggio della guarnizione in automatico (anche sul telaio montato!)
5 Gli impianti di "superfinitura" per elementi di finestra grezzi e smontati, della Stahle-Hess e della MB-maschinenbau (per la quale vorremmo ricordare anche la notevole incollatrice per tenoni). Interessantissimi e molto soddisfacenti nel risultato
6 Una proposta per la verniciatura di porte esposta dalla Makor modello "S-One" che prevede un alimentatore per il prelievo e lo scarico in ricircolo automatico al servizio di una verniciatrice orizzontale completa di ribaltatore finale. L'impianto è così in grado di verniciare totalmente da programma e, aggiungerei, senza alcun operatore, se non di controllo.
7 Il sistema di bordatura manuale Festool, ideale anche per i gli angoli interni.
8 Attrezzature per il trasporto di infissi ai piani alti, come quello da interni di SanoLiftkar, oppure da esterni di Geda - Gedalift
9 E molto altro ancora...

Per noi, come sempre, è stata una fiera importante e che ci ha pienamente ricompensato per le "scarpinate" giornaliere alle quali non siamo abituati.
Ci ha lasciati convinti che anche in Italia sia possibile riprendere la lavorazione del ripristino edile, per le ristrutturazioni, gli adeguamenti ai risparmi energetici, ecc. muovendo così e finalmente una parte di economia.


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lunedì 23 settembre 2013

Uno dei problemi peggiori nelle falegnamerie

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Immaginiamo di essere un privato che deve comprare delle porte per la propria casa.

La prima cosa che faccio è guardare su internet. Cercherò qualcosa del tipo... "porte da interni", o ancora meglio "porte in legno" e anche "porte economiche".
Mi appariranno, oltre ai distributori come Leroy Merlin, anche i grandi nomi di industrie italiane.
Personalmente ho già un'idea della porta che cerco e quindi esamino il sito internet nel tentativo di trovare una rivendita vicino a casa mia o il costruttore che corrisponde di più alle mie necessità.
Prendo indirizzo, telefono, prenoto appuntamento e mi dirigo nel negozio.
La persona di competenza mi illustra i prodotti, mi consiglia il materiale più giusto e poi mi lascia del tempo a mia disposizione per effettuare la scelta.
Scelgo! Sono convinto. Inizio a fare l'ordine. Dico tutto quello che mi serve, rispondo alle domande informative e poi arrivo a trattare due punti, che per me che non sono del settore, sembrano due cose banalissime: lo sconto e la data di consegna.
Quella bella atmosfera che c'era fino a poco fa svanisce in un attimo. Avverto qualcosa nell'espressione del venditore che non è più la stessa di prima. La battaglia è iniziata e suppongo che sia per colpa della richiesta di sconto. Beh, era presumibile che gliela chiedessi, non è così?
Immagino d'indossare l'armatura, di brandire la spada e di incominciare il duello quando.......il venditore mi dice: "non c'è problema, quest'azienda prevede il 20% di sconto, ma io sono ancora più buono e le vengo incontro facendole il 23%".
Sono sconcertato ma allo stesso tempo contento. Immaginavo uno scontro all'ultimo sangue ed invece, dopo pochi minuti, ho già ottenuto il 25%. 
Smetto di chiedere, quasi per compassione. Capisco il periodo difficile per le aziende italiane dovuto alla crisi, ma non pensavo fino a questi livelli. Comunque sia, contento per il prezzo ottenuto (anche se non è mai abbastanza), ritorno sul secondo argomento accennato poco fa... la data di consegna!
Per un attimo, mi torna in mente l'espressione rigida e perplessa del venditore, quando avevo posto le mie domande. Io pensavo fosse impaurito dallo sconto....e se fosse invece per la data in cui deve fornirmi il materiale? In effetti mi creerebbe molti problemi se sgarrasse la data precisa. Devo accordarmi con muratori, elettricisti, imbianchino e chissà quanti altri che adesso non mi vengano in mente...
Allora mi sorge spontanea una domanda.
"Mi scusi, ma quanto tempo ci vuole per avere queste porte?
Il venditore estrae dal cassetto un libretto abbozzato. Mi passa un brivido pensando all'affascinante catalogo presentato poco fa e al meraviglioso listino prezzi che aveva per le mani. 
Sfoglia una pagina, ne sfoglia una seconda....torna indietro alla prima....e poi, dopo aver riempito d'aria i polmoni con un sospirone allarmante, mi dice: "beh sa, siamo un po' impegnati in questo periodo dell'anno, però sempre per venirle incontro, diciamo che in un mese, massimo un mese e mezzo, dovrei farvele avere e montate a casa..."
"Cosaaaaaaaaa?!?!?" 
Fra 1 mese e mezzo? Per quel giorno pensavo di aver preso già anche il cane ed invece sarò ancora ad aspettare le mie porte.
Una goccia di sudore scivola dalla mia fronte. Prendo un fazzoletto e mi asciugo. 
Guardo il venditore, che invece di fazzoletti ne ha già finito un pacchetto, e gli dico: "si potrebbe fare un po' prima?"
La carnagione del venditore passa dall'abbronzato, al rosa, per finire sul bianco pallido. Accidenti, ora sviene! Ma perché?!??!?!
Ha davvero così paura a dirmi una data di consegna oppure ci vuole più a fare una porta che a costruire la mia villetta? 
Poi, quando tutto sembrava perduto, il venditore si riprende dallo shock subito, come se nulla fosse. Si aggiusta il colletto della cravatta e mi dice: "Certo signore, nessun problema. Firmi qui ed in 30 giorni le assicuro che la sua casa avrà delle bellissime porte!"
Prendo la penna, firmo e contento ma un po' titubante faccio finta di uscire dal negozio.
Pochi istanti dopo il venditore fa una telefonata, passando il nuovo lavoro direttamente al produttore e dice queste parole, che portano tutta la verità ai miei occhi: "Ciao, è venuto un nuovo cliente, abbiamo un altro ORDINE URGENTE..."!

