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venerdì 7 ottobre 2016

XYLEVO - un sistema che ci ha incuriosito

Il sistema modulare XYLEVO - dal greco ξύλο legno e da evo per evoluzione – è formato da blocchi di legno modulari che, assemblati e collegati agli elementi portanti riducono notevolmente i tempi di realizzazione di un edificio.

XYLEVO è frutto di più di 50 anni di esperienza della Segheria Bruno Franco F.lli di Bagnolo Piemonte (CN). L’azienda oltre ad aver messo a punto e prodotto questo nuovo sistema modulare componibile, è specializzata nella realizzazione di tetti su misura in legno lamellare e in legno massiccio di larice e abete, utilizzando macchine a CNC di ultima generazione, nonché nella realizzazione di case in legno su progetto. XYLEVO è prodotto interamente dalla Segheria Bruno Franco e distribuito da Nordtex, Chiusa (BZ).

XYLEVO è un innovativo sistema costruttivo, che si compone di elementi modulari in OSB, realizzati con legno di pioppo di provenienza locale. Questi elementi sono dotati di incastri che ne facilitano la posa in opera, favorendo la verticalità e il controllo geometrico del manufatto. La particolare disposizione degli incastri riduce la possibilità di commettere errori nell’assemblaggio della struttura.

PERCHÈ XYLEVO
Il legno è il più antico materiale per l’edilizia, semplice, accogliente, versatile, elegante e rispettoso dell’ambiente. Ecco perché costruiamo con il legno. Nient’altro è in grado di offrire calore e comfort quanto questo nobile materiale. Per questo motivo una casa realizzata con il sistema XYLEVO sarà sempre la scelta giusta.


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martedì 13 settembre 2016

Schiuma isolante spray in legno

Link della foto
Continuano i tentativi per ridurre l’inquinamento nel settore dell’edilizia, che cerca di spogliarsi di tutte quelle materie plastiche derivate dal petrolio – oggi ampiamente utilizzate per l’isolamento termico – responsabili del continuo ricorso ai combustibili fossili e quindi del tanto preoccupante cambiamento climatico.




Mentre l’Unione europea, Germania in primis, sta mettendo a punto regolamenti per incrementare l’isolamento di tetti e pareti, col rischio di un ulteriore aumento della produzione di schiume petrolchimiche, da Francoforte rispondono gli scienziati “illuminati” del Fraunhofer Institute for Wood Research, che hanno messo a punto un nuovo isolante naturale e non inquinante, a base di legno.
Ai metodi tradizionali per isolare termicamente una casa, che ricorrono ai soliti noti polistirolo, perlite espansa ecc., ossia a quelle sostanze plastiche ad elevato impatto ambientale derivate dai composti petrolchimici, la bioedilizia cerca di opporre un modello più efficiente e sostenibile, volto ad abbattere l’inquinamento grazie all'impiego di materiali naturali.
I ricercatori di Francoforte, sensibili alle tematiche ambientali, dopo un lungo studio sui materiali rinnovabili, riciclabili e sostenibili hanno realizzato quest’innovativo spray in legno, una vera e propria schiuma isolante a base di legno, che mira a scalzare il primato nell’edilizia di tutti quei prodotti derivati dal petrolio.
E’ bene ricordare che non è la prima volta che i ricercatori di questo istituto ricorrono a materiali totalmente naturali e biodegradabili per questo problema, tant'è vero che in passato avevano anche ideato una fibra ricavata dalle alghe sempre per isolare le abitazioni.


Schiuma isolante spray in legno: le novità del progetto tedesco

Il processo di produzione è molto semplice: i trucioli in legno vengono macinati e sminuzzati in particelle   macroscopiche fino a quando si ottiene un impasto viscoso a cui viene aggiunto gas, per renderlo spruzzabile, mentre l’indurimento si realizza attraverso sostanze naturali presenti nello stesso legno.
Questo nuovo isolante naturale made in Germany può esser facilmente trasformato in pannelli rigidi o in tappetini flessibili in legno e, tra l’altro, riesce a sopperire ai tipici inconvenienti di questi prodotti, ossia l’azione corrosiva dell’umidità e l’erosione del tempo.
Attualmente la Schiuma isolante spray in legno brevettata dal Fraunhofer Istitute sta affrontando una fase di test sperimentali in laboratorio: per la produzione di massa ci sarà ancora da aspettare, poiché i ricercatori tedeschi stanno studiando differenti tipi di legno, al fine di individuare la specie arborea che possa assicurare le prestazioni più elevate.
Attendiamo fiduciosi, nella speranza che la bioedilizia possa trovare presto un altro prezioso prodotto per fronteggiare l’avanzata delle schiume petrolchimiche.

sabato 18 luglio 2015

Un paio di curiosità...

Il grattacielo in legno alto ben 30 piani

link di collegamento all'articolo e alla foto
Un po' di tempo fa avevamo parlato dei vantaggi di una casa in legno.
Oggi facciamo un salto oltreoceano, più precisamente a Vancouver, in Canada, dove l’architetto Michael Green ha progettato due torri in legno alte trenta metri.

Ospiteranno residenze e uffici e saranno i grattacieli in legno più alti del mondo. Inoltre l’intera architettura degli edifici è ispirata alla filosofia della riduzione degli sprechi: energia solare, trattamento e riciclo dei rifiuti, recupero dell’acqua piovana.

Niente più acciaio né cemento, ma legno in tutte le salse per una struttura sostenibile e che rappresenta un’ottima soluzione antisismica: legno di filamento laminato e cross-legno lamellare, formati da una serie di strati compattati tra loro grazie ad un intreccio ad angolo retto.



Milionario compra 200mila ettari di Amazzonia, non per business ma preservarla!

link di collegamento all'articolo e alla foto
Non capita tutti i giorni che un multimilionario spenda soldi per salvare il pianeta, anziché investire capitale per guadagnarci di più, è quello che il Signor Johan Eliasch ha fatto con parte della Foresta Amazzonica.

Il Signor Eliash è una persona molto importante nel suo campo, è il Presidente del consiglio di amministrazione e CEO della compagnia Head, conosciuta per l’equipaggiamento da tennis e da sci. E’ anche un banchiere e un produttore cinematografico negli UK, membro anche della Fondazione Internazionale della Pace.



