lunedì 4 luglio 2016

IL CAMBIAMENTO NELLA PICCOLA FALEGNAMERIA …. da 3 persone in poi!

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Abbiamo più volte detto che, nei prossimi anni, le falegnamerie cambieranno il sistema di lavorazione. 
Ciò perché, come capitò con l’avvento dei “centri di lavoro” nell’arredamento o degli “angoli” nel caso delle finestre, la produzione sarà sempre più personalizzata, frammentata e variegata e richiederà non solo flessibilità, ma soprattutto un significativo contenimento dei costi.

E allora? 






Il nostro lavoro e la nostra esperienza (siamo stati tra i primi in Italia a credere sulla lavorazione “a commessa”) ci portano a evolvere la nostra clientela verso la lavorazione in “isole produttive” con lo scopo non solo di ridurre i continui rimaneggiamenti e spostamenti di uomini e materiali, ma principalmente per ottimizzare i cicli operativi.
Solo così sarà possibile controllare la lavorazione e rispettare i costi previsti per ogni fase.

Arrivare a questo ambizioso traguardo richiede però una forte crescita culturale delle persone in azienda e che si può riassumere in 3 importanti passaggi.

Passo 1: informatizzare l’ufficio
Prima di tutto si devono creare i presupposti per poter lavorare in maniera sistematica, con organizzazione, pianificando e sviluppando distinte trasmettibili alle varie “isole”.
Spostare alcuni compiti dai reparti all’ufficio (programmazione a CNC) serve a creare un archivio dati con il quale un tecnico potrà applicare un metodo che dia, preventivamente, e con certezza, il costo di produzione (costo di lavorazione + costi di materiali) e quello di vendita relativamente all’oggetto da lavorare.

L’utilizzo di sistemi CAD/CAM rende la preparazione più efficiente, riduce i lavori manuali ed i tempi di passaggio, perchè per tutti gli elementi sono disponibili tutte le informazioni necessarie alla lavorazione – elenchi di taglio, etichette, programmi CNC, disegni, ecc.
Inoltre, se così viene fatto, si evitano errori e le inevitabili richieste di chiarimento.

Passo 2: collegare ufficio e lavorazione 
Spostando la programmazione in ufficio tecnico, si aumentano le capacità produttiva delle macchine, ma ciò richiede adeguati sistemi di comunicazione.
La messa in rete semplifica i cicli di lavoro: i programmi fatti e riportati sul server possono generarne di nuovi o modificarli e, utilizzando etichette bar code, si possono caricare (o verificare) i programmi inviati alle macchine, semplificando ulteriormente altre fasi di lavorazione.
Con questi collegamenti sarà possibile ed in tempo reale, informare l’ufficio dei dati necessari ed importanti alla gestione della lavorazione ed utili a verificarne tempi e costi.

Passo 3: ottimizzare i processi 
Nei prossimi anni la produzione verrà organizzata sempre di più mediante software.
Dalla pianificazione degli ordini al controllo, fino all’organizzazione di quantità ed alla preparazione degli ordini e la loro spedizione e, cosa importante, tutto sarà gestibile da un personale tecnico.
Un laboratorio posto in rete normalmente richiede meno personale e, importante, ne cambia la qualifica.  

Il nostro sistema
Il nostro ufficio offre soluzioni ingegneristiche e collegate ai software per la “produzione in rete“ con una consulenza a 360°.
Spesso aiutiamo i nostri clienti ad essere più efficienti e a trasformare la produzione passo per passo verso la “Smart Production“.

E’ vero che ogni azienda è diversa, ma con i nostri esperti garantiamo una consulenza ed un’assistenza individuale.
Lo abbiamo fatto da sempre e con buon successo, soprattutto nelle piccole aziende dove la notevole varietà dei prodotti e l’alta flessibilità richiedono particolari accorgimenti, sempre più collegati ad un costo concorrenziale.

mercoledì 22 giugno 2016

Le piccole falegnamerie …. 3° di 3 post


Ci siamo lasciati dicendo …. come si possono ottenere risultati importanti!

