giovedì 31 gennaio 2013

Finanziamenti INAIL ISI 2013


Confidando nel Vs. interesse, se non lo conoscete già, comunichiamo il bando INAIL :

ESTRATTO AVVISO PUBBLICO 2013 PER INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO








1. OBIETTIVO
Incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Possono essere presentati progetti di investimento e progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

2. AMMONTARE DEL CONTRIBUTO
L'incentivo è costituito da un contributo in conto capitale nella misura del 50% dei costi del progetto. Il contributo massimo è pari a 100.000 €, il contributo minimo erogabile è pari a 5.000 €. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di spesa. Per i progetti che comportano contributi pari o superiori a € 30.000 è possibile richiedere un'anticipazione del 50% del finanziamento.

3. DESTINATARI
Destinatari sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato, Agricoltura.

4. RISORSE
Le risorse per l'anno 2013 INAIL sono 155,352 milioni di euro ripartiti in budget regionali, di cui:
_ 9,102 milioni di euro per i finanziamenti destinati ai progetti relativi all'adozione di modelli organizzativi per la gestione della sicurezza
_ 146,250 milioni di euro per i finanziamenti INAIL destinati:
_ ai progetti di investimento (strutturali e macchine)
_ ai progetti relativi a:
_ Adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato SA 8000
_ Modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte terza indipendente

5. MODALITA' E TEMPI
5.1. Compilazione e salvataggio online della domanda - 15 gennaio - 14 marzo 2013
Nel periodo dal 15 gennaio al 14 marzo 2013 sul sito www.inail.it - Punto Cliente, le imprese, previa registrazione, avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà l'inserimento della domanda, con la possibilità di effettuare tutte le simulazioni e modifiche necessarie fino alle ore 18.00 del 14 marzo, allo scopo di verificare che i parametri associati alle caratteristiche dell'impresa e del progetto siano tali da determinare il raggiungimento del punteggio minimo di ammissibilità, pari a 120 (punteggio soglia). E' possibile effettuare modifiche della domanda precedentemente salvata e procedere a nuovo salvataggio fino alle ore 18.00 del 14 marzo 2013.
5.2. Download del codice identificativo - 18 marzo 2013
A partire dal 18 marzo 2013 le imprese la cui domanda salvata in precedenza abbia raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista, potranno accedere all'interno della procedura informatica per il download del proprio codice identificativo che le identificherà in maniera univoca.
5.3. Pubblicazione della data di invio della domanda online - 8 aprile 2013
Le domande inserite, alle quali è stato attribuito il codice identificativo, ormai salvate e non più modificabili, potranno essere inoltrate online; la data e l'ora di apertura e di chiusura dello sportello informatico per l'inoltro on-line delle domande saranno pubblicate sul sito www.inail.it a partire dall'8 aprile 2013.
.....e speriamo che Vi sia dato!


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venerdì 25 gennaio 2013

Si chiama RESILIENZA!

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Questa parola può avere più significati e Wikipedia la definisce adeguatamente per ogni settore:
> in ingegneria è la capacità di un materiale a resistere a urti improvvisi
> in informatica è la capacità di un sistema di adattarsi alle nuove condizioni d'uso
> in psicologia è la capacità dell'uomo ad affrontare le avversità della vita, a superarle ed uscirne trasformato positivamente
Sinonimi di resilienza sono: elasticità e mobilità.
Genericamente la resilienza viene definita come la capacità di adattamento e la flessibilità, verso nuovi comportamenti, quando i precedenti non sono più adeguati.    