Questo racconto inventato, purtroppo non è una realtà così lontana.
Alcune delle nostre aziende italiane, capaci di fare ottima qualità anche in tempi brevi, hanno delle lacune sull'organizzazione e nel rispetto della data di consegna accordata. Questo deve assolutamente cambiare.
L'organizzazione è fondamentale per un'industria. 
L'affidabilità sulla consegna è fondamentale per il cliente.


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venerdì 12 luglio 2013

Un esempio di "malainformazione"!

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Due o tre giorni fa, mi sono ritrovato in una piacevole conversazione con il titolare dell'albergo in cui ho pernottato. Poco prima di scendere nella sala ristorante, ero salito in camera per appoggiare i bagagli e, come spesso faccio (forse per deformazione professionale), mi sono messo a guardare le porte, l'arredamento e le finestre. Proprio quest'ultime mi avevano un po' sorpreso perché in alta montagna, avrei pensato e preferito trovare un bel serramento in legno, magari di una grande sezione certificati casaclima ed invece mi accorsi che il pvc mi aveva raggiunto anche li.
Un po' dispiaciuto decisi comunque che quel modesto infisso, tra l'altro semi-nuovo, montato male e già ingiallito internamente e corroso esternamente, non mi avrebbe assolutamente tolto l'appetito. E così è stato...
Infatti, dopo la gustosa cena, l'albergatore mi consigliò un bell'amaro Lucano, tipico della zona iniziando così la chiacchierata. Tutto partì dalla descrizione degli amari della Basilicata e sfociò nella scelta fatta da quest'uomo, circa 10 anni fa, sugli infissi da mettere nel proprio albergo.
Prima di sapere cosa potessi fare di lavoro, con grande gioia e soddisfazione mi disse: "ho fatto la scelta giusta, ho scelto il PVC".
Nonostante l'incredibile voglia di esporgli il mio pensiero, descrivendoli tutta la relazione tecnica che abbiamo fatto sulle differenze fra questi due materiali  "RELAZIONE: Differenze fra infissi in legno e pvc", mi sono limitato a scherzarci un po' e gli ho chiesto di motivarmi la sua scelta.
Lui, sempre con orgoglio, mi disse che nonostante il legno sia visibilmente più bello, non aveva chiesto neanche un preventivo ma era andato sicuro verso l'economica finestra di plastica.
L'uomo, che cito di esempio solamente per esprimere un concetto di malainformazione, ha continuato con queste parole: "beh, non so se lo sa, ma il pvc non ha bisogno di manutenzione, rimane bianco praticamente in eterno e poi almeno non ho tagliato nessun albero.....sono amico della natura sa!!!!"
Mi sarei messo le mani nei capelli, credetemi. Mi sono anche chiesto da quanto tempo non guardasse i suoi cari infissi. Vabbè...
Non potendo e non volendo fare mattina per fargli capire cosa aveva comprato e cosa avrebbe potuto comprare scegliendo un infisso in legno allo stesso prezzo, mi sono limitato a spiegargli che le cose non stavano proprio come le pensava. Se non ricordo male, non volendo fare il presuntuoso ed il saccente, credo di avergli risposto con queste parole. "Quando sono andato in camera non ho guardato le finestre, quindi non posso darle un mio parere. Ma considerando il suo entusiasmo devono essere veramente belle! Ricordo di aver letto da qualche parte, però, che tagliare gli alberi fa bene alla natura e che la durata di un serramento in legno, a parità di manutenzione, è maggiore rispetto all'alluminio e al pvc dato che le vernici hanno fatto grandi progressi negli ultimi anni."
Mi ha risposto: "Chi lo sa chi ha ragione. Ma credo proprio che abbia letto male sa?!"
Sentendomi un po' punzecchiato conclusi così: "beh, forse ha ragione lei, ma io sceglierei comunque gli infissi in legno. Dopotutto a me piacciono le cose vere, fatte dalla natura. Si immagini di dover scegliere una donna: prenderebbe quella con il seno naturale o la rifatta col silicone?"
Per fortuna ci siamo lasciati con una inevitabile grande risata, ma purtroppo, con la stessa malainformazione di sempre.