Niente è facile e le cose richiedono anche un po’ di tempo, però è possibile raggiungere importanti risultati.
Sempre se le piccole aziende …. diventano grandi!
Si, proprio così, perché è principalmente una questione di metodo. Ed il metodo è sempre lo stesso, qualunque cosa si produca e oltre la dimensione.
Innanzitutto deve essere ripensata la falegnameria che dovrà essere PERSONALIZZATA, COME LE ESIGENZE DELLA SUA CLIENTELA!
Ben sappiamo che il mercato richiede un’estrema personalizzazione, quindi se valutiamo
la storia del mercato, noteremo che:

UNA VOLTA ERA       PRODUZIONE DI MASSA  

POI VENNERO   LE MODIFICHE ANNI ‘70

QUINDI NACQUE       LA PRODUZIONE FLESSIBILE

OGGI DOBBIAMO AVERE
> la massima soddisfazione del cliente
> il prezzo di vendita opportuno
quindi:
> le attrezzature devono essere flessibili e collegate in rete
> i cicli di produzione brevissimi
> pochi operatori svolgono più lavori contemporanei
> la conoscenza viene diffusa nel gruppo di lavoro
> l’imprenditorialità è diffusa e di più larghe visioni
ciò permette
> il giusto profitto per il quale si lavora

Quindi, anche se la tecnica e la tecnologia aiutano, la falegnameria personalizzata, flessibile, produttiva ed economicamente positiva si forma solo con un’esatta ed accurata gestione.
Ciò porta a:
1 rivedere il layout per eliminare le improduttività
- definendo i cicli di lavorazione più idonei
- ottimizzando gli spazi
- semplificando le movimentazioni
- definendo le mansioni del personale
- prevedendo futuri ampliamenti
- ricercando le attrezzature più idonee alle necessità
- verificando gli ammortamenti

2 analizzare tempi e metodi per ridurre i costi di lavorazione
- eliminando operazioni superflue, recuperando economicità
- migliorando l'utilizzo delle risorse (uomini e macchinari)

Impostare un sistema di programmazione e analisi dei costi perché l’azienda si fonda sugli utili e la rende forte e propositiva.
Dal controllo dei costi si può gestire la lavorazione, mantenendo gli utili prefissati.

3 controllo dei costi di produzione
- la composizione dei centri di costo collegata ai dati di bilancio e ai tempi di
   lavorazione, definisce il costo orario.
4 fabbisogno economico
- il controllo del fatturato periodico semplifica le procedure di messa in lavorazione
  e conferisce certezza di risultato.

Infine una grande cosa per chi produce “su misura”: lo sviluppo di un preventivo!
5 con specifici software, anche in 3D, debitamente compilati, è calcolabile il costo di produzione per ogni articolo.
Quindi il valore non sarà più costruito, ma reso da calcoli matematici, quindi utilizzabile anche per forme preventive.
- la progettazione unita ai cicli operativi e ai tempi previsti fornisce un valore di
   riferimento per il costo di lavorazione
- la definizione del punto di pareggio, assieme all’organizzazione della lavorazione,
   rende possibile predefinire gli utili.

L’ottimizzazione potenziale delle piccole aziende, ricche di spirito imprenditoriale, umili e capaci sia di pensiero strategico che di esecuzione, può trasformarsi in attività ben  remunerativa.
E, come diceva un mio maestro 40 anni fa …. se oggi fai crescere le piccole, domani ne avrai tante grandi!

venerdì 10 giugno 2016

Le piccole falegnamerie …. 2° di 3 post



Ci siamo lasciati dicendo che …. le cose sembrano semplici, ma seppure non sia così….lo possono diventare!

