venerdì 26 aprile 2013

Stimolare le risorse umane

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Sul Giornale "La Stampa" lo scorso 21 Aprile 2013, è stato pubblicato dalla giornalista Stefania Marra, un articolo dedicato ad una ditta ben conosciuta dai falegnami: la "Renner Italia".

















In questi tempi di crisi, quando si parla di tagli e risparmi, viene naturale preoccuparsi.
Ma non è sempre così, come dimostra l'esempio della Renner Italia, azienda che produce vernici per legno con sede a Minerbio, in provincia di Bologna.
Anche in virtù dei risparmi ottenuti nei consumi energetici, tutti i duecento dipendenti hanno ricevuto un bonus di duemila euro lordi. In pratica uno stipendio in più.
Questo importante traguardo è il risultato di un accordo stipulato lo scorso anno tra azienda e sindacato in occasione del rinnovo del contratto.
"Obiettivo comune era l'ottimizzazione dei costi, spiega Marco Grandi, sindacalista della Filctem-Cgil, è stato
così individuato un pacchetto di spese su cui si poteva incidere, legate agli oneri per energia elettrica, gas, acqua e per lo smaltimento dei rifiuti. Spese che per un azienda chimica sono importanti".
Notevoli risultati ottenuti con un taglio del 7,5% su una "bolletta" complessiva di 1,5 milioni di euro nel 2011: la metà della cifra risparmiata è andata alla Renner e l'altra metà ai dipendenti.
Già tre anni fa un primo accordo aveva previsto che i dipendenti partecipassero per il 15% agli utili; "quello stipulato nel 2012 è però una sorta di apripista in tema di risparmio energetico" sottolinea Grandi.
Per ora la Renner è l'unica impresa del territorio ad aver sottoscritto un'intesa simile. E a Gennaio l'azienda di Minerbio ha ricevuto il premio Impresa Ambiente, conferito dal ministero dell'ambiente e da Asset - Camera di commercio di Roma alle imprese che si distinguono nel campo della sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale.
"E' un riconoscimento che va alla visione strategica e al sistema di gestione Renner Italia" dice Giuseppe Tripaldi, direttore di Asset.
Le cifre parlano chiaro: a fronte della crisi generalizzata, Renner ha assunto una trentina di giovani negli ultimi due anni (sono previste altre 5 assunzioni nel 2013). Ha quasi quadruplicato gli utili rispetto allo scorso anno, raggiungendo quota 1,95 milioni. E il fatturato è cresciuto del 10,3%.
Traguardi che abbinati ai risparmi, hanno regalato ai dipendenti quella che l'amministratore delegato Lindo Aldrovandi definisce "una quindicesima mensilità".
"il risparmio energetico e le buone pratiche aziendali, spiega l'ad, sono idee con cui difendiamo il potere d'acquisto delle famiglie in un momento difficile del paese. Due progetti alla cui realizzazione hanno contribuito tutti".

Approfittiamo dell'occasione per fare i nostri complimenti alla Renner per questa ottima iniziativa che, anche noi, consigliamo ai nostri clienti (anche in forme di semplici premi ad obiettivo) come forma di investimento sulle proprie risorse.

Coraggio imprenditori!



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sabato 20 aprile 2013

Aziende degne di grande nota


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Abbiamo la fortuna di collaborare da diversi anni con tre aziende simili, che producono porte per interni.
Una in Toscana, l’altra in Campania ed un’altra ancora in Basilicata.











Le cose che le rendono simili e che costituiscono alcuni dei loro punti di forza, oltre al prodotto, sono:
1 la lavorazione essenzialmente “a commessa”
2 il servizio di rapida consegna
3 l’alto grado qualitativo dei prodotti finiti
4 l’elevata gamma di modelli

Ne vogliamo parlare perché, nonostante si dica che “tutti oggi lavorano a commessa”, la realtà che abbiamo potuto constatare girando per le falegnamerie italiane è ben diversa.
Infatti, specialmente per questa tipologia di prodotto, il mantenimento di un prezzo di vendita contenuto ed appetibile dal mercato, da 100 a 300 €, è condizionato da produzioni di grande serie e spesso dal mantenimento a magazzino.
La ditta Braga s.p.a., ad esempio, sta diventando uno, se non il più grande produttore Italiano di porte e loro componenti, produce in larga serie sia gli imbotti che i pannelli tamburati o il semilavorato per quelle porte chiamate intelaiate. Andando incontro alle richieste del proprio mercato, ha portato avanti un'idea che sta avendo un grande successo; ha favorito lo sviluppo di depositi regionali a terzi, mobilizzando il proprio magazzino e creando una rete di vendita particolarmente capillare.
Ma questa continua ad essere lavorazione in serie...