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domenica 16 dicembre 2012

Vincitori del premio: " Miglior spiffero in casa "


Link foto
Ho letto un articolo di Sampaoli su ampie problematiche delle nostre case e che Vi ripropongo, perché curioso, ma anche utile ed interessante.

<<A progettare gli spifferi in italia siamo dei veri campioni!.....e continuare a vincere nel futuro sarebbe da spacconi! Allora è meglio cambiare lavoro, prima che sia tardi!





Fino a che l'involucro “perde” è logico che bisogna riempire le case di impianti di condizionamento estivi ed invernali, caricando le famiglie di notevoli spese per i consumi.

L'aria è il nostro primo nutrimento.
Allora iniziamo a progettare bene nelle case anche la ventilazione meccanica controllata con il recupero di calore!
D’estate non lasciamo boccheggiare le famiglie!
Offriamo loro aria fresca 24 ore su 24 spiegando che non solo la Co2 si manterrà a livelli ottimali, ma che anche gli inquinanti indoor se ne andranno fuori!
E d’inverno vale lo stesso discorso per l’aria calda!

Quindi non debbono essere progettate abitazioni che facciano respirare l'aria degli spifferi causati da impianti mal progettati o dai serramenti mal montati! 

E ricordiamoci che le nostre nonne odiavano gli spifferi!
E i nipoti dovrebbero ricodarsene quando…..siedono al tavolo di progettazione!>>

Riflettiamoci!!!!!



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mercoledì 31 ottobre 2012

Made Expo 2012 - La seconda giovinezza del legno

MADE EXPO
Ci si aspetta che parta da qui il rilancio del settore costruzioni con annessi e connessi che sembra  arrivare ad un -25,8% con la perdita di circa 500.000 posti di lavoro dall'inizio della crisi.
Adesso tutto sta nell'innovazione, cioè nella capacità di costruire o ristrutturare abitazioni nel rispetto dell'ecostenibilità e della sicurezza e non solo per salvaguardia ambientale e risparmio energetico, ma anche per sviluppare tecnologie e materiali innovativi.
In fiera, oltre gli usuali stand dei vari settori, questa volta ben ripartiti, erano approntate due aree interessanti: Smart Village, dedita al prossimo futuro e nel quale erano esposte una "passivhaus" in scala reale e "biosPhera", edificio a energia quasi zero e Green home design con dei prototipi di una casa realizzata con legno e canapa, materiali di bassa impronta ecologica e da sfruttare a livello energetico per le grandi capacità isolanti e il massimo confort interno (parete da 36 cm e U = 0,15).
A livello direttivo sono state fatte due buone ed importanti proposte:
1°) la formazione di una Carta d'Identità degli Edifici - CIE per il contenimento di tutte le informazioni necessarie a valutare la qualità e la sostenibilità di una casa
2°) la richiesta di mantenimento costante della detrazione del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica.

