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lunedì 18 dicembre 2017
giovedì 15 giugno 2017
domenica 8 gennaio 2017
LA TEORIA DELLE FINESTRE ROTTE (del professor Philip Zimbardo)
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E diceva questo...
se rompiamo una finestra è probabile che ne rompiamo anche un’altra.
Se le finestre rotte sono due è probabile che ne rompiamo anche una terza.
Se la prima finestra viene riparata, il processo si ferma.
Ciò vuol dire che le persone tendono ad adeguarsi e a preferire situazioni o luoghi o altre persone a loro simili e, se impossibilitati a scegliere, tendono a cambiare per uniformarsi.
Creare un ambiente con “finestre rotte” porta a distruggere ciò che ci circonda mentre, se l’ambiente è ben curato, tutti lo cureranno sempre più.
ORA CHE ABBIAMO SORRISO …..… pensiamo al posto nel quale lavoriamo!
La nostra riflessione ...
Si dice che guadagnare è difficile e ci lamentiamo con la “grande distribuzione” che fa prezzi bassi e per noi irraggiungibili, perché il mercato richiede buona qualità e prezzi contenuti ….Però dobbiamo riflettere su come va il mondo!
Perché se il mercato cambia, siamo noi che dobbiamo ad adeguarci alle sue necessità e non viceversa.
Lo sappiamo, lo diciamo, ma poi …. mille difficoltà!
E c’è solo una soluzione:
AUTOMATIZZARE I PROCESSI
GUADAGNARE PER POTER INVESTIRE
quindi ….
RIVEDERE I SISTEMI ORGANIZZATIVI
PIANIFICARE I PROCESSI DI LAVORAZIONE
PORTARE L’AZIENDA IN UTILI
INVESTIRE PER AUTOMATIZZARE
GESTIRE I PROCESSI DI LAVORAZIONE
La crescita senza imprenditoria non sarà mai gratificante!
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lunedì 4 luglio 2016
IL CAMBIAMENTO NELLA PICCOLA FALEGNAMERIA …. da 3 persone in poi!
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Ciò perché, come capitò con l’avvento dei “centri di lavoro” nell’arredamento o degli “angoli” nel caso delle finestre, la produzione sarà sempre più personalizzata, frammentata e variegata e richiederà non solo flessibilità, ma soprattutto un significativo contenimento dei costi.
E allora?
Il nostro lavoro e la nostra esperienza (siamo stati tra i primi in Italia a credere sulla lavorazione “a commessa”) ci portano a evolvere la nostra clientela verso la lavorazione in “isole produttive” con lo scopo non solo di ridurre i continui rimaneggiamenti e spostamenti di uomini e materiali, ma principalmente per ottimizzare i cicli operativi.
Solo così sarà possibile controllare la lavorazione e rispettare i costi previsti per ogni fase.
Arrivare a questo ambizioso traguardo richiede però una forte crescita culturale delle persone in azienda e che si può riassumere in 3 importanti passaggi.
Passo 1: informatizzare l’ufficio
Prima di tutto si devono creare i presupposti per poter lavorare in maniera sistematica, con organizzazione, pianificando e sviluppando distinte trasmettibili alle varie “isole”.
Spostare alcuni compiti dai reparti all’ufficio (programmazione a CNC) serve a creare un archivio dati con il quale un tecnico potrà applicare un metodo che dia, preventivamente, e con certezza, il costo di produzione (costo di lavorazione + costi di materiali) e quello di vendita relativamente all’oggetto da lavorare.
L’utilizzo di sistemi CAD/CAM rende la preparazione più efficiente, riduce i lavori manuali ed i tempi di passaggio, perchè per tutti gli elementi sono disponibili tutte le informazioni necessarie alla lavorazione – elenchi di taglio, etichette, programmi CNC, disegni, ecc.
Inoltre, se così viene fatto, si evitano errori e le inevitabili richieste di chiarimento.
Passo 2: collegare ufficio e lavorazione
Spostando la programmazione in ufficio tecnico, si aumentano le capacità produttiva delle macchine, ma ciò richiede adeguati sistemi di comunicazione.
La messa in rete semplifica i cicli di lavoro: i programmi fatti e riportati sul server possono generarne di nuovi o modificarli e, utilizzando etichette bar code, si possono caricare (o verificare) i programmi inviati alle macchine, semplificando ulteriormente altre fasi di lavorazione.
Con questi collegamenti sarà possibile ed in tempo reale, informare l’ufficio dei dati necessari ed importanti alla gestione della lavorazione ed utili a verificarne tempi e costi.
Passo 3: ottimizzare i processi
Nei prossimi anni la produzione verrà organizzata sempre di più mediante software.
Dalla pianificazione degli ordini al controllo, fino all’organizzazione di quantità ed alla preparazione degli ordini e la loro spedizione e, cosa importante, tutto sarà gestibile da un personale tecnico.
Un laboratorio posto in rete normalmente richiede meno personale e, importante, ne cambia la qualifica.
