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lunedì 20 marzo 2017
venerdì 16 gennaio 2015
NOI
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Spesso anche senza investimenti.
Vogliamo soddisfare l’esigenze dei clienti con nuovi metodi, che riducano e facciano rispettare i tempi di consegna, che migliorino l’innovazione e la qualità e abbassino i costi di lavorazione.
Tutto per diversificare l’azienda dalle altre che fanno prodotti simili.
Normalmente, quando ci proponiamo, facciamo un’analisi gratuita dell’azienda per conoscerla e per individuare i punti critici, proprio quelli soggetti a miglioramento.
Al termine dei giorni necessari, facciamo una riunione nella quale diciamo il nostro pensiero, normalmente gradito perché da idee e soluzioni.
Questo lo vorremmo proporre anche a Voi e se volete…..possiamo fissare una data per iniziarla!
venerdì 19 settembre 2014
Chi è "Mr. Qualità" nelle falegnamerie?
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La si vede come un obbligo.
Quindi come un costo più che un investimento.
Però tutti noi sappiamo che “dobbiamo fare qualità”
Che ci piaccia oppure no.
E quindi, come dare una svolta?
In alcuni precedenti post abbiamo evidenziato la figura del Responsabile di Produzione quale personaggio influente e di risultato.
A lui abbiamo spesso legato il ruolo di “controllore della qualità” perché nelle nostre aziende, falegnamerie di media dimensione, non c’è la necessità di acquisire tecnici per questo ruolo. Comunque e se c’è, questa figura è chiamata come “Responsabile della Qualità”, anche se sarebbe più giusto "Quality Manager" non per usare i soliti inglesismi, ma perchè "manager" sta per “direttore” cioè colui che guida gli altri al raggiungimento di questo obiettivo.
Allora pensiamo alle nostre falegnamerie: chi è il responsabile della qualità?
In teoria tutti, nella pratica la figura del titolare o di una persona scelta dalla Direzione.
Grave errore!
Gestire la qualità non è tenere le carte a posto (procedure, istruzioni, etc.).
I documenti sono lo strumento, non il fine.
Il “direttore della qualità” è un responsabile e, non a caso, la ISO 9000 quando indica i suoi compiti, gli fa un abbinamento: responsabilità e autorità.
"La qualità applicata male evidenzia la prima ed esclude la seconda."
Questo tecnico serve a "garantire" gli obiettivi e svolgere un ruolo direttivo, cioè "guidare gli altri a fare bene" .
Le sue responsabilità sono:
- rendere chiari e condivisi gli obiettivi (qualità del prodotto, del servizio, ecc.)
- coordinare gli altri così che sia sempre applicata (metodi, correttivi, ecc.)
- aiutare le persone a crescere per il bene dell’azienda
Parallelamente deve avere l'autorità per:
- richiedere risorse
- intervenire se i risultati sono scarsi
- elogiare o criticare le carenze del personale
Non è una questione di dimensione, grande o piccola l’azienda è costretta dal mercato a dare sempre più prodotti e servizi di qualità ed in falegnameria dobbiamo iniziare ad investire sulla sua formazione e professionalità.
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venerdì 14 febbraio 2014
Decolla la Sabatini bis. Al via h. 9.00 del 31 marzo
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Il contributo è rivolto alle PMI per il finanziamento di investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali.
Continua a leggere su Guida finestra ...
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martedì 15 ottobre 2013
OPEN DAY - Consorzio Legno Legno
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Ingresso riservato ai serramentisti, rivenditori e progettisti iscritti
L'evento è una giornata di cultura del serramento che coinvolgerà le aziende dell’intera filiera proponendo aggiornamento e dibattiti sugli argomenti di più forte attualità.
Le aziende partner fanno conoscere la propria realtà aziendale esponendo i propri prodotti e ritrovati di ultima generazione.
L'incontro tecnico-commerciale offre ai serramentisti l'opportunità di concretizzare nuove relazioni con i fornitori e di allargare il loro mercato di riferimento.
giovedì 6 giugno 2013
DETRAZIONI FISCALI 2013 - Ristrutturazione casa e mobili
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Tutti i bonus casa subito in vigore: la guida completa agli incentivi con le nuove scadenze
Tutti i bonus casa subito in vigore. E' in Gazzetta Ufficiale il decreto che proroga dal 30 giugno al 31 dicembre l'incentivo fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie; proroga e rafforza dal 55% al 65% gli interventi di efficientamento energetico; introduce fino a a fine 2013 un bonus del 50% sull'acquisto di mobili collegato a ristrutturazioni.
Fin da domani sarà dunque possibile accedere a tutti i bonus. A tutte le novità Il Sole 24 Ore in edicola oggi dedica una guida pratica di quattro pagine da conservare: il testo e l'analisi delle norme, le scadenze aggiornate, le indicazioni sulle procedure per accedere ai bonus senza problemi, i commenti e consigli degli esperti, le risposte alle domande più frequenti.