Ma è nelle aziende che questa parola assume significati importanti, in quanto determina la disponibilità imprenditoriale alle innovazioni. 
Ed è nel nostro lavoro, strettamente legato all’organizzazione della produzione, che spesso chiediamo disponibilità al rinnovo, sia nei metodi che, talvolta, nelle attrezzature, allo scopo di migliorare le condizioni tecnico-economiche dell’azienda.
Certo il cambiamento è cosa complessa e talvolta anche costosa, così che, più spesso di quanto crediamo, si preferisce rinunciarvi!
Ma i cambiamenti sono indispensabili a mantenere l’azienda competitiva.
Un esempio che ci “tocca” da vicino: un’azienda produttrice di serramenti in legno, meritevole di riconoscimento dalle imprese clienti, per la buona qualità e l’ottimo servizio offerto, oggi si trova ad affrontare una difficile situazione per la sensibile riduzione del fatturato e per il poco roseo futuro, visto che molte imprese con le quali collaborava, non esistono più. Non avendo una propria rete commerciale (non ne ha mai avuto necessità), non avendo una gamma di articoli innovativi da proporre (la cantieristica chiedeva solo un buon prezzo), non avendo attrezzature flessibili (ha lavorato sempre in larga serie), la proprietà è disorientata dalle difficoltà prospettate in un piano di ristrutturazione così significativo.

Molte sono le aziende che stanno affrontando le stesse difficoltà e molte altre quelle che hanno già “presentato i libri” al tribunale, scendendo in concordato se non presentando richiesta di fallimento.
Purtroppo in molti casi ci viene detto: << se l’azienda non da utili, ma solo costi, deve essere chiusa>> oppure <> etc etc.
Noi comprendiamo la paura che cresce in ognuno di noi, ma troviamo comunque da ridire per chi la pensa così! Non capita che le cose precipitino a brevissimo termine, quindi, forse, era prevedibile l’andamento del mercato e magari era anche possibile intraprendere una strada di cambiamento!
Da qui la “resilienza”!  Meglio lasciare perdere che rinnovarsi!

Forse, però, non è troppo tardi per iniziare...quindi, come sempre, "coraggio imprenditori".


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venerdì 18 gennaio 2013

La produttività: il futuro del passato

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Riteniamo opportuno segnalarVi questo post presentato dal gruppo "il sole 24 ore" e scritto dal Dott. Riccardo Varvelli e dalla Dott.ssa Maria Ludovica Varvelli, ai quali facciamo i nostri complimenti per aver affrontato questo interessante argomento in modo veramente simpatico.










Alcune parole del linguaggio d’impresa sembravano fino a ieri abbandonate perché obsolete e superate. Fino a ieri. 
Poi venne Monti e dal cappello tirò fuori una delle più vecchie ed anche male interpretate parole: “produttività”.

Negli anni settanta ed ottanta nessun contratto nazionale o accordo aziendale contemplava questo termine.
Da parte sindacale: “produttività = sfruttamento delle persone”
Da parte dell’azienda: “fare di più”.

Poi ci si accorse che il miglioramento dei processi aziendali non sempre passava attraverso la richiesta al lavoratore di “fare più pezzi”, ma che lo stesso risultato (in alcuni casi con risultati decisamente maggiori) si poteva ottenere con il miglioramento tecnologico, con l’automazione, con la robotizzazione e  con l’informatica.

Lasciando la quantità all’automatismo, l’attenzione dell’impresa si spostò sul “di meglio” cioè il lavoratore doveva essere attento soprattutto alla qualità del prodotto.
Mentre nel secolo scorso la qualità veniva controllata con opportuni collaudi da altri personaggi (il “servizio qualità”), con il fare “di meglio” questa responsabilità veniva addebitata al lavoratore diretto.
Fu così che l’interpretazione sindacale “produttività = sfruttamento” perdeva di credibilità.

Poi venne il “diverso”, con il quale si chiese al lavoratore di fare non più un’unica operazione ripetitiva, ma di diversificare il suo intervento arricchendolo di contenuti (come la personalizzazione dell’intervento, la fuor discussa qualità, etc.).
Così si abbandonarono i precedenti criteri di “fasi semplici e ripetitive” e di “personalizzazione” procedendo verso l’arricchimento offerto appunto dal lavoratore.

Anche il sindacato fu allora d’accordo ed oggi si parla di produttività intesa come “di più”, “di meglio” e “di diverso” che il lavoratore può e deve fare!


