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domenica 8 gennaio 2017

LA TEORIA DELLE FINESTRE ROTTE (del professor Philip Zimbardo)

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Nel 1969, presso l'Università di Stanford il professor Philip Zimbardo ha condotto un esperimento di psicologia sociale con il titolo:    " La teoria delle finestre rotte ".

E diceva questo...
se rompiamo una finestra è probabile che ne rompiamo anche un’altra. 
Se le finestre rotte sono due è probabile che ne rompiamo anche una terza. 
Se la prima finestra viene riparata, il processo si ferma. 




Ciò vuol dire che le persone tendono ad adeguarsi e a preferire situazioni o luoghi o altre persone a loro simili e, se impossibilitati a scegliere, tendono a cambiare per uniformarsi.
Creare un ambiente con “finestre rotte” porta a distruggere ciò che ci circonda mentre, se l’ambiente è ben curato, tutti lo cureranno sempre più.
ORA CHE ABBIAMO SORRISO …..… pensiamo al posto nel quale lavoriamo!

La nostra riflessione ...

Si dice che guadagnare è difficile e ci lamentiamo con la “grande distribuzione” che fa prezzi bassi e per noi irraggiungibili, perché il mercato richiede buona qualità e prezzi contenuti ….
Però dobbiamo riflettere su come va il mondo!
Perché se il mercato cambia, siamo noi che dobbiamo ad adeguarci alle sue necessità e non viceversa.
Lo sappiamo, lo diciamo, ma poi …. mille difficoltà!

E c’è solo una soluzione:
AUTOMATIZZARE I PROCESSI
GUADAGNARE PER POTER INVESTIRE

quindi ….
RIVEDERE I SISTEMI ORGANIZZATIVI
PIANIFICARE I PROCESSI DI LAVORAZIONE
PORTARE L’AZIENDA IN UTILI
INVESTIRE PER AUTOMATIZZARE
GESTIRE I PROCESSI DI LAVORAZIONE

La crescita senza imprenditoria non sarà mai gratificante!

venerdì 23 settembre 2016

Se vuoi far crescere la tua azienda, devi far crescere prima te stesso

Sito internet
Se vuoi far crescere la tua azienda, devi far crescere prima te stesso.
E’ una cosa che suggeriamo con insistenza perché è un “credo” importante per il nostro modo di pensare.
Ciò vale un po’ per tutti, ma vorremmo rivolgerci a quei titolari che, nonostante le loro aziende abbiano dimensioni non più artigiane, restano legati radicalmente nel processo lavorativo.

Delegare.
E’ questa una delle armi più efficaci per chi dirige un’azienda.
In molti affermano di essere sempre troppo impegnati nel lavoro, di avere poco spazio per fare tutto, anche per gli interessi  personali, ma è quasi sempre perché non riescano delegare o, addirittura, preferiscano fare da soli.
Altrettante persone soffrono inutilmente di stress per sovraccarico di lavoro e sempre perché non riescono a delegare.
Allora capita che alcune di queste aziende non crescano come dovrebbero e potrebbero, perché chi deve delegare…..non lo fa!

E perché non lo fanno?

Perché non è facile come sembra.
Troppe incertezze bloccano il titolare per addestrare altri a fare il proprio mestiere.
E ci dicono:
“non c’è nessuno in grado di fare quello che faccio io o che vorrei facessero” e “se insegno alla persona sbagliata, ho  investito male il mio tempo ed adesso …. non posso permettermelo”.
Allora finisce sempre così: “controllo meglio la mia azienda se sono io all’interno del sistema”.

Non vorremmo dire che ciò è sbagliato o non facile a farsi, ma spesso, ascoltando queste parole  …. diventano pure convincenti !

Ma il problema è, insito, nelle abitudini della persona e di fatto, nella realtà di una crescita.
Non puoi permetterti di non delegare.
Non ci sarà mai il tempo per permetterselo.
Ancora più!
E’ giusto che nessuno DOVRA’ avere il tempo di fare ciò che è stato sempre fatto, perché SERVIRA’ occuparsi di ben altro.
ALTRIMENTI CHE CRESCITA E’?