Decreto debiti PA
Dopo l'approvazione definitiva alla Camera - all'unanimità – del decreto pagamenti, lo sblocco dei crediti vantati dalle imprese verso la Pa entra in fase operativa. In attesa che si sciolga il nodo della compensazione fra crediti e debiti fiscali (cartelle già emesse), dopo la pubblicazione della regolamentazione in Gazzetta Ufficiale, Regioni, Province e Comuni potranno liberare risorse finanziarie fino a 40 miliardi entro il 2013 (prima tranche di un monte stimato in oltre 90 miliardi). Sul Sole 24 Ore di giovedì 6 giugno gli ultimi dettagli sul provvedimento e un crono-programma con tutte le scadenze utili per enti locali e imprese da ora al 31 dicembre.
Le regole per i bonus del 65% e del 50% in edilizia
Riportiamo il testo degli articoli del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno, «Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale») che dispongono il bonus del 65% e la proroga del 50% per le ristrutturazioni edilizie.
Articolo 14
Detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e successive modificazioni, si applicano nella misura del 65 per cento anche alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 31 dicembre 2013, con
l'esclusione delle spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di
calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.
2. La detrazione spettante ai sensi del comma 1 si applica nella misura del 65 per cento alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 30 giugno 2014 per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.
3. La detrazione spettante ai sensi del presente articolo è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 24, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e all'articolo 29, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
Articolo 15
Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica
1. Nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale, finalizzati a favorire la realizzazione di interventi per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, nonché per l'incremento del rendimento energetico degli
stessi, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 14 e 16.
Articolo 16
Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili
1. All'articolo 11, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le parole: «30 giugno 2013» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2013».
2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delle ulteriori spese documentate per l'acquisto di mobili finalizzati
all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.
sabato 11 maggio 2013
IL "conto termico" o il "Green Deal"?
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Il ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico hanno fatto nascere il “conto termico” che motiva un interesse nelle operazioni di detrazione-rimborso negli edifici.
La proposta convalidata anche da Legambiente, cerca di fare il punto sulle direttive in materia di efficienza, con soluzioni per una riqualificazione del patrimonio edilizio italiano.
Questo significa che nel calcolo del “conto termico” potrà essere considerata la produzione di energia elettrica creata da impianti tipo fotovoltaico, caldaie a pellettes, pompe di calore, ecc. Valutando le rese dell’impianto, i limiti di emissione e la fascia climatica, e altri parametri equivalenti, sarà possibile premiare gli impianti a maggiore rendimento.
L’incentivo ministeriale dovrebbe rimborsare sino a circa il 40% delle spese sostenute.
Ma analizziamo più a fondo!
Dal 1998 sono state introdotte detrazioni fiscali del 36-41% per le ristrutturazione edili con interventi su quasi 6 milioni di abitazioni, senza però alcun vincolo di tipo energetico.
Successivamente si è incentivato gli interventi di recupero energetico con detrazioni al 55%; questi hanno motivato circa 2 milioni di interventi tra sostituzione di infissi, caldaie, pannelli solari termici, pompe di calore.
Ma questi incentivi scadono a giugno 2013 e non sono risparmi reali, in quanto presuppongono redditi da detrarre, con difficoltà per le famiglie, in un periodo di recessione a ottenere finanziamenti.
Quindi queste leggi, pur avendo riscosso grande interesse, non hanno risolto il problema!
Una soluzione potrebbe arrivare da Legambiente e AzzeroCo2 con l’intervento diffuso delle Energy Service Company (ESCo), che investono in proprio e recuperano l’investimento con il risparmio realizzato in bolletta.
Ma perché questo meccanismo virtuoso possa diffondersi occorrono nuovi strumenti e un fondo di garanzia per il credito alle imprese.
Il modello da seguire è quello già introdotto nel Regno Unito, il Green Deal, che permette la realizzazione d’interventi senza alcuna spesa per le famiglie, perchè i costi saranno interamente coperti dal risparmio ottenuto.
Secondo i calcoli, per chi abita in condominio, la riduzione delle bollette di riscaldamento sarebbe circa del 50%, entro un massimo di 11 anni, pari ad una cifra di 800 – 1300 € anno.
Senza dimenticare che l’intervento, calcolato su 200 mila alloggi all’anno (circa 14mila condomini), metterebbe in moto investimenti per circa 3 miliardi di euro, creando forse 120 mila nuovi posti di lavoro nel periodo 2014-2020.
Speriamo che il nuovo governo riesca (decida) ad affrontare anche questo tema.