Il nostro sistema
Il nostro ufficio offre soluzioni ingegneristiche e collegate ai software per la “produzione in rete“ con una consulenza a 360°.
Spesso aiutiamo i nostri clienti ad essere più efficienti e a trasformare la produzione passo per passo verso la “Smart Production“.
E’ vero che ogni azienda è diversa, ma con i nostri esperti garantiamo una consulenza ed un’assistenza individuale.
Lo abbiamo fatto da sempre e con buon successo, soprattutto nelle piccole aziende dove la notevole varietà dei prodotti e l’alta flessibilità richiedono particolari accorgimenti, sempre più collegati ad un costo concorrenziale.
mercoledì 22 giugno 2016
Le piccole falegnamerie …. 3° di 3 post
Ci siamo lasciati dicendo …. come si possono ottenere risultati importanti!
Niente è facile e le cose richiedono anche un po’ di tempo, però è possibile raggiungere importanti risultati.
Sempre se le piccole aziende …. diventano grandi!
Si, proprio così, perché è principalmente una questione di metodo. Ed il metodo è sempre lo stesso, qualunque cosa si produca e oltre la dimensione.
Innanzitutto deve essere ripensata la falegnameria che dovrà essere PERSONALIZZATA, COME LE ESIGENZE DELLA SUA CLIENTELA!
Ben sappiamo che il mercato richiede un’estrema personalizzazione, quindi se valutiamo
la storia del mercato, noteremo che:
UNA VOLTA ERA PRODUZIONE DI MASSA
POI VENNERO LE MODIFICHE ANNI ‘70
QUINDI NACQUE LA PRODUZIONE FLESSIBILE
OGGI DOBBIAMO AVERE
> la massima soddisfazione del cliente
> il prezzo di vendita opportuno
quindi:
> le attrezzature devono essere flessibili e collegate in rete
> i cicli di produzione brevissimi
> pochi operatori svolgono più lavori contemporanei
> la conoscenza viene diffusa nel gruppo di lavoro
> l’imprenditorialità è diffusa e di più larghe visioni
ciò permette
> il giusto profitto per il quale si lavora
Quindi, anche se la tecnica e la tecnologia aiutano, la falegnameria personalizzata, flessibile, produttiva ed economicamente positiva si forma solo con un’esatta ed accurata gestione.
Ciò porta a:
1 rivedere il layout per eliminare le improduttività
- definendo i cicli di lavorazione più idonei
- ottimizzando gli spazi
- semplificando le movimentazioni
- definendo le mansioni del personale
- prevedendo futuri ampliamenti
- ricercando le attrezzature più idonee alle necessità
- verificando gli ammortamenti
2 analizzare tempi e metodi per ridurre i costi di lavorazione
- eliminando operazioni superflue, recuperando economicità
- migliorando l'utilizzo delle risorse (uomini e macchinari)
Impostare un sistema di programmazione e analisi dei costi perché l’azienda si fonda sugli utili e la rende forte e propositiva.
Dal controllo dei costi si può gestire la lavorazione, mantenendo gli utili prefissati.
3 controllo dei costi di produzione
- la composizione dei centri di costo collegata ai dati di bilancio e ai tempi di
lavorazione, definisce il costo orario.
4 fabbisogno economico
- il controllo del fatturato periodico semplifica le procedure di messa in lavorazione
e conferisce certezza di risultato.
Infine una grande cosa per chi produce “su misura”: lo sviluppo di un preventivo!
5 con specifici software, anche in 3D, debitamente compilati, è calcolabile il costo di produzione per ogni articolo.
Quindi il valore non sarà più costruito, ma reso da calcoli matematici, quindi utilizzabile anche per forme preventive.
- la progettazione unita ai cicli operativi e ai tempi previsti fornisce un valore di
riferimento per il costo di lavorazione
- la definizione del punto di pareggio, assieme all’organizzazione della lavorazione,
rende possibile predefinire gli utili.
L’ottimizzazione potenziale delle piccole aziende, ricche di spirito imprenditoriale, umili e capaci sia di pensiero strategico che di esecuzione, può trasformarsi in attività ben remunerativa.
E, come diceva un mio maestro 40 anni fa …. se oggi fai crescere le piccole, domani ne avrai tante grandi!
venerdì 10 giugno 2016
Le piccole falegnamerie …. 2° di 3 post

Ci siamo lasciati dicendo che …. le cose sembrano semplici, ma seppure non sia così….lo possono diventare!
Bene vediamo in 4 punti fondamentali, come si possono ottenere risultati importanti.
