mercoledì 15 gennaio 2014

Il cambiamento di mentalità

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La produzione in grande serie che sino a pochi anni fa riempiva le giornate lavorative delle falegnamerie italiane ormai è scomparsa.
Da alcuni anni a questa parte e sempre di più nel futuro, le aziende del settore immobiliare stanno cambiando o ampliando, la loro tipologia di clientela.
Questo cambiamento si trascina conseguenze che possono diventare incredibili opportunità di crescita e sviluppo, o inesorabili fallimenti.
Cambiare clientela significa avere richieste diverse dalle solite.
Questo porta a rivedere molti aspetti in azienda: gestionali in ufficio, macchine in lavorazione, tempi di consegna ed tanto altro ancora, ma soprattutto richiede un sforzo a quelle persone che comandano e che prendono decisioni.
Devono cambiare mentalità!

Ma quante volte abbiamo sentito dire: “questa azienda non cambierà mai…..perché chi comanda non riesce a cambiare mentalità”!
Questa frase, che anche noi sentiamo ripetere spesso nelle riunioni o negli incontri con il personale dell’azienda, impiegati ed operai, alla fine….….non è del tutto sbagliata!  Anzi!
Purtroppo, però, non è così facile da attuare.

Anche se l’argomento è vasto e include molti aspetti della produzione, vorrei evidenziare un problema che da tempo stiamo affrontando in una falegnameria, nostra cliente.
Questa esperienza non è da sottovalutare e capita anche ad altre aziende.

La falegnameria in questione è nata per produrre “oggetti” in media serie e con relativa flessibilità.
Il suo cliente principale lavora per la cantieristica che motiva ordini in grande quantità.
L’azienda decide così di acquistare un macchinario più evoluto e gestito da un solo addetto; acquista ed installa un gestionale per organizzare la programmazione degli ordini verso la lavorazione.
Ciò per una produzione di ca 100 “oggetti” a turno.

La macchina ha così ben lavorato fino a quando gli ordini erano formati da grandi quantità e oggetti simili fra loro (lavorazione in serie).
Poi, alcuni anni fa, il cambiamento e la contrazione del mercato, hanno fatto subire all’azienda un crollo degli ordini al quale la rete commerciale ha dovuto (fortunatamente) sopperire con altri ordini però di piccole quantità e diverse tipologie.

Adesso capita che, per ripagare i propri costi, la falegnameria dovrebbe produrre ca 85 “oggetti” a turno, mentre il budget ne richiede almeno 95.

La falegnameria, obbligata a lavorare su commessa, cerca di “cambiare mentalità” ma, come per tutti i cambiamenti, non è semplice e neppure veloce.
Si comprende che qualcosa non va: la macchina in questione (come altre…) non fa più la produzione giusta e passa da 100 “oggetti” ad una media di ca 60.
Del tutto insufficienti a ripagare i costi.

Si pensa subito (o quasi…) alle cause.

“Sarà colpa dell’operaio che non sa gestire la macchina e ad ogni cambiamento fa calare le quantità”.
Classico giudizio……probabilmente frettoloso e sbagliato.

Interpellati, abbiamo analizzato quei motivi che causavano una così alta percentuale d’improduttività ragionando il sistema dall'inizio e non dalla singola analisi della macchina.
Di seguito troviamo cause e soluzioni.

Sembra banale, ma la causa principale del problema stava non nella macchina o nell’operaio, bensì nel sistema gestionale che, non prevedendo la programmazione per commessa, non poteva più essere utilizzato nello stesso modo e che, non essendo mai stato completato, crea difficoltà alla persona addetta a questa lavorazione.
Prima venivano fatti pochi lotti (gruppi di ordini più o meno uguali), mentre adesso sono un numero crescente e di modesta, se non singola, quantità.