La conferma dell'interesse per i settori esposti è dimostrata dalla buona affluenza dei visitatori, circa 230.000 presenze, anche se la statistica le quantifica in un -8,6% rispetto alla precedente edizione.
Quindi un Made dedicato al rilancio Italiano, già evidenziato in un seminario di rebuilding a Riva del Garda nel quale il Made ne è partecipe, con una stima di oltre 2 miliardi di edifici da riqualificare tramite nuove tecniche e tecnologie.

Nei materiali da costruzione molta è stata la presenza del legno, quale materiale naturale, rinnovabile e ideale agli  standard d'isolamento termico e acustico.

Tra le cose importanti che abbiamo visto:
1  i prodotti esposti erano orientati verso strutture antisismiche, confortevoli e autonome, predisposte ad una grande riduzione dei consumi energetici, peraltro ricavabili da sistemi idrici, eolici e solari.            
2   allo Smart Village è stato anche presentato il Progetto Serramento, cioè un servizio informativo per la posa in opera della finestra e l'importanza della sua certificazione.                                                                                                                                
3  il Consorzio LegnoLegno ha presentato "Network per il rivenditore", uno strumento per i venditori di porte e finestre che possono avvalersi di competenze commerciali, tecniche, legislative e di marketing prospettando al cliente finale, un servizio adeguato al mercato attuale.

Tra le proposte interessanti:
1   la curiosa presentazione della nuova linea Master per accessori di serramenti tramite una scenografia teatrale che motivasse l'ecosostenibilità dell'azienda pugliese, ispirata alle 4R (riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero).  La Master è la prima azienda specializzata nella progettazione e produzione di accessori per serramenti senza emissione di CO2 in tutte le fasi del ciclo di lavorazione.
2   il prototipo di un asilo concepito con materiali e tecnologie della più evoluta bioedilizia e pensato per il successivo riutilizzo nelle zone terremotate dell'Emilia Romagna .
3   una serie di fogli o rotoli prefiniti ed utilizzabili come normali impiallacciature, ma ricavati dalla pianta del Banano. Stupendi e decorativi, idonei sia per chi produce arredamenti che porte della ditta Fibandco.

Per quanto riguarda le esposizioni di prodotti di falegnameria, vorremmo segnalare:
1   i prodotti della ditta Garofoli, con le armadiature, le boiserie complete, le porte a filo ed i pavimenti.  Tutti articoli degni della firma che li ha creati.
2   gli innovativi serramenti rototraslanti della ditta Pavanello che con un apposito sistema di ferramenta, permettono alle ante l'apertura verso l'esterno e di posizionarsi dove più è opportuno. Tecnica performante tutta inglese!  Logicamente questo sistema è dedicato ai mercati esteri con i quali l'azienda sta lavorando e che richiedono qualità ed ampie prestazioni termiche ed acustiche.
Una bella finestra, con microventilazione, che si pulisce bene e che, grazie al sistema Super Spacer porta l'isolamento termico ed acustico a valori veramente incredibili.   Chi conosce la Pavanello intuisce facilmente  il livello qualitativo!
3   l'ampliamento dei materiali della Pircher, orientata ad espandere il proprio interesse anche nella fornitura di semilavorati per le case in legno, oltre alla normale gamma per giardini, piscine, pavimenti, etc.

Globalmente questa manifestazione ha presentato poche novità per le finestre e per le porte, ma ciò che è innegabile è la grande qualità dei prodotti, nella tanta voglia di andare avanti e nel segno di un'ottima classe  imprenditoriale che, in un periodo così critico per l'edilizia e nel quale sono oramai troppe le aziende chiuse o in grande difficoltà, continua ad innovarsi e a credere nel futuro.


