giovedì 27 febbraio 2014

Calcolare il PREZZO MINIMO DI VENDITA

Link di provenienza
I costi di produzione, in qualsiasi posto di lavoro, sono da sempre una…"brutta gatta da pelare!"
Inevitabili per un’accorta gestione, ma spesso fatti con scarsa consapevolezza e conoscenza.
Talvolta basati principalmente sul valore che il mercato riconosce, ignorando (o quasi...) la propria realtà.
Una specializzazione del nostro lavoro è la loro definizione tanto da essere impiegato non solo come software, bensì applicata come "metodo".



I risultati principali, derivanti dal calcolo del Costo di Produzione, sono due:
1) determinare il Prezzo di Vendita di ogni articolo, prodotto e commercializzato.
Cioè, partendo dal Piano dei costi degli anni precedenti e di quello in corso, aggiornato nelle previsioni per gli anni futuri  e analizzando cicli di lavorazione, centri di costo, macchine, operai, tempi e ricarichi, si ottengono risultati per:
- definire il Punto di Pareggio ed il Prezzo Minimo di Vendita anche in considerazione di tutte le variabili, come materiali, finiture, accessori, cicli di verniciatura, ferramente, ecc.
- formulare le griglie del Listino di Vendita e la relativa scontistica.

2) applicare il metodo per gestire la lavorazione, mantenendo i tempi che hanno generato il Costo di Produzione.   Più questi si avvicinano ai valori considerati, più la percentuale di utile è vicina a quella prevista.

Un traguardo raggiungibile:
Un cliente Marchigiano, produttore di finestre in legno, ci ha fatto una domanda:
Se quest’anno non vendessi le quantità fatte l’anno passato, devo aumentare il Prezzo di Vendita?
Domanda lecita alla quale, per rispondere, serve avere un programma creato per fare questo come il nostro "Valori" , oppure fare un bel ragionamento che riassumeremo con dei semplici dati risultanti:

anno 2013
N° operai  20 persone
finestre vendute 10.000 pezzi
costi variabili 2.040.000,00  €
costi fissi  960.000,00  €

Risultato
prezzo medio di vendita (F2/PF2)    300,00  €

anno 2014
N° operai 15  persone    (per Cassa integrazione)
finestre previste 7.000  pezzi
proporzione dei costi variabili 1.400.000,00  €
costi fissi  960.000,00  €

Risultato
prezzo medio di vendita (F2/PF2)    337,00  €


Quindi la risposta sarebbe positiva: il prezzo di vendita dovrebbe aumentare!
Ma ciò renderebbe difficile proporsi al mercato.

Ed allora entra in gioco il nostro metodo "Valori", proprio come nei punti precedenti.
Per prima cosa si deve sapere quanto è il reale "Prezzo minimo di vendita", per capire fino a dove ci si può spingere in una vendita ed il perché di questa decisione.
Per seconda cosa, ma non per questo di minor importanza, si deve ricordare che il calcolo di un costo di produzione deriva da tutti i costi del prodotto, più quelli dell'azienda e dai tempi.
Quindi, cambiando metodo di operare nei reparti produttivi possiamo diminuire il tempo di lavorazione e quindi il costo. 
Che ne pensate?




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martedì 25 febbraio 2014

DUE SOCIETA' DI SCM GROUP RIENTRANO IN XYLEXPO

Xylexpo 2014
Elmag-Superfici e Cms Group Balestrini, società che fanno parte di Scm Group, tornano in fiera dopo due edizioni di assenza. Una nostizia attesa, che segue di pochi giorni il rientro di Biesse Group e Cefla Group.

Xylexpo, dal 1968, rappresenta l’unica rassegna del settore in Italia a livello internazionale.  La 24a edizione si svolgerà a Milano, dal 13 al 17 maggio 2014, nel quartiere fieramilano –Rho.

Cinque giorni per presentare a migliaia di operatori qualificati provenienti da tutto il mondo il meglio delle tecnologie per la lavorazione del legno, dei materiali e dei componenti per la produzione di mobili, per ritrovare i clienti conosciuti, incontrarne nuovi, instaurare collaborazioni e confrontarsi con l’offerta internazionale.