Nel 2006 dunque Johan Eliasch ha comprato 200 mila ettari della Foresta Amazzonica da una compagnia atta all’abbattimento di alberi in Brasile. Questo terreno ha un alto valore commerciale appunto per l’alta densità di alberi che si possono sfruttare per l’industria della carta. Johan Eliasch adora gli alberi e comprende quanto siano importanti per gli esseri umani.

L’imprenditore permetterà anche gli scienziati di utilizzare la sua terra per fini di esplorazione e di ricerca di specie sconosciute.

In una recente intervista concessa a Chanel 4, Eliasch ha espresso il suo amore per gli alberi e per la loro conservazione. Ha continuato dicendo:

“L’Amazzonia produce il 20% di ossigeno per il Pianeta, quindi è importante preservare la foresta pluviale“. Incoraggia poi gli altri a fare lo stesso, affermano che più gente compra la foresta e meno saranno gli alberi abbattuti.

Ha poi aggiunto:

“L’investimento è un ottimo affare: si fa qualcosa di buono per il Pianeta. I gas ad effetto serra e le attività degli uragani hanno una certa connessione con il taglio della foresta pluviale. Dobbiamo preservare la foresta per evitare disastri globali.”

Attualmente, ogni minuto, 2000 alberi della foresta amazzonica vengono tagliati. 20 miliardi di tonnellate al giorno.


domenica 5 luglio 2015

Piccolo accenno su: "Oscuranti in legno o in alluminio?"

MC INFISSI
Dato la richiesta di alcuni ns. lettori, andiamo ad accennare le principali differenze fra le varie tipologie di materiale utilizzate per gli oscuranti.

Negli ultimi anni sono particolarmente aumentate le installazioni di persiane in alluminio, in tutto il territorio Italiano.
Come mai? E’ stata una mancanza dei prodotti in legno o sono oggetti qualitativamente superiori?
Analizziamo il caso.

Quando si decide di ristrutturare la propria abitazione, gli elementi che ci portano a una decisione più importante – quanto meno per il servizio che debbono dare – sono i complementi esterni, finestre e persiane.
Nel nostro caso parliamo di persiane.





Le persiane non sono solo una componente di decoro, ma hanno il compito di insonorizzare l’appartamento, d’isolarlo dal caldo e dal freddo, oscurarlo dal riflesso solare e, principalmente, impedire l’infiltrazione di acqua e vento.
Le persiane sono state introdotte in Europa – area mediterranea – attorno al 1700 e hanno trovato un'ampia diffusione, grazie anche alla loro gradevole struttura che contribuisce, in maniera sensibile, a definire e valorizzare l'aspetto di una facciata.
E’ evidente, quindi, che si richieda una particolare cura nella scelta della loro forma e del colore, in perfetta sintonia con lo stile dell'edificio e con l'ambiente circostante.
Nonostante la loro funzione decorativa sia molto evidente, non meno importante è il loro apporto al miglioramento delle condizioni ambientali interne.
Una volta erano fatte solamente con il legno, oggi anche con materiali alternativi come alluminio e pvc.

Quali le differenze?



Persiane in alluminio
L’alluminio è un metallo duttile, leggero e resistente all’ossidazione, con un basso potere radiante e resistente alla corrosione.
Quindi un buon candidato per l’oscurante che, esposto a continui sbalzi termici e intemperie, necessita di opportune caratteristiche ai  cambiamenti climatici.
Recentemente questo metallo può anche essere riciclato, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente.

Purtroppo però, non si può dire la stessa cosa per quanto riguarda la conducibilità termica che appare molto elevata, a discapito dell’isolamento.
Il valore di conducibilità termica dell’alluminio è molto elevata, circa 200 W/mK, motivo per cui negli anni si è passati da profili freddi ai cosiddetti profili a taglio termico, in cui il profilo in alluminio è suddiviso tra interno ed esterno mediante l’interposizione di poliammide, un materiale con conducibilità termica ridotta di circa 0,3 W/mK.
Questo processo ha ridotto notevolmente i valori di trasmittanza termica del telaio in alluminio.
Nonostante questi accorgimenti però, il valore resta comunque alto rispetto ad altri prodotti, a meno che non si scelgano sezioni importanti.
Piccola ma importante precisazione: la differenza tra un profilo con sezione 65 mm e uno da 75 mm è solo nello spessore della poliammide…per il resto, la parte in alluminio, resta la stessa!

Per garantire una buona durata, la manutenzione varia in base al luogo dove si trova.
Nelle località di mare o in quelle con alto grado d’inquinamento, necessitano accorte pulizie con una frequenza significativa (che pochi fanno ritenendo l’alluminio un materiale che non ne risenta) ogni due o tre mesi.
La pulizia deve essere fatta senza detergenti alcalini, acidi o con qualsiasi tipo di solvente.

Nelle aree del sud e non solo, sono spesso utilizzate le stecche orientabili con lo scopo di limitare maggiormente l’entrata della luce e del calore.
Il meccanismo che permette questa operazione alle lamelle, risente molto frequentemente di un’alterazione per effetto del calore (deformabilità) o, ancor più spesso, per la mancanza di pulizia (grippamento) e la stessa manifestazione si presenta sui fermi delle ante, posti esternamente sulla parete.

Dal punto di vista economico è difficile paragonare i vari materiali, anche perché, molto, dipende dalle sezioni.
Sicuramente e a parità di valori d’isolamento termico, l’alluminio risulta più costoso del Pvc, ma sicuramente meno del legno, sebbene i suoi inferiori valori d’isolamento.

Persiane in legno
La persiana in legno è particolarmente indicata nelle zone di montagna per il suo potere isolante, maggiore rispetto a qualsiasi altra soluzione, ma è adeguata anche nelle città, inquinate e soggette a piogge acide, conferendo il senso di eleganza e gusto della tradizione che essa rappresenta.
Nelle nostre città storiche si possono vedere spesso oscuranti che hanno ben oltre i 100 anni!