Una nota:
dopo il Madexpo siamo stati al Saie di Bologna (che perseverando negli errori, viste le affinità con la fiera di Milano, è stato fatto nello stesso periodo!) intestato a Ricostruiamo l'Italia dove, guarda caso, abbiamo visto molte proposte similari, dalle case in legno, all'impiego dei materiali isolanti, al larghissimo riferimento nell'uso del legno e del recupero energetico.
Interessante il fotovoltaico inserito in tutte le soluzioni possibili (anche per singole tegole!), la diminuizione del PVC nell'infisso e un'ottima presentazione per la posa del serramento fatta dai tecnici della Maico con il sistema Libra.
Ne è valsa la pena!
Auguri a tutti per un prossimo futuro di lavoro e del nostro Paese.



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domenica 21 ottobre 2012

Ecoarea Better Living: come vivere green!

Foto link
Ieri siamo andati a Coriano, vicino a Rimini, presso la nuovissima sede di Ecoarea per una prima presentazione dei servizi che possono favorire la Green Economy.








Ecoarea Better Living è la prima struttura Italiana eco-sostenibile di circa 2500 mq.
Struttura in cemento bio-degradabile certificato, grandi travature in legno lamellare e listellare, vetro e tappeti erbosi naturali per recuperi energetici e limitazione del rumore. Una costruzione totalmente eco-sostenibile,  con impianti fotovoltaici, ventilazione controllata e recupero del calore, da adibirsi a permanente esposizione di prodotti e servizi attinenti.
Nell'auditorium di circa 150-200 posti hanno partecipato esponenti e tecnici di importanti società con presentazioni illustranti gli scopi ed i valori che motivano questa esposizione.  Tra questi :
- Green Intelligence
  organizzazione dedita a sviluppare sistemi e strategie di comunicazione, ricerca dei temi "green",
  nonchè innovazione e trasferimento tecnologico per l'efficacia energetica e che svolge corsi di formazione
  personalizzati su tematiche di marketing, organizzazione e comunicazione.
- IMQ
  la più importante realtà italiana nel settore di certificazione e valutazione della conformità
  (certificazione, prove, verifiche, ispezioni) con l'obiettivo di valorizzare la qualità e migliorare la
  competitività tra aziende.
- Università Parthenope di Napoli
  per la quale il professore Cioffi, docente di tecnologia dei materiali, ha illustrato l'importanza della
  struttura di Ecoarea e della naturalità dei prodotti impiegati, auspicabili peraltro nei processi
  d'innovazione per le imprese green.
- Simulation Intellgence
  che si occupa di ricerche di mercato e sistemi di comunicazione interattiva e si colloca tra le più
  avanzate realtà europee nell'applicazione di sistemi di ricerca on-line e nell'impiego delle nuove
  tecnologie.
- Green manager
  nella figura dell'ing. Zanzini si è aperto un dibattito sul come "diventare sostenibili" e riuscire a conoscere, selezionare opportuni fornitori in modo conveniente, veloce ed efficace.
- Export manager
  nella figura del Consigliere Comunale di Rimini, sig. Samuele Zerbini, sono state vagliate varie
  opportunità per espandere il proprio businness verso altre nazioni.
La chiusura di Jacopo Fo, emblema di Città Verde, ha chiuso la serata.



Per quanto fossimo già stati in visita durante gli allestimenti, siamo rimasti sorpresi dell'autonomia pressoché totale che consente questa "casa-expo" e del già notevole numero di partecipanti nei più disparati settori merceologici.  Erano infatti presenti produttori di abiti ricavati da materiali di recupero, degradabili o riciclabili; costruttori di materiali coibenti per case in legno o murature; serramenti in legno; laterizi coibentati; strutture eoliche e geotermiche; società finanziarie, etc.
E ancora, come detto, Ecoarea non è stata inaugurata!!



Questo progetto si lega ad altre due iniziative:
Ecoare Sustainability Program, un percorso di "buone maniere" riconosciute green, per l'ottenimento di un marchio riconosciuto. Il programma E.S.P. si basa sul rispetto di quattro valori fondamentali, definiti le "4E":
Etica - Ecologia - Economia - Efficienza
Ecoarea Magazine, una rivista mensile con tutte le novità riguardanti Ecoarea ed espositori, insieme ad articoli inerenti all'argomento ecologico, bio e green.

Personalmente reputiamo questa idea di Romano Ugolini, che conosco da quasi 30 anni, tecnicamente costruttiva, ma anche promotrice e splendida per tutte le soluzioni che, nel prossimo futuro, saranno alla base del nostro vivere.
Un augurio di cuore per un meritato successo e.....visitatela, ne vale la pena!