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venerdì 14 febbraio 2014

Decolla la Sabatini bis. Al via h. 9.00 del 31 marzo

Sito web
E’ stata pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo economico la Circolare 10 febbraio 2014, n. 4567, vedi allegato, che fissa i termini e le modalità di presentazione delle domande per la concessione e l’erogazione dei contributi del provvedimento altrimenti noto come “nuova Sabatini” o “Sabatini bis”. Come prevede l’articolo 6 del decreto interministeriale 27 novembre 2013, recante la disciplina dei finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese. La Circolare inoltre fornisce le istruzioni utili all’attuazione dell’intervento e definisce gli schemi di domanda, nonché l’ulteriore documentazione da presentare per la concessione ed erogazione del contributo pubblico.


Il contributo è rivolto alle PMI per il finanziamento di investimenti (anche mediante operazioni di leasing finanziario) in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché investimenti in hardware, software e tecnologie digitali.

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mercoledì 15 gennaio 2014

Il cambiamento di mentalità

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La produzione in grande serie che sino a pochi anni fa riempiva le giornate lavorative delle falegnamerie italiane ormai è scomparsa.
Da alcuni anni a questa parte e sempre di più nel futuro, le aziende del settore immobiliare stanno cambiando o ampliando, la loro tipologia di clientela.
Questo cambiamento si trascina conseguenze che possono diventare incredibili opportunità di crescita e sviluppo, o inesorabili fallimenti.
Cambiare clientela significa avere richieste diverse dalle solite.
Questo porta a rivedere molti aspetti in azienda: gestionali in ufficio, macchine in lavorazione, tempi di consegna ed tanto altro ancora, ma soprattutto richiede un sforzo a quelle persone che comandano e che prendono decisioni.
Devono cambiare mentalità!

Ma quante volte abbiamo sentito dire: “questa azienda non cambierà mai…..perché chi comanda non riesce a cambiare mentalità”!
Questa frase, che anche noi sentiamo ripetere spesso nelle riunioni o negli incontri con il personale dell’azienda, impiegati ed operai, alla fine….….non è del tutto sbagliata!  Anzi!
Purtroppo, però, non è così facile da attuare.

Anche se l’argomento è vasto e include molti aspetti della produzione, vorrei evidenziare un problema che da tempo stiamo affrontando in una falegnameria, nostra cliente.
Questa esperienza non è da sottovalutare e capita anche ad altre aziende.

La falegnameria in questione è nata per produrre “oggetti” in media serie e con relativa flessibilità.
Il suo cliente principale lavora per la cantieristica che motiva ordini in grande quantità.
L’azienda decide così di acquistare un macchinario più evoluto e gestito da un solo addetto; acquista ed installa un gestionale per organizzare la programmazione degli ordini verso la lavorazione.
Ciò per una produzione di ca 100 “oggetti” a turno.

La macchina ha così ben lavorato fino a quando gli ordini erano formati da grandi quantità e oggetti simili fra loro (lavorazione in serie).
Poi, alcuni anni fa, il cambiamento e la contrazione del mercato, hanno fatto subire all’azienda un crollo degli ordini al quale la rete commerciale ha dovuto (fortunatamente) sopperire con altri ordini però di piccole quantità e diverse tipologie.

Adesso capita che, per ripagare i propri costi, la falegnameria dovrebbe produrre ca 85 “oggetti” a turno, mentre il budget ne richiede almeno 95.

La falegnameria, obbligata a lavorare su commessa, cerca di “cambiare mentalità” ma, come per tutti i cambiamenti, non è semplice e neppure veloce.
Si comprende che qualcosa non va: la macchina in questione (come altre…) non fa più la produzione giusta e passa da 100 “oggetti” ad una media di ca 60.
Del tutto insufficienti a ripagare i costi.

Si pensa subito (o quasi…) alle cause.

“Sarà colpa dell’operaio che non sa gestire la macchina e ad ogni cambiamento fa calare le quantità”.
Classico giudizio……probabilmente frettoloso e sbagliato.

Interpellati, abbiamo analizzato quei motivi che causavano una così alta percentuale d’improduttività ragionando il sistema dall'inizio e non dalla singola analisi della macchina.
Di seguito troviamo cause e soluzioni.

Sembra banale, ma la causa principale del problema stava non nella macchina o nell’operaio, bensì nel sistema gestionale che, non prevedendo la programmazione per commessa, non poteva più essere utilizzato nello stesso modo e che, non essendo mai stato completato, crea difficoltà alla persona addetta a questa lavorazione.
Prima venivano fatti pochi lotti (gruppi di ordini più o meno uguali), mentre adesso sono un numero crescente e di modesta, se non singola, quantità.