Delegare è cosa difficile per tutti, ma è anche un’inevitabile caratteristica per far crescere noi stessi, i nostri collaboratori e, di conseguenza, l’azienda.
Non c’è altra via se non quella del gruppo.

Alcune precisazioni:
- la persona da istruire va dopo un’accorta selezione
- non istruire la persona velocemente , ad ognuno va dato un ragionevole tempo
- saper delegare non deve essere fatto solo in parte
- e va fatto con … pazienza!

Per chi vuole approfondire l’argomento, abbiamo preparato un piccolo promemoria da leggere ogni tanto…per ricordare come, cosa, a chi, quando delegare e l’importanza di farlo.
Per riceverlo invia una mail al nostro indirizzo quer.consulenze@gmail.com con scritto “#DELEGARE”.

 A disposizione di tutti.

 Invia una mail a questo indirizzo con scritto #DELEGARE




giovedì 14 novembre 2013

A natale la produzione fa miracoli...

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L'ultima volta che ho detto ad un nostro cliente, parlando delle difficoltà nel rispettare le date di consegna degli ordini a portafoglio, la frase "...a Dicembre la produzione di solito fa miracoli...", mi ha risposto dicendo con un sorriso: "Sarà grazie all'aiuto di Babbo Natale!"
"Può darsi" - ho detto - "ma forse ci sono ragioni ben diverse e un po' più tecniche di questa!"
Dato che la persona con cui dialogavo, è una nuova lettrice del nostro blog, approfitto dell'occasione per continuare la nostra conversazione.

Si deve considerare che un'azienda produttrice, sia di finestre, porte o persiane, sia di cucine ed arredamento, ha continuamente la possibilità e la scelta di aumentare la propria quantità di produzione.
Ripeto spesso ai nostri clienti una frase: "Se non sei dipendente da fattori esterni, ma sei tu a comandare te stesso, sono le scelte che fai a determinare la tua forza produttiva".
Sicuramente ci sono molti eventi (oltre ai fornitori esterni) che possono causare un calo della produttività; dopotutto le aziende sono legate al personale di ufficio e lavorazione che, al contrario di macchine automatiche, hanno il diritto ad un orario ben preciso, a delle pause, permessi, malattie, giornate storte, ecc...
Comunque sia, sono le scelte imprenditoriali e l'utilizzo di alcuni mezzi o strumenti a determinare il buono o il cattivo tempo.
Fare più ore nei reparti strategici (come il "collo di bottiglia" oppure in quelli con minor flessibilità) ne è proprio un esempio; ci saranno dei costi maggiori, questo è sicuro, ma quelle ore permettono di fare quantità superiori agli standard e di recuperare eventuali ritardi accumulati.
La programmazione è una seconda arma. Sapere quali ordini sono a portafoglio, quali e quanti sono in consegna in quella settimana, quale è l'occupazione del personale e quale delle macchine in lavorazione, ci fornisce un controllo ottimale che permettere di spostare ordini di importanza inferiore a discapito di altri fondamentali, anticipare o posticipare date di consegna, spostare uomini da un reparto ad un altro e così via...
Inoltre, il responsabile in lavorazione oppure un continuo ed adeguato controllo da parte della direzione, è comunque il miglior modo per mantenere alta la produttività e rispettare gli accordi presi con i clienti, ma anche per ridurre i costi, rispettare la qualità, eliminare o quasi le contestazioni e molto altro ancora.
Con questo non voglio dire che la gestione di una falegnameria è cosa semplice, anzi, vorrei solamente ripetere l'importanza di un controllo e di una gestione organizzata, determinata dalle scelte fatte.

Se poi, come dice la nostra cliente, Babbo Natale decide di farci un bel regalo, gli saremo sicuramente grati.
Oppure se addirittura il "Superiore", dato il periodo, fa anche un bellissimo miracolo, festeggeremo tutti quanti un fine anno meraviglioso, sia i produttori che i clienti.

A presto!

giovedì 6 settembre 2012

Movimentazioni in falegnameria. Rulliere o altri sistemi?