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martedì 7 maggio 2013
Una soluzione per l’economia: la ristrutturazione
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L’accesso al credito è fermo e ciò ha contribuito al blocco dell’edilizia.
"Finalmente" dovrei dire!
No, no... non sono pazzo ad affermare queste cose.
Lo dico solamente considerando come si è costruito, dovunque, male e troppo.
Quindi, mi ripeto, finalmente!
Purtroppo questa situazione ha fermato tanti settori, come i produttori di laterizi, di sanitari, di finestre, di arredi, ecc. che a loro volta hanno fermato le aziende primarie e così via, in cascata.
Il governo in carica si è preoccupato del problema legiferando per uno sgravio fiscale del 50% sulle opere edili e per favorire il recupero energetico.
Ma questa legge (o la difficoltà di far quadrare i conti) non ha tenuto conto del periodo di contribuzione troppo lungo e del valore Irap troppo basso; quindi con dei minimi risultati.
E allora cosa fare per rilanciare l’economia?
Un’idea, peraltro applicata con successo sin dai tempi del fascismo, potrebbe avvenire con la ristrutturazione delle nostre città.
E di bisogno ce ne sarebbe veramente molto!
Pensiamo a Napoli, a Genova, a Firenze, ai tutti i nostri centri storici, certamente difficili da mantenere, ma che oggi sono in un notevole stato di degrado, nelle case, nelle strade, nelle opere fognarie e nelle reti primarie di servizio.
Quanto si rivalorizzerebbe il patrimonio delle nostre città!
Certamente vanno trovate le risorse per intraprendere un percorso a così lungo termine, ma questo progetto porterebbe una quantità di lavoro talmente grande da coinvolgere migliaia di aziende per tanti, tanti anni.
Il problema sta nel reperire denaro?
Si, ma solo per l’avvio, in quanto a seguire, sarebbero gli stessi soldi a finanziare i successivi e tutto il sistema ne godrebbe.
Il problema sta nel raccogliere i primi stanziamenti?
Bene potrebbero essere promossi in maniera…..allettante e perché non farlo con il 50% di sgravio fiscale, magari in due anni... E perché non incentivarlo ulteriormente?
Sicuramente il mio è e vuole essere solo un messaggio e la superficialità non è mai opportuna, ma ritengo questa idea una potenziale opportunità che i nostri tecnici, saggi e politici dovrebbero esaminare per farci tornare…. un bel sorriso.
Meglio se velocemente!
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domenica 7 aprile 2013
Cosa è LA CASA PASSIVA
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Proviamo a fare un po' di chiarezza:
1 Casa passiva
I primi prototipi di edifici risalgono alla Svezia degli anni '80 anche se le prime vere sperimentazioni sono state fatte in Germania, a Darmstadt, negli anno ’90, dove la “Passivhaus” era caratterizzata da un involucro termico particolarmente efficiente e tale da mantenere il confort interno senza sistema di climatizzazione.
Oggi ammettiamo che chi ha cominciato a leggere di case passive, starà pensando che la sua prossima casa sarà proprio una Casa Passiva. O passiva o niente!
Perchè? Perché in qualsiasi progettazione, per vari motivi, si accettano compromessi: se progettiamo una casa passiva, questo non può accadere, perché la qualità è inderogabile.
I 5 principi progettuali per costruire una Casa Passiva sono:
- buona coibentazione
- buona serramentistica
- ventilazione con recupero del calore
- ermeticità all’aria
- assenza di ponti termici (sono ponti termici gli angoli, i terrazzi , gli infissi e i pilastri. Il ponte termico è tra i principali responsabili delle perdite di calore, perché provoca scambi di temperatura: d'inverno conduce calore dall'interno verso l'esterno, d'estate dall'esterno all'interno)…sembra facile, ma non è neppure così difficile!
2 Energie rinnovabili
Quando si parla di energia c’è sempre chi non crede nelle energie rinnovabili o pensa che possano solo servire "da contorno", ma se vogliamo continuare a consumare/sprecare come siamo da sempre abituati.… allora non ci basterebbe un pianeta di scorta! E pensare che il risparmio energetico è una fonte di energia enorme, pressoché illimitata e scarsamente sfruttata, così come la bassa sensibilità a quest’utilizzo.
Allora mi chiedo:
- non siamo capaci di progettare abitazioni senza impianti di riscaldamento tradizionali?
- non siamo capaci di progettare la coibentazione contro il caldo e sogniamo l’acquisto del condizionatore?
Quindi è colpa nostra, non delle fonti di energia rinnovabile che non ci bastano mai!
3 La cogenerazione
Nelle case abbiamo bisogno sia di calore che di energia, o mi sbaglio?