Bene vediamo in 4 punti fondamentali, come si possono ottenere risultati importanti.
bisogna diventare un po’ più venditori  
(non si può fare tutto, ma, sapendolo presentare, si può vendere)
bisogna saper fare bene i conti ed i preventivi  
(conoscere i costi di produzione – quindi saper simulare i cicli operativi – avere e saper utilizzare un adeguato software per la progettazione e la preventivazione)
bisogna saper gestire l’azienda, sia nei costi che nella lavorazione
(gestire metodi e tempi per ogni fase di lavoro e, principalmente, rispettarli  durante la lavorazione)
bisogna avere una mente elastica, conoscenze e larghe vedute
(avere la curiosità ed il tempo per partecipare a fiere del settore, conoscere strumenti e materiali alternativi, saperli proporre al cliente)
bisogna avere non solo fornitori, ma partners
(per il fornitore siamo un cliente, per il partner uno stretto collaboratore con il quale dividere difficoltà e successi)
Tutto questo sviluppa un sistema che rende la “piccola falegnameria” gestita, così come viene fatto nelle grandi dimensioni di azienda.
Se tutti i punti sono importanti, quelli fondamentali sono il 2°, il 3° ed il 4°.
Esaminiamo i motivi di questa affermazione:

punto 2°
specialmente per coloro che lavorano “su commessa” è fondamentale la conoscenza dei propri costi, infatti, molto spesso ci troviamo a parlare di “piano dei costi analitico” come se fosse una cosa nebulosa e che ognuno fa a modo proprio.
Eppure non è difficile.  Ma non basta.  
Una volta creato si debbono conoscere i cicli produttivi e, pure in maniera orientativa, alcuni tempi di riferimento. Ciò allo scopo di individuare un ciclo di lavoro tra le varie macchine, quasi lo si facesse.
Con questo noto si debbono includere le movimentazioni, gli attrezzaggi, ecc. anche se improduttivi.

Non trascurabile la scelta e l’acquisto di un software (importante sia per la praticità che per la risultanza) che permetta la progettazione del mobile tramite un sistema di disegno e che caricato dei dati di riferimento (materiali, costi, tempi, ecc.) estrapoli i valori da preventivare.
Di questi oggi se ne trovano molti, ma la bravura di chi si interessa deve essere nell’individuare …. quello giusto!
Però, trovato, abbiamo fatto una grande cosa.

punto 3°
gestire tempi e metodi per ogni fase di lavoro è di per se cosa complessa e, farli rispettare durante tutta la lavorazione è ancora più difficile.
Nelle piccole aziende capitano spesso motivi d’interruzione (rappresentanti, clienti, fornitori, pagamenti in banca, ecc.) ed è facile distrarsi da ciò che si stava facendo.
Spesso, si dice, si recupera facendo un’ora in più la sera! O al sabato mattina!
Cosa sbagliatissima. Ciò che si è perso non si recupera più.
Ma allora che fare se viene qualcuno in azienda?
Semplice (non è vero, è difficile ma deve essere fatto), ci si organizza diversamente, si fissano appuntamenti in data prestabilita, si dedica qualcuno a ricevere fornitori e clienti (che mai devono andarsene scontenti!) ecc. ecc.
Ma quando si lavora….si lavora!
E se abbiamo un dipendente ancora più, sempre da tenere presente che e noi lo serviamo perché possa produrre di più e meglio!

Quindi mai distogliersi, perché è una cosa essenziale al mantenimento dei tempi previsti, quindi, in poche parole, del nostro utile!

punto 4°
la piccola falegnameria ha molti punti a sfavore, principalmente l’informazione, o meglio, il tempo per poter avere informazioni.
Spesso sono i rappresentanti che portano notizie, farebbe parte del loro mestiere …. magari un po’ condizionato dalle aziende rappresentate, ma sarebbe una giusta professionalità.
Però è innegabile che i molteplici interessi che riguardano coloro che fanno arredamenti completi coinvolge l’informazione su tantissimi punti: i materiali, i semilavorati, le colle, le vernici, la ferramenta, gli accessori e tute le loro alternative!
Costi, qualità, variabilità, fornitori, …. acquisto di prodotti finiti presso altre aziende (finestre di legno, legno alluminio, di pvc …. porte per interni, blindati e chissà quanto altro ancora).
Poi non parliamo di attrezzature, utensili, movimentazioni, macchinari e tutte le loro evoluzioni!
Ce ne sarebbe per farlo a tempo pieno.
Però avere la curiosità ed il tempo per questi aspetti, vuol dire conoscere alternative e ciò porta a saperli proporre alla clientela; cosa che altri non possono fare perché non hanno il tempo!
Quindi trovare il tempo per la propria informazione è importante (quale investimento personale che fa l’azienda) per avere una mente elastica e larghe vedute.