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Molto spesso ci capita di visitare falegnamerie che muovono tutti i pezzi lavorati con “barelle” e transpallettes  facendo pile di pezzi sovrapposti particolarmente elevate, oppure (un po’ meglio…) con carrelli su ruote.

Ci chiediamo sempre perché non inseriscono delle semplici rulliere!
La risposta è sempre la stessa: “siamo abituati a fare così, i nostri prodotti sono particolari e non si possono muovere diversamente, sono ingombranti e poi….cosa volete che cambi?”
E a noi, sentendo queste parole…… ci viene il solito mal di testa!








Proviamo ad analizzare vantaggi e svantaggi:
La rulliera è un sistema studiato appositamente per semplificare le movimentazioni, per ridurre gli affaticamenti ed i tempi di spostamento, spesso, anche il numero delle persone dedite alla movimentazione interna.
La rulliera ben definisce le aree di servizio e deposito in zone squadrate, ordinate e di facile verifica per coloro che fanno (o dovrebbero fare!) il controllo di avanzamento dei processi.
Certamente la rulliera è un vincolo, inquanto ingombro fisso a terra, ma obbliga inconsciamente gli operatori ad essere precisi e a sfruttare gli spazi in maniera proficua.
La rulliera può essere bassa, alta, elevatrice, rivestita, curva, spezzata, traslabile, girevole, inclinabile, folle, frenata, motorizzata …….e può essere personalizzata in base alle esigenze.  
La logica di queste movimentazioni, aumenta notevolmente la sua importanza, se legata ad uno studio sui carrelli o contenitori, adeguati al trasporto dei materiali.

Inserire delle rulliere all’interno di una fabbrica è, però, una procedura che deve essere calcolata in un progetto ben più ampio.  Devono essere esaminati i cicli di lavoro, gli spazi necessari, gli scorrimenti ideali dei flussi dl materiale, la logica di riconoscimento, ecc...
Tutto questo, che fa parte del nostro lavoro, è la parte più importante che, se ben fatto, PERMETTE RECUPERI ECONOMICI NOTEVOLI.

E voi, cosa ne pensate?

sabato 28 luglio 2012

RISTRUTTURAZIONI: maxisconti del 50% fino a Giugno 2013


NOTA BENE: per il SOLE 24 ORE la manutenzione degli infissi in PVC e 
in ALLUMINIO, deve essere fatta dopo 5-6 anni, 
PROPRIO COME PER LE FINESTRE IN LEGNO.
Gli anni di vita sono ben differenti! 25 anni per infissi in PVC, ben 80 per 
quelli in ALLUMINIO,  contro i 100 anni dichiarati per il LEGNO.

Vi riportiamo un importante articolo di Valeria Uva, giornalista per il Sole 24 Ore, dove si parla di come usufruire dei maxisconti del 50% validi fino al Giugno 2013.

C’è un anno di tempo per investire nella ristrutturazione della propria casa.
Una finestra temporale che va dallo scorso 26 Giugno (data di entrata in vigore del decreto sviluppo) al 30 Giugno del prossimo anno: qui opera la maxi detrazione del 50% delle spese per i lavori in casa con un tetto raddoppiato a 96 mila euro.

Dal 1° Luglio 2013 si tornerà al meno attraente “sconto” del 36% (e al tetto di 48 mila euro), un incentivo al recupero edilizio presente da 15 anni e ora reso stabile, che nel tempo ha però perso un po’ del suo fascino, inducendo qualche contribuente allo sconto fai da te: pago subito meno, in nero e senza iva.