Le richieste del mercato attuale e futuro, prevede sempre più un’elevata personalizzazione degli articoli, oltre a dimensioni variabili, alle tipologie, alle finiture, alle essenze, ai colori, ecc.
Per non parlare delle incisioni, delle sfinestrature, delle ferramente e chissà quanto altro ancora!
Lavorare sul venduto con una gamma di prodotti che racchiude decine di modelli e altrettante composizioni, colori, essenze, accessori, ecc., implica un sistema organizzativo particolarmente complesso e, non ultimo, il fattore costo che deve rientrare nella fascia di mercato.
Se poi parliamo di quantità giornaliere comprese tra le 70 e le 120 porte, una diversa dall’altra, una verniciata e l’altra in laminato, forse è più facile comprendere la complessità di questa lavorazione.
Stiamo parlando delle falegnamerie OTC DOORS s.r.l. e PORTE A PORTE s.r.l..
Ma c’è anche un’altra realtà, la terza, che lavora con le stesse problematiche: la ISOMAX s.r.l..
E’ un’azienda di più piccola dimensione e quantità giornaliera, ma che affronta le stesse problematiche.
Ecco queste aziende “sono quasi uniche” perché non vendono i prodotti del fornitore, bensì li lavorano per soddisfare le esigenze del singolo cliente.
E ciò ci pare degno di grande nota.

Approfittiamo quindi dell'occasione per complimentarci con loro per l'impegno ed il coraggio dimostrato in tutti questi anni di collaborazione.
Coraggio imprenditori


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venerdì 12 aprile 2013

Il legno, un dono geniale della natura

 Ringraziamo i nostri amici danesi della http://www.trae.dk/ per la realizzazione di questo interessantissimo video e la Federlegnoarredo per la traduzione nella lingua italiana. 
Clicca sull'immagine per vedere il video.


Siete stufi? Stufi di sentire che tutto andrà a rotoli?
Come finirà con CO2, effetto serra, inondazioni, siccità, fame, esaurimento di risorse naturali, montagne di rifiuti e questo inferno di materiali inquinanti?
Beh niente paura la soluzione c'è......IL LEGNO...... proprio così!
Gli alberi ed i prodotti in legno sono il futuro.
Il legno è la materia prima più ecologica che ci sia sulla terra. Ecco perché usarlo!
Alberi e foreste sono una fonte di materia prima che cresce ogni anno e sono molto più belli delle miniere di carbone e delle piattaforme petrolifere.

Vi chiederete: "Non è un errore abbattere gli alberi?"
Noooooo.... Per fortuna va benissimo!

Quasi tutte le foreste europee sono gestite proprio per produrre legno per il settore manifatturiero ed una volta abbattuti gli alberi ne vengono subito piantati degli altri. Inoltre le aree forestali europee sono in espansione e crescono di circa 500 km² ogni anno.
I prodotti del legno rendono anche il clima più sano perché gli alberi assorbono la CO2 dall'aria e quindi la trattengono nei tronchi e quindi nei prodotti di legno.

Ogni volta che utilizziamo il legno per costruire case, ponti, mobili ed auto, si riduce quindi l'effetto serra e anche quando eliminate i prodotti in legno i vantaggi non mancano.
Bruciateli! Il legno conserva energia e bruciandolo emetterà la stessa CO2 che l'albero ha utilizzato per crescere.

Sostituendo carbone, petrolio e gas con il legno, si evitano le emissioni di CO2 e si evitano i rifiuti.
Ecco perché il legno è la materia prima più ecologica della terra; una risorsa che cresce e produce energia pulita anziché rifiuti. Non si può di certo dire lo stesso per metallo, plastica, cemento, carbone, petrolio e gas, giusto?
E allora, usate il legno! E' Fantastico...proprio un dono geniale della natura.