Ci si accorge allora delle cause che questo comporta nell’effettiva lavorazione:
1 La vecchia istruzione dell'operatore fa si che la macchina completi il ciclo precedente per caricare i dati sul PC e necessari a selezionare il successivo lavoro, interrompendo la continuità di lavorazione tante volte quanti sono gli ordini caricati.
Prima, avendo pochi lotti, nessuno se ne era mai accorto e questo portava poca improduttività.
2 La distinta che l'operaio legge non essendo del tutto affidabile per alcuni inesattezze sul programma di calcolo e incompleta nella modellistica, ci obbliga alla capacità e conoscenza dell'uomo.
Ad oggi basta che "chi comanda" imponga di segnare questi punti e poi trasmetterli all'ufficio tecnico per gli aggiustamenti.
3 Il magazziniere è costretto a modificare il suo metodo di lavoro, perché riceve molti più ordinativi e composti da oggetti diversi.  E’ quindi costretto a molti spostamenti ed impiega più tempo per rispettare i prelievi per priorità (cioè non può prendere oggetti uguali a quelli che dovranno entrare in lavorazione nelle settimane successive.)
La conseguenza sta nella mancanza di quel vantaggio costante necessario a garantire la presenza del materiale pronto alla lavorazione.
L’operaio si accorge di questo ed consapevolmente o meno rallenta e produce meno.  
4 La frequenza degli azionamenti a cui la macchina è sottoposta, sollecita usura e manutenzione; in periodi di maggiore economicità, ci si costringe a “fare da soli” e questo non è sempre rimandabile o sufficiente.
Quindi la macchina lavora male sino a creare rifacimenti per mancanza di qualità.
Inoltre se si blocca, non produce.
E aumentano le ore improduttive, nel fermarsi, capire il problema, intervenire e ripartire.
E talvolta, comunque, deve essere chiamato il tecnico!
5 A complicare le cose, ci sono poi cause esterne di malformazione, essenzialmente dovute ai fornitori e che andrebbero fatte presenti prima possibile, ma che, spesso, si rimandano per vari motivi di disponibilità o di rapporto.

Quindi, tornando al problema di fondo, solitamente quando ci accorgiamo del problema, è già tardi, anche perché probabilmente si è presentato altre volte, con inevitabili conseguenze passivamente subite.
E’ preferibile esaminare subito le difficoltà dovute ai cambiamenti, analizzando e non solo circoscrivendo il problema, ma verificando anche il “contorno”.
Spesso le difficoltà derivano o causano altre complicazioni.

Questi procedimenti e questi correttivi sembrano banali, ma fanno parte di un complesso e difficile sistema che porta ad un inevitabile “cambiamento di mentalità”.

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venerdì 20 dicembre 2013

Buone feste a tutti!!!



Anche il 2013 è oramai trascorso e, come di consueto, rinnoviamo gli auguri di buone feste a tutti coloro che ci conoscono, che lavorano con noi o che ci seguono sul blog.                  
Seppur sempre graditi, gli auguri di quest’anno vorremmo fossero considerati ancor più importanti dei precedenti e precursori di buon auspici.
Troppe sono le aziende costrette a cessare l’attività e troppe sono le persone e le famiglie messe in difficoltà da un’assurda realtà politica e finanziaria, che ancora non da segnali di ripresa e tranquillità.
Ma tutti noi siamo ancora qua, corriamo e lottiamo perché crediamo in quello che facciamo e questo alla lunga, porterà sicuramente dei risultati.
Perciò auguriamo a tutti Voi buone feste, confidando che queste piccolo periodo di calma porti idee nuove ed il lavoro necessario ad affrontare un periodo ancora molto complesso.
Buon Natale ed auguri per un felice 2014!

giovedì 14 novembre 2013

A natale la produzione fa miracoli...

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L'ultima volta che ho detto ad un nostro cliente, parlando delle difficoltà nel rispettare le date di consegna degli ordini a portafoglio, la frase "...a Dicembre la produzione di solito fa miracoli...", mi ha risposto dicendo con un sorriso: "Sarà grazie all'aiuto di Babbo Natale!"
"Può darsi" - ho detto - "ma forse ci sono ragioni ben diverse e un po' più tecniche di questa!"
Dato che la persona con cui dialogavo, è una nuova lettrice del nostro blog, approfitto dell'occasione per continuare la nostra conversazione.