Ma in questo anno di tempo non c’è partita: il sommerso non può rivaleggiare con l’offerta di recuperare (seppure in dieci rate) ben la metà di quanto si è speso. Al punto che il 50% può persino gareggiare sin da ora con il bonus del 55% riservato a chi punta sull’isolamento della propria casa e sul risparmio energetico. Il decreto sviluppo lo ha lasciato in vita fino al 31 Dicembre di quest’anno (poi scenderà al 50% fino a Giugno 2013, per poi precipitare al 36%), ma l’attuale, piccola, convenienza del 5% in più, potrebbe già ora venire annullata dalle lungaggini e dalle maggiori spese legate alle procedure che nel caso del 55% richiedono, quasi sempre, l’attestato di qualificazione ed il certificato energetico.
In realtà, il confronto tra le due detrazioni , i cittadini devono giocarlo sul piano delle opere agevolate che non sono intercambiabili. Il perimetro del 36-50% è molto ampio: grande platea dei beneficiari che comprende tutti i soggetti Irpef (ma anche la società per il caso della detrazione da poco estesa al ripristino dei danni da calamità naturali, terremoto compreso). Altrettanto ampio è l’elenco dei lavori ammessi, che va dalla manutenzione straordinaria, agli antifurti, dai rilevatori di gas ai corrimani.
Forse l’unico grande limite di questa detrazione è l’esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria nelle singole abitazioni (niente tinteggiatura delle pareti per intendersi), limite che peraltro cade per i condomini, per i quali al contrario, pitture e piastrelle sono ammesse.

PRIME STIME POSITIVE
La scelta del governo di aumentare la detrazione per il recupero, nasce ovviamente anche dall’esigenza di DARE UNA SFERZATA ALLE COSTRUZIONI, DA SEMPRE DECISIVE PER LA RIPRESA DI UNA ECONOMIA. La crisi continua a mordere questo settore. L’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ha appena reso note le stime per il 2012: per quest’anno l’associazione dei costruttori prevede un calo globale degli investimenti del 6% rispetto all’anno precedente. In cifre, significa che dall’inizio della crisi,  nel 2008 e per questi 5 anni le costruzioni (edilizia e lavori pubblici) hanno perso 43 miliardi di investimenti e 325 mila posti di lavoro, tornando ai livelli degli anni ’70.
Eppure, nonostante la crisi e la mancanza di liquidità che frena gli investimenti delle famiglie anche nelle ristrutturazioni, le prime stime sulla “frustata” data dal decreto sviluppo sono incoraggianti: l’Ance ha già calcolato che il “pacchetto edilizia” contenuto nel Dl 83/2012 (innalzamento detrazioni e tetti di spesa, proroga al 30Giugno 2013 dell’incentivo per il risparmio energetico, più alcune manovre sull’IVA per le nuove abitazioni) produrrà per l’anno prossimo un aumento del 3% degli investimenti  nel recupero edilizio, rispetto ai 43,5 miliardi stimati dai costruttori come la spesa 2011 per la riqualificazione dei vecchi immobili.
A questi 43 miliardi di spesa le due detrazioni del 36% e del 55% hanno dato un contributo decisivo: nel 2010 (ultime stime targate Cresme disponibili) sono oltre 500 mila l’anno gli interventi partiti grazie al bonus per il recupero. Mentre secondo gli ultimi dati dell’Enea (sempre riferiti al 2010), il valore degli investimenti nel risparmio energetico degli edifici ha superato i 4,6 miliardi con più di 405 mila pratiche totali e un costo medio di 11.350 € per intervento e un risparmio di energia di 2000 Gigawatt l’anno.
Cifre ed interventi destinati ad essere ampiamente superati dopo l’anno decisivo del 50%.


QUESTI SONO ALCUNI NUMERI:
500mila le richieste per la detrazione del 36% nel 2010
43,5 miliardi la spesa nelle abitazioni nel 2011
405mila le domande per la detrazione del 55% nel 2010
220mila domande per il 55% relative agli infissi nel 2011

venerdì 13 luglio 2012

Devo arredare casa: qualità o risparmio?

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Tramite il servizio messo a disposizione dal blog, “DOMANDE & RISPOSTE”, un nostro lettore, che ha chiesto di rimanere anonimo, ci ha scritto un testo per un post che tratta di un argomento contemporaneo e che crediamo possa interessare a tutti Voi. 