Una banalità: tutti conoscono le colle poliuretaniche, ma quanti espongono al loro cliente l’indispensabilità di usarle nei mobili da cucina, da bagno o da esterno?
E se anche costano un po’ di più, quanti si domandano con quale margine le possono vendere?
Quanti si domandano l’importanza della qualità che possono dare al cliente?
E, ultima cosa per il momento, quanti si domandano quanto tempo abbiamo risparmiato in quella fase grazie all’essicazione immediata?

Nel prossimo Post Vi diremo un’altra piccola cosa!

martedì 17 maggio 2016

Le piccole falegnamerie …. 1° di 3 post


In Italia ci sono migliaia di medio piccole falegnamerie, aziende che producono un po’ di tutto, dai mobili alle finestre, alle porte e tutto “su misura”!
Dare questo servizio implica la conoscenza dei materiali, notevoli esperienze produttive, estro creativo e tanto …. sacrificio!
Per queste aziende la produttività e l’efficienza sono caratteristiche quasi istintive, ma impegno e buona volontà oramai non bastano più.
I tempi cambiano e quei punti di successo, tipici dell’estro e della imprenditorialità, oggi non bastano più e non basta acquistare macchine per cambiare, adesso serve lavorare con nuovi metodi …e quindi, ancora una volta, bisogna ripensare l’azienda!
E allora come dovrà essere la falegnameria?
Semplicemente PERSONALIZZATA, COME LE ESIGENZE CHIESTE DALLA CLIENTELA!

Oggi tecnologia e tecnica (ed un po’ di commerciale) possono rendere più facili i cambiamenti.  E se di metodi nuovi si parla, quali sono le soluzioni possibili? Esaminiamo un po’:
Arredamento
a i mobilifici ed i rivenditori di mobili sono praticamente scomparsi in ogni regione d’Italia e i rimasti lavorano solo per la grande distribuzione (Ikea, Mercatone, ecc.).
Unici sopravvissuti del settore sono gli arredatori.
L’arredatore sa fare un po’ di tutto: cucina, camera, bagno, porte ecc.
b la clientela si rivolge spesso alla grande distribuzione per proposte visibili a proprio gusto, con costi contenuti ed un’ampia gamma di arredi, talora di media e scarsa qualità, ma sempre suggeriti da personale competente e convincente.
In questo caso, la personalizzazione si basa sul 95% di standard (anche se non si dice, ma è così perché il prezzo non giustificherebbe alternative) ed il 5% non “su misura” ma adattato o convincemente eluso.
Solo gli arredatori possono proporre soluzioni al 100% personalizzate e volendo di alta qualità.
c chi ammoderna un ambiente se non tutta la casa, si trova spesso a che fare con i costi sempre più elevati. E qui la grande distribuzione la fa da padrona!
Gli arredatori devono imparare non a competere, bensì a dare a costo ragionevole qualità e servizio superiori.
Pensiamo che da Ikea il trasporto ed il montaggio hanno costi alti e poi, se il muro è fuori squadra … te lo tieni!
d se la grande distribuzione ha costi contenuti (ed è così) gli arredatori debbono imparare a …. costare il giusto!
Ma giusto non è fare “carte false”, ma imparare a gestire i proprio costi, visto che il mercato non è più disponibile a particolari ricarichi e gli utili vanno trovati all’interno della propria azienda!
Porte e finestre
e è un discorso più particolare in quanto, mentre la porta fa spesso parte dell’arredo,  la finestra è un oggetto tecnico e che non coinvolge solo il gusto, anzi!
I clienti sono sempre più, giustamente, preparati.
f oggi si trovano porte di ogni tipo, tamburate, a profilo, con vetri, ecc.,  rivestite con carte melaminiche, verniciate, laccate…ecc. tutto sommato a buon mercato.
Spesso e seppure personalizzate, vengono consegnate in brevissimo tempo.
Anche i costi d’acquisto non incidono particolarmente sul totale dell’investimento.
Che siano acquistate (e sarebbe ragionevole nell’economicità d’impresa) o meno, gli arredatori possono plagiarsene ed includerle nella fornitura.
Spesso soddisfacendo il cliente con un’unica fornitura e responsabilità.
g non è la stessa cosa per le finestre che richiede caratteristiche tecniche superiori, sia sulla zona climatica, l’esposizione, la rumorosità, e via  dicendo.
Pur sempre nell’ottica di fornire servizio e di essere unico responsabile, se non produttore, l’arredatore può dire la sua, suggerendo un prodotto consono e tecnicamente opportuno.
Alla luce di questo piccolo e superficiale esame, si evidenziano quattro punti importanti
per la falegnameria:
1 saper tranquillizzare e soddisfare il cliente con argomentazioni diverse dalla grande distribuzione e, senza dubbio, più tecniche.
2 comprendere cosa vuole il cliente e la sua disponibilità economica.
3 saper fare un giusto preventivo, cosa non semplice visto che parliamo di forniture “su misura”
4 e se il cliente ci da conferma …. saper contenere i costi di lavorazione!