Si deve considerare che un'azienda produttrice, sia di finestre, porte o persiane, sia di cucine ed arredamento, ha continuamente la possibilità e la scelta di aumentare la propria quantità di produzione.
Ripeto spesso ai nostri clienti una frase: "Se non sei dipendente da fattori esterni, ma sei tu a comandare te stesso, sono le scelte che fai a determinare la tua forza produttiva".
Sicuramente ci sono molti eventi (oltre ai fornitori esterni) che possono causare un calo della produttività; dopotutto le aziende sono legate al personale di ufficio e lavorazione che, al contrario di macchine automatiche, hanno il diritto ad un orario ben preciso, a delle pause, permessi, malattie, giornate storte, ecc...
Comunque sia, sono le scelte imprenditoriali e l'utilizzo di alcuni mezzi o strumenti a determinare il buono o il cattivo tempo.
Fare più ore nei reparti strategici (come il "collo di bottiglia" oppure in quelli con minor flessibilità) ne è proprio un esempio; ci saranno dei costi maggiori, questo è sicuro, ma quelle ore permettono di fare quantità superiori agli standard e di recuperare eventuali ritardi accumulati.
La programmazione è una seconda arma. Sapere quali ordini sono a portafoglio, quali e quanti sono in consegna in quella settimana, quale è l'occupazione del personale e quale delle macchine in lavorazione, ci fornisce un controllo ottimale che permettere di spostare ordini di importanza inferiore a discapito di altri fondamentali, anticipare o posticipare date di consegna, spostare uomini da un reparto ad un altro e così via...
Inoltre, il responsabile in lavorazione oppure un continuo ed adeguato controllo da parte della direzione, è comunque il miglior modo per mantenere alta la produttività e rispettare gli accordi presi con i clienti, ma anche per ridurre i costi, rispettare la qualità, eliminare o quasi le contestazioni e molto altro ancora.
Con questo non voglio dire che la gestione di una falegnameria è cosa semplice, anzi, vorrei solamente ripetere l'importanza di un controllo e di una gestione organizzata, determinata dalle scelte fatte.

Se poi, come dice la nostra cliente, Babbo Natale decide di farci un bel regalo, gli saremo sicuramente grati.
Oppure se addirittura il "Superiore", dato il periodo, fa anche un bellissimo miracolo, festeggeremo tutti quanti un fine anno meraviglioso, sia i produttori che i clienti.

A presto!

giovedì 31 ottobre 2013

IL LEGNO SANTO E DISPETTOSO

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In occasione della festa di Ognissanti un nostro cliente, la Porte a Porte di Teano (CE), ha inviato questa simpatica mail a noi e a tutti i loro clienti e contatti dei social network, con delle piccole pillole di curiosità di questo periodo.

Essere sempre presenti nel "sociale" grazie a Facebook, Twitter, Linkedin ma anche semplicemente tramite l'intramontabile e-mail, è una cosa giovane, intelligente, facile, utile e perché no....anche divertente!

Approfittiamo quindi per fare i nostri complimenti a chi fa già uso di questi sistemi, a chi sta pensando di iniziare e a chi lo farà davvero.

Siamo oltretutto contenti di pubblicarla sul nostro blog per le falegnamerie, approfittando dell'occasione per farvela leggere e augurarVi buone feste.



In Italia esiste il Legno Santo?
Il cachi (diospyros kaki) si usa chiamarlo “legno santo”. 
Deriva proprio dal nome scientifico “diospyros” che rimanderebbe appunto al carattere divino di questa pianta. 
Ma i cachi sono anche dispettosi... visto che siamo anche in tema Halloween!
I suoi frutti sono spesso ingannevoli, se pur dall'aspetto invitante, quando non sono ancora maturi risultano allappanti.  

Ma non solo...
Anche in America hanno un loro "legno santo"!
Il Guaiacum Sanctum è una pianta dell'America Centrale.
E' un piccolo albero dalla crescita lenta che raggiunge i 12 m di altezza, oramai difficile da vedere di queste dimensioni a causa del taglio per ricavarne legname. E' durissimo e pesante infatti il suo peso specifico è superiore a due, e quindi non galleggia.

E allora buon ponte di Ognissanti!

martedì 15 ottobre 2013

OPEN DAY - Consorzio Legno Legno

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Verona, 15 Novembre 2013 

Ingresso riservato ai serramentisti, rivenditori e progettisti  iscritti








L'evento è una giornata di cultura del serramento che coinvolgerà le aziende dell’intera filiera proponendo aggiornamento e dibattiti sugli argomenti di più forte attualità.