1° bisogna diventare un po’ più venditori
(non si può fare tutto, ma, sapendolo presentare, si può vendere)
2° bisogna saper fare bene i conti ed i preventivi
(conoscere i costi di produzione – quindi saper simulare i cicli operativi – avere e saper utilizzare un adeguato software per la progettazione e la preventivazione)
3° bisogna saper gestire l’azienda, sia nei costi che nella lavorazione
(gestire metodi e tempi per ogni fase di lavoro e, principalmente, rispettarli durante la lavorazione)
4° bisogna avere una mente elastica, conoscenze e larghe vedute
(avere la curiosità ed il tempo per partecipare a fiere del settore, conoscere strumenti e materiali alternativi, saperli proporre al cliente)
5° bisogna avere non solo fornitori, ma partners
(per il fornitore siamo un cliente, per il partner uno stretto collaboratore con il quale dividere difficoltà e successi)
Tutto questo sviluppa un sistema che rende la “piccola falegnameria” gestita, così come viene fatto nelle grandi dimensioni di azienda.
Se tutti i punti sono importanti, quelli fondamentali sono il 2°, il 3° ed il 4°.
Esaminiamo i motivi di questa affermazione:
punto 2°
specialmente per coloro che lavorano “su commessa” è fondamentale la conoscenza dei propri costi, infatti, molto spesso ci troviamo a parlare di “piano dei costi analitico” come se fosse una cosa nebulosa e che ognuno fa a modo proprio.
Eppure non è difficile. Ma non basta.
Una volta creato si debbono conoscere i cicli produttivi e, pure in maniera orientativa, alcuni tempi di riferimento. Ciò allo scopo di individuare un ciclo di lavoro tra le varie macchine, quasi lo si facesse.
Con questo noto si debbono includere le movimentazioni, gli attrezzaggi, ecc. anche se improduttivi.
Non trascurabile la scelta e l’acquisto di un software (importante sia per la praticità che per la risultanza) che permetta la progettazione del mobile tramite un sistema di disegno e che caricato dei dati di riferimento (materiali, costi, tempi, ecc.) estrapoli i valori da preventivare.
Di questi oggi se ne trovano molti, ma la bravura di chi si interessa deve essere nell’individuare …. quello giusto!
Però, trovato, abbiamo fatto una grande cosa.
punto 3°
gestire tempi e metodi per ogni fase di lavoro è di per se cosa complessa e, farli rispettare durante tutta la lavorazione è ancora più difficile.
Nelle piccole aziende capitano spesso motivi d’interruzione (rappresentanti, clienti, fornitori, pagamenti in banca, ecc.) ed è facile distrarsi da ciò che si stava facendo.
Spesso, si dice, si recupera facendo un’ora in più la sera! O al sabato mattina!
Cosa sbagliatissima. Ciò che si è perso non si recupera più.
Ma allora che fare se viene qualcuno in azienda?
Semplice (non è vero, è difficile ma deve essere fatto), ci si organizza diversamente, si fissano appuntamenti in data prestabilita, si dedica qualcuno a ricevere fornitori e clienti (che mai devono andarsene scontenti!) ecc. ecc.
Ma quando si lavora….si lavora!
E se abbiamo un dipendente ancora più, sempre da tenere presente che
Quindi mai distogliersi, perché è una cosa essenziale al mantenimento dei tempi previsti, quindi, in poche parole, del nostro utile!
punto 4°
la piccola falegnameria ha molti punti a sfavore, principalmente l’informazione, o meglio, il tempo per poter avere informazioni.
Spesso sono i rappresentanti che portano notizie, farebbe parte del loro mestiere …. magari un po’ condizionato dalle aziende rappresentate, ma sarebbe una giusta professionalità.
Però è innegabile che i molteplici interessi che riguardano coloro che fanno arredamenti completi coinvolge l’informazione su tantissimi punti: i materiali, i semilavorati, le colle, le vernici, la ferramenta, gli accessori e tute le loro alternative!
Costi, qualità, variabilità, fornitori, …. acquisto di prodotti finiti presso altre aziende (finestre di legno, legno alluminio, di pvc …. porte per interni, blindati e chissà quanto altro ancora).
Poi non parliamo di attrezzature, utensili, movimentazioni, macchinari e tutte le loro evoluzioni!
Ce ne sarebbe per farlo a tempo pieno.
Però avere la curiosità ed il tempo per questi aspetti, vuol dire conoscere alternative e ciò porta a saperli proporre alla clientela; cosa che altri non possono fare perché non hanno il tempo!
Quindi trovare il tempo per la propria informazione è importante (quale investimento personale che fa l’azienda) per avere una mente elastica e larghe vedute.
Una banalità: tutti conoscono le colle poliuretaniche, ma quanti espongono al loro cliente l’indispensabilità di usarle nei mobili da cucina, da bagno o da esterno?
E se anche costano un po’ di più, quanti si domandano con quale margine le possono vendere?
Quanti si domandano l’importanza della qualità che possono dare al cliente?
E, ultima cosa per il momento, quanti si domandano quanto tempo abbiamo risparmiato in quella fase grazie all’essicazione immediata?
Nel prossimo Post Vi diremo un’altra piccola cosa!
martedì 17 maggio 2016
Le piccole falegnamerie …. 1° di 3 post
In Italia ci sono migliaia di medio piccole falegnamerie, aziende che producono un po’ di tutto, dai mobili alle finestre, alle porte e tutto “su misura”!