Parliamo di una scelta importante che viene fatta normalmente 2 o 3 volte nella vita.
Devo comprare un armadio per la stanza da letto. 
Voglio acquistare un oggetto piacevole da abbinare al comò, ai comodini e, perché no, anche al letto. 
Vorrei che fosse grande per contenere più cose possibili, ma che non fosse troppo ingombrante per non ridurre lo spazio alla camera. 
Mi piacerebbe che fosse studiato nei dettagli e ben distribuito negli scomparti, così da sistemare i vestiti e la biancheria nei migliori dei modi. 
Gradirei che fosse bello e resistente, così da permettermi di aprire e chiudere gli sportelli per tutto il resto della mia vita, senza dover sentire cigolii e vedere ante storte o cassetti che non chiudono.
Lo compro oggi e lo volevo ieri in casa. Lo volevo ieri a casa ma montato in modo perfetto. 
E poi voglio….mi serve…..avrei bisogno…. 
Ah! Dimenticavo…. DEVO SPENDERE POCO.


Questa è una richiesta frequente negli ultimi tempi. C’è da dire che la nascita della grande distribuzione di oggetti per la casa, come Ikea, Mondo Convenienza, Krea, ecc… hanno fatto successo sia in Italia che nel mondo.  
Direi anche giustamente, perché sono luoghi dove puoi passare quanto tempo vuoi, ci puoi mangiare, bere e far giocare i tuoi bambini in un’area probabilmente più divertente di casa e con del personale addetto al controllo e la custodia. Se fuori fa caldo, dentro c’è fresco e se è freddo, c’è il riscaldamento. Puoi osservare, studiare e progettare (con aiuto del personale) l’arredamento delle tue stanze, cucine, salotti e tanto altro ancora. Puoi trovare tutto ciò che ti serve, se non in un posto….al massimo nell’altro.
Tutto sembra essere perfetto e al prezzo minimo.
Fino a che non lo porti a casa!

La mia esperienza non è stata “distruttiva”, lo ammetto, anzi sono abbastanza contento dell’acquisto, ma tornassi indietro cambierei idea. Vi racconto ciò che ho vissuto perché mi piacerebbe che altre persone pensassero di più agli acquisti che fanno e non seguissero delle mode del momento o, peggio ancora, seguissero la strada del prezzo più basso! Proprio come ho fatto io…

Nella stanza da letto, un armadio a “L” con cabina nell’angolo e 9 ante in totale, me l’hanno montato in 6 ore, invece delle 3 che avevano previsto. Dovevano essere in due e invece, uno dei montatori (età 18 e 23 anni) se né andato ed è tornato solo per di riscuotere. L’armadio è stato montato dal più inesperto (era il primo armadio che montava di quelle dimensioni e ha passato non meno di 30 minuti per leggere le istruzioni). Ovviamente ha chiesto una mano quando si è reso conto che le dimensioni e il peso erano esagerati per una persona e il risultato è stato insoddisfacente. Poi quasi a fine lavori è rientrato il collega esperto. Abbiamo chiesto di ricontrollare il montaggio perché a nostro parere non andava bene e allora, in modo molto svogliato, i due hanno accettato. Con la revisione sono stati risolti problemi come ante inclinate e che non chiudevano, accostamento al muro, invece che a 5 cm di distanza, montaggio della luce interna alla cabina, come da contratto e montaggio in quadro dello specchio interno. Inserimento dei tappi per le viti e lucidatura dello stesso colore nelle scheggiature ed infine regolazione delle cerniere. 
Perciò penso che, se non avessi chiesto il controllo e la messa a punto, il lavoro sarebbe terminato in modo catastrofico. Invece per fortuna il mobile adesso è come lo avevamo ordinato. O Quasi! 

Con questo vorrei dire che questi centri di grande distribuzione sono ideali in molti casi…… NON SEMPRE! 
Non servono se devi fare la casa della vita. Il prezzo basso non ripaga né la qualità né un servizio. E’ PROPRIO IL CONTRARIO!
Un mobile ben costruito può durare tutta la vita. UN MOBILE COSI’, NO.
Gli oggetti che si possono trovare sono fatti con la miglior qualità per quel prezzo.
Questo è comunque un mio parere personale. Ritenevo solamente importante farvelo sapere….