Le aziende partner  fanno conoscere la propria realtà aziendale esponendo i propri prodotti e ritrovati di ultima generazione.
L'incontro tecnico-commerciale offre ai serramentisti l'opportunità di concretizzare nuove relazioni con i fornitori e di allargare il loro mercato di riferimento.



lunedì 7 ottobre 2013

MADE EXPO 2013 - "Na festa paesana"

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E' iniziata così la nostra visita al Made Expo di Milano.
Solo dopo pochi minuti dall'ingresso ai padiglioni di nostro interesse, ci siamo incontrati con una persona che nel parlare ha definito come "na festa paesana" una delle fiere più importanti per il settore del serramento e dell'edilizia in generale.
La cosa in un primo momento ci ha fatto sorridere, poi però ci ha fatto riflettere...
In effetti la sensazione che ha dato, non solo a noi ma a molte delle nostre conoscenze, è proprio quella di un ritrovo di persone che si conosce da sempre e che ha poco o niente da raccontarsi. Solite facce, discorsi monotematici sul periodo difficile ed assolutamente poche novità.
Troppo poche per una fiera che dovrebbe dare coraggio alle persone che ci lavorano dimostrando l'importanza indiscussa del settore dell'edilizia ed invece, purtroppo, la realtà del periodo è ben diversa e solo alcune piccole isole si sono staccate dalla terraferma e navigano incontrastate in un mare totalmente inquinato.
Tuttavia, durante i primi 2 giorni di fiera si sono viste poche persone, come pensavamo, mentre il 3° giorno ci siamo dovuti ricredere perché a momenti i corridoi erano pieni. Speriamo sia un bel segnale positivo anche se, un giorno di affluenza è comunque troppo poco.

Quello che abbiamo potuto notare, è stata la misera presenza dei produttori di serramenti in legno, al contrario della buona partecipazione dei produttori di porte, sia per quanto riguarda i soliti nomi di prestigio come Tre P - Tre Più, Ferrerolegno, Door2000, ecc.. ma anche delle piccole industrie come Porte a Porte, CiesseDomus, Giomo porte e altro ancora.
La sensazione che abbiamo avuto, è stata l'esposizione di prodotti di minor prezzo da parte delle aziende leader nei settori, quasi a voler dimostrare un interesse e coinvolgimento a fasce di mercato diverse dalle loro abitudini, che invece stanno diventando sempre più di nicchia.
Per quanto riguarda le poche novità, la finestra con giunzione meccanica presentata da due aziende con soluzioni un po' diverse; in un caso con viti e tiranti a bussola, nel secondo con cerniere tipo mobile.

Notevole l'affluenza e l'interesse da parte dei paesi esteri e tutto ciò farebbe ben sperare in una ripresa del settore con sbocchi verso altri mercati.
Purtroppo, nonostante questa importante visita in Italia, molte delle grandi aziende sempre viste al Made Expo come De Carlo, Pavanello, ecc... hanno preferito non presentarsi nemmeno, dando la sensazione di non credere più al mercato nazionale e dimostrando massima concentrazione verso nuovi orizzonti.
Speriamo che questa possa essere una valida soluzione sia per loro, sia per le piccole imprese che in questo modo potrebbero tornare ad avere spazio nel mercato italiano.

Ci auguriamo infine che questa "festa paesana" riesca a portare nuovi sorrisi sui volti della gente, simbolo di serenità ed allegria, che ad una festa come nel lavoro, non dovrebbero mai mancare.


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lunedì 23 settembre 2013

Uno dei problemi peggiori nelle falegnamerie

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Immaginiamo di essere un privato che deve comprare delle porte per la propria casa.