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domenica 7 aprile 2013

Cosa è LA CASA PASSIVA


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Noi lavoriamo solo con falegnamerie nelle quali si producono mobili, cucine, finestre, porte e quant’altro collegato al mondo della casa e dell’edilizia e molto spesso sentiamo parlare di case passive, bioedilizia, case in legno, ecologia, recuperi energetici, risorse naturali, energie rinnovabili, etc. Altrettanto spesso abbiamo la sensazione che se ne faccia un gran guazzabuglio, perché non c’è molta conoscenza del tema e si collegano tutti gli argomenti con estrema facilità.


Proviamo a fare un po' di chiarezza:

1 Casa passiva 
I primi prototipi di edifici risalgono alla Svezia degli anni '80 anche se le prime vere sperimentazioni sono state fatte in Germania, a Darmstadt, negli anno ’90, dove la “Passivhaus” era caratterizzata da un involucro termico particolarmente efficiente e tale da mantenere il confort interno senza sistema di climatizzazione.
Oggi ammettiamo che chi ha cominciato a leggere di case passive, starà pensando che la sua prossima casa sarà proprio una Casa Passiva.     O passiva o niente!
Perchè?     Perché in qualsiasi progettazione, per vari motivi, si accettano compromessi: se progettiamo una casa passiva, questo non può accadere, perché la qualità è inderogabile.
I 5 principi progettuali per costruire una Casa Passiva sono:
- buona coibentazione
- buona serramentistica
- ventilazione con recupero del calore
- ermeticità all’aria
- assenza di ponti termici  (sono ponti termici gli angoli, i terrazzi , gli infissi e i pilastri.  Il ponte termico è tra i principali responsabili delle perdite di calore, perché provoca scambi di temperatura: d'inverno conduce calore dall'interno verso l'esterno, d'estate dall'esterno all'interno)…sembra facile, ma non è neppure così difficile!

2 Energie rinnovabili 
Quando si parla di energia c’è sempre chi non crede nelle energie rinnovabili o pensa che possano solo servire "da contorno", ma se vogliamo continuare a consumare/sprecare come siamo da sempre abituati.… allora non ci basterebbe un pianeta di scorta! E pensare che il risparmio energetico è una fonte di energia enorme, pressoché illimitata e scarsamente sfruttata, così come la bassa sensibilità a quest’utilizzo.
Allora mi chiedo:
- non siamo capaci di progettare abitazioni senza impianti di riscaldamento tradizionali?
- non siamo capaci di progettare la coibentazione contro il caldo e sogniamo l’acquisto del condizionatore?
Quindi è colpa nostra, non delle fonti di energia rinnovabile che non ci bastano mai!

3 La cogenerazione
Nelle case abbiamo bisogno sia di calore che di energia, o mi sbaglio?
Pensate che anche nelle più avanzate centrali a gas o a carbone il 45 - 60 % di energia è dispersa come calore-scarto non utilizzato. Ma è possibile ottenere una produzione combinata di calore ed energia? Sarebbe uno dei modi più efficaci per generare sul posto, con fonti di energia primaria come il gas naturale, contemporaneamente energia elettrica e calore! Questo sistema è definito “cogenerazione”
Gli impianti attuali di cogenerazione hanno raggiunto un’altissima efficienza, fino al 90 % con netta  riduzione delle emissioni di anidride carbonica.
La combustione aziona un motore che è collegato ad un generatore elettrico (come l’alternatore delle nostre auto) e in questo processo, il rifiuto, cioè il calore, tramite scambiatori, diventa riscaldamento e acqua calda.
Anche per la casa esistono sistemi di cogenerazione che vengono installati in sostituzione di un riscaldatore tradizionale.
Un esempio:  La caldaia “eVita” di Remeha (link 2)  è una caldaia pensile a gas con potenza elettrica di 1 kW. Con il modulo a condensazione integrato ha una capacità di riscaldare fino a 25 kW, consentendo la riduzione della bolletta elettrica e l’immissione nella rete pubblica dell’esubero di energia elettrica.
Una considerazione:  In Germania gli impianti di cogenerazione sono sovvenzionati con circa 1.500€.