Dare questo servizio implica la conoscenza dei materiali, notevoli esperienze produttive, estro creativo e tanto …. sacrificio!
Per queste aziende la produttività e l’efficienza sono caratteristiche quasi istintive, ma impegno e buona volontà oramai non bastano più.
I tempi cambiano e quei punti di successo, tipici dell’estro e della imprenditorialità, oggi non bastano più e non basta acquistare macchine per cambiare, adesso serve lavorare con nuovi metodi …e quindi, ancora una volta, bisogna ripensare l’azienda!
E allora come dovrà essere la falegnameria?
Semplicemente PERSONALIZZATA, COME LE ESIGENZE CHIESTE DALLA CLIENTELA!
Oggi tecnologia e tecnica (ed un po’ di commerciale) possono rendere più facili i cambiamenti. E se di metodi nuovi si parla, quali sono le soluzioni possibili? Esaminiamo un po’:
Arredamento
a i mobilifici ed i rivenditori di mobili sono praticamente scomparsi in ogni regione d’Italia e i rimasti lavorano solo per la grande distribuzione (Ikea, Mercatone, ecc.).
Unici sopravvissuti del settore sono gli arredatori.
L’arredatore sa fare un po’ di tutto: cucina, camera, bagno, porte ecc.
b la clientela si rivolge spesso alla grande distribuzione per proposte visibili a proprio gusto, con costi contenuti ed un’ampia gamma di arredi, talora di media e scarsa qualità, ma sempre suggeriti da personale competente e convincente.
In questo caso, la personalizzazione si basa sul 95% di standard (anche se non si dice, ma è così perché il prezzo non giustificherebbe alternative) ed il 5% non “su misura” ma adattato o convincemente eluso.
Solo gli arredatori possono proporre soluzioni al 100% personalizzate e volendo di alta qualità.
c chi ammoderna un ambiente se non tutta la casa, si trova spesso a che fare con i costi sempre più elevati. E qui la grande distribuzione la fa da padrona!
Gli arredatori devono imparare non a competere, bensì a dare a costo ragionevole qualità e servizio superiori.
Pensiamo che da Ikea il trasporto ed il montaggio hanno costi alti e poi, se il muro è fuori squadra … te lo tieni!
d se la grande distribuzione ha costi contenuti (ed è così) gli arredatori debbono imparare a …. costare il giusto!
Ma giusto non è fare “carte false”, ma imparare a gestire i proprio costi, visto che il mercato non è più disponibile a particolari ricarichi e gli utili vanno trovati all’interno della propria azienda!
Porte e finestre
e è un discorso più particolare in quanto, mentre la porta fa spesso parte dell’arredo, la finestra è un oggetto tecnico e che non coinvolge solo il gusto, anzi!
I clienti sono sempre più, giustamente, preparati.
f oggi si trovano porte di ogni tipo, tamburate, a profilo, con vetri, ecc., rivestite con carte melaminiche, verniciate, laccate…ecc. tutto sommato a buon mercato.
Spesso e seppure personalizzate, vengono consegnate in brevissimo tempo.
Anche i costi d’acquisto non incidono particolarmente sul totale dell’investimento.
Che siano acquistate (e sarebbe ragionevole nell’economicità d’impresa) o meno, gli arredatori possono plagiarsene ed includerle nella fornitura.
Spesso soddisfacendo il cliente con un’unica fornitura e responsabilità.
g non è la stessa cosa per le finestre che richiede caratteristiche tecniche superiori, sia sulla zona climatica, l’esposizione, la rumorosità, e via dicendo.
Pur sempre nell’ottica di fornire servizio e di essere unico responsabile, se non produttore, l’arredatore può dire la sua, suggerendo un prodotto consono e tecnicamente opportuno.
Alla luce di questo piccolo e superficiale esame, si evidenziano quattro punti importanti
per la falegnameria:
1 saper tranquillizzare e soddisfare il cliente con argomentazioni diverse dalla grande distribuzione e, senza dubbio, più tecniche.
2 comprendere cosa vuole il cliente e la sua disponibilità economica.
3 saper fare un giusto preventivo, cosa non semplice visto che parliamo di forniture “su misura”
4 e se il cliente ci da conferma …. saper contenere i costi di lavorazione!
Così detto le cose sembrano semplici, ma seppure non sia così….lo possono diventare!
Nel prossimo Post Vi diremo la nostra!
giovedì 6 giugno 2013
DETRAZIONI FISCALI 2013 - Ristrutturazione casa e mobili
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Tutti i bonus casa subito in vigore: la guida completa agli incentivi con le nuove scadenze
Tutti i bonus casa subito in vigore. E' in Gazzetta Ufficiale il decreto che proroga dal 30 giugno al 31 dicembre l'incentivo fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie; proroga e rafforza dal 55% al 65% gli interventi di efficientamento energetico; introduce fino a a fine 2013 un bonus del 50% sull'acquisto di mobili collegato a ristrutturazioni.