Così detto le cose sembrano semplici, ma seppure non sia così….lo possono diventare!

Nel prossimo Post Vi diremo la nostra!

venerdì 8 aprile 2016

La storia del mercato

UNA VOLTA ERA COSI’    =    PRODUZIONE DI MASSA
> Elevata standardizzazione del prodotto
> Qualità conforme alle specifiche
> Tecnologie di processo rigide
> Cicli di produzione lunghi
> Scarsa conoscenza
> Gerarchia formalizzata
> Margini limitativi di creatività
> Economie di scala
> Profitto a breve termine

POI  =     MODIFICHE ANNI ‘70 
> Accresciuta turbolenza dei mercati
> Incremento del terziario
> Nuove tecnologie

QUINDI NACQUE       =       LA PRODUZIONE FLESSIBILE 
> Elevata diversificazione
> Qualità per soddisfare il cliente
> Tecnologie flessibili
> Cicli di produzione breve
> Lavoro in gruppi
> Diffusione della conoscenza
> Gerarchie informali
> Economie di scopo
> Profitto a medio termine

OGGI
> Estrema personalizzazione
> Importanza della qualità della vita
> Massima soddisfazione del cliente
> Tecnologie flessibili in rete
> Cicli di produzione brevissimi
> Auto – formazione dei gruppi di lavoro
> Conoscenza diffusa in tutto il gruppo di lavoro
> Gerarchia autonoma
> Imprenditorialità diffusa
> Profitto a medio termine

E POI DICONO CHE E’ FACILE!

lunedì 21 marzo 2016

Come migliorare la produttività in Ufficio Tecnico

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Da tempo evidenziamo la necessità di un “Responsabile di Produzionecon specifiche funzioni gestionali, sia nell’organizzazione che nella lavorazione.
Questa figura, in base alle dimensioni dell’azienda, si avvale di un Ufficio Tecnico/Programmazione o, come spesso accade, lo è in prima per persona.
Poiché le sue funzioni richiedo molto impegno, quest’ufficio deve essere ben organizzato, sistematico e veloce.




Come esempio possiamo citare ciò che abbiamo vissuto recentemente con un nostro cliente.
L’azienda è una falegnameria per porte interne che lavora “su commessa” e con consegne giornaliere.

Le caratteristiche di base erano:
> produzione di circa 130 – 150 porte finite al giorno
> previsione a 2 – 3 anni per il raddoppio della produzione e un sensibile aumento della modellistica
> 2 magazzinieri e 6 operai
> ……modelli tra tamburati e intelaiati
> ……tipologie di colori e verniciati

L’azienda attualmente lavora in un’unica regione e consegna con propri mezzi a breve termine, rispettando un calendario settimanale fisso ed elaborato per provincia.

Una grande difficoltà si presenta nell'organizzare le consegne in quanto le rivendite ricevono il prodotto finito e si fanno onere dello smistamento di consegna, mentre i clienti diretti vanno contattati telefonicamente per assicurarsi la presenza e la disponibilità di ricevimento.
Nel caso delle rivendite, spesso accade che manchi il titolare o che non possano ricevere la merce perché il cliente finale non è pronto o perché debbono abbinare loro prodotti e magari non sono ancora stati fatti o, addirittura, perché non in grado di fare il pagamento pattuito, ecc. ecc.