Pensate che anche nelle più avanzate centrali a gas o a carbone il 45 - 60 % di energia è dispersa come calore-scarto non utilizzato. Ma è possibile ottenere una produzione combinata di calore ed energia? Sarebbe uno dei modi più efficaci per generare sul posto, con fonti di energia primaria come il gas naturale, contemporaneamente energia elettrica e calore! Questo sistema è definito “cogenerazione”
Gli impianti attuali di cogenerazione hanno raggiunto un’altissima efficienza, fino al 90 % con netta riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
La combustione aziona un motore che è collegato ad un generatore elettrico (come l’alternatore delle nostre auto) e in questo processo, il rifiuto, cioè il calore, tramite scambiatori, diventa riscaldamento e acqua calda.
Anche per la casa esistono sistemi di cogenerazione che vengono installati in sostituzione di un riscaldatore tradizionale.
Un esempio: La caldaia “eVita” di Remeha (link 2) è una caldaia pensile a gas con potenza elettrica di 1 kW. Con il modulo a condensazione integrato ha una capacità di riscaldare fino a 25 kW, consentendo la riduzione della bolletta elettrica e l’immissione nella rete pubblica dell’esubero di energia elettrica.
Una considerazione: In Germania gli impianti di cogenerazione sono sovvenzionati con circa 1.500€.
Allego un gradevole intervento di Paola Contini
In dieci anni il prezzo del gas è aumentato del 69%. Oggi stiamo impostando la nostra politica energetica per i prossimi anni ed investiamo le poche risorse pubbliche per il futuro.
...e arriva un governo di tecnici…
…e imposta tutto su gas e petrolio…
Qualsiasi uomo, non troppo vecchio per capire, guarderebbe alle tecnologie già conosciute e si chiederebbe: quale sarà lo sviluppo futuro?
Gli Stati Uniti che sono ritenuti tecnologicamente avanzati, anche se parliamo di pochi anni di distanza, …. hanno mandato una navicella su Marte…
...lassù c’è forse un gasdotto libico che la alimenta?
…hanno una prolunga lunga lunga?
…..a chi pagano la bolletta?
Ma queste tecnologie sono sconosciute o inapplicabili sulla Terra?
...o sono perfettamente conosciute ed a disposizione di tutti?
Abbiamo dei governi che stanno facendo delle scelte e mi sembra giusto che i veri Tecnici intervengano per spiegare che queste politiche non sono del secolo scorso.… ma di due secoli fa’!
Adesso, se facessimo una vera politica energetica, dovremmo pensare a non comprare più combustibili fossili … e allora cosa faranno coloro che hanno le tecnologie quando noi avremo costruito i gassificatori e i pozzi di petrolio?
Semplice: metteranno sul mercato le tecnologie di cui sono in possesso e annulleranno tutti i nostri investimenti con una sonora risata.
All’idea che ci siano tanti italiani a pensare ad una prolunga lunga lunga ……………stiamo sorridendo anche noi, amaramente! Vediamo un po' cosa faremo con questi “Saggi”…
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giovedì 31 gennaio 2013
Finanziamenti INAIL ISI 2013
Confidando nel Vs. interesse, se non lo conoscete già, comunichiamo il bando INAIL :
ESTRATTO AVVISO PUBBLICO 2013 PER INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO
1. OBIETTIVO
Incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Possono essere presentati progetti di investimento e progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.
2. AMMONTARE DEL CONTRIBUTO
L'incentivo è costituito da un contributo in conto capitale nella misura del 50% dei costi del progetto. Il contributo massimo è pari a 100.000 €, il contributo minimo erogabile è pari a 5.000 €. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di spesa. Per i progetti che comportano contributi pari o superiori a € 30.000 è possibile richiedere un'anticipazione del 50% del finanziamento.
3. DESTINATARI
Destinatari sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato, Agricoltura.
4. RISORSE
Le risorse per l'anno 2013 INAIL sono 155,352 milioni di euro ripartiti in budget regionali, di cui:
_ 9,102 milioni di euro per i finanziamenti destinati ai progetti relativi all'adozione di modelli organizzativi per la gestione della sicurezza
_ 146,250 milioni di euro per i finanziamenti INAIL destinati:
_ ai progetti di investimento (strutturali e macchine)
_ ai progetti relativi a:
_ Adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato SA 8000
_ Modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte terza indipendente
5. MODALITA' E TEMPI
5.1. Compilazione e salvataggio online della domanda - 15 gennaio - 14 marzo 2013
Nel periodo dal 15 gennaio al 14 marzo 2013 sul sito www.inail.it - Punto Cliente, le imprese, previa registrazione, avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà l'inserimento della domanda, con la possibilità di effettuare tutte le simulazioni e modifiche necessarie fino alle ore 18.00 del 14 marzo, allo scopo di verificare che i parametri associati alle caratteristiche dell'impresa e del progetto siano tali da determinare il raggiungimento del punteggio minimo di ammissibilità, pari a 120 (punteggio soglia). E' possibile effettuare modifiche della domanda precedentemente salvata e procedere a nuovo salvataggio fino alle ore 18.00 del 14 marzo 2013.