Fin da domani sarà dunque possibile accedere a tutti i bonus. A tutte le novità Il Sole 24 Ore in edicola oggi dedica una guida pratica di quattro pagine da conservare: il testo e l'analisi delle norme, le scadenze aggiornate, le indicazioni sulle procedure per accedere ai bonus senza problemi, i commenti e consigli degli esperti, le risposte alle domande più frequenti.
Decreto debiti PA
Dopo l'approvazione definitiva alla Camera - all'unanimità – del decreto pagamenti, lo sblocco dei crediti vantati dalle imprese verso la Pa entra in fase operativa. In attesa che si sciolga il nodo della compensazione fra crediti e debiti fiscali (cartelle già emesse), dopo la pubblicazione della regolamentazione in Gazzetta Ufficiale, Regioni, Province e Comuni potranno liberare risorse finanziarie fino a 40 miliardi entro il 2013 (prima tranche di un monte stimato in oltre 90 miliardi). Sul Sole 24 Ore di giovedì 6 giugno gli ultimi dettagli sul provvedimento e un crono-programma con tutte le scadenze utili per enti locali e imprese da ora al 31 dicembre.
Le regole per i bonus del 65% e del 50% in edilizia
Riportiamo il testo degli articoli del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 130 del 5 giugno, «Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale») che dispongono il bonus del 65% e la proroga del 50% per le ristrutturazioni edilizie.
Articolo 14
Detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, e successive modificazioni, si applicano nella misura del 65 per cento anche alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 31 dicembre 2013, con
l'esclusione delle spese per gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia nonché delle spese per la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di
calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.
2. La detrazione spettante ai sensi del comma 1 si applica nella misura del 65 per cento alle spese sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto al 30 giugno 2014 per interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali di cui agli articoli 1117 e 1117-bis del codice civile o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.
3. La detrazione spettante ai sensi del presente articolo è ripartita in dieci quote annuali di pari importo. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 24, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, e all'articolo 29, comma 6, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
Articolo 15
Detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione ed efficienza energetica
1. Nelle more della definizione di misure ed incentivi selettivi di carattere strutturale, finalizzati a favorire la realizzazione di interventi per il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, nonché per l'incremento del rendimento energetico degli
stessi, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 14 e 16.
Articolo 16
Proroga delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili
1. All'articolo 11, comma 1, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, le parole: «30 giugno 2013» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2013».
2. Ai contribuenti che fruiscono della detrazione di cui al comma 1 è altresì riconosciuta una detrazione dall'imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delle ulteriori spese documentate per l'acquisto di mobili finalizzati
all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione di cui al presente comma, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.
lunedì 1 ottobre 2012
Le case in legno saranno il nostro futuro?
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Quello che segue è un post del SOLE 24 ORE, nota testata testata giornalistica italiana. Io l’ho letto. Ed è dannatamente motivante. Buona lettura!
Anche Autogrill ha optato per i sistemi costruttivi in legno per edificare e ristrutturare i propri punti vendita. Con un accordo tra la società e FederlegnoArredo si è così aggiunto un tassello al mosaico sempre più dettagliato che si va definendo sul fronte del costruire alternativo in Italia. Solo l'ultima tessera del quadro di possibilità che le tecniche e i materiali alternativi mettono a disposizione su tutti i fronti dell'abitare: case, innanzitutto, ma anche uffici, residenze di social housing, centri commerciali e punti vendita.
E non bisogna minimizzare, se i dati del Politecnico di Milano (peraltro condivisi dagli operatori) evidenziano che, a fronte dell'arretratezza dell'Italia su questo fronte rispetto agli altri Paesi europei, si stima che nel 2015 il 15% delle nuove costruzioni saranno in legno, legno e acciaio, legno e calcestruzzo e così via. Comunque sistemi alternativi al cemento armato e ai mattoni.
Due i miti da sfatare. Il primo, che gli edifici in legno o in tecniche miste debbano per forza essere a un piano o al massimo due, visto che le tecniche costruttive ormai si applicano agli stabili multi-piano. Il secondo, che la casa in legno si riconosca subito dal classico aspetto stile chalet alpino, quando in realtà ormai a essere in legno sono le strutture e gli interni, ma l'intonaco e i "cappotti" esterni non si differenziano dagli edifici in muratura. Economicità, sostenibilità ambientale, velocità di costruzione, struttura antisismica, classe energetica A, sono i comuni denominatori dei nuovi sistemi costruttivi, candidati in pole position, per esempio, per l'edificazione in Emilia Romagna in tutte le aree sismiche. Ma ecco nei dettagli le tecniche e i leader del settore.