Allego un gradevole intervento di Paola Contini 
In dieci anni il prezzo del gas è aumentato del 69%.   Oggi stiamo impostando la nostra politica energetica per i prossimi anni ed investiamo le poche risorse pubbliche per il futuro.
...e arriva un governo di tecnici…
…e imposta tutto su gas e petrolio…
Qualsiasi uomo, non troppo vecchio per capire, guarderebbe alle tecnologie già conosciute e si chiederebbe: quale sarà lo sviluppo futuro?
Gli Stati Uniti che sono ritenuti tecnologicamente avanzati, anche se parliamo di pochi anni di distanza, …. hanno mandato una navicella su Marte…
...lassù c’è forse un gasdotto libico che la alimenta?
…hanno una prolunga lunga lunga?
…..a chi pagano la bolletta?
Ma queste tecnologie sono sconosciute o inapplicabili sulla Terra?
...o sono perfettamente conosciute ed a disposizione di tutti?
Abbiamo dei governi che stanno facendo delle scelte e mi sembra giusto che i veri Tecnici intervengano per spiegare che queste politiche non sono del secolo scorso.… ma di due secoli fa’!
Adesso, se facessimo una vera politica energetica, dovremmo pensare a non comprare più combustibili fossili … e allora cosa faranno coloro che hanno le tecnologie quando noi avremo costruito i gassificatori e i pozzi di petrolio?
Semplice: metteranno sul mercato le tecnologie di cui sono in possesso e annulleranno tutti i nostri investimenti con una sonora risata.
All’idea che ci siano tanti italiani a pensare ad una prolunga lunga lunga ……………stiamo sorridendo anche noi, amaramente! Vediamo un po' cosa faremo con questi “Saggi”…



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venerdì 29 marzo 2013

Buona Pasqua




A TUTTI QUANTI INDISTINTAMENTE,
PROVANDO A TROVARE UN PO' DI OTTIMISMO, UN AUGURIO DI BUONA PASQUA

Quercioli Alessandro e Roberto

lunedì 11 marzo 2013

Cambiare...per continuare.

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Martin Luther king disse: “Può darsi che non siate responsabili di questa situazione, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”.













Pensiamoci bene. Il mondo non può finire.
L’economia di uno stato può subire dei momenti di difficoltà, delle pause, dei grandi cambiamenti, ma non può assolutamente terminare. E' con questa consapevolezza che l’imprenditore deve trovare la forza per sollevare la testa e guardare avanti oltre la realtà degli ultimi 20 anni ed assimilare che il mondo è già cambiato e non tornerà più quello di una volta. Le richieste di mercato non saranno più le stesse. Le esigenze delle persone non saranno quelle di sempre e, quindi, che anche le aziende dovranno modificare il loro modo di lavorare rendendolo attuale.

Durante quest'ultimo periodo di crescita dell'edilizia, dove è stato costruito tanto, forse troppo e sicuramente senza un controllo, molte delle aziende produttrici di serramenti (quasi tutte!) avevano lavoro costante.
Perciò, quando si parlava di rinnovare l'azienda, si pensava a comprare macchinari per fare produzione, ad allargare il capannone per inserire nuovi reparti di lavorazione, ad assumere operai per riuscire a fare più quantità, a comprare le movimentazioni per migliorare il metodo in falegnameria, ecc..
E adesso???
Adesso invece tutto è cambiato. La mancanza di chiarezza in un futuro, la scarsità della domanda, l'ingovernabilità del paese, la difficoltà del lavoro all'estero e l'incertezza globale negli sguardi di tutti gli italiani, hanno creato un'alone di paura dal quale è difficile vedere oltre.
Però non possiamo chiudere gli occhi. Non dobbiamo assolutamente rimanerci dentro. E questo è possibile, solamente continuando a rinnovare le nostre aziende, con i minor costi possibili, anche a costo 0, solamente grazie alla propria forza di volontà, del tempo e della massima fiducia nell'obiettivo prefissato.

Dopotutto un vecchio proverbio diceva: “Chi si ferma è perduto”.