L’Ufficio Tecnico è quindi il primo reparto produttivo, dove i modelli definiti con il cliente, vengono trasformati in ordini esecutivi, sia per l’approvvigionamento dei  componenti, che per tutte le fasi di lavoro.

Nel caso specifico, le due persone dell’ufficio tecnico coinvolte in queste funzioni, incontrano difficoltà oggettive nel maneggio delle molte schede e serie difficoltà di dialogo con il magazzino ed i reparti.
Inevitabile, anche per la difficoltà di consegna, il dispendio di tempo sia dei tecnici che del Responsabile, per non menzionare l’ampia frequenza di errori causati dalla continua fretta.
Quale unica soluzione, al momento e per il programma futuro, si è deciso di espandere e completare il software organizzativo esistente…… che peraltro non è niente male.
D'altronde la falegnameria al momento è piccola per acquistare un sistema ERP, ma le necessità motivano urgenti decisioni per velocizzare le procedure e dare certezze alla lavorazione.  E così si è fatto.

Con il software opportunamente ampliato, accettando che i materiali siano presenti nei minimi di scorta, oggi, gli ordini confermati e completi delle caratteristiche richieste vengono automaticamente archiviati in una cartella elettronica dalla quale, filtrandoli per zona e settimana di consegna, danno immediatamente l’elenco di quelli prioritari.
Inoltre l’immediata visualizzazione di:
> importo totale in €
> il numero delle porte corrispondenti
> il numero degli scarichi previsti
> la disponibilità dei reparti a poterle lavorare,
permette ai tecnici di accettare o variare tale programma

Se il prospetto è accettato, con un semplice flag, contemporaneamente vengono emesse le distinte di prelievo e le informazioni necessarie ai magazzinieri.
Di conseguenza, tutti gli ordinativi, con l’inserimento nel piano programmato di produzione, sono trasformati in schede di lavorazione per ogni postazione.

Con queste modifiche abbiamo ottenuto che l’ufficio tecnico raggiunga gli obiettivi di:
1. fare in modo che le informazioni arrivino complete e dettagliate, evitando  ulteriori richieste d’informazioni che frammentano il lavoro e allungano il processo
2. munire l’ufficio tecnico di una check-list per il controllo finale evitando possibili rilavorazioni
3. conoscere e monitorare di continuo la coda dei lavori da programmare e la produttività di ciascun tecnico
Ciò consente la definizione di un target di coda massima ammissibile, stimolando il ritmo di evasione degli ordini

Quindi:
al punto 1
si è cercato di migliorare le informazioni di input, attivando un sistema informativo per raccogliere velocemente i dati iniziali garantendo il completamento senza inutili interruzioni per precisazioni o documenti mancanti.
Ne è scaturito un modulo di “check-list nuovo lavoro” che il Commerciale o il Cliente stesso hanno il compito di redigere ed allegare ad ogni fascicolo tecnico.
Il modulo prevede la conferma d’ordine dell’ufficio tecnico per l’accettazione ed avvio alla lavorazione.

al punto 2
in condizioni di carico di lavoro elevato, è normale che anche un tecnico esperto possa tralasciare qualche dettaglio.
Tali dimenticanze possono inizialmente passare inosservate, ma sono “nodi” che “vengono al pettine” successivamente.
Le richieste di correzione/integrazione da parte della lavorazione causano inefficienze sia in ufficio tecnico (sospensione dei lavori in corso, riapertura del progetto vecchio, “setup mentale” etc.), sia in officina (per attesa delle informazioni, improvvisazioni, doppi prelievi, sciupi, ecc.).
Quindi costi inutili per l’azienda.
Si è quindi delineata una “checklist di lavorazione” come autocorrezione del lavoro svolto.
Con pochi minuti di riesame finale, si è risparmiato molto tempo successivo ed in questo caso, la qualità non solo non costa, ma crea efficienza.