Anche la manutenzione, per quanto indispensabile, si è notevolmente ridotta, infatti le persiane in legno sono oggi verniciate con prodotti ad alto grado di protezione, assicurando sia la durata del legno che la finitura superficiale, dagli attacchi di umidità, muffe e degrado, non sfogliandosi e con durata dai 15 ai 20 anni senza alcune operazioni di ripristino.
Questi trattamenti permettono la naturale traspirabilità del materiale che ne è, in fin dei conti, forza e pregio.
E lo stesso vale anche per la ferramenta e per l’orientamento delle stecche orientabili.
Nel caso, quanto detto per l’alluminio, vale anche per il legno.

Un’osservazione: l’edilizia, mirando sempre più spesso all’economicità, ha costruito case che non prevedono alcuna forma di protezione degli oscuranti dai danni che l’intemperie possono causare, specialmente al legno, con i cardini a muro e senza ripari superiori.
Ancora oggi si notano molte case fatte nel periodo post-fascista, dove le persiane sono interne al muro (a scorrere) o nell’edilizia più popolare, con un tettino e, ancor più, con i cardini riportati sul telaio; accorgimenti indubbiamente più costosi, ma concepite per un’ottima protezione.
Infatti si evidenzia che:
- le teste dei montanti sono esposte all’intemperie e l’acqua piovana che, coadiuvata da vento e sole, tende a penetrare nelle giunzioni, manifestando il ritiro del materiale, lo scollamento, muffe, ecc.
- i montanti si piegano sotto la spinte delle stecche
- le stecche che si scollano dalla loro sede, puntando decisamente verso il basso (stecche a lisca di pesce)
- le vernici che si fessurano
- ecc.
Pensare che già invertendo la giunzione tra traverso e montante nella parte superiore, la maggiore parte di questi danni si ridurrebbe sensibilmente.


Persiane in PVC
Il PVC (cloruro di polivinile) è il materiale più recente, disponibile in varie forme e colori, anche se poco diffuso inquanto, seppure leggero e resistente, tende a perdere nel tempo le colorazioni e subisce, in tali esposizioni, continue e significative deformazioni.

Ferro e acciaio, grazie alla loro eccezionale resistenza sono invece i materiali più indicati per la costruzione di persiane blindate.

sabato 28 marzo 2015

Madexpo 2015 - Le nostre impressioni

Esposizione di porte, finestre, sistemi di recupero energetico, case in legno, e tanto altro.

Noi siamo stati il primo giorno e abbiamo notato con piacere la presenza di molti visitatori, che, a onor del vero, non ci aspettavamo!

Molte le cose interessanti, ma prima tra tutte, l’attenzione al “recupero dell’edilizia esistente” con  prodotti per la riqualificazione di questo enorme patrimonio che è la ristrutturazione



Tra quello che ci ha più colpiti possiamo dire:
Porte per interni
Ottime soluzioni per completare gli ambienti con armadiature, pareti attrezzate per divisori tra ambienti, ecc., modelli e finiture di grande rilievo.
Grandi soluzioni generalizzate per porte a filo muro complanari con cerniere a bilico e a scomparsa. Nell’insieme prodotti di buona qualità ed abbastanza economici. (Ferrerolegno, Garofoli, Bertolotto, ecc.).
Degna nota alla presenza dello stand di Braga che negli ultimi anni ha incrementato particolarmente le tipologie per semilavorati e finiti di porte intelaiate e tamburate, evidenziandone i materiali e le logiche distributive.

Finestre
Un’invasione di PVC dell’Est con prodotti di discutibile qualità tecnica e di finiture.
Per non dire dei prezzi assurdi, inadeguati e tali da sciupare un qualsiasi mercato.
Ottima la qualità e la tecnica dei pochi prodotti in legno e legno-alluminio che finalmente fanno ritorno sulle proposte al mercato.
Tra le proposte significative abbiamo notato i "sempreverdi" sistemi di aereazione e ricircolo automatico montato direttamente sul telaio (Internorm ad esempio, che però pregiudica l’aereazione con persiana o tapparella chiusa.)
Inoltre Maico  che ha presentato un nuovo sistema per gli alzanti scorrevoli e che ci pare degno di considerazione.
nella prima delle tre versioni (HS standard, HS performance, HS-L) propone l’adattamento del  proprio sistema alla finestra del cliente.
Il listello nel nodo centrale è fa¬tto con materiale isolante e guarnizioni integrate applicabile "a clip".
La tenuta all'acqua massima certi¬ficabile è di 7A (pioggia battente con vento a 80 Km/h).
Valore di non facile raggiungimento, ma la filosofia proposta è di cer¬tificare quelle re¬plicabili sulla produzione di serie.
Carrello molleggiato ad una ruota (da aggiungere al carrello sia anteriore sia posteriore) per ante di grandi dimensioni e pesi.
Ad alzante chiuso, il peso dell'an¬ta comprime le molle interne, quando si ruota la maniglia per aprire, le molle si esten¬dono e aiutano il sollevamento.
Sostituzione dei perni sull’anta con ganci incassati e retraibi¬li che, oltre a aumentare il valore di  antieffrazione, tiene liscia la su¬perficie del telaio.
Il sistema monta soglie per casa clima, cioè senza manifestare ponti termici e condensa (ad eccezione di quelle in alluminio) e che sono ideali per il risparmio energetico.

Ottime in genere le presentazioni dei prodotti ed in particolare ci sono piaciuti quelli di Carminati, PB, 
Velux (con una finestra che trasforma il sottotetto in un balconcino) ecc.

Per il resto tutto come previsto: assenti molti nomi, molti spazi vuoti, qualche novità nella posa certificata e nelle costruzioni di case in legno.



venerdì 9 gennaio 2015

Posa in opera: "IL NASTRO AUTOESPANDENTE"

Sono andato a trovare un conoscente che sta ristrutturando l’appartamento e, guarda caso, c’era il posatore del falegname che preparava i materiali per montare le nuove finestre.
Un forte richiamo per  la mia attenzione.









Profilo in legno alluminio coibentato, sezione 84, doppio vetro, ferramenta Maico ventilata, ecc.
Ogni finestra protetta da una busta di pluriball chiusa sui lati e tutte assieme poste su di un pallettes.
Veramente ben fatte, un ottima finitura sulla faccia interna ed un bel profilo di alluminio.
La schiuma di coibente uniforme e ben distribuita.
Un bel prodotto.

Tornato dal posatore vedo che sta mettendo il nastro autoespandente (quello in rotoli di colore grigio antracite) sull’esterno di un telaio per garantire la sigillatura con la spalletta e l’architrave.