La prima cosa che faccio è guardare su internet. Cercherò qualcosa del tipo... "porte da interni", o ancora meglio "porte in legno" e anche "porte economiche".
Mi appariranno, oltre ai distributori come Leroy Merlin, anche i grandi nomi di industrie italiane.
Personalmente ho già un'idea della porta che cerco e quindi esamino il sito internet nel tentativo di trovare una rivendita vicino a casa mia o il costruttore che corrisponde di più alle mie necessità.
Prendo indirizzo, telefono, prenoto appuntamento e mi dirigo nel negozio.
La persona di competenza mi illustra i prodotti, mi consiglia il materiale più giusto e poi mi lascia del tempo a mia disposizione per effettuare la scelta.
Scelgo! Sono convinto. Inizio a fare l'ordine. Dico tutto quello che mi serve, rispondo alle domande informative e poi arrivo a trattare due punti, che per me che non sono del settore, sembrano due cose banalissime: lo sconto e la data di consegna.
Quella bella atmosfera che c'era fino a poco fa svanisce in un attimo. Avverto qualcosa nell'espressione del venditore che non è più la stessa di prima. La battaglia è iniziata e suppongo che sia per colpa della richiesta di sconto. Beh, era presumibile che gliela chiedessi, non è così?
Immagino d'indossare l'armatura, di brandire la spada e di incominciare il duello quando.......il venditore mi dice: "non c'è problema, quest'azienda prevede il 20% di sconto, ma io sono ancora più buono e le vengo incontro facendole il 23%".
Sono sconcertato ma allo stesso tempo contento. Immaginavo uno scontro all'ultimo sangue ed invece, dopo pochi minuti, ho già ottenuto il 25%. 
Smetto di chiedere, quasi per compassione. Capisco il periodo difficile per le aziende italiane dovuto alla crisi, ma non pensavo fino a questi livelli. Comunque sia, contento per il prezzo ottenuto (anche se non è mai abbastanza), ritorno sul secondo argomento accennato poco fa... la data di consegna!
Per un attimo, mi torna in mente l'espressione rigida e perplessa del venditore, quando avevo posto le mie domande. Io pensavo fosse impaurito dallo sconto....e se fosse invece per la data in cui deve fornirmi il materiale? In effetti mi creerebbe molti problemi se sgarrasse la data precisa. Devo accordarmi con muratori, elettricisti, imbianchino e chissà quanti altri che adesso non mi vengano in mente...
Allora mi sorge spontanea una domanda.
"Mi scusi, ma quanto tempo ci vuole per avere queste porte?
Il venditore estrae dal cassetto un libretto abbozzato. Mi passa un brivido pensando all'affascinante catalogo presentato poco fa e al meraviglioso listino prezzi che aveva per le mani. 
Sfoglia una pagina, ne sfoglia una seconda....torna indietro alla prima....e poi, dopo aver riempito d'aria i polmoni con un sospirone allarmante, mi dice: "beh sa, siamo un po' impegnati in questo periodo dell'anno, però sempre per venirle incontro, diciamo che in un mese, massimo un mese e mezzo, dovrei farvele avere e montate a casa..."
"Cosaaaaaaaaa?!?!?" 
Fra 1 mese e mezzo? Per quel giorno pensavo di aver preso già anche il cane ed invece sarò ancora ad aspettare le mie porte.
Una goccia di sudore scivola dalla mia fronte. Prendo un fazzoletto e mi asciugo. 
Guardo il venditore, che invece di fazzoletti ne ha già finito un pacchetto, e gli dico: "si potrebbe fare un po' prima?"
La carnagione del venditore passa dall'abbronzato, al rosa, per finire sul bianco pallido. Accidenti, ora sviene! Ma perché?!??!?!
Ha davvero così paura a dirmi una data di consegna oppure ci vuole più a fare una porta che a costruire la mia villetta? 
Poi, quando tutto sembrava perduto, il venditore si riprende dallo shock subito, come se nulla fosse. Si aggiusta il colletto della cravatta e mi dice: "Certo signore, nessun problema. Firmi qui ed in 30 giorni le assicuro che la sua casa avrà delle bellissime porte!"
Prendo la penna, firmo e contento ma un po' titubante faccio finta di uscire dal negozio.
Pochi istanti dopo il venditore fa una telefonata, passando il nuovo lavoro direttamente al produttore e dice queste parole, che portano tutta la verità ai miei occhi: "Ciao, è venuto un nuovo cliente, abbiamo un altro ORDINE URGENTE..."!

Questo racconto inventato, purtroppo non è una realtà così lontana.
Alcune delle nostre aziende italiane, capaci di fare ottima qualità anche in tempi brevi, hanno delle lacune sull'organizzazione e nel rispetto della data di consegna accordata. Questo deve assolutamente cambiare.
L'organizzazione è fondamentale per un'industria. 
L'affidabilità sulla consegna è fondamentale per il cliente.