Ci si accorge allora delle cause che questo comporta nell’effettiva lavorazione:
1 La vecchia istruzione dell'operatore fa si che la macchina completi il ciclo precedente per caricare i dati sul PC e necessari a selezionare il successivo lavoro, interrompendo la continuità di lavorazione tante volte quanti sono gli ordini caricati.
Prima, avendo pochi lotti, nessuno se ne era mai accorto e questo portava poca improduttività.
2 La distinta che l'operaio legge non essendo del tutto affidabile per alcuni inesattezze sul programma di calcolo e incompleta nella modellistica, ci obbliga alla capacità e conoscenza dell'uomo.
Ad oggi basta che "chi comanda" imponga di segnare questi punti e poi trasmetterli all'ufficio tecnico per gli aggiustamenti.
3 Il magazziniere è costretto a modificare il suo metodo di lavoro, perché riceve molti più ordinativi e composti da oggetti diversi.  E’ quindi costretto a molti spostamenti ed impiega più tempo per rispettare i prelievi per priorità (cioè non può prendere oggetti uguali a quelli che dovranno entrare in lavorazione nelle settimane successive.)
La conseguenza sta nella mancanza di quel vantaggio costante necessario a garantire la presenza del materiale pronto alla lavorazione.
L’operaio si accorge di questo ed consapevolmente o meno rallenta e produce meno.  
4 La frequenza degli azionamenti a cui la macchina è sottoposta, sollecita usura e manutenzione; in periodi di maggiore economicità, ci si costringe a “fare da soli” e questo non è sempre rimandabile o sufficiente.
Quindi la macchina lavora male sino a creare rifacimenti per mancanza di qualità.
Inoltre se si blocca, non produce.
E aumentano le ore improduttive, nel fermarsi, capire il problema, intervenire e ripartire.
E talvolta, comunque, deve essere chiamato il tecnico!
5 A complicare le cose, ci sono poi cause esterne di malformazione, essenzialmente dovute ai fornitori e che andrebbero fatte presenti prima possibile, ma che, spesso, si rimandano per vari motivi di disponibilità o di rapporto.

Quindi, tornando al problema di fondo, solitamente quando ci accorgiamo del problema, è già tardi, anche perché probabilmente si è presentato altre volte, con inevitabili conseguenze passivamente subite.
E’ preferibile esaminare subito le difficoltà dovute ai cambiamenti, analizzando e non solo circoscrivendo il problema, ma verificando anche il “contorno”.
Spesso le difficoltà derivano o causano altre complicazioni.

Questi procedimenti e questi correttivi sembrano banali, ma fanno parte di un complesso e difficile sistema che porta ad un inevitabile “cambiamento di mentalità”.

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venerdì 20 dicembre 2013

Buone feste a tutti!!!



Anche il 2013 è oramai trascorso e, come di consueto, rinnoviamo gli auguri di buone feste a tutti coloro che ci conoscono, che lavorano con noi o che ci seguono sul blog.                  
Seppur sempre graditi, gli auguri di quest’anno vorremmo fossero considerati ancor più importanti dei precedenti e precursori di buon auspici.
Troppe sono le aziende costrette a cessare l’attività e troppe sono le persone e le famiglie messe in difficoltà da un’assurda realtà politica e finanziaria, che ancora non da segnali di ripresa e tranquillità.
Ma tutti noi siamo ancora qua, corriamo e lottiamo perché crediamo in quello che facciamo e questo alla lunga, porterà sicuramente dei risultati.
Perciò auguriamo a tutti Voi buone feste, confidando che queste piccolo periodo di calma porti idee nuove ed il lavoro necessario ad affrontare un periodo ancora molto complesso.
Buon Natale ed auguri per un felice 2014!

giovedì 14 novembre 2013

A natale la produzione fa miracoli...

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L'ultima volta che ho detto ad un nostro cliente, parlando delle difficoltà nel rispettare le date di consegna degli ordini a portafoglio, la frase "...a Dicembre la produzione di solito fa miracoli...", mi ha risposto dicendo con un sorriso: "Sarà grazie all'aiuto di Babbo Natale!"
"Può darsi" - ho detto - "ma forse ci sono ragioni ben diverse e un po' più tecniche di questa!"
Dato che la persona con cui dialogavo, è una nuova lettrice del nostro blog, approfitto dell'occasione per continuare la nostra conversazione.