Poiché la funzione dell’autoespandente è essenziale ad impedire infiltrazioni di umidità, noto che il nastro è stato riportato in filo continuo anche sui 4 angoli e gli chiedo spiegazione.
Mi risponde: “Sa è così che va montato, altrimenti ogni angolo non sarebbe protetto, mentre il nastro espandendosi sigilla tutto, copre ogni fessura e così non passa ne aria ne umidità”.

Faccio notare che proprio perché il nastro è espandente la continuità sugli angoli fa sì che l’angolo del muro resterà aperto con una piccola fessura, mentre se fosse interrotto (e tagliato a 45°) aderirebbe perfettamente.
Poco convinto mi risponde: “Io glielo faccio come vuole, ma…”

Come è andata a finire secondo voi?
A ognuno il suo mestiere! e meno male che era la prima finestra!




venerdì 19 settembre 2014

Chi è "Mr. Qualità" nelle falegnamerie?

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Manca poco alla nuova ISO 9001, prevista per il 2015, ma non sempre le chiacchiere sul modo di utilizzare questa norma (la qualità) sono viste in maniera positiva. 
La si vede come un obbligo.
Quindi come un costo più che un investimento.
Però tutti noi sappiamo che “dobbiamo fare qualità”
Che ci piaccia oppure no.    

E quindi, come dare una svolta?







In alcuni precedenti post abbiamo evidenziato la figura del Responsabile di Produzione quale personaggio influente e di risultato.
A lui abbiamo spesso legato il ruolo di “controllore della qualità” perché nelle nostre aziende, falegnamerie di media dimensione, non c’è la necessità di acquisire tecnici per questo ruolo. Comunque e se c’è,  questa figura è chiamata  come “Responsabile della Qualità”, anche se sarebbe più giusto "Quality Manager" non per usare i soliti inglesismi, ma perchè "manager" sta per “direttore” cioè colui che guida gli altri al raggiungimento di questo obiettivo.    
Allora pensiamo alle nostre falegnamerie:  chi è il responsabile della qualità?  

In teoria tutti, nella pratica la figura del titolare o di una persona scelta dalla Direzione.  
Grave errore!
Gestire la qualità non è tenere le carte a posto (procedure, istruzioni, etc.).
I documenti sono lo strumento, non il fine.

Il “direttore della qualità” è un responsabile e, non a caso, la ISO 9000 quando indica i suoi compiti, gli fa un abbinamento: responsabilità e autorità.        
"La qualità applicata male evidenzia la prima ed esclude la seconda."
 
Questo tecnico serve a "garantire"  gli obiettivi e svolgere un ruolo direttivo, cioè "guidare gli altri a fare bene" .

Le sue responsabilità sono:
- rendere chiari e condivisi gli obiettivi (qualità del prodotto, del servizio, ecc.)
- coordinare gli altri così che sia sempre applicata (metodi, correttivi, ecc.)
- aiutare le persone a crescere per il bene dell’azienda

Parallelamente deve avere l'autorità per:
- richiedere risorse
- intervenire se i risultati sono scarsi
- elogiare o criticare le carenze del personale

Non è una questione di dimensione, grande o piccola l’azienda è costretta dal mercato a dare sempre più prodotti e servizi di qualità ed in falegnameria dobbiamo iniziare ad investire sulla sua formazione e professionalità.



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venerdì 14 febbraio 2014

Decolla la Sabatini bis. Al via h. 9.00 del 31 marzo

Sito web
E’ stata pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo economico la Circolare 10 febbraio 2014, n. 4567, vedi allegato, che fissa i termini e le modalità di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione dei contributi del provvedimento altrimenti noto come “nuova Sabatini” o “Sabatini bis”. Come prevede l’articolo 6 del decreto interministeriale 27 novembre 2013, recante la disciplina dei finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese. La Circolare inoltre fornisce le istruzioni utili all’attuazione dell’intervento e definisce gli schemi di domanda, nonché l’ulteriore documentazione da presentare per la concessione ed erogazione del contributo pubblico.


Il contributo è rivolto alle PMI per il finanziamento di investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali.

Continua a leggere su Guida finestra ...

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martedì 15 ottobre 2013

OPEN DAY - Consorzio Legno Legno

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Verona, 15 Novembre 2013 

Ingresso riservato ai serramentisti, rivenditori e progettisti  iscritti








L'evento è una giornata di cultura del serramento che coinvolgerà le aziende dell’intera filiera proponendo aggiornamento e dibattiti sugli argomenti di più forte attualità.

Le aziende partner  fanno conoscere la propria realtà aziendale esponendo i propri prodotti e ritrovati di ultima generazione.
L'incontro tecnico-commerciale offre ai serramentisti l'opportunità di concretizzare nuove relazioni con i fornitori e di allargare il loro mercato di riferimento.



venerdì 12 luglio 2013

Un esempio di "malainformazione"!