5.2. Download del codice identificativo - 18 marzo 2013
A partire dal 18 marzo 2013 le imprese la cui domanda salvata in precedenza abbia raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista, potranno accedere all'interno della procedura informatica per il download del proprio codice identificativo che le identificherà in maniera univoca.
5.3. Pubblicazione della data di invio della domanda online - 8 aprile 2013
Le domande inserite, alle quali è stato attribuito il codice identificativo, ormai salvate e non più modificabili, potranno essere inoltrate online; la data e l'ora di apertura e di chiusura dello sportello informatico per l'inoltro on-line delle domande saranno pubblicate sul sito www.inail.it a partire dall'8 aprile 2013.
.....e speriamo che Vi sia dato!
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domenica 21 ottobre 2012
Ecoarea Better Living: come vivere green!
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Ecoarea Better Living è la prima struttura Italiana eco-sostenibile di circa 2500 mq.
Struttura in cemento bio-degradabile certificato, grandi travature in legno lamellare e listellare, vetro e tappeti erbosi naturali per recuperi energetici e limitazione del rumore. Una costruzione totalmente eco-sostenibile, con impianti fotovoltaici, ventilazione controllata e recupero del calore, da adibirsi a permanente esposizione di prodotti e servizi attinenti.
Nell'auditorium di circa 150-200 posti hanno partecipato esponenti e tecnici di importanti società con presentazioni illustranti gli scopi ed i valori che motivano questa esposizione. Tra questi :
- Green Intelligence
organizzazione dedita a sviluppare sistemi e strategie di comunicazione, ricerca dei temi "green",
nonchè innovazione e trasferimento tecnologico per l'efficacia energetica e che svolge corsi di formazione
personalizzati su tematiche di marketing, organizzazione e comunicazione.
- IMQ
la più importante realtà italiana nel settore di certificazione e valutazione della conformità
(certificazione, prove, verifiche, ispezioni) con l'obiettivo di valorizzare la qualità e migliorare la
competitività tra aziende.
- Università Parthenope di Napoli
per la quale il professore Cioffi, docente di tecnologia dei materiali, ha illustrato l'importanza della
struttura di Ecoarea e della naturalità dei prodotti impiegati, auspicabili peraltro nei processi
d'innovazione per le imprese green.
- Simulation Intellgence
che si occupa di ricerche di mercato e sistemi di comunicazione interattiva e si colloca tra le più
avanzate realtà europee nell'applicazione di sistemi di ricerca on-line e nell'impiego delle nuove
tecnologie.
- Green manager
nella figura dell'ing. Zanzini si è aperto un dibattito sul come "diventare sostenibili" e riuscire a conoscere, selezionare opportuni fornitori in modo conveniente, veloce ed efficace.
- Export manager
nella figura del Consigliere Comunale di Rimini, sig. Samuele Zerbini, sono state vagliate varie
opportunità per espandere il proprio businness verso altre nazioni.
La chiusura di Jacopo Fo, emblema di Città Verde, ha chiuso la serata.
Per quanto fossimo già stati in visita durante gli allestimenti, siamo rimasti sorpresi dell'autonomia pressoché totale che consente questa "casa-expo" e del già notevole numero di partecipanti nei più disparati settori merceologici. Erano infatti presenti produttori di abiti ricavati da materiali di recupero, degradabili o riciclabili; costruttori di materiali coibenti per case in legno o murature; serramenti in legno; laterizi coibentati; strutture eoliche e geotermiche; società finanziarie, etc.
E ancora, come detto, Ecoarea non è stata inaugurata!!
Questo progetto si lega ad altre due iniziative:
Ecoare Sustainability Program, un percorso di "buone maniere" riconosciute green, per l'ottenimento di un marchio riconosciuto. Il programma E.S.P. si basa sul rispetto di quattro valori fondamentali, definiti le "4E":
Etica - Ecologia - Economia - Efficienza
Ecoarea Magazine, una rivista mensile con tutte le novità riguardanti Ecoarea ed espositori, insieme ad articoli inerenti all'argomento ecologico, bio e green.
Personalmente reputiamo questa idea di Romano Ugolini, che conosco da quasi 30 anni, tecnicamente costruttiva, ma anche promotrice e splendida per tutte le soluzioni che, nel prossimo futuro, saranno alla base del nostro vivere.
Un augurio di cuore per un meritato successo e.....visitatela, ne vale la pena!
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sabato 28 luglio 2012
RISTRUTTURAZIONI: maxisconti del 50% fino a Giugno 2013
Vi riportiamo un importante articolo di Valeria Uva, giornalista per il Sole 24 Ore, dove si parla di come usufruire dei maxisconti del 50% validi fino al Giugno 2013.