Si deve considerare che un'azienda produttrice, sia di finestre, porte o persiane, sia di cucine ed arredamento, ha continuamente la possibilità e la scelta di aumentare la propria quantità di produzione.
Ripeto spesso ai nostri clienti una frase: "Se non sei dipendente da fattori esterni, ma sei tu a comandare te stesso, sono le scelte che fai a determinare la tua forza produttiva".
Sicuramente ci sono molti eventi (oltre ai fornitori esterni) che possono causare un calo della produttività; dopotutto le aziende sono legate al personale di ufficio e lavorazione che, al contrario di macchine automatiche, hanno il diritto ad un orario ben preciso, a delle pause, permessi, malattie, giornate storte, ecc...
Comunque sia, sono le scelte imprenditoriali e l'utilizzo di alcuni mezzi o strumenti a determinare il buono o il cattivo tempo.
Fare più ore nei reparti strategici (come il "collo di bottiglia" oppure in quelli con minor flessibilità) ne è proprio un esempio; ci saranno dei costi maggiori, questo è sicuro, ma quelle ore permettono di fare quantità superiori agli standard e di recuperare eventuali ritardi accumulati.
La programmazione è una seconda arma. Sapere quali ordini sono a portafoglio, quali e quanti sono in consegna in quella settimana, quale è l'occupazione del personale e quale delle macchine in lavorazione, ci fornisce un controllo ottimale che permettere di spostare ordini di importanza inferiore a discapito di altri fondamentali, anticipare o posticipare date di consegna, spostare uomini da un reparto ad un altro e così via...
Inoltre, il responsabile in lavorazione oppure un continuo ed adeguato controllo da parte della direzione, è comunque il miglior modo per mantenere alta la produttività e rispettare gli accordi presi con i clienti, ma anche per ridurre i costi, rispettare la qualità, eliminare o quasi le contestazioni e molto altro ancora.
Con questo non voglio dire che la gestione di una falegnameria è cosa semplice, anzi, vorrei solamente ripetere l'importanza di un controllo e di una gestione organizzata, determinata dalle scelte fatte.

Se poi, come dice la nostra cliente, Babbo Natale decide di farci un bel regalo, gli saremo sicuramente grati.
Oppure se addirittura il "Superiore", dato il periodo, fa anche un bellissimo miracolo, festeggeremo tutti quanti un fine anno meraviglioso, sia i produttori che i clienti.

A presto!

giovedì 31 ottobre 2013

IL LEGNO SANTO E DISPETTOSO

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In occasione della festa di Ognissanti un nostro cliente, la Porte a Porte di Teano (CE), ha inviato questa simpatica mail a noi e a tutti i loro clienti e contatti dei social network, con delle piccole pillole di curiosità di questo periodo.

Essere sempre presenti nel "sociale" grazie a Facebook, Twitter, Linkedin ma anche semplicemente tramite l'intramontabile e-mail, è una cosa giovane, intelligente, facile, utile e perché no....anche divertente!

Approfittiamo quindi per fare i nostri complimenti a chi fa già uso di questi sistemi, a chi sta pensando di iniziare e a chi lo farà davvero.

Siamo oltretutto contenti di pubblicarla sul nostro blog per le falegnamerie, approfittando dell'occasione per farvela leggere e augurarVi buone feste.



In Italia esiste il Legno Santo?
Il cachi (diospyros kaki) si usa chiamarlo “legno santo”. 
Deriva proprio dal nome scientifico “diospyros” che rimanderebbe appunto al carattere divino di questa pianta. 
Ma i cachi sono anche dispettosi... visto che siamo anche in tema Halloween!
I suoi frutti sono spesso ingannevoli, se pur dall'aspetto invitante, quando non sono ancora maturi risultano allappanti.  

Ma non solo...
Anche in America hanno un loro "legno santo"!
Il Guaiacum Sanctum è una pianta dell'America Centrale.
E' un piccolo albero dalla crescita lenta che raggiunge i 12 m di altezza, oramai difficile da vedere di queste dimensioni a causa del taglio per ricavarne legname. E' durissimo e pesante infatti il suo peso specifico è superiore a due, e quindi non galleggia.