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lunedì 7 gennaio 2013

Imparare da chi ha più esperienza

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Vi proponiamo alcuni ritagli dell'intervista fatta dal mensile "L'Impresa" a Dan Peterson, allenatore e telecronista nel mondo del basket.
Condividiamo molto delle sue risposte a nostro parere importanti e piene di significato.

Molte di queste Vi sembreranno ovvie, scontate e solamente teoriche, in realtà sono frasi che esprimono in breve concetti e sistemi per governare un'azienda.







Come si costruisce una squadra vincente?
"La domanda è semplice. La risposta complicatissima. In qualsiasi campo, aziendale o sportivo, occore avere un talento.
E' facile vincere se in campo hai Michael Jordan o Magic Johnson, ma nella realtà ci dobbiamo rendere conto che non avremo mai la squadra perfetta.
Io penso che l'allenatore sia come un sarto. Deve prendere le misure del proprio cliente. Ogni vestito va fatto su misura. Il bravo allenatore, come il manager, non è il sistemista che impone solamente le regole del suo sistema. Al contrario, deve adattare lo schema ai giocatori di cui dispone in quel momento. Anche i manager dovrebbero ragionare così. Questo è il primo passo. Poi occorre definire i ruoli, far sentire tutti importanti, non indispensabili. E soprattutto far sognare le persone, trascinandole verso un obiettivo ambizioso."


Nelle squadre ci sono tante persone diverse. Come creare un giusto mix?
"Flessibilità e pazienza. L'ho imparato in Cile, dove allenavo la nazionale di basket. Non tutti i giocatori venivano con regolarità agli allenamenti. Allora io ripetevo lo stesso allenamento più volte in modo tale che tutti sapessero le stesse cose, perchè se non partecipi al meeting precedente, non capisci più di cosa si parla.
Quindi anche nelle aziende bisogna ripetere più volte, valori e messaggi."



Come allenarsi in azienda?
Chi conduce un allenamento non deve parlare troppo. Nelle imprese spesso i capi si limitano a dare obiettivi sempre più ambiziosi. Così la gente si chiede: Come? Con quali strumenti?
Il coach o il manager devono dare questi strumenti, gli arnesi, i sistemi, un metodo, una tattica. Non basta dire "forza ragazzi, io credo in Voi"".


Che importanza hanno esempi e comportamenti?
Il mondo del lavoro ha subito un grosso cambiamento in questi ultimi anni. Il boss non può più stare solamente in ufficio, ma deve mettersi in gioco insieme alle persone di fiducia. Non facendo la stessa cosa, perchè diventerebbe un doppio ruolo, ne facendo parte integrante del sistema perché deve avere comunque la possibilità di fare altre cose, ma deve ascoltare quelli che lavorano per lui.
Deve chiedere: "Come vedi questo problema? Come lo affronteresti?". Così sarà visto positivamente, interessato e attento a ciò che gli viene detto, ed in contemporanea arricchito di informazioni. Pensiamo all'orgoglio di chi vede le proprie idee messe in pratica."


Come si fa a diventare un grande manager?
Avere umiltà. Ascoltare i grandi saggi ed imparare da loro. Cercare le persone senior ed imparare da loro. Poi magari fare di testa propria, ma farsi un'idea grazie all'esperienza. Chiedi ai tuoi collaboratori cosa invidiano dai propri concorrenti. Cosa ruberebbero da loro. Chiedi tanti suggerimenti e capirai dove sbagli e dove devi migliorare. Il manager fa più domande che dichiarazioni. Interroga più che fare discorsi.

Coraggio imprenditori!