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Due o tre giorni fa, mi sono ritrovato in una piacevole conversazione con il titolare dell'albergo in cui ho pernottato. Poco prima di scendere nella sala ristorante, ero salito in camera per appoggiare i bagagli e, come spesso faccio (forse per deformazione professionale), mi sono messo a guardare le porte, l'arredamento e le finestre. Proprio quest'ultime mi avevano un po' sorpreso perché in alta montagna, avrei pensato e preferito trovare un bel serramento in legno, magari di una grande sezione certificati casaclima ed invece mi accorsi che il pvc mi aveva raggiunto anche li.
Un po' dispiaciuto decisi comunque che quel modesto infisso, tra l'altro semi-nuovo, montato male e già ingiallito internamente e corroso esternamente, non mi avrebbe assolutamente tolto l'appetito. E così è stato...
Infatti, dopo la gustosa cena, l'albergatore mi consigliò un bell'amaro Lucano, tipico della zona iniziando così la chiacchierata. Tutto partì dalla descrizione degli amari della Basilicata e sfociò nella scelta fatta da quest'uomo, circa 10 anni fa, sugli infissi da mettere nel proprio albergo.
Prima di sapere cosa potessi fare di lavoro, con grande gioia e soddisfazione mi disse: "ho fatto la scelta giusta, ho scelto il PVC".
Nonostante l'incredibile voglia di esporgli il mio pensiero, descrivendoli tutta la relazione tecnica che abbiamo fatto sulle differenze fra questi due materiali  "RELAZIONE: Differenze fra infissi in legno e pvc", mi sono limitato a scherzarci un po' e gli ho chiesto di motivarmi la sua scelta.
Lui, sempre con orgoglio, mi disse che nonostante il legno sia visibilmente più bello, non aveva chiesto neanche un preventivo ma era andato sicuro verso l'economica finestra di plastica.
L'uomo, che cito di esempio solamente per esprimere un concetto di malainformazione, ha continuato con queste parole: "beh, non so se lo sa, ma il pvc non ha bisogno di manutenzione, rimane bianco praticamente in eterno e poi almeno non ho tagliato nessun albero.....sono amico della natura sa!!!!"
Mi sarei messo le mani nei capelli, credetemi. Mi sono anche chiesto da quanto tempo non guardasse i suoi cari infissi. Vabbè...
Non potendo e non volendo fare mattina per fargli capire cosa aveva comprato e cosa avrebbe potuto comprare scegliendo un infisso in legno allo stesso prezzo, mi sono limitato a spiegargli che le cose non stavano proprio come le pensava. Se non ricordo male, non volendo fare il presuntuoso ed il saccente, credo di avergli risposto con queste parole. "Quando sono andato in camera non ho guardato le finestre, quindi non posso darle un mio parere. Ma considerando il suo entusiasmo devono essere veramente belle! Ricordo di aver letto da qualche parte, però, che tagliare gli alberi fa bene alla natura e che la durata di un serramento in legno, a parità di manutenzione, è maggiore rispetto all'alluminio e al pvc dato che le vernici hanno fatto grandi progressi negli ultimi anni."
Mi ha risposto: "Chi lo sa chi ha ragione. Ma credo proprio che abbia letto male sa?!"
Sentendomi un po' punzecchiato conclusi così: "beh, forse ha ragione lei, ma io sceglierei comunque gli infissi in legno. Dopotutto a me piacciono le cose vere, fatte dalla natura. Si immagini di dover scegliere una donna: prenderebbe quella con il seno naturale o la rifatta col silicone?"
Per fortuna ci siamo lasciati con una inevitabile grande risata, ma purtroppo, con la stessa malainformazione di sempre.


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domenica 9 giugno 2013

UNA CONSIDERAZIONE

Clicca qui!
Mentre vediamo un costante aumento di affluenza di lettori dei nostri post, notiamo che solo poche persone si interessano al "sfoglia il nostro giornale" inserito nella colonna destra dell'homepage.





Di ciò ci spiace, perchè l'impegno a fornire interessanti notizie del settore legno (e non solo!), spesso riprese da giornali qualificati, oltre ad essere notevole, può dare qualcosa che, diversamente, va cercata e....trovata. O, come in genere capita, sentita da altri!
Ci farebbe piacere veder crescere anche questa rubrica e magari poterVi leggere ancor più con  commenti e partecipazioni.
Comunque e sempre un grazie a tutti.

giovedì 6 giugno 2013

DETRAZIONI FISCALI 2013 - Ristrutturazione casa e mobili

Link foto
Alleghiamo qua sotto le informazioni, prese dal sole 24 ore, sulle detrazioni fiscali

Tutti i bonus casa subito in vigore: la guida completa agli incentivi con le nuove scadenze

Tutti i bonus casa subito in vigore. E' in Gazzetta Ufficiale il decreto che proroga dal 30 giugno al 31 dicembre l'incentivo fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie; proroga e rafforza dal 55% al 65% gli interventi di efficientamento energetico; introduce fino a a fine 2013 un bonus del 50% sull'acquisto di mobili collegato a ristrutturazioni. 
Fin da domani sarà dunque possibile accedere a tutti i bonus. A tutte le novità Il Sole 24 Ore in edicola oggi dedica una guida pratica di quattro pagine da conservare: il testo e l'analisi delle norme, le scadenze aggiornate, le indicazioni sulle procedure per accedere ai bonus senza problemi, i commenti e consigli degli esperti, le risposte alle domande più frequenti.



Decreto debiti PA 
Dopo l'approvazione definitiva alla Camera - all'unanimità – del decreto pagamenti, lo sblocco dei crediti vantati dalle imprese verso la Pa entra in fase operativa. In attesa che si sciolga il nodo della compensazione fra crediti e debiti fiscali (cartelle già emesse), dopo la pubblicazione della regolamentazione in Gazzetta Ufficiale, Regioni, Province e Comuni potranno liberare risorse finanziarie fino a 40 miliardi entro il 2013 (prima tranche di un monte stimato in oltre 90 miliardi). Sul Sole 24 Ore di giovedì 6 giugno gli ultimi dettagli sul provvedimento e un crono-programma con tutte le scadenze utili per enti locali e imprese da ora al 31 dicembre.

Le regole per i bonus del 65% e del 50% in edilizia

Riportiamo il testo degli articoli del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno, «Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale») che dispongono il bonus del 65% e la proroga del 50% per le ristrutturazioni edilizie. 

Articolo 14 
Detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica 
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e successive modificazioni, si applicano nella misura del 65 per cento anche alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 31 dicembre 2013, con
l'esclusione delle spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di
calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria. 
2. La detrazione spettante ai sensi del comma 1 si applica nella misura del 65 per cento alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 30 giugno 2014 per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio. 
3. La detrazione spettante ai sensi del presente articolo è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 24, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e all'articolo 29, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2. 

Articolo 15 
Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica 
1. Nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale, finalizzati a favorire la realizzazione di interventi per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, nonché per l'incremento del rendimento energetico degli
stessi, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 14 e 16. 

Articolo 16 
Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili 
1. All'articolo 11, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le parole: «30 giugno 2013» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2013». 
2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delle ulteriori spese documentate per l'acquisto di mobili finalizzati
all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

venerdì 31 maggio 2013

Quale sarà la prossima edilizia?

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Siamo in piena recessione e si parla solo di edilizia, quale giusto e reale motore per un rapido incremento del lavoro. La ricerca è rivolta ad una edilizia che speriamo sia più controllata ed intelligente della precedente.