E allora buon ponte di Ognissanti!

martedì 15 ottobre 2013

OPEN DAY - Consorzio Legno Legno

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Verona, 15 Novembre 2013 

Ingresso riservato ai serramentisti, rivenditori e progettisti  iscritti








L'evento è una giornata di cultura del serramento che coinvolgerà le aziende dell’intera filiera proponendo aggiornamento e dibattiti sugli argomenti di più forte attualità.

Le aziende partner  fanno conoscere la propria realtà aziendale esponendo i propri prodotti e ritrovati di ultima generazione.
L'incontro tecnico-commerciale offre ai serramentisti l'opportunità di concretizzare nuove relazioni con i fornitori e di allargare il loro mercato di riferimento.



lunedì 7 ottobre 2013

MADE EXPO 2013 - "Na festa paesana"

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E' iniziata così la nostra visita al Made Expo di Milano.
Solo dopo pochi minuti dall'ingresso ai padiglioni di nostro interesse, ci siamo incontrati con una persona che nel parlare ha definito come "na festa paesana" una delle fiere più importanti per il settore del serramento e dell'edilizia in generale.
La cosa in un primo momento ci ha fatto sorridere, poi però ci ha fatto riflettere...
In effetti la sensazione che ha dato, non solo a noi ma a molte delle nostre conoscenze, è proprio quella di un ritrovo di persone che si conosce da sempre e che ha poco o niente da raccontarsi. Solite facce, discorsi monotematici sul periodo difficile ed assolutamente poche novità.
Troppo poche per una fiera che dovrebbe dare coraggio alle persone che ci lavorano dimostrando l'importanza indiscussa del settore dell'edilizia ed invece, purtroppo, la realtà del periodo è ben diversa e solo alcune piccole isole si sono staccate dalla terraferma e navigano incontrastate in un mare totalmente inquinato.
Tuttavia, durante i primi 2 giorni di fiera si sono viste poche persone, come pensavamo, mentre il 3° giorno ci siamo dovuti ricredere perché a momenti i corridoi erano pieni. Speriamo sia un bel segnale positivo anche se, un giorno di affluenza è comunque troppo poco.

Quello che abbiamo potuto notare, è stata la misera presenza dei produttori di serramenti in legno, al contrario della buona partecipazione dei produttori di porte, sia per quanto riguarda i soliti nomi di prestigio come Tre P - Tre Più, Ferrerolegno, Door2000, ecc.. ma anche delle piccole industrie come Porte a Porte, CiesseDomus, Giomo porte e altro ancora.
La sensazione che abbiamo avuto, è stata l'esposizione di prodotti di minor prezzo da parte delle aziende leader nei settori, quasi a voler dimostrare un interesse e coinvolgimento a fasce di mercato diverse dalle loro abitudini, che invece stanno diventando sempre più di nicchia.
Per quanto riguarda le poche novità, la finestra con giunzione meccanica presentata da due aziende con soluzioni un po' diverse; in un caso con viti e tiranti a bussola, nel secondo con cerniere tipo mobile.

Notevole l'affluenza e l'interesse da parte dei paesi esteri e tutto ciò farebbe ben sperare in una ripresa del settore con sbocchi verso altri mercati.
Purtroppo, nonostante questa importante visita in Italia, molte delle grandi aziende sempre viste al Made Expo come De Carlo, Pavanello, ecc... hanno preferito non presentarsi nemmeno, dando la sensazione di non credere più al mercato nazionale e dimostrando massima concentrazione verso nuovi orizzonti.
Speriamo che questa possa essere una valida soluzione sia per loro, sia per le piccole imprese che in questo modo potrebbero tornare ad avere spazio nel mercato italiano.

Ci auguriamo infine che questa "festa paesana" riesca a portare nuovi sorrisi sui volti della gente, simbolo di serenità ed allegria, che ad una festa come nel lavoro, non dovrebbero mai mancare.


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lunedì 23 settembre 2013

Uno dei problemi peggiori nelle falegnamerie

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Immaginiamo di essere un privato che deve comprare delle porte per la propria casa.