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domenica 30 dicembre 2012

Osservatorio Serramenti 2013: “Non tutto è buio”. Segnali di fiducia

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Riportiamo qua sotto un articolo preso da www.guidafinestra.it, bel portale che seguiamo con grande piacere. Vi consigliamo di leggerlo:

Pur nella durezza della situazione attuale dell’economia italiana, dell'edilizia e del settore del serramento, un messaggio di fiducia e di speranza viene dall'indagine, appena conclusa, dell’Osservatorio Serramenti 2013.
L’inchiesta è stata realizzata dalla redazione di Nuova Finestra, Retail e GuidaFinestra di Reed Business information in collaborazione con lo Studio Centro Marketing. Ad essa hanno partecipato ben 433 rivenditori e produttori di infissi in ogni materiale (acciaio, alluminio, legno e pvc) intervistati tra fine novembre e metà dicembre.








Le domande poste agli intervistati riguardavano sostanzialmente il bilancio delle vendite 2012, le prospettive di vendita 2013, le azioni intraprese per contrastare la crisi e i miglioramenti da attuare in azienda.
Hanno risposto produttori integrati con rivendita (43,3%), produttori senza rivendita (33,7%) e puri rivenditori (23,1%). Metà degli intervistati risiede al Nord (50,7%). Segue per numerosità il Sud – Isole (29,3%) e quindi il Centro (20,0%).
Bilancio 2012. Se è vero che la gran parte degli operatori (64%) sta soffrendo e segnala cali di vendite, è anche vero che il 36% dei produttori e rivenditori di porte e finestre segnala stabilità (22,7%) o addirittura la crescita (13,3%) delle vendite.

Le previsioni sono improntate a maggiore fiducia per il 2013.
Le aziende che hanno collaborato alla ricerca indicano nei clienti privati (22% delle risposte) e nei progettisti (17%) i due segmenti di mercato dai quali si attendono vendite in incremento. Le percentuali indicate sono maggiori per i rivenditori e risultano rispettivamente 30% (incremento vendite con il pubblico) e 28% (aumento vendite con i progettisti). 
Chi serve imprese di costruzioni segnala ancora la previsione di forti perdite di giro d’affari come pure chi lavora con la pubblica amministrazione.

“L’Osservatorio Serramenti 2013 – spiega Ennio Braicovich, direttore editoriale di Reed Business Information - mette in evidenza come anzitutto non tutto sia oscuro nell’attuale difficile momento. Vi sono operatori, e non pochi, che crescono e che mantengono le loro posizioni.
Dal canto suo Vladimiro Barocco di Studio Centro Centro Marketing sottlinea: “Inevitabilmente il primo colpo d’occhio è andato a chi ha segnalato crescita e stabilità (36,2% delle risposte). L’analisi delle risposte non lascia dubbi. Cresce e galleggia nel mare tempestoso di oggi chi, produttore e/o rivenditore, ha investito in: professionalità del personale di vendita, pubblicità e promozione, maggior presenza su internet, formazione e apertura/potenziamento della rivendita”.
Aggiunge il ricercatore Marco Zanon sempre di Studio Centro Marketing: “L’analisi va approfondita indagando i risultati per comparto produttivo (metallo, legno, pvc) e per specializzazione (produttori e rivenditori). Si può già anticipare che le scelte degli imprenditori sono state guidate dalla “fisicità” del prodotto (nuovi prodotti e qualità degli stessi) trascurando, almeno in parte, la parte immateriale (servizi) della loro offerta”.
Commenta ancora Barocco: “Chi ha risentito meno della crisi sono stati i rivenditori specializzati di porte e finestre. Il 38% di loro ha registrato vendite in crescita (20%) o stazionarie (18%), anche questo un buon risultato in un annus horribilis, forse perché le loro aziende sono più flessibili e i titolari più portati alla commercializzazione dei prodotti e più vicini, per la loro attività, ai clienti.

Quanto ai produttori appare chiaro che nei prossimi anni andrà rivista in modo deciso la strategia della loro presenza sul mercato”. 


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domenica 23 dicembre 2012

Buone feste a tutti!



Finalmente il periodo magico dell'anno è arrivato e insieme arrivano i nostri più sinceri auguri per questo Natale e Capodanno 2013. Auguri di buone feste a tutti quelli che ci conoscono, che seguono il nostro blog e che rispondono ai nostri argomenti, frutto delle nostre esperienze.