Questo periodo è il più adatto per revisionare internamente le aziende, poiché la mancanza di lavoro ha liberato un po' di tempo a tutti.
Alcuni dei punti principali che permettono di cambiare sono:
- la verifica degli sprechi nei cicli produttivi, come le operazioni a non valore, i tempi improduttivi, mansioni inutili, ecc..
- la  riduzione dei costi mirata per settore, graduale nel tempo, controllata e gestita costantemente.
- il miglioramento dei cicli produttivi per diventare maggiormente flessibili.
- la creazione di una moderna organizzazione, che garantisca velocità di esecuzione sia per lavori di grosse che piccole quantità, in serie o per commessa.

Certo, ci rendiamo conto che questo è un momento difficile, ma è importante, per non dire fondamentale, che le imprese comprendano la necessità di un cambiamento interno e di mentalità. Per affrontarlo al meglio dovranno essere superati gli ostacoli della paura, della diffidenza verso le novità e delle incertezze sulle nuove idee.
Questo è ciò che riteniamo sia giusto fare...
Magari c'è anche altro...
Rimanere fermi ad aspettare, non è comunque una soluzione...

Coraggio imprenditori.



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giovedì 28 febbraio 2013

Caricare un camion di finestre

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Spesso, quasi sempre, notiamo che la fase di carico del camion con il quale si dovranno consegnare le finestre avviene manualmente e richiede molto tempo, tanti uomini e da non sottovalutare, molta fatica. Quindi direi che oltre ad essere una cosa importante....è veramente COSTOSA!

Allora perché non usare un altro sistema?






Il metodo di cui stiamo parlando comprende la pallettizzazione automatica dei serramenti su di un pallet ed il trasferimento dello stesso sul pianale del camion attraverso un muletto. Probabilmente la risposta sarà qualcosa del tipo “perché ce ne stanno meno” e forse può essere anche vero, ma esaminando più a fondo la situazione, potremmo fare alcune considerazioni che potrebbero cambiare il Vs. pensiero (questi dati sono valori medi presi da una ricerca fatta fra alcuni nostri clienti).
> un trasporto effettuato da Firenze a Milano periferia, con un camion dotato di sponda idraulica e di proprietà che trasporti 100-150 finestre (media 120 finestre) vetrate e di dimensioni miste, costa circa 350,00 €.
> costo lordo del dipendente, incluse le incidenze dei costi fissi, 0,38 €/minuto

Quindi :
1) l’operazione di riporto “maniglia” sul telaio per entrambe l'estremità richiede ad una persona circa 3-4 minuti a finestra, quindi un costo di circa 160,00 €/carico

2) due persone (se non tre!) addette all’operazione costano, per le 2-3 ore mediamente necessarie al carico, circa  145,00 €.

3) la movimentazione interna di 13 carrelli di prodotto finito, molto spesso pesanti, ingombranti e poco maneggevoli, richiede tempo ad una persona per circa 35 minuti a commessa di carico, quindi 13,00 €.

4) la sovrapposizione, la legatura, le vibrazioni ed il maneggiamento, creano graffiature, ammaccature, rotture di vetri, etc. mediamente stimabili, comprese le operazioni di  rifacimento, circa 80,00 €/carico

5) il tempo della ns. persona allo scarico, costa almeno quanto al carico, 80,00 €.

6) il tempo di ricercare e ridividere (specialmente in cantiere) le finestre di ogni appartamento, richiede almeno due ore di lavoro di due persone. La stima per il costo dell’azienda (l’altra persona sarà del cantiere) è per circa 45,00 €.

7) l’affaticamento delle persone ed il rispetto delle normative (22 kg a strappo cad.o) non è quantificabile, ma certamente dopo un carico (e l’equivalente allo scarico), motiva un sacrosanto rallentamento fisico con un calo della produttività o se vogliamo, con un costo maggiore al minuto. Almeno sino al loro ristabilimento!
Per un totale costi di circa 523,00 €.


In alternativa, con un semplice pallettizzatore per finestre da circa 25.000,00 €. in ammortamento, potremmo pensare che il costo del trasporto compreso l’autista resta invariato e quindi il recupero è soltanto sulle operazioni :
1) il tempo di carico, eseguibile con un normale transpallet posto all’interno del camion che sarà equivalente a minuti 90, quindi € 35,00.

2) il tempo di scarico difficilmente supera i 90 minuti di una persona, € 35,00
Per un totale costi di circa 125,00 € + l’ammortamento macchina ripartito sul numero dei trasporti.