La prima cosa che faccio è guardare su internet. Cercherò qualcosa del tipo... "porte da interni", o ancora meglio "porte in legno" e anche "porte economiche".
Mi appariranno, oltre ai distributori come Leroy Merlin, anche i grandi nomi di industrie italiane.
Personalmente ho già un'idea della porta che cerco e quindi esamino il sito internet nel tentativo di trovare una rivendita vicino a casa mia o il costruttore che corrisponde di più alle mie necessità.
Prendo indirizzo, telefono, prenoto appuntamento e mi dirigo nel negozio.
La persona di competenza mi illustra i prodotti, mi consiglia il materiale più giusto e poi mi lascia del tempo a mia disposizione per effettuare la scelta.
Scelgo! Sono convinto. Inizio a fare l'ordine. Dico tutto quello che mi serve, rispondo alle domande informative e poi arrivo a trattare due punti, che per me che non sono del settore, sembrano due cose banalissime: lo sconto e la data di consegna.
Quella bella atmosfera che c'era fino a poco fa svanisce in un attimo. Avverto qualcosa nell'espressione del venditore che non è più la stessa di prima. La battaglia è iniziata e suppongo che sia per colpa della richiesta di sconto. Beh, era presumibile che gliela chiedessi, non è così?
Immagino d'indossare l'armatura, di brandire la spada e di incominciare il duello quando.......il venditore mi dice: "non c'è problema, quest'azienda prevede il 20% di sconto, ma io sono ancora più buono e le vengo incontro facendole il 23%".
Sono sconcertato ma allo stesso tempo contento. Immaginavo uno scontro all'ultimo sangue ed invece, dopo pochi minuti, ho già ottenuto il 25%. 
Smetto di chiedere, quasi per compassione. Capisco il periodo difficile per le aziende italiane dovuto alla crisi, ma non pensavo fino a questi livelli. Comunque sia, contento per il prezzo ottenuto (anche se non è mai abbastanza), ritorno sul secondo argomento accennato poco fa... la data di consegna!
Per un attimo, mi torna in mente l'espressione rigida e perplessa del venditore, quando avevo posto le mie domande. Io pensavo fosse impaurito dallo sconto....e se fosse invece per la data in cui deve fornirmi il materiale? In effetti mi creerebbe molti problemi se sgarrasse la data precisa. Devo accordarmi con muratori, elettricisti, imbianchino e chissà quanti altri che adesso non mi vengano in mente...
Allora mi sorge spontanea una domanda.
"Mi scusi, ma quanto tempo ci vuole per avere queste porte?
Il venditore estrae dal cassetto un libretto abbozzato. Mi passa un brivido pensando all'affascinante catalogo presentato poco fa e al meraviglioso listino prezzi che aveva per le mani. 
Sfoglia una pagina, ne sfoglia una seconda....torna indietro alla prima....e poi, dopo aver riempito d'aria i polmoni con un sospirone allarmante, mi dice: "beh sa, siamo un po' impegnati in questo periodo dell'anno, però sempre per venirle incontro, diciamo che in un mese, massimo un mese e mezzo, dovrei farvele avere e montate a casa..."
"Cosaaaaaaaaa?!?!?" 
Fra 1 mese e mezzo? Per quel giorno pensavo di aver preso già anche il cane ed invece sarò ancora ad aspettare le mie porte.
Una goccia di sudore scivola dalla mia fronte. Prendo un fazzoletto e mi asciugo. 
Guardo il venditore, che invece di fazzoletti ne ha già finito un pacchetto, e gli dico: "si potrebbe fare un po' prima?"
La carnagione del venditore passa dall'abbronzato, al rosa, per finire sul bianco pallido. Accidenti, ora sviene! Ma perché?!??!?!
Ha davvero così paura a dirmi una data di consegna oppure ci vuole più a fare una porta che a costruire la mia villetta? 
Poi, quando tutto sembrava perduto, il venditore si riprende dallo shock subito, come se nulla fosse. Si aggiusta il colletto della cravatta e mi dice: "Certo signore, nessun problema. Firmi qui ed in 30 giorni le assicuro che la sua casa avrà delle bellissime porte!"
Prendo la penna, firmo e contento ma un po' titubante faccio finta di uscire dal negozio.
Pochi istanti dopo il venditore fa una telefonata, passando il nuovo lavoro direttamente al produttore e dice queste parole, che portano tutta la verità ai miei occhi: "Ciao, è venuto un nuovo cliente, abbiamo un altro ORDINE URGENTE..."!

Questo racconto inventato, purtroppo non è una realtà così lontana.
Alcune delle nostre aziende italiane, capaci di fare ottima qualità anche in tempi brevi, hanno delle lacune sull'organizzazione e nel rispetto della data di consegna accordata. Questo deve assolutamente cambiare.
L'organizzazione è fondamentale per un'industria. 
L'affidabilità sulla consegna è fondamentale per il cliente.


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