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venerdì 23 agosto 2013

La domanda di un nostro lettore

Contatti
Dedico questo articolo a tutte le persone che leggono il nostro blog, ma in particolar modo a quella persona di cui non posso fare il nome, per ovvie ragioni, che ha scritto nello spazio dedicato "Hai da fare una domanda?" (a fianco sulla destra) queste testuali parole:
"Salve a tutti, sono xxxx ed ho una falegnameria a Bergamo. Come molti, se non quasi tutti, viviamo male in questo periodo e dato che il governo non ci sostiene e le banche non danno più soldi, credo che dovremo trovare una soluzione interna alla nostra azienda. Dobbiamo aiutarci da soli altrimenti chiuderemo.
Ho visto quali servizi date alle aziende e vorrei capire meglio cosa intendete per check-up.
Grazie"










Per prima cosa vorrei ringraziare il Sig. xxxx per averci contattato. Ci fa sempre molto piacere quando riceviamo messaggi o domande dai nostri follower.
Il check up, è un controllo dello stato attuale della Vostra azienda e serve ad analizzare l'organizzazione, i reparti di lavorazione e i sistemi gestionali/produttivi, con gli occhi di una persona esterna che conosce realtà industriali e artigianali, molte delle più o meno note aziende costruttrici di macchine, utensili, impianti e movimentazioni di questo settore, ma anche sistemi e software organizzativi presenti sul mercato.
Per effettuare un esame abbastanza completo normalmente impieghiamo da 1 a 2 giorni con la collaborazione di alcune persone dell'azienda in grado di rispondere alle nostre domande chiave.

Vorrei precisare che un check up è l'ottimo strumento che permette di verificare quali sono gli errori più evidenti nella propria struttura ed i punti più critici da correggere.
Dopotutto è facile non accorgersi quali e dove sono i problemi, soprattutto vivendo quotidianamente la stessa realtà.......non credete?

Ci piace paragonare un nostro check, ad una visita di controllo dal medico di fiducia.
Come a volte succede, andiamo dal dottore per un problema e lui ha il compito di individuare e intervenire su quelle cause che lo hanno motivato, ed in modo che non ricapiti più ci prescriverà la cura più appropriata.     La cosa non sempre è piacevole, ma cosa sarebbe successo se non lo avessimo saputo?
Quando il problema è di poco valore siamo in grado di curarci anche da soli, altre volte invece, c'è assolutamente bisogno delle cure di uno specialista.

Per il nostro check è proprio uguale; può capitare che oltre ai problemi di cui siete a conoscenza ce ne siano altri, ma poi, prescrivendoVi la giusta cura, sarete in grado di gestire al meglio la Vs. azienda.
Sta solo a Voi decidere se curarvi da soli o servirvi della nostra consulenza, specifica per le falegnamerie!




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domenica 18 agosto 2013

La programmazione degli ordini

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Pensandoci bene, sono già dieci anni che faccio questo lavoro nello studio di mio padre, ma se provo a ricordare i miei primi giorni, sembra essere passato un eternità.
Più che altro, mi sembra di aver cambiato mestiere!
La realtà invece è un'altra; il mio lavoro è sempre lo stesso ma è il mondo ad essere cambiato e sono le richieste dei clienti e le esigenze del mercato ad essersi trasformate.