C’è un anno di tempo per investire nella ristrutturazione della propria casa.
Una finestra temporale che va dallo scorso 26 Giugno (data di entrata in vigore del decreto sviluppo) al 30 Giugno del prossimo anno: qui opera la maxi detrazione del 50% delle spese per i lavori in casa con un tetto raddoppiato a 96 mila euro.
Dal 1° Luglio 2013 si tornerà al meno attraente “sconto” del 36% (e al tetto di 48 mila euro), un incentivo al recupero edilizio presente da 15 anni e ora reso stabile, che nel tempo ha però perso un po’ del suo fascino, inducendo qualche contribuente allo sconto fai da te: pago subito meno, in nero e senza iva.
Ma in questo anno di tempo non c’è partita: il sommerso non può rivaleggiare con l’offerta di recuperare (seppure in dieci rate) ben la metà di quanto si è speso. Al punto che il 50% può persino gareggiare sin da ora con il bonus del 55% riservato a chi punta sull’isolamento della propria casa e sul risparmio energetico. Il decreto sviluppo lo ha lasciato in vita fino al 31 Dicembre di quest’anno (poi scenderà al 50% fino a Giugno 2013, per poi precipitare al 36%), ma l’attuale, piccola, convenienza del 5% in più, potrebbe già ora venire annullata dalle lungaggini e dalle maggiori spese legate alle procedure che nel caso del 55% richiedono, quasi sempre, l’attestato di qualificazione ed il certificato energetico.
In realtà, il confronto tra le due detrazioni , i cittadini devono giocarlo sul piano delle opere agevolate che non sono intercambiabili. Il perimetro del 36-50% è molto ampio: grande platea dei beneficiari che comprende tutti i soggetti Irpef (ma anche la società per il caso della detrazione da poco estesa al ripristino dei danni da calamità naturali, terremoto compreso). Altrettanto ampio è l’elenco dei lavori ammessi, che va dalla manutenzione straordinaria, agli antifurti, dai rilevatori di gas ai corrimani.
Forse l’unico grande limite di questa detrazione è l’esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria nelle singole abitazioni (niente tinteggiatura delle pareti per intendersi), limite che peraltro cade per i condomini, per i quali al contrario, pitture e piastrelle sono ammesse.
PRIME STIME POSITIVE
La scelta del governo di aumentare la detrazione per il recupero, nasce ovviamente anche dall’esigenza di DARE UNA SFERZATA ALLE COSTRUZIONI, DA SEMPRE DECISIVE PER LA RIPRESA DI UNA ECONOMIA. La crisi continua a mordere questo settore. L’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ha appena reso note le stime per il 2012: per quest’anno l’associazione dei costruttori prevede un calo globale degli investimenti del 6% rispetto all’anno precedente. In cifre, significa che dall’inizio della crisi, nel 2008 e per questi 5 anni le costruzioni (edilizia e lavori pubblici) hanno perso 43 miliardi di investimenti e 325 mila posti di lavoro, tornando ai livelli degli anni ’70.
Eppure, nonostante la crisi e la mancanza di liquidità che frena gli investimenti delle famiglie anche nelle ristrutturazioni, le prime stime sulla “frustata” data dal decreto sviluppo sono incoraggianti: l’Ance ha già calcolato che il “pacchetto edilizia” contenuto nel Dl 83/2012 (innalzamento detrazioni e tetti di spesa, proroga al 30Giugno 2013 dell’incentivo per il risparmio energetico, più alcune manovre sull’IVA per le nuove abitazioni) produrrà per l’anno prossimo un aumento del 3% degli investimenti nel recupero edilizio, rispetto ai 43,5 miliardi stimati dai costruttori come la spesa 2011 per la riqualificazione dei vecchi immobili.
A questi 43 miliardi di spesa le due detrazioni del 36% e del 55% hanno dato un contributo decisivo: nel 2010 (ultime stime targate Cresme disponibili) sono oltre 500 mila l’anno gli interventi partiti grazie al bonus per il recupero. Mentre secondo gli ultimi dati dell’Enea (sempre riferiti al 2010), il valore degli investimenti nel risparmio energetico degli edifici ha superato i 4,6 miliardi con più di 405 mila pratiche totali e un costo medio di 11.350 € per intervento e un risparmio di energia di 2000 Gigawatt l’anno.
Cifre ed interventi destinati ad essere ampiamente superati dopo l’anno decisivo del 50%.