al punto 3
un aspetto critico della gestione dell’Ufficio Tecnico era la coda di ordini in attesa di essere elaborati e che poteva superare anche i 100 ordini.
Ciò significava (nel mix tra lavori semplici e complessi) anche 2 settimane di lead time per la sola attività di elaborazione.
Un tempo non compatibile con le esigenze del mercato.
Per rendere evidente la coda, stimolare la produttività dell’Ufficio tecnico, è stato creato un semplice prospetto di gestione code e produttività.
Materialmente si tratta di un foglio dove ogni giorno ogni tecnico è tenuto a riportare:
le ore di presenza in azienda
le ore dedicate ad attività diverse dall’elaborazione degli ordini
il numero di progetti evasi nella giornata
Inoltre, uno dei due tecnici è stato incaricato di riportare giornalmente sul grafico l’entità della coda di progetti inevasi.
Così la coda degli ordini è passata dalla zona “rossa” (LT > 2 settimane) alla zona “gialla” (LT compreso tra 1 e 2 settimane), con l’obiettivo di rientrare nella zona “verde” (LT < 1 settimana).

Passo successivo: OEE 
L’efficacia di questo sistema potrà essere ancora migliorato introducendo una vera e propria misurazione dell’OEE (efficienza) di ogni progettista e dell’ufficio nel suo complesso. Questo richiederà di:
definire alcune categorie di progetti in base alla complessità;
associare un tempo standard di progettazione ad ogni categoria;
classificare ogni progetto appena “entra in coda” (assegnandogli una categoria e quindi un tempo standard)
rapportare giornalmente il tempo standard di ogni progettista (totale dei progetti evasi) con il tempo di presenza dedicato alla progettazione, ricavando così il valore di OEE: tempo standard versato/tempo di presenza
impostare un target di OEE (es. 85-90%) e pubblicare giornalmente il valore effettivo
affidare ad ogni progettista la dichiarazione delle “perdite”, ovvero dei problemi che hanno generato inefficienza
analizzare periodicamente le perdite e impostare azioni di miglioramento

Questo è quanto di più efficace possa essere applicato in una realtà di servizio come l’Ufficio Tecnico, sfruttando l’esperienza maturata nella lavorazione e adattandone metodi e strumenti.
In conclusione, esiste la possibilità concreta di impostare un percorso verso una produttività eccellente anche negli uffici e nei centri di servizio e non solo in produzione.

venerdì 7 agosto 2015

Sei un GENIO nel tuo lavoro?

Poco tempo fa, durante un viaggio di lavoro, mi fermai in un autogrill per una breve sosta; il tempo di un caffè ed un giro tra l’obbligata serpentina piena di mille oggetti curiosi.
Come sempre, mi fermai alla bacheca dei libri.
Ne presi uno a caso fra quelli che parlano di come migliorare la propria azienda, di come fare successo con poco, dimezzare i costi con niente, ecc….
Ricordo di non aver letto neanche il titolo, ma di aver osservato la copertina: c’era un gran bel faccione sorridente, con un cappello in testa ed una folta barba!
Non so chi fosse quel tizio, probabilmente il libro parlava proprio di lui, ma quelle poche pagine che lessi mi sono rimaste impresse. L’ho cercato anche su internet ma invano.
Avrei riportato volentieri le vere parole, ma vi dovrete accontentare del concetto.
Ve lo riporto scritto più o meno per come lo ricordo:



La COLLABORAZIONE è la base di un gruppo di lavoro.
La forza di un gruppo è di gran lunga superiore alla saggezza del singolo individuo, per quanto GENIO possa essere.
Ma per avere collaborazione dagli altri, è necessario averne la FIDUCIA e credo sia inutile soffermarsi su quanto sia difficile conquistarla e quanto tremendamente facile perderla.
Il fatto è che per ottenere la fiducia bisogna DIMOSTRARE di meritarla.
Si…
Dimostrare di saper fare.
Dimostrare di fare ciò che si dice.
Dimostrare di farlo bene e veloce, proprio come gli altri si aspettano da noi.