Wolf Haus è specializzata nelle case prefabbricate con struttura portante in legno e ha una presenza e un'esperienza internazionali, in 15 Paesi, con circa 2.500 dipendenti; lavora annualmente circa 60mila metri cubi di legno lamellare, con una produzione annua di 3mila edifici, di cui 700 case, a cui assicura una garanzia di 30 anni. «I tempi di realizzazione di una casa prefabbricata con struttura in legno sono incredibili se paragonati alle tecniche cantieristiche tradizionali – spiega Simon Keller, esperto sviluppo tecnologico della società – e si aggirano sui sei mesi di media». Ma possono scendere al di sotto di tale soglia. Per esempio, il condominio realizzato a Vipiteno, con sei appartamenti, è stato realizzato in quattro mesi. E i prezzi? Gli operatori sottolineano che naturalmente variano molto in base alle tipologie progettuali scelte: per le case di Wolf Haus il costo di realizzazione medio è di 1.200 euro al metro quadrato, con garanzia trentennale, classe energetica A e un risparmio del 90% sui costi di gestione energetica. Wolf Haus ha anche messo a punto un sistema complesso – che comprende anche strutture in acciaio e parti in cemento – denominato "Aida come sei verde", applicabile sia al social housing sia alle residenze di alta qualità, con soluzioni impiantistiche di minimo impatto ambientale. «Unendo al legno la leggerezza dell'acciaio per le parti esterne e la concretezza del cemento per cantine e box abbiamo ottenuto un mix estremamente competitivo – spiega Isabella Goldmann, architetto ideatrice del sistema Aida – con costi intorno ai 1.050 euro al metro».
La Premetal di Rovereto (Trento) ha impostato la ricerca tecnologica sull'integrazione tra acciaio e legno, puntando sulla leggerezza. La tecnologia specifica per le abitazioni, "Live to live", ha tempi di realizzazione di 6-8 mesi con un costo di circa mille euro al mq. Legno a torre è invece il carattere distintivo di Service Legno di Spresiano (Treviso). Dopo aver realizzato un condominio di sei piani a Lugano, la società ha in corso un progetto di quattro edifici di nove piani per un totale di 124 appartamenti, che saranno realizzati in 14 mesi. «Gli edifici sono realizzati in classe energetica A e grazie alle caratteristiche costruttive delle pareti in legno massiccio e alle dotazioni impiantistiche all'avanguardia – dice il titolare Roberto Fava – è possibile stimare un consumo medio annuo per un appartamento di 100 mq inferiore a 300 euro, contro i 1.000-1.500 spesi mediamente per riscaldare gli edifici in Italia». I costi di realizzazione sono di circa mille euro al metro quadrato.
Lo stesso costo del sistema Ebs-Easy building system della Cogefrin di Castelmaggiore (Bologna) che si è specializzata nel sistema costruttivo misto in legno e calcestruzzo a secco. Alessandro Gaiani, responsabile di Ebs, spiega che è «un sistema costruttivo con una maglia strutturale variabile con altezza standard di quattro piani. Su richiesta del cliente è possibile aumentare o diminuire il numero dei piani, fino a un massimo di 12. Il sistema prevede la costruzione di lotti edificabili chiavi in mano di circa 4mila metri quadrati in soli sei mesi». Il sistema Ebs è stato progettato per poter essere al 100% containerizzato e quindi spedito e assemblato in tutto il mondo». A cui si aggiunge il fatto di avere solo 83 euro l'anno di costo di riscaldamento per appartamento.
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giovedì 6 settembre 2012
Movimentazioni in falegnameria. Rulliere o altri sistemi?
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Molto spesso ci capita di visitare falegnamerie che muovono tutti i pezzi lavorati con “barelle” e transpallettes facendo pile di pezzi sovrapposti particolarmente elevate, oppure (un po’ meglio…) con carrelli su ruote.
Ci chiediamo sempre perché non inseriscono delle semplici rulliere!
La risposta è sempre la stessa: “siamo abituati a fare così, i nostri prodotti sono particolari e non si possono muovere diversamente, sono ingombranti e poi….cosa volete che cambi?”
E a noi, sentendo queste parole…… ci viene il solito mal di testa!
Proviamo ad analizzare vantaggi e svantaggi:
La rulliera è un sistema studiato appositamente per semplificare le movimentazioni, per ridurre gli affaticamenti ed i tempi di spostamento, spesso, anche il numero delle persone dedite alla movimentazione interna.
La rulliera ben definisce le aree di servizio e deposito in zone squadrate, ordinate e di facile verifica per coloro che fanno (o dovrebbero fare!) il controllo di avanzamento dei processi.
Certamente la rulliera è un vincolo, inquanto ingombro fisso a terra, ma obbliga inconsciamente gli operatori ad essere precisi e a sfruttare gli spazi in maniera proficua.
La rulliera può essere bassa, alta, elevatrice, rivestita, curva, spezzata, traslabile, girevole, inclinabile, folle, frenata, motorizzata …….e può essere personalizzata in base alle esigenze.
La logica di queste movimentazioni, aumenta notevolmente la sua importanza, se legata ad uno studio sui carrelli o contenitori, adeguati al trasporto dei materiali.