QUESTI SONO ALCUNI NUMERI:
500mila le richieste per la detrazione del 36% nel 2010
43,5 miliardi la spesa nelle abitazioni nel 2011
405mila le domande per la detrazione del 55% nel 2010
220mila domande per il 55% relative agli infissi nel 2011
sabato 23 giugno 2012
Decreto salva Italia: le loro e le nostre idee
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Per la seconda azione, il decreto sblocca la detrazione del 36% in maniera retroattiva anticipandola al 1 gennaio 2012, riservando l'innalzamento dal 36% al 50% per il periodo 1 gennaio - 30 giugno 2013.
Probabilmente, come ci siamo sentiti dire spesso, non si poteva fare di meglio. Sarà vero…?
Invece alcune idee noi le avremmo: pensando ai nostri centri storici (e non solo) ci viene da supporre che un'operazione di grande ristrutturazione sarebbe cosa ben fatta e necessaria alla salvaguardia del patrimonio privato e istituzionale!
Certo che gli incentivi avrebbero dovuto avere un altro spessore ed un'altra durata rispetto a quanto il ministro Passera ha devoluto!
Se questa iniziativa fosse promossa, crediamo che la nostra economia avrebbe almeno 50 anni di floridi sviluppi!
La ristrutturazione edilizia legata al risparmio energetico
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È evidente che l’adozione di un risparmio energetico deve passare per i sistemi di climatizzazione, ma ciò che riduce l’efficienza di tali impianti è la dispersione attraverso le pareti stesse dell’edificio e, ancor di più, tramite finestre e vetrate.
E’ importante sapere che la finestra (e non solo) ha sviluppato con soluzioni di alta tecnologia, una grande importanza nella bioedilizia, aumentando l’isolamento termico degli infissi, senza diminuire il comfort.
I vetri attuali, ad esempio, sono costituiti da vetrocamere composte di due o più lastre separate da intercapedini riempite di gas che, essendo più pesanti dell’aria, rallentano la trasmissione di calore.
Esistono però due tipologie di vetri ancora più isolanti di quelli normali: i vetri selettivi e quelli basso-emissivi.
I vetri selettivi sono trasparenti al passaggio della luce solare, e limitano le radiazioni infrarosse, o raggi termici, in quanto responsabili della trasmissione di calore.
In tal modo si evita il riscaldamento degli ambienti interni senza limitare l’illuminazione naturale.
Altrettanto necessario, per l’inverno, è l’arresto della dispersione di calore.
I vetri basso-emissivi, trasparenti al passaggio della luce solare, impediscono che il calore passi dalle stanze verso l’esterno.
La maggiore efficienza energetica e il conseguente risparmio, si ottiene con una combinazione di queste tipologie, realizzando una finestra con vetrocamera composto da una lastra selettiva verso l’esterno e una basso-emissiva verso l’interno.
La scelta poi del triplo vetro permette di ottenere risultati ancora migliori.
Ovviamente all’incremento dell’efficienza energetica della finestra corrisponde un aumento dei prezzi, ma cresce anche il risparmio, che permette un rientro della spesa in tempi molto brevi. I vetri basso-emissivi permettono un risparmio fino al 70% rispetto a quelli normali.
Poi ci sono i vetri fotovoltaici, che catturano la radiazione solare per produrre energia, come un pannello fotovoltaico che arriva ad una produzione di oltre 300 watt a metro quadro.
Il costo è inferiore a quello di un pannello solare (ossia circa 2 euro contro 5 euro a watt) e l’investimento si ripaga in circa 2 anni!
venerdì 1 giugno 2012
Finanaziamenti in Toscana, Marche, Lombardia e Campania
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| Regione Toscana |
I soldi che servono ad una qualunque attività sono molti e mancano sempre!
La regione Marche, la Toscana, la Lombardia, la Campania e certamente anche altre, ad esempio, finanziano totalmente il nostro servizio a falegnamerie che si evolvono nei processi e nei sistemi ERP.
Perché non darci un’occhiata?
Il bando di esempio, definisce finalità e obiettivi:
Al fine di sviluppare la competitività del sistema produttivo, la Regione Toscana con il bando POR CReO 2007-2013 concede aiuti diretti alle imprese per il sostegno a progetti d'investimento innovativi ed immateriali ed in particolare a quelli finalizzati all'acquisizione di servizi avanzati e qualificati come definiti nel "Catalogo dei servizi per le PMI toscane dell'industria, dell’artigianato e dei servizi alla produzione".
Individua quindi l'entità dell'aiuto (contributi a fondo perduto) in una misura variabile del 30%-60% determinando la qualificazione del fornitore e la durata del progetto.
A titolo informativo, alleghiamo uno stralcio del testo che la Regione Toscana allega alla sua Home page, sperando che stimoli i titolari delle nostre falegnamerie a tenerne considerazione!
BANDO PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI CONTRIBUTO "AIUTI ALLE PMI PER L'ACQUISIZIONE DI SERVIZI QUALIFICATI"
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All'inizio di una crisi economica è necessario essere rapidi nell'assumere decisioni di cambiamento.