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venerdì 12 ottobre 2012

MADE EXPO 2012. Qualcosa in più sulla posa del serramento


Link foto

Questo post lo abbiamo voluto fare in occasione di un percorso dimostrativo sulla posa del serramento che verrà mostrato in occasione del MADE EXPO di quest'anno, nel polo fieristico di Rho dal 17 al 20 Ottobre 2012.

Un nostro lettore "anonimo", scrivendo un commento nel nostro post precedente sul medesimo argomento, ha voluto far presente di questa opportunità invitandoci a partecipare numerosi; l'ingresso è gratuito dopo una semplice iscrizione a questo LINK.

Chi parteciperà di Voi?






Il controtelaio è un importante elemento di connessione tra la muratura e il serramento.
Nella foto si vede come l’intercapedine riempita con schiuma poliuretanica.
Il controtelaio è un positivo elemento tipico dell’edilizia italiana, che richiede accortezza sia al progettista che al posatore. Ciò perché, se tra finestra e muratura intercorre un solo giunto, tra finestra, controtelaio e muratura ne intercorrono due.
Nel primo caso è compito del serramentista preoccuparsi della tenuta, mentre, nel secondo…..spesso non ci pensa nessuno! E la colpa altrettanto spesso è attribuita al serramentista!
Ma la realtà, però, è ben diversa....
Per ben realizzare la giunzione tra muratura e controtelaio si snobbano quelle regole precise, UNI 10818, che attribuiscono compito e responsabilità all’impresa.  Però, non facendo alcun riferimento al controtelaio, la posa è quasi sempre diventata un compito del falegname o del fornitore delle finestre.
E pensare che il controtelaio è utile sia all’imprese costruttrice, perché definisce le quote per il pavimento e intonaco, perché riquadra il foro nel muro, etc., ma anche al falegname al quale  assicura  l’esatto squadro, il rispetto delle quote e delle rifiniture sugli intonaci, così da eseguire una posa a “regola d’arte” e nella buona prestazione di una tenuta termica.


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lunedì 10 settembre 2012

La posa in opera del serramento

Link foto
Spesso una falegnameria costruisce un ottimo prodotto finestra ma, una posa in opera sbagliata, lo rende relativamente buono.  

Logicamente questo capita anche ai prodotti di PVC e alluminio, ma nel legno questo lavoro, se non eseguito bene, crea qualche problema in più.

Vediamo perché...












Gli aspetti sono diversi:
1) i valori di trasmittanza ottimali, con una posa sbagliata, vengono alterati negativamente compromettendo la tenuta e l’isolamento
2) ne consegue uno probabile spreco nel calcolo del risparmio energetico
3) limita la durata della vita finestra, evidenziando la giunzione tra controtelaio, intonaco e telaio.                
Essendo questa la zona più a rischio (materiali diversi si dilatano in modo diverso), risulta essere la più soggetta alla fessurazione e alle infiltrazioni di acqua, umidità etc. che a loro volta causano muffe ed il marcimento del legno.

Lo spazio residuo tra controtelaio e telaio del serramento dovrebbe essere riempito con della schiuma poliuretanica permanentemente elastica (sopra al 25 – 30%) e necessaria ad assorbire i movimenti dei diversi materiali, oltre al riempimento dei giunti di raccordo, alla sigillatura e all’isolamento termoacustico.
La preparazione dei fori finestra, con cappotto esterno, necessita di accessori per evitare qualsiasi ponte termico.
Altro punto importante è costituito dal davanzale per il quale è opportuno evitare la forma passante realizzando un semplice taglio termico, anche con un listello in legno sigillato alle due estremità, dove tocca il controtelaio, con del nastro di butile.        

Per le attuali regole di certificazione e per ovviare ai problemi di una discutibile installazione, molte aziende dovrebbero orientare i posatori a seguire corsi di qualificazione professionale per installatore certificato; corsi altamente professionali anche per l’immagine dell’azienda. 
                                                                               
Alcuni link di buone scuole per ottimi corsi di formazione per la posa ed orientati a installatori, tecnici, titolari, rivenditori, etc.…e non solo questi:                
Consorzio Legno Legno         a Correggio, Reggio Emilia
Agenzia casa clima              a Bolzano
Maico posa                        a San Leonardo, Bolzano.