I tempi di sciupo, aggiustamento, movimentazione interna, sovrapposizione allo scarico, ricerca della finestra per appartamento, affaticamento, etc. diventano ininfluenti.              
Il servizio, la suddivisione degli appartamenti o delle commesse, etc. vanno oltre.
E Voi cosa ne pensate?


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venerdì 8 febbraio 2013

Per fortuna ci sono le REGOLE

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Ci siamo trovati a lavorare in un’azienda ricca di… “cani sciolti”, ovvero persone lasciate senza una vera e propria guida, qualcuno che li controlli e li gestisca al meglio.
Così, nel nostro piano di ammodernamento, abbiamo inserito obiettivi e regole per conseguirli.  Ma con i “cani sciolti” mica è così semplice!
Ben sapendo che il compito di far capire a cosa servono le regole spetta a chi le formula, ci siamo accorti che l’inosservanza nasceva dalla poca conoscenza delle motivazioni.Basterebbe capire perché si mettono le regole per avere una visione di cosa accadrebbe se non ci fossero e di quale epilogo avrebbero gli obiettivi prefissati.
Questo vale sia per chi le formula che per chi dovrebbe utilizzare la propria intelligenza nell’applicarle.


Allego un sunto simpatico edito dal Sole 24 ore
<< Stiamo per salire sull’aereo con un borsone in più: “Perché darlo in stiva? Poi devo aspettare al ritiro bagagli. Che fastidio darà!”. Ma anche gli altri passeggeri sono “auto indulgenti”.
Lo spazio nelle cappelliere però è limitato: i borsoni extra devono essere messi in stiva. Ci vuole tempo e così il decollo viene ritardato.
Potrebbe sembrare un esempio banale.  Concentrati nei nostri diritti, tralasciamo i nostri doveri.
Dovremmo tenere presente che ogni “diritto” confina con “dovere”; il mio diritto di passare con il semaforo verde, è legato al dovere di fermarsi per chi ha il rosso.

IN AZIENDA
Come interpretare questo tema nel mondo lavorativo?
L’associazione più immediata alla regola è la procedura che indica ad un gruppo di persone cosa fare per conseguire un risultato.
Se la ragion d’essere è pertanto valida, l’applicazione è spesso “macchiata” da interpretazioni di basso livello.
Ad esempio:
- alle osservazioni sull’inutilità di alcune azioni, la risposta è: “Perché è scritto nelle procedure!”
oppure
- le persone sono autorizzate ad operare in maniera del tutto indipendente dalle procedure.

Due contesti diversi con un infelice comune!
Nel primo caso la considerazione sulle persone è bassa: è chiesto di eseguire, non di capire, né di cogliere il valore delle loro azioni.
Nel secondo, è palese lo spreco di tempo per gestire le procedure>>

Non facciamo sempre i ….”cani sciolti”!!!


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giovedì 31 gennaio 2013

Finanziamenti INAIL ISI 2013


Confidando nel Vs. interesse, se non lo conoscete già, comunichiamo il bando INAIL :

ESTRATTO AVVISO PUBBLICO 2013 PER INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO








1. OBIETTIVO
Incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Possono essere presentati progetti di investimento e progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

2. AMMONTARE DEL CONTRIBUTO
L'incentivo è costituito da un contributo in conto capitale nella misura del 50% dei costi del progetto. Il contributo massimo è pari a 100.000 €, il contributo minimo erogabile è pari a 5.000 €. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di spesa. Per i progetti che comportano contributi pari o superiori a € 30.000 è possibile richiedere un'anticipazione del 50% del finanziamento.

3. DESTINATARI
Destinatari sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato, Agricoltura.

4. RISORSE
Le risorse per l'anno 2013 INAIL sono 155,352 milioni di euro ripartiti in budget regionali, di cui:
_ 9,102 milioni di euro per i finanziamenti destinati ai progetti relativi all'adozione di modelli organizzativi per la gestione della sicurezza
_ 146,250 milioni di euro per i finanziamenti INAIL destinati:
_ ai progetti di investimento (strutturali e macchine)
_ ai progetti relativi a:
_ Adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato SA 8000
_ Modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte terza indipendente