A tutti insomma, perché questo periodo di vacanze dovrà servire a "ricaricare le batterie" per il prossimo anno, pieno di sfide e d'incertezze, ma che deve essere affrontato ugualmente a testa alta e con coraggio, come si confà ai bravi imprenditori.

Un augurio particolare ai nostri clienti falegnami, amici che ogni giorno provano a superare le mille difficoltà, per i quali continueremo a impegnarci al massimo, per trovare soluzioni ideali e rendere facile un periodo davvero complicato.

Un augurio di serenità per ricominciare con tanta, tanta energia:
"La voglia di fare...è senza dubbio rimasta!"

Coraggio imprenditori!

domenica 16 dicembre 2012

Vincitori del premio: " Miglior spiffero in casa "


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Ho letto un articolo di Sampaoli su ampie problematiche delle nostre case e che Vi ripropongo, perché curioso, ma anche utile ed interessante.

<<A progettare gli spifferi in italia siamo dei veri campioni!.....e continuare a vincere nel futuro sarebbe da spacconi! Allora è meglio cambiare lavoro, prima che sia tardi!





Fino a che l'involucro “perde” è logico che bisogna riempire le case di impianti di condizionamento estivi ed invernali, caricando le famiglie di notevoli spese per i consumi.

L'aria è il nostro primo nutrimento.
Allora iniziamo a progettare bene nelle case anche la ventilazione meccanica controllata con il recupero di calore!
D’estate non lasciamo boccheggiare le famiglie!
Offriamo loro aria fresca 24 ore su 24 spiegando che non solo la Co2 si manterrà a livelli ottimali, ma che anche gli inquinanti indoor se ne andranno fuori!
E d’inverno vale lo stesso discorso per l’aria calda!

Quindi non debbono essere progettate abitazioni che facciano respirare l'aria degli spifferi causati da impianti mal progettati o dai serramenti mal montati! 

E ricordiamoci che le nostre nonne odiavano gli spifferi!
E i nipoti dovrebbero ricodarsene quando…..siedono al tavolo di progettazione!>>

Riflettiamoci!!!!!



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domenica 2 dicembre 2012

Fare di più o meglio?

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"Fare di più o meglio" è una delle domande che gli imprenditori dovrebbero costantemente porsi.


E' perciò che riportiamo una sintesi del simpatico articolo scritto da Riccardo e Maria Ludovica Varvelli sulla rivista Impresa.













"Lavorare di più per essere competitivi" titolava un quotidiano di larga tiratura dopo la crociata del primo ministro Monti a favore della produttività.
A supporto di quest’affermazione veniva riportata una statistica dell'Ocse dalla quale risultava che l'Italia, per quanto riguarda la produttività nazionale, è penultima nella classifica dello storico G7 davanti al Giappone e dopo Stati Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna e Canada.
Il commento però non evidenziava che dietro la posizione Italiana, ci sono ben 17 altre economie industriali, grandi e piccole e facenti parte dell'Ocse; che solo pochi punti la distanziano da Canada e Grean Bretagna e che la nostra produttività è seconda dopo quella Tedesca.

Quindi il nostro paese non è poi così disastrato come si vorrebbe far credere.
Il problema nasce quando andiamo ad esaminare correttamente l'indicatore usato per misurare la produttività (Pil su ore lavorate) e ci rendiamo conto che non comprende tutti i dati necessari per avere una statistica attuale e attendibile.
Dobbiamo quindi interpretare il termine in un modo diverso e più attuale.

La produttività oggi non può essere un solo dato quantitativo, ma anche "quali-quantitativo", cioè non tenere conto soltanto del "fare di più", ma anche del "fare meglio", "diverso" e "nuovo"

Anche queste modalità sono riconducibili ad un numero, che interpretato, consente alcune importanti affermazioni: la produttività qualitativa oggi è più conveniente della quantitativa tradizionale (soprattutto dove c'è innovazione di prodotto e non di processo) e non sempre il fare"di più" è così ripagante.
Talvolta vince il fare "di meno", come meno errori, meno sprechi, meno indecisione, meno tolleranza, meno disordine, meno diversificazione, meno burocrazia, meno..., meno...., meno...