Ricordo che le nostre consulenze nel 2003, erano volte soprattutto all'acquisto di macchinari e a progetti e ristrutturazioni di fabbriche. Consigliavamo quale centro di lavoro comprare, quale linea di produzione fosse migliore, andavamo a conoscere le aziende costruttrici per capire i pregi ed i difetti per consigliare al meglio il nostro cliente. Parlavamo di movimentazioni interne, rulliere, traslatori, navette elettroniche, caricatori, manipoltori, magazzini automatici e così via...
La vita delle aziende che seguivamo era abbastanza rosea ed in continua crescita. Posso dire di avere iniziato a lavorare negli ultimi anni di un periodo eccezionale, che ormai è stato distrutto e che dobbiamo ricostruire da soli, con le nostre mani.
Per questo motivo, chi non ha perso le speranze è ancora qua con noi, a combattere per tutto ciò che ha costruito negli anni passati, non pensando più solamente ad acquistare macchine o a progettare fabbriche nuove, ma a riorganizzare la propria azienda, facendo attenzione a tutti quei particolari, che in un periodo dove tutto va bene, dove il lavoro ed i fatturati non erano una grande preoccupazione, venivano posti in secondo piano nonostante la loro logica importanza.
A quali particolari faccio riferimento?
Beh, in questo momento devo generalizzare, poiché gli argomenti sarebbero troppi e diversi fra loro.
Quindi parlerò della programmazione degli ordini, una delle cose che fino ai giorni d'oggi non ha mai attirato l'attenzione di tanti e che invece meritava da sempre molto interesse.
Programmare la lavorazione, per un’azienda produttrice di finestre, porte, mobili, cucine, sia grande che piccola realtà, è il punto di partenza.
"Se parti male, non puoi che finire peggio" diceva un vecchio proverbio!
Immaginate di essere un atleta di atletica leggera. Il vostro lavoro è correre ed arrivare all’arrivo prima degli altri. Dovete fare un percorso semplice, ma senza errori. Qualsiasi sbaglio può farvi rallentare e arrivare ultimi. Il vostro coach vi ha sempre spiegato che correre è importante, ma che i secondi da guadagnare sono alla partenza. E' li che puoi decidere se partire bene, lanciato verso l’arrivo, oppure se farti rubare dal tuo avversario quei centimetri così fondamentali. Pensa un po'.....se parti inciampando!!!
Ecco, molte aziende, ancora oggi e senza accorgersene, partano inciampando.
Noi abbiamo creato, frutto di tante esperienze, un sistema di programmazione ed organizzazione ideale per le falegnamerie. Lo abbiamo chiamato "Lista", si, proprio come quella della spesa, perché abbiamo voluto evidenziare la semplicità e la funzionalità di un oggetto elementare di facile comprensione ed utilizzo per tutti, ma di evidente importanza per la gestione ottimale dell’attività.
Provo ad elencare alcune delle funzioni del programma, che noi definiamo un sistema ed un concetto di lavorazione, che obbliga ad un metodo da seguire che non lascia possibilità di errori e che si occupa di programmare gli ordini da lavorare. Non fa ne schede di produzione, ne preventivi, ma mantiene ed utilizza tutti i dati necessari.
Mi spiego meglio: quando arriva un ordine in azienda, dopo che il cliente ha accettato il preventivo, dovrebbe essere fatta la conferma d'ordine, ovvero l'accordo sottoscritto dall'azienda per un lavoro. Questo è un punto importante, perché da chiarezza su cosa fare e stabilisce i tempi per la consegna con una data ben precisa.     Il cliente deve restituire la CO firmata per accettazione.  Se ciò non viene fatto, l'azienda dovrebbe sollecitarlo per non far slittare la data di consegna alla settimana successiva (e con un continuo rischio d’incomprensioni. Non è vero?).
La data di consegna deve essere calcolata, non solo sulla base dei tempi di produzione, ma anche su una situazione di magazzino e dei lavori in corso, controllando in modo semplice e veloce, almeno i punti di partenza e di fine lavorazione (cioè la prima lavorazione ed il montaggio finale).
Poi deve essere determinata la data d’ingresso in lavorazione, controllando la fattibilità con gli acquisti ai fornitori esterni, oltre all’impegno uomini/impianti e le priorità di lavorazione. Tutto questo, sulla base di un ciclo di lavoro determinato da continui cambiamenti come  guasti, assenze, urgenze o modifiche ai programmi se non  addirittura improvvise aggiunte di quantità.
Oggi questa è la flessibilità richiesta dal mercato e non si può più negarla.
Già c'è poco lavoro quindi perché rinunciare a degli ordini solo perché difficili da gestire?
Poi ci sono da programmare le consegne, i lavori da terzi, come la verniciatura e a complicare ancora di più la situazione, i trasporti, con problemi di corrieri o spedizioni a clienti non sempre sono pronti a ricevere le merci, o quelli che non sempre pagano puntualmente, ecc.... e tutto questo va fatto rispettando una data decisa molti giorni prima. Talvolta anche troppi giorni prima, tanto da far pensare che, qualche volta, era meglio non perderci tempo, perché troppo difficile da calcolare e comunque mai rispettata.
Ed invece no! proprio no! Le aziende di oggi, non possono più permetterselo!
So che sembrano cose banali e molti penseranno: "ma io le faccio tutte queste cose" o "i miei problemi non sono questi, ma ben altri e più seri" o ancora "non è vero che la programmazione è così importante, deve funzionare per prima la lavorazione", e così via....  E a chi la pensa così vorrei chiedere: "Ma ne siete proprio sicuri?"
Adesso tornate a paragonare la partenza di atletica con la vostra programmazione e chedeteVi:  "Cosa succede se non programmo bene il mio lavoro?"