Ed è proprio questa la fregatura!!!
Perché se sei bravo a fare qualcosa, se lo fai veloce e lo fai addirittura bene, ti senti come se fossi un GENIO.
E sappiamo che il genio riesce a fare tutto bene!
Gli altri invece sbagliano e quindi non meritano la fiducia!
E se è così, non vale la pena sprecare il tempo per collaborare con loro.
Dopotutto un genio è un GENIO! No?

Può darsi….. ma di persone geniali, nella mia carriera lavorativa ne ho viste davvero poche, forse nessuna.
Invece ho potuto constatare che le buone aziende, quelle che fanno utili, sono quasi sempre formate da persone UMILI…..

Quindi bisogna:
Essere UMILI anche se sei il più bravo.
DIMOSTRARE agli altri le proprie competenze.
Ottenere la FIDUCIA delle persone con le quali si lavora.
COLLABORARE in gruppo per un obiettivo condiviso.

Era questa la ricetta di quel tipo tutto barba e sorriso!

Ovviamente il libro proseguiva per un bel po’, ma la mia sosta in autogrill era stata fin troppo lunga.
Distratto e convinto di ritrovare quel libro in qualsiasi altra area di servizio, andai via senza acquistarlo.
Io non sono un genio ed ammetto di sbagliare.
Proprio come in questo caso.
Lasciare quel libro in quello scaffale, infatti, è stato davvero un grave errore!


sabato 18 luglio 2015

Un paio di curiosità...

Il grattacielo in legno alto ben 30 piani

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Un po' di tempo fa avevamo parlato dei vantaggi di una casa in legno.
Oggi facciamo un salto oltreoceano, più precisamente a Vancouver, in Canada, dove l’architetto Michael Green ha progettato due torri in legno alte trenta metri.

Ospiteranno residenze e uffici e saranno i grattacieli in legno più alti del mondo. Inoltre l’intera architettura degli edifici è ispirata alla filosofia della riduzione degli sprechi: energia solare, trattamento e riciclo dei rifiuti, recupero dell’acqua piovana.

Niente più acciaio né cemento, ma legno in tutte le salse per una struttura sostenibile e che rappresenta un’ottima soluzione antisismica: legno di filamento laminato e cross-legno lamellare, formati da una serie di strati compattati tra loro grazie ad un intreccio ad angolo retto.



Milionario compra 200mila ettari di Amazzonia, non per business ma preservarla!

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Non capita tutti i giorni che un multimilionario spenda soldi per salvare il pianeta, anziché investire capitale per guadagnarci di più, è quello che il Signor Johan Eliasch ha fatto con parte della Foresta Amazzonica.

Il Signor Eliash è una persona molto importante nel suo campo, è il Presidente del consiglio di amministrazione e CEO della compagnia Head, conosciuta per l’equipaggiamento da tennis e da sci. E’ anche un banchiere e un produttore cinematografico negli UK, membro anche della Fondazione Internazionale della Pace.



Nel 2006 dunque Johan Eliasch ha comprato 200 mila ettari della Foresta Amazzonica da una compagnia atta all’abbattimento di alberi in Brasile. Questo terreno ha un alto valore commerciale appunto per l’alta densità di alberi che si possono sfruttare per l’industria della carta. Johan Eliasch adora gli alberi e comprende quanto siano importanti per gli esseri umani.

L’imprenditore permetterà anche gli scienziati di utilizzare la sua terra per fini di esplorazione e di ricerca di specie sconosciute.

In una recente intervista concessa a Chanel 4, Eliasch ha espresso il suo amore per gli alberi e per la loro conservazione. Ha continuato dicendo:

“L’Amazzonia produce il 20% di ossigeno per il Pianeta, quindi è importante preservare la foresta pluviale“. Incoraggia poi gli altri a fare lo stesso, affermano che più gente compra la foresta e meno saranno gli alberi abbattuti.

Ha poi aggiunto:

“L’investimento è un ottimo affare: si fa qualcosa di buono per il Pianeta. I gas ad effetto serra e le attività degli uragani hanno una certa connessione con il taglio della foresta pluviale. Dobbiamo preservare la foresta per evitare disastri globali.”

Attualmente, ogni minuto, 2000 alberi della foresta amazzonica vengono tagliati. 20 miliardi di tonnellate al giorno.