Un esempio?
Il "piano di governo" promosso dal comune di Milano dove sta per essere costruita la casa in legno più alta del mondo che sorgerà alla Bicocca; il comune prevede che il 35% dei nuovi insediamenti sarà destinato a questo genere di abitazione e da fornire a giovani coppie, single, famiglie, studenti, ecc...











Sarà costruita con pannelli X-Lam e farà parte delle nuove "Social Housing", cioè abitazioni di ottima qualità, performanti, ma con costi contenuti (ca. 600-800 €/mq)
Avrà 112 appartamenti da 50 a 100 mq e sul tetto ci saranno una palestra ed un percorso per il jogging.
Il riscaldamento e l'acqua dei sanitari, saranno ricavati dall'autonomo impianto fotovoltaico.
Altra probabile caratteristica, i vetri delle finestre "autopulenti" quelli cioè che consentono tale funzione, grazie all'azione combinata di due elementi naturali: la luce del sole e la pioggia!
Cosa sono i vetri autopulenti?
Approfondisci l'argomento cliccando qui: http://www.locaserve.com/blog/materiali-autopulenti-cosa-sono
Volendo, queste finestre, possono essere abbinate ad altre funzioni del vetro, come l'isolamento acustico e termico, di sicurezza, ecc... portando così all'eliminazione delle zone fredde, a poter fare a meno dei termosifoni nelle loro prossimità, contribuendo così all'abbassamento di Co2.

Sarebbe anche auspicabile che alcuni appartamenti fossero attrezzati con applicazioni di domotica, permettendo anche a persone diversamente abili un'agevole vita domestica. La domotica infatti può essere applicata alle aperture per l'esterno, come tapparelle, porte, ecc... oppure ai sistemi di sicurezza, antincendio ed effrazione, agli apparecchi domestici.  Per maggiori informazioni vi rimandiamo a questo post: http://www.locaserve.com/blog/la-prima-casa-domotica-persone-diversamente-abili

Infine, seppure con un costo maggiore, le pitture delle pareti possono essere fatte con vernici ecologiche.
Questo consentirebbe la traspirazione delle pareti che dovrebbero agire da filtro per l'umidità esterna eliminando prodotti inquinanti che producono alte quantità di rifiuti tossici, spesso dispersi nell'ambiente per l'incuria delle micro aziende dedite a questi lavori. Leggete qui: http://www.locaserve.com/blog/le-vernici-ecologiche-cosa-sono-vantaggi

Bene, speriamo che questo possa essere l'inizio di un "buon vivere"! 



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sabato 11 maggio 2013

IL "conto termico" o il "Green Deal"?

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Il ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico hanno fatto nascere il “conto termico” che motiva un interesse nelle operazioni di detrazione-rimborso negli edifici.
La proposta convalidata anche da Legambiente, cerca di fare il punto sulle direttive in materia di efficienza, con soluzioni per una riqualificazione del patrimonio edilizio italiano.







Questo significa che nel calcolo del “conto termico” potrà essere considerata la produzione di energia elettrica creata da impianti tipo fotovoltaico, caldaie a pellettes, pompe di calore, ecc. Valutando le rese dell’impianto, i limiti di emissione e la fascia climatica, e altri parametri equivalenti, sarà possibile premiare gli impianti a maggiore rendimento.
L’incentivo ministeriale dovrebbe rimborsare sino a circa il 40% delle spese sostenute.


Ma analizziamo più a fondo!
Dal 1998 sono state introdotte detrazioni fiscali del 36-41% per le ristrutturazione edili con interventi su quasi 6 milioni di abitazioni, senza però alcun vincolo di tipo energetico.
Successivamente si è incentivato gli interventi di recupero energetico con detrazioni al 55%; questi hanno motivato circa 2 milioni di interventi tra sostituzione di infissi, caldaie, pannelli solari termici, pompe di calore.

Ma questi incentivi scadono a giugno 2013 e non sono risparmi reali, in quanto presuppongono redditi da detrarre, con difficoltà per le famiglie, in un periodo di recessione a ottenere finanziamenti.
Quindi queste leggi, pur avendo riscosso grande interesse, non hanno risolto il problema!


Una soluzione potrebbe arrivare da Legambiente e AzzeroCo2 con l’intervento diffuso delle Energy Service Company (ESCo), che investono in proprio e recuperano l’investimento con il risparmio realizzato in bolletta.
Ma perché questo meccanismo virtuoso possa diffondersi occorrono nuovi strumenti e un fondo di garanzia per il credito alle imprese.

Il modello da seguire è quello già introdotto nel Regno Unito, il Green Deal, che permette la realizzazione d’interventi senza alcuna spesa per le famiglie, perchè i costi saranno interamente coperti dal risparmio ottenuto.
Secondo i calcoli, per chi abita in condominio, la riduzione delle bollette di riscaldamento sarebbe circa del 50%, entro un massimo di 11 anni, pari ad una cifra di 800 – 1300 € anno. 

Senza dimenticare che l’intervento, calcolato su 200 mila alloggi all’anno (circa 14mila condomini), metterebbe in moto investimenti per circa 3 miliardi di euro, creando forse 120 mila nuovi posti di lavoro nel periodo 2014-2020.

Speriamo che il nuovo governo riesca (decida) ad affrontare anche questo tema.



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martedì 7 maggio 2013

Una soluzione per l’economia: la ristrutturazione

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L’accesso al credito è fermo e ciò ha contribuito al blocco dell’edilizia.
"Finalmente" dovrei dire!
No, no... non sono pazzo ad affermare queste cose.
Lo dico solamente considerando come si è costruito, dovunque, male e troppo.  
Quindi, mi ripeto, finalmente!







Purtroppo questa situazione ha fermato tanti settori, come i produttori di laterizi, di sanitari, di finestre, di arredi, ecc. che a loro volta hanno fermato le aziende primarie e così via, in cascata.
Il governo in carica si è preoccupato del problema legiferando per uno sgravio fiscale del 50% sulle opere edili e per favorire il recupero energetico.
Ma questa legge (o la difficoltà di far quadrare i conti) non ha tenuto conto del periodo di contribuzione troppo lungo e del valore Irap troppo basso; quindi con dei minimi risultati.