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venerdì 12 luglio 2013

Un esempio di "malainformazione"!

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Due o tre giorni fa, mi sono ritrovato in una piacevole conversazione con il titolare dell'albergo in cui ho pernottato. Poco prima di scendere nella sala ristorante, ero salito in camera per appoggiare i bagagli e, come spesso faccio (forse per deformazione professionale), mi sono messo a guardare le porte, l'arredamento e le finestre. Proprio quest'ultime mi avevano un po' sorpreso perché in alta montagna, avrei pensato e preferito trovare un bel serramento in legno, magari di una grande sezione certificati casaclima ed invece mi accorsi che il pvc mi aveva raggiunto anche li.
Un po' dispiaciuto decisi comunque che quel modesto infisso, tra l'altro semi-nuovo, montato male e già ingiallito internamente e corroso esternamente, non mi avrebbe assolutamente tolto l'appetito. E così è stato...
Infatti, dopo la gustosa cena, l'albergatore mi consigliò un bell'amaro Lucano, tipico della zona iniziando così la chiacchierata. Tutto partì dalla descrizione degli amari della Basilicata e sfociò nella scelta fatta da quest'uomo, circa 10 anni fa, sugli infissi da mettere nel proprio albergo.
Prima di sapere cosa potessi fare di lavoro, con grande gioia e soddisfazione mi disse: "ho fatto la scelta giusta, ho scelto il PVC".
Nonostante l'incredibile voglia di esporgli il mio pensiero, descrivendoli tutta la relazione tecnica che abbiamo fatto sulle differenze fra questi due materiali  "RELAZIONE: Differenze fra infissi in legno e pvc", mi sono limitato a scherzarci un po' e gli ho chiesto di motivarmi la sua scelta.
Lui, sempre con orgoglio, mi disse che nonostante il legno sia visibilmente più bello, non aveva chiesto neanche un preventivo ma era andato sicuro verso l'economica finestra di plastica.
L'uomo, che cito di esempio solamente per esprimere un concetto di malainformazione, ha continuato con queste parole: "beh, non so se lo sa, ma il pvc non ha bisogno di manutenzione, rimane bianco praticamente in eterno e poi almeno non ho tagliato nessun albero.....sono amico della natura sa!!!!"
Mi sarei messo le mani nei capelli, credetemi. Mi sono anche chiesto da quanto tempo non guardasse i suoi cari infissi. Vabbè...
Non potendo e non volendo fare mattina per fargli capire cosa aveva comprato e cosa avrebbe potuto comprare scegliendo un infisso in legno allo stesso prezzo, mi sono limitato a spiegargli che le cose non stavano proprio come le pensava. Se non ricordo male, non volendo fare il presuntuoso ed il saccente, credo di avergli risposto con queste parole. "Quando sono andato in camera non ho guardato le finestre, quindi non posso darle un mio parere. Ma considerando il suo entusiasmo devono essere veramente belle! Ricordo di aver letto da qualche parte, però, che tagliare gli alberi fa bene alla natura e che la durata di un serramento in legno, a parità di manutenzione, è maggiore rispetto all'alluminio e al pvc dato che le vernici hanno fatto grandi progressi negli ultimi anni."
Mi ha risposto: "Chi lo sa chi ha ragione. Ma credo proprio che abbia letto male sa?!"
Sentendomi un po' punzecchiato conclusi così: "beh, forse ha ragione lei, ma io sceglierei comunque gli infissi in legno. Dopotutto a me piacciono le cose vere, fatte dalla natura. Si immagini di dover scegliere una donna: prenderebbe quella con il seno naturale o la rifatta col silicone?"
Per fortuna ci siamo lasciati con una inevitabile grande risata, ma purtroppo, con la stessa malainformazione di sempre.


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