Noi aggiungeremo: anche con possibili maggiori utili!


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venerdì 9 novembre 2012

Urgente! Urgente! Urgente!

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Dedicato ad un responsabile di produzione…….ma vale per tutti!!

Ma che vita è mai questa?
La parola più usata oggigiorno è propria questa: è urgente! Sembra di vivere all’interno di un frullatore.
La mattina ti svegli (se hai dormito) e dato che sai già di avere troppe cose da fare, cerchi di arrivare prima possibile sul posto di lavoro, consapevole che, se non ci riuscirai, la tua giornata sarà totalmente di corsa.
A questo punto, dopo che hai messo in ordine solo la scrivania, arrivano i primi problemi della giornata, le chiamate dei clienti, qualche inciampo in produzione, tanto che ti viene spontaneo domandarti se sei tu ad attirare i problemi o se c’è qualcosa che non va nel tuo sistema di organizzarti la giornata.



La verità sta in più concetti:
non devi fare tutto da solo, perché rischi di diventare tu stesso, con la tua disponibilità, il vero artefice dell’ingolfamento della tua giornata.
- dovresti identificare le priorità delle cose da fare; esistono le cose importanti ed urgenti che sono sempre le principali da prendere in esame, poi ci sono le urgenti ma non importanti e le importanti ma non urgenti, che sono allo stesso livello di priorità. Infine ci sono le poco importanti e meno urgenti.
Il problema sta nel riconoscere a quale categoria appartengono.
- delega, delega e delega, anche se ti sembra più facile fare tutto da solo.
 Attorno a te c’è sicuramente chi può fare e risolvere i problemi che ti assillano.
Non fare l’accentratore e cerca di svincolarti dai problemi minori o più lunghi da risolvere così da liberarti per risolvere quelli impossibili. Che sono veramente tuoi!


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mercoledì 31 ottobre 2012

Made Expo 2012 - La seconda giovinezza del legno

MADE EXPO
Ci si aspetta che parta da qui il rilancio del settore costruzioni con annessi e connessi che sembra  arrivare ad un -25,8% con la perdita di circa 500.000 posti di lavoro dall'inizio della crisi.
Adesso tutto sta nell'innovazione, cioè nella capacità di costruire o ristrutturare abitazioni nel rispetto dell'ecostenibilità e della sicurezza e non solo per salvaguardia ambientale e risparmio energetico, ma anche per sviluppare tecnologie e materiali innovativi.
In fiera, oltre gli usuali stand dei vari settori, questa volta ben ripartiti, erano approntate due aree interessanti: Smart Village, dedita al prossimo futuro e nel quale erano esposte una "passivhaus" in scala reale e "biosPhera", edificio a energia quasi zero e Green home design con dei prototipi di una casa realizzata con legno e canapa, materiali di bassa impronta ecologica e da sfruttare a livello energetico per le grandi capacità isolanti e il massimo confort interno (parete da 36 cm e U = 0,15).
A livello direttivo sono state fatte due buone ed importanti proposte:
1°) la formazione di una Carta d'Identità degli Edifici - CIE per il contenimento di tutte le informazioni necessarie a valutare la qualità e la sostenibilità di una casa
2°) la richiesta di mantenimento costante della detrazione del 55% sugli interventi di riqualificazione energetica.

La conferma dell'interesse per i settori esposti è dimostrata dalla buona affluenza dei visitatori, circa 230.000 presenze, anche se la statistica le quantifica in un -8,6% rispetto alla precedente edizione.
Quindi un Made dedicato al rilancio Italiano, già evidenziato in un seminario di rebuilding a Riva del Garda nel quale il Made ne è partecipe, con una stima di oltre 2 miliardi di edifici da riqualificare tramite nuove tecniche e tecnologie.