E allora cosa fare per rilanciare l’economia?
Un’idea, peraltro applicata con successo sin dai tempi del fascismo, potrebbe avvenire con la ristrutturazione delle nostre città.
E di bisogno ce ne sarebbe veramente molto!
Pensiamo a Napoli, a Genova, a Firenze, ai tutti i nostri centri storici, certamente difficili da mantenere, ma che oggi sono in un notevole stato di degrado, nelle case, nelle strade, nelle opere fognarie e nelle reti primarie di servizio.
Quanto si rivalorizzerebbe il patrimonio delle nostre città!
Certamente vanno trovate le risorse per intraprendere un percorso a così lungo termine, ma questo progetto porterebbe una quantità di lavoro talmente grande da coinvolgere migliaia di aziende per tanti, tanti anni.
Il problema sta nel reperire denaro?
Si, ma solo per l’avvio, in quanto a seguire, sarebbero gli stessi soldi a finanziare i successivi e tutto il sistema ne godrebbe.
Il problema sta nel raccogliere i primi stanziamenti? 
Bene potrebbero essere promossi in maniera…..allettante e perché non farlo con il 50% di sgravio fiscale, magari in due anni... E perché non incentivarlo ulteriormente?

Sicuramente il mio è e vuole essere solo un messaggio e la superficialità non è mai opportuna, ma ritengo questa idea una potenziale opportunità che i nostri tecnici, saggi e politici dovrebbero esaminare per farci tornare…. un bel sorriso.
Meglio se velocemente!  


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venerdì 26 aprile 2013

Stimolare le risorse umane

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Sul Giornale "La Stampa" lo scorso 21 Aprile 2013, è stato pubblicato dalla giornalista Stefania Marra, un articolo dedicato ad una ditta ben conosciuta dai falegnami: la "Renner Italia".

















In questi tempi di crisi, quando si parla di tagli e risparmi, viene naturale preoccuparsi.
Ma non è sempre così, come dimostra l'esempio della Renner Italia, azienda che produce vernici per legno con sede a Minerbio, in provincia di Bologna.
Anche in virtù dei risparmi ottenuti nei consumi energetici, tutti i duecento dipendenti hanno ricevuto un bonus di duemila euro lordi. In pratica uno stipendio in più.
Questo importante traguardo è il risultato di un accordo stipulato lo scorso anno tra azienda e sindacato in occasione del rinnovo del contratto.
"Obiettivo comune era l'ottimizzazione dei costi, spiega Marco Grandi, sindacalista della Filctem-Cgil, è stato
così individuato un pacchetto di spese su cui si poteva incidere, legate agli oneri per energia elettrica, gas, acqua e per lo smaltimento dei rifiuti. Spese che per un azienda chimica sono importanti".
Notevoli risultati ottenuti con un taglio del 7,5% su una "bolletta" complessiva di 1,5 milioni di euro nel 2011: la metà della cifra risparmiata è andata alla Renner e l'altra metà ai dipendenti.
Già tre anni fa un primo accordo aveva previsto che i dipendenti partecipassero per il 15% agli utili; "quello stipulato nel 2012 è però una sorta di apripista in tema di risparmio energetico" sottolinea Grandi.
Per ora la Renner è l'unica impresa del territorio ad aver sottoscritto un'intesa simile. E a Gennaio l'azienda di Minerbio ha ricevuto il premio Impresa Ambiente, conferito dal ministero dell'ambiente e da Asset - Camera di commercio di Roma alle imprese che si distinguono nel campo della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale.
"E' un riconoscimento che va alla visione strategica e al sistema di gestione Renner Italia" dice Giuseppe Tripaldi, direttore di Asset.
Le cifre parlano chiaro: a fronte della crisi generalizzata, Renner ha assunto una trentina di giovani negli ultimi due anni (sono previste altre 5 assunzioni nel 2013). Ha quasi quadruplicato gli utili rispetto allo scorso anno, raggiungendo quota 1,95 milioni. E il fatturato è cresciuto del 10,3%.
Traguardi che abbinati ai risparmi, hanno regalato ai dipendenti quella che l'amministratore delegato Lindo Aldrovandi definisce "una quindicesima mensilità".
"il risparmio energetico e le buone pratiche aziendali, spiega l'ad, sono idee con cui difendiamo il potere d'acquisto delle famiglie in un momento difficile del paese. Due progetti alla cui realizzazione hanno contribuito tutti".

Approfittiamo dell'occasione per fare i nostri complimenti alla Renner per questa ottima iniziativa che, anche noi, consigliamo ai nostri clienti (anche in forme di semplici premi ad obiettivo) come forma di investimento sulle proprie risorse.

Coraggio imprenditori!



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venerdì 12 aprile 2013

Il legno, un dono geniale della natura

 Ringraziamo i nostri amici danesi della http://www.trae.dk/ per la realizzazione di questo interessantissimo video e la Federlegnoarredo per la traduzione nella lingua italiana. 
Clicca sull'immagine per vedere il video.


Siete stufi? Stufi di sentire che tutto andrà a rotoli?
Come finirà con CO2, effetto serra, inondazioni, siccità, fame, esaurimento di risorse naturali, montagne di rifiuti e questo inferno di materiali inquinanti?
Beh niente paura la soluzione c'è......IL LEGNO...... proprio così!
Gli alberi ed i prodotti in legno sono il futuro.
Il legno è la materia prima più ecologica che ci sia sulla terra. Ecco perché usarlo!
Alberi e foreste sono una fonte di materia prima che cresce ogni anno e sono molto più belli delle miniere di carbone e delle piattaforme petrolifere.

Vi chiederete: "Non è un errore abbattere gli alberi?"
Noooooo.... Per fortuna va benissimo!

Quasi tutte le foreste europee sono gestite proprio per produrre legno per il settore manifatturiero ed una volta abbattuti gli alberi ne vengono subito piantati degli altri. Inoltre le aree forestali europee sono in espansione e crescono di circa 500 km² ogni anno.
I prodotti del legno rendono anche il clima più sano perché gli alberi assorbono la CO2 dall'aria e quindi la trattengono nei tronchi e quindi nei prodotti di legno.

Ogni volta che utilizziamo il legno per costruire case, ponti, mobili ed auto, si riduce quindi l'effetto serra e anche quando eliminate i prodotti in legno i vantaggi non mancano.
Bruciateli! Il legno conserva energia e bruciandolo emetterà la stessa CO2 che l'albero ha utilizzato per crescere.