5. MODALITA' E TEMPI
5.1. Compilazione e salvataggio online della domanda - 15 gennaio - 14 marzo 2013
Nel periodo dal 15 gennaio al 14 marzo 2013 sul sito www.inail.it - Punto Cliente, le imprese, previa registrazione, avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà l'inserimento della domanda, con la possibilità di effettuare tutte le simulazioni e modifiche necessarie fino alle ore 18.00 del 14 marzo, allo scopo di verificare che i parametri associati alle caratteristiche dell'impresa e del progetto siano tali da determinare il raggiungimento del punteggio minimo di ammissibilità, pari a 120 (punteggio soglia). E' possibile effettuare modifiche della domanda precedentemente salvata e procedere a nuovo salvataggio fino alle ore 18.00 del 14 marzo 2013.
5.2. Download del codice identificativo - 18 marzo 2013
A partire dal 18 marzo 2013 le imprese la cui domanda salvata in precedenza abbia raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista, potranno accedere all'interno della procedura informatica per il download del proprio codice identificativo che le identificherà in maniera univoca.
5.3. Pubblicazione della data di invio della domanda online - 8 aprile 2013
Le domande inserite, alle quali è stato attribuito il codice identificativo, ormai salvate e non più modificabili, potranno essere inoltrate online; la data e l'ora di apertura e di chiusura dello sportello informatico per l'inoltro on-line delle domande saranno pubblicate sul sito www.inail.it a partire dall'8 aprile 2013.
.....e speriamo che Vi sia dato!


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venerdì 25 gennaio 2013

Si chiama RESILIENZA!

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Questa parola può avere più significati e Wikipedia la definisce adeguatamente per ogni settore:
> in ingegneria è la capacità di un materiale a resistere a urti improvvisi
> in informatica è la capacità di un sistema di adattarsi alle nuove condizioni d'uso
> in psicologia è la capacità dell'uomo ad affrontare le avversità della vita, a superarle ed uscirne trasformato positivamente
Sinonimi di resilienza sono: elasticità e mobilità.
Genericamente la resilienza viene definita come la capacità di adattamento e la flessibilità, verso nuovi comportamenti, quando i precedenti non sono più adeguati.    







Ma è nelle aziende che questa parola assume significati importanti, in quanto determina la disponibilità imprenditoriale alle innovazioni. 
Ed è nel nostro lavoro, strettamente legato all’organizzazione della produzione, che spesso chiediamo disponibilità al rinnovo, sia nei metodi che, talvolta, nelle attrezzature, allo scopo di migliorare le condizioni tecnico-economiche dell’azienda.
Certo il cambiamento è cosa complessa e talvolta anche costosa, così che, più spesso di quanto crediamo, si preferisce rinunciarvi!
Ma i cambiamenti sono indispensabili a mantenere l’azienda competitiva.
Un esempio che ci “tocca” da vicino: un’azienda produttrice di serramenti in legno, meritevole di riconoscimento dalle imprese clienti, per la buona qualità e l’ottimo servizio offerto, oggi si trova ad affrontare una difficile situazione per la sensibile riduzione del fatturato e per il poco roseo futuro, visto che molte imprese con le quali collaborava, non esistono più. Non avendo una propria rete commerciale (non ne ha mai avuto necessità), non avendo una gamma di articoli innovativi da proporre (la cantieristica chiedeva solo un buon prezzo), non avendo attrezzature flessibili (ha lavorato sempre in larga serie), la proprietà è disorientata dalle difficoltà prospettate in un piano di ristrutturazione così significativo.

Molte sono le aziende che stanno affrontando le stesse difficoltà e molte altre quelle che hanno già “presentato i libri” al tribunale, scendendo in concordato se non presentando richiesta di fallimento.
Purtroppo in molti casi ci viene detto: << se l’azienda non da utili, ma solo costi, deve essere chiusa>> oppure <> etc etc.
Noi comprendiamo la paura che cresce in ognuno di noi, ma troviamo comunque da ridire per chi la pensa così! Non capita che le cose precipitino a brevissimo termine, quindi, forse, era prevedibile l’andamento del mercato e magari era anche possibile intraprendere una strada di cambiamento!
Da qui la “resilienza”!  Meglio lasciare perdere che rinnovarsi!

Forse, però, non è troppo tardi per iniziare...quindi, come sempre, "coraggio imprenditori".


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