Nei materiali da costruzione molta è stata la presenza del legno, quale materiale naturale, rinnovabile e ideale agli  standard d'isolamento termico e acustico.

Tra le cose importanti che abbiamo visto:
1  i prodotti esposti erano orientati verso strutture antisismiche, confortevoli e autonome, predisposte ad una grande riduzione dei consumi energetici, peraltro ricavabili da sistemi idrici, eolici e solari.            
2   allo Smart Village è stato anche presentato il Progetto Serramento, cioè un servizio informativo per la posa in opera della finestra e l'importanza della sua certificazione.                                                                                                                                
3  il Consorzio LegnoLegno ha presentato "Network per il rivenditore", uno strumento per i venditori di porte e finestre che possono avvalersi di competenze commerciali, tecniche, legislative e di marketing prospettando al cliente finale, un servizio adeguato al mercato attuale.

Tra le proposte interessanti:
1   la curiosa presentazione della nuova linea Master per accessori di serramenti tramite una scenografia teatrale che motivasse l'ecosostenibilità dell'azienda pugliese, ispirata alle 4R (riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero).  La Master è la prima azienda specializzata nella progettazione e produzione di accessori per serramenti senza emissione di CO2 in tutte le fasi del ciclo di lavorazione.
2   il prototipo di un asilo concepito con materiali e tecnologie della più evoluta bioedilizia e pensato per il successivo riutilizzo nelle zone terremotate dell'Emilia Romagna .
3   una serie di fogli o rotoli prefiniti ed utilizzabili come normali impiallacciature, ma ricavati dalla pianta del Banano. Stupendi e decorativi, idonei sia per chi produce arredamenti che porte della ditta Fibandco.

Per quanto riguarda le esposizioni di prodotti di falegnameria, vorremmo segnalare:
1   i prodotti della ditta Garofoli, con le armadiature, le boiserie complete, le porte a filo ed i pavimenti.  Tutti articoli degni della firma che li ha creati.
2   gli innovativi serramenti rototraslanti della ditta Pavanello che con un apposito sistema di ferramenta, permettono alle ante l'apertura verso l'esterno e di posizionarsi dove più è opportuno. Tecnica performante tutta inglese!  Logicamente questo sistema è dedicato ai mercati esteri con i quali l'azienda sta lavorando e che richiedono qualità ed ampie prestazioni termiche ed acustiche.
Una bella finestra, con microventilazione, che si pulisce bene e che, grazie al sistema Super Spacer porta l'isolamento termico ed acustico a valori veramente incredibili.   Chi conosce la Pavanello intuisce facilmente  il livello qualitativo!
3   l'ampliamento dei materiali della Pircher, orientata ad espandere il proprio interesse anche nella fornitura di semilavorati per le case in legno, oltre alla normale gamma per giardini, piscine, pavimenti, etc.

Globalmente questa manifestazione ha presentato poche novità per le finestre e per le porte, ma ciò che è innegabile è la grande qualità dei prodotti, nella tanta voglia di andare avanti e nel segno di un'ottima classe  imprenditoriale che, in un periodo così critico per l'edilizia e nel quale sono oramai troppe le aziende chiuse o in grande difficoltà, continua ad innovarsi e a credere nel futuro.


Una nota:
dopo il Madexpo siamo stati al Saie di Bologna (che perseverando negli errori, viste le affinità con la fiera di Milano, è stato fatto nello stesso periodo!) intestato a Ricostruiamo l'Italia dove, guarda caso, abbiamo visto molte proposte similari, dalle case in legno, all'impiego dei materiali isolanti, al larghissimo riferimento nell'uso del legno e del recupero energetico.
Interessante il fotovoltaico inserito in tutte le soluzioni possibili (anche per singole tegole!), la diminuizione del PVC nell'infisso e un'ottima presentazione per la posa del serramento fatta dai tecnici della Maico con il sistema Libra.
Ne è valsa la pena!
Auguri a tutti per un prossimo futuro di lavoro e del nostro Paese.



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