Sostituendo carbone, petrolio e gas con il legno, si evitano le emissioni di CO2 e si evitano i rifiuti.
Ecco perché il legno è la materia prima più ecologica della terra; una risorsa che cresce e produce energia pulita anziché rifiuti. Non si può di certo dire lo stesso per metallo, plastica, cemento, carbone, petrolio e gas, giusto?
E allora, usate il legno! E' Fantastico...proprio un dono geniale della natura.


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domenica 7 aprile 2013

Cosa è LA CASA PASSIVA


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Noi lavoriamo solo con falegnamerie nelle quali si producono mobili, cucine, finestre, porte e quant’altro collegato al mondo della casa e dell’edilizia e molto spesso sentiamo parlare di case passive, bioedilizia, case in legno, ecologia, recuperi energetici, risorse naturali, energie rinnovabili, etc. Altrettanto spesso abbiamo la sensazione che se ne faccia un gran guazzabuglio, perché non c’è molta conoscenza del tema e si collegano tutti gli argomenti con estrema facilità.


Proviamo a fare un po' di chiarezza:

1 Casa passiva 
I primi prototipi di edifici risalgono alla Svezia degli anni '80 anche se le prime vere sperimentazioni sono state fatte in Germania, a Darmstadt, negli anno ’90, dove la “Passivhaus” era caratterizzata da un involucro termico particolarmente efficiente e tale da mantenere il confort interno senza sistema di climatizzazione.
Oggi ammettiamo che chi ha cominciato a leggere di case passive, starà pensando che la sua prossima casa sarà proprio una Casa Passiva.     O passiva o niente!
Perchè?     Perché in qualsiasi progettazione, per vari motivi, si accettano compromessi: se progettiamo una casa passiva, questo non può accadere, perché la qualità è inderogabile.
I 5 principi progettuali per costruire una Casa Passiva sono:
- buona coibentazione
- buona serramentistica
- ventilazione con recupero del calore
- ermeticità all’aria
- assenza di ponti termici  (sono ponti termici gli angoli, i terrazzi , gli infissi e i pilastri.  Il ponte termico è tra i principali responsabili delle perdite di calore, perché provoca scambi di temperatura: d'inverno conduce calore dall'interno verso l'esterno, d'estate dall'esterno all'interno)…sembra facile, ma non è neppure così difficile!

2 Energie rinnovabili 
Quando si parla di energia c’è sempre chi non crede nelle energie rinnovabili o pensa che possano solo servire "da contorno", ma se vogliamo continuare a consumare/sprecare come siamo da sempre abituati.… allora non ci basterebbe un pianeta di scorta! E pensare che il risparmio energetico è una fonte di energia enorme, pressoché illimitata e scarsamente sfruttata, così come la bassa sensibilità a quest’utilizzo.
Allora mi chiedo:
- non siamo capaci di progettare abitazioni senza impianti di riscaldamento tradizionali?
- non siamo capaci di progettare la coibentazione contro il caldo e sogniamo l’acquisto del condizionatore?
Quindi è colpa nostra, non delle fonti di energia rinnovabile che non ci bastano mai!

3 La cogenerazione
Nelle case abbiamo bisogno sia di calore che di energia, o mi sbaglio?
Pensate che anche nelle più avanzate centrali a gas o a carbone il 45 - 60 % di energia è dispersa come calore-scarto non utilizzato. Ma è possibile ottenere una produzione combinata di calore ed energia? Sarebbe uno dei modi più efficaci per generare sul posto, con fonti di energia primaria come il gas naturale, contemporaneamente energia elettrica e calore! Questo sistema è definito “cogenerazione”
Gli impianti attuali di cogenerazione hanno raggiunto un’altissima efficienza, fino al 90 % con netta  riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
La combustione aziona un motore che è collegato ad un generatore elettrico (come l’alternatore delle nostre auto) e in questo processo, il rifiuto, cioè il calore, tramite scambiatori, diventa riscaldamento e acqua calda.
Anche per la casa esistono sistemi di cogenerazione che vengono installati in sostituzione di un riscaldatore tradizionale.
Un esempio:  La caldaia “eVita” di Remeha (link 2)  è una caldaia pensile a gas con potenza elettrica di 1 kW. Con il modulo a condensazione integrato ha una capacità di riscaldare fino a 25 kW, consentendo la riduzione della bolletta elettrica e l’immissione nella rete pubblica dell’esubero di energia elettrica.
Una considerazione:  In Germania gli impianti di cogenerazione sono sovvenzionati con circa 1.500€.

Allego un gradevole intervento di Paola Contini 
In dieci anni il prezzo del gas è aumentato del 69%.   Oggi stiamo impostando la nostra politica energetica per i prossimi anni ed investiamo le poche risorse pubbliche per il futuro.
...e arriva un governo di tecnici…
…e imposta tutto su gas e petrolio…
Qualsiasi uomo, non troppo vecchio per capire, guarderebbe alle tecnologie già conosciute e si chiederebbe: quale sarà lo sviluppo futuro?
Gli Stati Uniti che sono ritenuti tecnologicamente avanzati, anche se parliamo di pochi anni di distanza, …. hanno mandato una navicella su Marte…
...lassù c’è forse un gasdotto libico che la alimenta?
…hanno una prolunga lunga lunga?
…..a chi pagano la bolletta?
Ma queste tecnologie sono sconosciute o inapplicabili sulla Terra?
...o sono perfettamente conosciute ed a disposizione di tutti?
Abbiamo dei governi che stanno facendo delle scelte e mi sembra giusto che i veri Tecnici intervengano per spiegare che queste politiche non sono del secolo scorso.… ma di due secoli fa’!
Adesso, se facessimo una vera politica energetica, dovremmo pensare a non comprare più combustibili fossili … e allora cosa faranno coloro che hanno le tecnologie quando noi avremo costruito i gassificatori e i pozzi di petrolio?
Semplice: metteranno sul mercato le tecnologie di cui sono in possesso e annulleranno tutti i nostri investimenti con una sonora risata.
All’idea che ci siano tanti italiani a pensare ad una prolunga lunga lunga ……………stiamo sorridendo anche noi, amaramente! Vediamo un po' cosa faremo con questi “Saggi”…



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