Inserire delle rulliere all’interno di una fabbrica è, però, una procedura che deve essere calcolata in un progetto ben più ampio. Devono essere esaminati i cicli di lavoro, gli spazi necessari, gli scorrimenti ideali dei flussi dl materiale, la logica di riconoscimento, ecc...
Tutto questo, che fa parte del nostro lavoro, è la parte più importante che, se ben fatto, PERMETTE RECUPERI ECONOMICI NOTEVOLI.
E voi, cosa ne pensate?
sabato 28 luglio 2012
RISTRUTTURAZIONI: maxisconti del 50% fino a Giugno 2013
Vi riportiamo un importante articolo di Valeria Uva, giornalista per il Sole 24 Ore, dove si parla di come usufruire dei maxisconti del 50% validi fino al Giugno 2013.
C’è un anno di tempo per investire nella ristrutturazione della propria casa.
Una finestra temporale che va dallo scorso 26 Giugno (data di entrata in vigore del decreto sviluppo) al 30 Giugno del prossimo anno: qui opera la maxi detrazione del 50% delle spese per i lavori in casa con un tetto raddoppiato a 96 mila euro.
Dal 1° Luglio 2013 si tornerà al meno attraente “sconto” del 36% (e al tetto di 48 mila euro), un incentivo al recupero edilizio presente da 15 anni e ora reso stabile, che nel tempo ha però perso un po’ del suo fascino, inducendo qualche contribuente allo sconto fai da te: pago subito meno, in nero e senza iva.
Ma in questo anno di tempo non c’è partita: il sommerso non può rivaleggiare con l’offerta di recuperare (seppure in dieci rate) ben la metà di quanto si è speso. Al punto che il 50% può persino gareggiare sin da ora con il bonus del 55% riservato a chi punta sull’isolamento della propria casa e sul risparmio energetico. Il decreto sviluppo lo ha lasciato in vita fino al 31 Dicembre di quest’anno (poi scenderà al 50% fino a Giugno 2013, per poi precipitare al 36%), ma l’attuale, piccola, convenienza del 5% in più, potrebbe già ora venire annullata dalle lungaggini e dalle maggiori spese legate alle procedure che nel caso del 55% richiedono, quasi sempre, l’attestato di qualificazione ed il certificato energetico.
In realtà, il confronto tra le due detrazioni , i cittadini devono giocarlo sul piano delle opere agevolate che non sono intercambiabili. Il perimetro del 36-50% è molto ampio: grande platea dei beneficiari che comprende tutti i soggetti Irpef (ma anche la società per il caso della detrazione da poco estesa al ripristino dei danni da calamità naturali, terremoto compreso). Altrettanto ampio è l’elenco dei lavori ammessi, che va dalla manutenzione straordinaria, agli antifurti, dai rilevatori di gas ai corrimani.
Forse l’unico grande limite di questa detrazione è l’esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria nelle singole abitazioni (niente tinteggiatura delle pareti per intendersi), limite che peraltro cade per i condomini, per i quali al contrario, pitture e piastrelle sono ammesse.
PRIME STIME POSITIVE
La scelta del governo di aumentare la detrazione per il recupero, nasce ovviamente anche dall’esigenza di DARE UNA SFERZATA ALLE COSTRUZIONI, DA SEMPRE DECISIVE PER LA RIPRESA DI UNA ECONOMIA. La crisi continua a mordere questo settore. L’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ha appena reso note le stime per il 2012: per quest’anno l’associazione dei costruttori prevede un calo globale degli investimenti del 6% rispetto all’anno precedente. In cifre, significa che dall’inizio della crisi, nel 2008 e per questi 5 anni le costruzioni (edilizia e lavori pubblici) hanno perso 43 miliardi di investimenti e 325 mila posti di lavoro, tornando ai livelli degli anni ’70.
Eppure, nonostante la crisi e la mancanza di liquidità che frena gli investimenti delle famiglie anche nelle ristrutturazioni, le prime stime sulla “frustata” data dal decreto sviluppo sono incoraggianti: l’Ance ha già calcolato che il “pacchetto edilizia” contenuto nel Dl 83/2012 (innalzamento detrazioni e tetti di spesa, proroga al 30Giugno 2013 dell’incentivo per il risparmio energetico, più alcune manovre sull’IVA per le nuove abitazioni) produrrà per l’anno prossimo un aumento del 3% degli investimenti nel recupero edilizio, rispetto ai 43,5 miliardi stimati dai costruttori come la spesa 2011 per la riqualificazione dei vecchi immobili.
A questi 43 miliardi di spesa le due detrazioni del 36% e del 55% hanno dato un contributo decisivo: nel 2010 (ultime stime targate Cresme disponibili) sono oltre 500 mila l’anno gli interventi partiti grazie al bonus per il recupero. Mentre secondo gli ultimi dati dell’Enea (sempre riferiti al 2010), il valore degli investimenti nel risparmio energetico degli edifici ha superato i 4,6 miliardi con più di 405 mila pratiche totali e un costo medio di 11.350 € per intervento e un risparmio di energia di 2000 Gigawatt l’anno.