La prima misura che viene in mente è la riduzione dei costi.
La seconda "cosa fare per ripartire?"
Bisogna saper mediare tra l'immediatezza e la ricerca di nuove strategie.
La terza fase è la ricerca degli strumenti necessari.
Esistono nuovi strumenti, metodi e tecniche per migliorare l'organizzazione e renderla opportuna ai prossimi tempi?
La risposta è senza dubbio positiva e in più, ci sono i sostegni finanziari con fondo perduto.
E allora?
Allora occorre rivedere l’azienda, i processi di lavorazione e l’organizzazione nel suo insieme, programmandola con quegli strumenti che possano incrementare la produttività e l’abbassamento dei costi agendo nell'area servizi.
Per innovare, bisogna che, nella filiera, ciascuno faccia bene il mestiere che sa fare e che ricorra agli altri per tutte le altre cose che non sono “core” per lui.
Per realizzare tutto ciò, sono necessarie competenze acquisibili ricorrendo a specialistiche società di consulenza.
Servizi qualificati: contributi alle imprese in Toscana
La Regione Toscana ha stanziato un fondo di oltre 10 milioni di euro a favore delle piccole e medie imprese locali, finalizzato a promuovere l’acquisizione di servizi qualificati e progetti altamente innovativi: il bando prevede finanziamenti a fondo perduto destinati anche alle microimprese e start-up.
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Finanziamenti a fondo perduto
Il bando per l’acquisizione di servizi qualificati destinato alle Pmi toscane, nato nel 2008, è stato rifinanziato dalla Regione Toscana per tutto il 2012 ed oltre e si caratterizza per la tipologia di interventi per i quali possono essere erogati i contributi a fondo perduto.
Si tratta infatti di investimenti volti a favorire l’innovazione e a rendere le imprese più competitive anche attraverso l’avvio di programmi innovativi, come ha affermato l’Assessore alle Attività Produttive Gianfranco Simoncini.
Investimenti minimi di 35 mila euro
I fondi regionali serviranno a coprire le spese relative ai servizi di consulenza mirati a incentivare l’innovazione, grazie anche al supporto di personale qualificato.
Il bando fissa sia l’importo massimo dell’investimento sia quello minimo, che tuttavia può variare in funzione delle dimensioni dell’impresa: si parte con dei minimi di 7,5 mila euro per le microimprese, 12,5 mila euro per le piccole, 20 mila euro per le medie imprese e 35 mila euro per consorzi e raggruppamenti di imprese. Il bando aggiornato è scaricabile dal sito di Confindustria Toscana.
Tipologia di spesa ammissibile
Le tipologie di servizi qualificati ammissibili all’aiuto si dividono in due aree:
1. servizi qualificati di primo livello
2. servizi qualificati specializzati etc.
Per la definizione di tali servizi e delle spese ammissibili per ciascuna specifica tipologia si rimanda al Catalogo allegato. Le spese per l’acquisizione di servizi qualificati ammissibili all’aiuto, conformemente a quanto previsto nella Comunicazione della Commissione (2006/C 323/01) artt. 5.6 e 5.7, sono riconducibili alle seguenti tipologie:
a) servizi di consulenza in materia di innovazione;
b) servizi di supporto all’innovazione; etc.
Requisiti relativi al fornitore
Le imprese debbono presentare domanda con riferimento ad una specifica area e richiedere fino a due servizi per area e per ogni apertura quadrimestrale del bando, nel caso vi sia un beneficio rilevante dalla gestione integrata di più attività.
Attraverso i servizi indicati alla tipologia “a” l’impresa beneficiaria accede a prestazioni consulenziali funzionali al conseguimento degli obiettivi del progetto d’investimento, mediante un rapporto diretto con i fornitori dei servizi individuati.
L’impresa sceglie liberamente il fornitore dei servizi che intende utilizzare per la realizzazione del progetto d’investimento.
I servizi devono essere documentati da bozze di contratti e/o di lettere d'incarico e/o preventivi, indicanti l'oggetto e l'importo della prestazione, che devono essere allegate alla domanda, unitamente alla "scheda fornitore" ed al curriculum vitae del fornitore e degli esperti incaricati dal fornitore stesso.
Nella predisposizione della "scheda fornitore" il fornitore provvederà ad autocertificare, l'esperienza maturata indicando, previa acquisizione di autorizzazione al trattamento dei dati personali, il nominativo di almeno tre clienti dell'ultimo triennio e la descrizione dell'attività svolta per gli stessi.
Andate e guardate il sto regionale, ci sono ampie casistiche collegate a forme d’investimento finanziato e non solo attinenti alla consulenza.
Sperando sia utile, salutiamo chi ha “voglia di fare” e chi…..."farà"!
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