Cifre ed interventi destinati ad essere ampiamente superati dopo l’anno decisivo del 50%.
QUESTI SONO ALCUNI NUMERI:
500mila le richieste per la detrazione del 36% nel 2010
43,5 miliardi la spesa nelle abitazioni nel 2011
405mila le domande per la detrazione del 55% nel 2010
220mila domande per il 55% relative agli infissi nel 2011
venerdì 13 luglio 2012
Devo arredare casa: qualità o risparmio?
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Parliamo di una scelta importante che viene fatta normalmente 2 o 3 volte nella vita.
Devo comprare un armadio per la stanza da letto.
Voglio acquistare un oggetto piacevole da abbinare al comò, ai comodini e, perché no, anche al letto.
Vorrei che fosse grande per contenere più cose possibili, ma che non fosse troppo ingombrante per non ridurre lo spazio alla camera.
Mi piacerebbe che fosse studiato nei dettagli e ben distribuito negli scomparti, così da sistemare i vestiti e la biancheria nei migliori dei modi.
Gradirei che fosse bello e resistente, così da permettermi di aprire e chiudere gli sportelli per tutto il resto della mia vita, senza dover sentire cigolii e vedere ante storte o cassetti che non chiudono.
Lo compro oggi e lo volevo ieri in casa. Lo volevo ieri a casa ma montato in modo perfetto.
E poi voglio….mi serve…..avrei bisogno….
Ah! Dimenticavo…. DEVO SPENDERE POCO.
Questa è una richiesta frequente negli ultimi tempi. C’è da dire che la nascita della grande distribuzione di oggetti per la casa, come Ikea, Mondo Convenienza, Krea, ecc… hanno fatto successo sia in Italia che nel mondo.
Direi anche giustamente, perché sono luoghi dove puoi passare quanto tempo vuoi, ci puoi mangiare, bere e far giocare i tuoi bambini in un’area probabilmente più divertente di casa e con del personale addetto al controllo e la custodia. Se fuori fa caldo, dentro c’è fresco e se è freddo, c’è il riscaldamento. Puoi osservare, studiare e progettare (con aiuto del personale) l’arredamento delle tue stanze, cucine, salotti e tanto altro ancora. Puoi trovare tutto ciò che ti serve, se non in un posto….al massimo nell’altro.
Tutto sembra essere perfetto e al prezzo minimo.
Fino a che non lo porti a casa!
La mia esperienza non è stata “distruttiva”, lo ammetto, anzi sono abbastanza contento dell’acquisto, ma tornassi indietro cambierei idea. Vi racconto ciò che ho vissuto perché mi piacerebbe che altre persone pensassero di più agli acquisti che fanno e non seguissero delle mode del momento o, peggio ancora, seguissero la strada del prezzo più basso! Proprio come ho fatto io…
Nella stanza da letto, un armadio a “L” con cabina nell’angolo e 9 ante in totale, me l’hanno montato in 6 ore, invece delle 3 che avevano previsto. Dovevano essere in due e invece, uno dei montatori (età 18 e 23 anni) se né andato ed è tornato solo per di riscuotere. L’armadio è stato montato dal più inesperto (era il primo armadio che montava di quelle dimensioni e ha passato non meno di 30 minuti per leggere le istruzioni). Ovviamente ha chiesto una mano quando si è reso conto che le dimensioni e il peso erano esagerati per una persona e il risultato è stato insoddisfacente. Poi quasi a fine lavori è rientrato il collega esperto. Abbiamo chiesto di ricontrollare il montaggio perché a nostro parere non andava bene e allora, in modo molto svogliato, i due hanno accettato. Con la revisione sono stati risolti problemi come ante inclinate e che non chiudevano, accostamento al muro, invece che a 5 cm di distanza, montaggio della luce interna alla cabina, come da contratto e montaggio in quadro dello specchio interno. Inserimento dei tappi per le viti e lucidatura dello stesso colore nelle scheggiature ed infine regolazione delle cerniere.
Perciò penso che, se non avessi chiesto il controllo e la messa a punto, il lavoro sarebbe terminato in modo catastrofico. Invece per fortuna il mobile adesso è come lo avevamo ordinato. O Quasi!
Con questo vorrei dire che questi centri di grande distribuzione sono ideali in molti casi…… NON SEMPRE!
Non servono se devi fare la casa della vita. Il prezzo basso non ripaga né la qualità né un servizio. E’ PROPRIO IL CONTRARIO!
Un mobile ben costruito può durare tutta la vita. UN MOBILE COSI’, NO.
Gli oggetti che si possono trovare sono fatti con la miglior qualità per quel prezzo.
Questo è comunque un mio parere personale. Ritenevo solamente importante farvelo sapere….
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